The Witcher - La Spada del Destino - libro

The Witcher – La Spada Del Destino: trama, riassunto e recensione

Ho appena terminato la lettura del secondo libro della saga di The Witcher. Se ti fossi perso l’articolo dedicato al primo libro, potresti trovarlo qui: Il Guardiano degli Innocenti: recensione

La Trama

La trama della Spada del Destino ripercorre i principali avvenimenti accaduti durante la seconda parte della prima stagione di The Witcher, che ho recensito qui: The Witcher, la serie TV: trama e recensione. Pertanto, vediamo Geralt approfondire la conoscenza di Yennefer, la potente maga che lo ha ammaliato sin dal primo istante in cui la vista. Inoltre, Geralt vive alcune avventure insieme al bardo Ranuncolo e incontra, senza saperlo, Ciri, che è il suo destino.

Come nel caso del Guardiano Degli Innocenti, la trama del libro non è lineare, ma composta da microstorie, divise nello spazio e nel tempo. La serie tv può essere d’aiuto su questo, in quanto permette di mettere in ordine cronologico gli avvenimenti e di comprendere i luoghi, oltre che i personaggi. L’utilità di queste storie è quindi fondamentale per capire i punti cardine della saga, ma soprattutto Geralt.

Chi è Geralt di Rivia

Rispetto al Guardino Degli Innocenti, La Spada del Destino ci dà molte più informazioni su Geralt. Sappiamo che è uno strigo, ossia un umano mutante estremamente resistente fisicamente e mentalmente, dotato nell’arte del combattimento. È sterile, come tutti gli strighi e innamorato follemente della maga Yennefer, che è a sua volta sterile come tutte le streghe. Ciononostante, Geralt è figlio di una maga e non si sa ancora come sia possibile.

Geralt è quindi un grande guerriero e per vivere accetta dei contratti che prevedono normalmente l’uccisione di mostri. Geralt non ama uccidere per il gusto di farlo, ma è come un guardiano silenzioso che elimina i pericoli per gli altri esseri viventi. Infatti, Geralt non uccide tutti i mostri e rispetta tutte le creature. Non è un caso che sia amico di razze che si odiano tra loro e riesce sempre a mediare con grande maestria.

Si tratta di un uomo intelligente, che fa dell’esperienza la sua arma. Dal punto di vista emotivo è più empatico di quello che possa sembrare a prima vista. Ha infatti un grande cuore e per lui il denaro, a differenza di altri strighi, non è la principale ragione di vita.

Geralt è quindi un guerriero errante condannato a un’esistenza all’insegna della caccia: uccidere o restare ucciso è la sua condizione naturale, dalla quale esce inaspettatamente con la formula del bambino sorpresa. Si tratta di un’invenzione di Sapkowski, lo scrittore della saga, per cui è possibile sdebitarsi con una persona chiedendole in cambio la prima cosa che troverà tornando a casa. Solitamente si tratta di un bambino, al quale gli strighi aspirano per iniziarli e trasformarli in mutanti. Infatti, gli strighi ai tempi di Geralt sono prossimi all’estinzione.

La vita di Geralt cambia quando scopre che il suo bambino sorpresa è Ciri, nipote della regina Calanthe di Cintra e discendente degli Elfi, dotata quindi di poteri straordinari.

Le differenze rispetto alla serie tv

Ecco alcune delle differenze che mi vengono in mente:

  • L’incontro fortuito con Ciri è una delle differenze principali rispetto alla serie tv, dove i due si incontrano solamente dopo la caduta di Cintra.
  • Geralt vive altre avventure che non sono riportate nella serie tv, così come sono assenti dei personaggi importanti, come Occhietto.
  • Geralt è fondamentalmente sempre al verde, cosa che non si comprende nella serie tv.
  • Geralt è un ruba cuori. Yennefer è sicuramente l’amore della sua vita, ma non per questo si nega la possibilità di intraprendere nuove avventure e lo stesso vale per Yennefer. Geralt mostra un fascino irresistibile, per cui conquista quasi ogni donna che incontri.
  • Geralt è estremamente succube di Yennefer. Personalmente non sopporto Yennefer come personaggio, in quanto si atteggia molto e tratta Geralt come una pezza da piedi, a volte offendendolo pesantemente senza apparente motivo. Uno dei passaggi più importanti da questo punto di vista è quando Geralt scopre di avere giaciuto con Yennefer la notte prima che lei giacesse con un altro. Nonostante tutto, Geralt ci passa sopra e sfida a singolar tenzone il rivale, scoprendo addirittura che il comportamento di Yennefer fosse assolutamente intenzionale e privo di pentimento. Da questo punto di vista, preferisco nettamente il Geralt della serie tv.
  • Preferisco invece il Geralt del libro rispetto alla simpatia. Nella serie tv, Geralt è molto taciturno, di poche parole. Nel libro, invece, parla spesso ed è veramente simpatico. Ha quasi sempre la battuta pronta e si lascia sfuggire divertenti imprecazioni, come: “Peste!” Anche nella serie Geralt fa sorridere, ma nel libro molto di più.

