La saga della Spada della Verità di Terry Goodkind, recensione

La saga della Spada della Verità di Terry Goodkind

Ciao,

Questo articolo ha lo scopo di illustrare e recensire la saga della Spada della Verità, che ho letto insieme ai prequel e ai sequel.

Intanto, chi è Terry Goodkind?
È uno scrittore statunitense che ha fatto  molta fatica a inserirsi nel mondo della letteratura a causa della sua dislessia. Nonostante ciò ha scritto la saga più lunga che io abbia mai letto, a dimostrazione che niente è impossibile.
Stiamo parlando di undici volumi da almeno seicento pagine l’uno, più altri sette libri divisi fra prequel e sequel.

Ho impiegato mesi a finire la saga e ammetto di non avere letto i primi due libri. Questo perché prima di leggere la Spada della Verità avevo visto la serie tv, a cui mi sono appassionato. Peccato che duri solo due stagioni, hanno deciso di interromperla.
È importante sapere che la serie tv è diversa dai libri, specialmente per l’inversione di due personaggi principali: nei libri il cattivo è il padre del protagonista, nella serie tv è il fratello.
In ogni caso la serie tv sulla Spada della Verità è carina e se siete alla ricerca di una serie tv fantasy ve la consiglio. Ricordate però che purtroppo non continua.

Tornando ai libri ho avuto un’esperienza contrastante con la saga della Spada della Verità.
Per capire di cosa sto parlando riassumo in argomenti quello che intendo:

  • I personaggi: quelli principali, presenti in ogni capitolo della saga, sono tre: Richard Cypher, chiamato anche il cercatore, che è il protagonista. Poi suo nonno Zed, che è il primo mago (ossia il più potente in vita) e Kahlan Amnell, una depositaria.
    Il potere speciale delle depositarie è confessare le persone. Esse diventano schiave per tutta la vita della depositaria che le ha confessate. Per farlo la depositaria deve guardare negli occhi la sua vittima e attivare il suo potere, che però prosciuga momentaneamente la sua energia.

Procediamo ora con ordine: questi tre personaggi hanno un legame fortissimo fra loro, sia di parentela (Zed è appunto il nonno di Richard, mentre questi e Kahlan si innamorano), sia di trama. Infatti ognuno dipende dall’altro.
Se al cercatore manca la depositaria è vulnerabile, così come se è senza mago e viceversa.
Nella saga inizialmente c’è un cattivo, per i primi due libri, poi diventa un altro molto più potente per il resto della saga.
Tu sai che se uno di quei tre personaggi muore il bene non trionferà sul male, quindi per undici libri tu sai che Richard, Zed e Kahlan ne possono passare di tutti i colori, ma non moriranno mai.

Tutto questo per dire che non ci sono colpi di scena incredibili, perché tutto prima o poi si risolve, anche le situazioni più drammatiche. In più il finale è scontato.

Di conseguenza la pecca della saga, a parer mio, è averla basata su tre personaggi cardine immortali per forza di cose.
Ciò comporta che per i primi libri ti lasci trasportare e li divori, perché sono scritti davvero bene, poi ti sembra di assistere a una puntata di Don Matteo.
Il libro di turno inizia infatti con un cattivo che compie un misfatto, provocando una catastrofe che si ripercuote su tutti i buoni. Dopodiché i tre personaggi principali entrano in azione, aiutati da altri personaggi secondari di tutto rispetto.
Richard, Kahlan e Zed ne passano di cotte e di crude come già detto e non sanno chi ha combinato la catastrofe iniziale. A un certo punto lo scoprono e insieme o separati risolvono la questione.
L’unico libro che non segue questo schema è l’ultimo, che è molto bello, ma di cui comunque conosci a priori il finale, perché i tre personaggi sopravvivono sempre.

