The Witcher tv series

The Witcher, la serie TV: trama e recensione

The Witcher è stata forse la serie tv più attesa e guardata del 2020. Perché? Geralt di Rivia è famoso in tutto il mondo grazie ai romanzi scritti da Andrzej Sapkowski, i quali hanno dato vita a una lunga serie di videogiochi. I videogames di The Witcher hanno vinto molteplici premi a livello mondiale. Pertanto, l’attesa per la serie tv non poteva che essere immensa.

La trama

Geralt di Rivia è uno strigo, ossia un umano mutante. In quanto tale, è più potente di un uomo qualsiasi sotto molti punti di vista. Ad esempio, è più resistente, più forte, più agile, più veloce ed è in grado di praticare la magia, anche se rudimentale.
Si serve di strane pozioni per fortificarsi e il suo unico scopo è quello di uccidere i mostri che popolano il mondo fantasy creato da Sapkowski.

I Witcher sono rimasti in pochi e uccidono per denaro, che sembra essere l’unica cosa a cui tengono. In realtà, conoscendo il personaggio di Geralt di Rivia, lo strigo più noto fra tutti, si scopre che il suo essere è complesso e profondo.

Venendo alla serie, Geralt si trova catapultato all’interno di eventi legati al destino e a trame politiche che smuovono nettamente gli equilibri del suo mondo. Ben presto deve abbandonare la sua vita di strigo e diventare molto di più…

Lo stile

La serie tv è particolare, perché si svolge per metà in flashback e per metà in flashforward. Solamente nell’ultimo episodio, lo spettatore ha il quadro complessivo sulla situazione.
A me ciò è piaciuto molto, ma conoscevo già parte della storia. Pertanto è stato semplice seguirla. Mettendomi nei panni di chi non ha mai sentito nulla su Geralt di Rivia, la serie tv può mettere un po’ in difficoltà. Non che i libri siano da meno. Infatti, sono scritti esattamente con questa logica. Sono una serie di microstorie con protagonista Geralt, inserite in un quadro più ampio. Ne ho parlato qui: Il Guardiano degli Innocenti: recensione.

I personaggi

Oltre a Geralt di Rivia, i personaggi degni di nota non sono molti, il che è assai apprezzabile perché sono molto curati. Infatti, il filone narrativo di Geralt è uno dei tre principali. Gli altri due riguardano la maga Yennefer e la principessa Cirilla Fiona Elen Riannon (Ciri).

La prima è un personaggio complicato, frustrato, insoddisfatto e ambizioso. Ma al tempo stesso di buon cuore. Geralt si innamora perdutamente di lei, tuttavia Yennefer, come detto, è molto complicata…

La principessa Ciri è invece il destino di Geralt. Cosa vuol dire? Significa che i due sono indissolubilmente legati dal destino, che nel mondo di Sapkowski è ineluttabile. Il regno della giovane principessa viene annientato e lei fugge in cerca di Geralt. Geralt, dal canto suo, la cerca con tutto sé stesso, perché sa che deve proteggerla.

I pregi

La trama non è complessa, eppure è molto accattivante. Ogni puntata vale la pena di essere vista. Ti prende e ci sono pochissimi momenti morti.
Ho molto apprezzato che gli effetti speciali non siano stati utilizzati senza criterio, sono infatti moderati.
La tua attenzione si concentra sui personaggi, principalmente.

La colonna sonora è assai bella e più o meno tutti conoscono questo brano stupendo, tra l’altro facente parte della storia stessa:

Poi che dire, Geralt è uno dei personaggi fantasy più belli mai esistiti ed è stato magistralmente interpretato, contro ogni mio pronostico, da Henry Cavill.

I difetti

I difetti sono minimali e non degni di nota, a parte uno: il finale.
Pensavo che la prima stagione, dopo l’ultima puntata, non fosse finita. Essendo l’ottava, pensavo ce ne fossero 10. Ho quindi riacceso Netflix e ho scoperto che le puntate erano realmente finite.
Inutile dire che ci sono rimasto molto male, dato che il finale di The Witcher è poco incisivo e un po’ grossolano.

Conclusioni

Non vedo l’ora che esca la seconda stagione di The Witcher, dato che la prima mi ha davvero convinto. Purtroppo, dalle voci conseguenti all’emergenza Coronavirus, si parla di fine 2021.
Un grandissimo peccato per una delle serie più belle che ho visto negli ultimi anni.

Non posso che consigliarla a tutti coloro che amano il fantasy, i videogiochi, i grandi romanzi e le storie d’avventura!

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2 comments

  1. Mi hai preso alla sprovvista con questa notizia della seconda stagione a fine 2021, ma forse avrei dovuto immaginarlo.

    Anche a me la prima stagione è piaciuta moltissimo: l’ho vista senza sapere nulla né del personaggio, né del suo mondo o della storia, e me la sono proprio goduta tantissimo. In molti mi avevano detto di essersi persi tra le linee temporali, ma per me è tutto abbastanza chiaro come si collocano i vari avvenimenti.

    Ora come ora non ricordo esattamente il finale; non ci sono Geralt e Ciri che si incontrano? Certo, rimane in sospeso il destino di Yennefer, ma non ricordo di averlo trovato buttato via, secondo me ci stava. Invece, dopo aver iniziato a leggere i libri, sono d’accordo con quello che criticano il fatto che alcune storie siano state molto semplificate, come quella nel bosco delle driadi: nel libro è diventata una delle mie preferite, mentre nella serie mi aveva detto molto poco.

    Toss a coin to your witcher è stata la mia colonna sonora per un sacco di tempo in macchina; tra l’altro mi ha accompagnato nelle ultime fasi del trasloco, per cui quando la ascolto ha anche il gancio emotivo, e ascoltandola ripenso sempre a quando sono andato via da casa e ho iniziato a vivere da solo.

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    1. Ciao Daniele! Grazie per il commento intanto 😄

      Hai detto una parola esatta: me la sono goduta. Lo stesso é valso per me! Totale relax e intrattenimento.

      Per il finale, é un po’ troppo alla Disney per i miei gusti e poco adatto a una serie TV: chiude nettamente un ciclo, con l’eroe che salva la principessa… Un po’ banale insomma.

      Toss a coin to your Witcher é da 10 e lode! La ascoltavo già prima di vedere la serie, ma dentro ad essa ha tutto un altro sapore

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