Conclusioni

Onestamente non avrei mai continuato a leggere la saga di The Witcher, per due motivi che ormai mi sembrano stupidi:

  1. Mi sono detto di imparare la storia attraverso i videogiochi e la serie tv, così da dedicare tempo a libri fantasy che invece non hanno la fortuna di essere rappresentati in altre forme.
  2. I libri sono molti e la spesa per completare la saga diviene alta.

Per quanto riguarda la prima questione, mi sono convinto dopo le fallimentari ultime esperienze di lettura fantasy. Infatti, ho iniziato delle saghe aberranti, per cui mi sono deciso a leggere un libro di mio interesse, certo di andare sul sicuro e così è stato. Inoltre, mi sono appassionato anche al videogioco e questo, contrariamente a ciò che mi aspettavo, ha incrementato la mia voglia di leggere i libri che, in questo momento, metto allo stesso livello della Spada Della Verità, una saga che mi ha catturato e che ha diverse cose in comune con The Witcher.

Per quanto riguarda invece il secondo punto, i prezzi dei libri sono scesi con la nuova ristampa (da 20 a 15 euro circa) e inoltre ho avuto la fortuna di sfruttare un buono regalo. Per cui sono stato veramente contento dell’acquisto.

Dando un giudizio finale al libro, esso è molto positivo. Mi è piaciuto molto leggerlo e non mi sono mai annoiato, anzi. Ne vale davvero la pena, anche sei hai giocato ai videogiochi e hai visto la serie tv. Ci sono infatti diversi passaggi interessanti e alcune peculiarità che puoi apprezzare solo leggendo il libro stesso.

Ho apprezzato tantissimo anche lo stile di Sapkwoski, genuino e privo di Show Don’t Tell, che ormai mi ha nauseato. Sapkowski non interviene nella narrazione, ma è un tipo di narratore che piace a me, ossia che ti fornisce diverse informazioni, alla Tolkien. In questo modo, riesci ad apprezzare particolarmente ogni dettaglio.

Qui puoi leggere la recensione del prossimo libro: The Witcher – Il Sangue Degli Elfi: trama, riassunto e recensione

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9 commenti

  1. Ho giocato al primo The Witcher, neanche tutto per la verità. Non sono un granché come videogiocatore, soprattutto quando si tratta di azione. La serie tv non mi interessa. Quindi sto pensando seriamente di iniziare a leggere qualcosa. Il personaggio di Geralt mi piace e non vedo perché non iniziare un’altra serie fantasy. Mi hai convinto quando la paragoni alla Spada della Verità. (Aiuto, non riuscirò mai ha finire una serie di libri in vita mia 😄)

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    1. Ciao Joe, finire le serie di libri è un’ardua impresa, lo riconosco 🙈
      Se sei alla ricerca di una saga, questa è veramente bella. Sono al secondo libro, ma conosco la storia e ho visto lo stile dell’autore, che è notevole

      "Mi piace"

  2. Anche a me è piaciuto moltissimo, molto più de Il Guardiano degli Innocenti; diciamo che se dopo il primo ero dubbioso sul fatto di proseguire, con questo sono assolutamente a bordo della saga; ho anche già acquistato il terzo volume, ma devo ancora iniziare a leggerlo.

    La mia storia preferita credo sia quella con le sirene, che purtroppo non ha avuto una trasposizione nella serie; è anche la storia in cui appare Occhietto, a cui accenni. Anche la storia con le driadi mi è piaciuta un sacco.

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    1. Ciao Daniele, un’altra cosa che abbiamo in comune 😄

      Anche per me la storia migliore è quella delle sirene, forse proprio perché non è stata rappresentata. Credo che la scelta sia dettata dal fatto che gli autori volessero mantenere l’attenzione su Yennefer, mostrando il legame fortissimo con Geralt. Le altre donne di Geralt nella serie potrebbero confondere lo spettatore. La vedo così!

      La serie rimane stupenda

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      1. Sì, sono d’accordo; forse con un numero maggiore di episodi si sarebbero potute inserire anche gli altri interessi amorosi sia di Geralt che di Yennefer, ma in stagioni così brevi probabilmente si è preferito giocare solo con i personaggi essenziali. Il che non è necessariamente un male, secondo me.

        Stupenda sì, ricordo ancora la prima stagione con molto affetto; mi chiedo quando riusciremo a vedere la seconda, di questo passo spero non si debba aspettare ancora un altro anno…

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