I personaggi secondari non sono tantissimi considerando la mole della saga, ma sono comunque tanti. Sono poi ben fatti, con una personalità ben precisa e che partecipano attivamente alla storia.
Il cattivo invece è davvero cattivo, non è un incapace o un debole.
Non lo descrivo perché nei libri viene trattato in maniera progressiva, quindi se dovete ancora leggerli non avrete nulla di rivelato.

  • Il bene e il male: nella saga c’è questa continua contrapposizione, che è enfatizzata al massimo. Infatti non esistono personaggi neutrali e ce ne sono solo due che cambiano allineamento, passando dal male al bene.
    I personaggi stessi sono o senza macchia e senza paura o spietati, dei veri diavoli, questa estremizzazione alla lunga è forzata.
  • Il tema dell’oltretomba: ora veniamo alla parte più intrigante della saga e il vero motivo per cui vale la pena leggerla (insieme ai personaggi delle Mord-Sith, che ti fanno ridere a crepapelle in certi punti), perché è assolutamente originale.

Prima dicevo che c’è la continua lotta fra il bene e il male, ma il male non è uno solo…
Infatti uno schieramento malefico tenta di conquistare il mondo, l’altro, con a capo il Guardiano, di distruggerlo.
È quindi interessante vedere come durante la saga il male lotti contro il male.
Il Guardiano, in particolare, tenta di portare il regno dei morti in quello dei vivi servendosi delle sue fedeli Sorelle dell’Oscurità, che sono dei personaggi davvero forti e imprevedibili. Durante tutta la saga esse intralciano sia i progetti dei buoni, che quelli degli altri cattivi.
Il Guardiano, una specie di Ade, ha il suo antagonista nel Creatore, una specie di Zeus, che però sembra poco interessato alle faccende terrene.

  • Le profezie: sono caratteristiche della Spada della Verità e sono fatte particolarmente bene, perché non riesci ad interpretarle fino all’ultimo e condizionano concretamente gli eventi. Non sono quindi superficiali, ma ricercate e i profeti sono personaggi decisivi ai fini della trama. Uno di questi, imparentato con Richard, è memorabile.
  • I Rahl: sono la dinastia più potente della saga. Non rivelo chi appartiene a questa stirpe, ma volevo far presente che essa è davvero troppo forte. Infatti il capo dei Rahl è in grado di sottomettere con la mente la sua intera popolazione e ordinargli cosa fare. È come se avesse milioni di soldatini che si muovono per lui e che allo stesso tempo sono immuni ad altre forme di controllo della mente, tema presentissimo nella saga, forse in maniera eccessiva.
  • L’ultimo tema di cui parlo è correlato a quello di prima ed è quello della magia.In questa saga la magia è totale, nel senso che chi la padroneggia in un certo modo, specialmente le Sorelle dell’Oscurità, ha un potere illimitato, che comprende anche quello di far tornare in vita le persone.
    Addirittura certi maghi possono autonomamente annientare un esercito, ma siccome nella storia i maghi sono da ambo le parti, lo scontro è bilanciato.

Conclusioni: la saga della Spada della Verità ha una trama complessa, articolata, con tante situazioni e personaggi che non rendono noiosi i libri.
Le vere pecche sono la prevedibilità dei finali dei libri e lo strapotere conferito dalla magia, che trasforma alcuni personaggi in dei scesi in terra.
La Spada della Verità la consiglio quindi solamente a chi è appassionato di fantasy e che ha voglia di concentrarsi per un po’ di tempo su una sola storia.
Altrimenti un altro tipo di lettore rischia di abbandonare la saga a metà e non leggere l’ultimo libro che merita di essere letto.

Per quanto riguarda i prequel e i sequel vi consiglio di leggerli dopo la Spada della Verità. I sequel per ovvi motivi, mentre i prequel perché rivelano un elemento veramente importante rovinandoti tre libri almeno.
Inoltre capisci se dopo undici libri hai voglia di leggerne quasi altrettanti.

Resto a disposizione per qualsiasi domanda, che potete fare commentando l’articolo!

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