The Witcher stagione 2: trama e recensione

La prima stagione di The Wither mi ha convinto, in quanto ha sintetizzato le parti migliori del primo libro della saga, che in realtà è una raccolta di racconti. Ne ho parlato qui: The Witcher, la serie TV: trama e recensione.

Posso dire altrettanto della seconda stagione? Purtroppo no…

La trama

Dopo avere trovato finalmente Ciri, Geralt non ha tempo per riprendere fiato. Infatti, il suo nuovo obiettivo è trovare l’amata Yennefer la quale, secondo alcune voci, sarebbe morta nell’aspra battaglia di Sodden, che ha impedito l’incontrastata avanzata dell’Impero di Nilfgaard verso nord.

Al tempo stesso, Geralt è consapevole di dover proteggere Ciri. Nilfgaard la sta cercando e non solo… Nuove minacce avanzano all’orizzonte, sempre più oscure e pericolose. Così, Geralt decide di portarla a Kaer Morhen, l’antica fortezza dei Witcher, dove risiedono gli ultimi sopravvissuti, tra cui Vesemir, il maestro di Geralt al quale è stata dedicata la serie d’animazione Netflix: The Witcher: Nightmare of the Wolf.

A Kaer Morhen, Ciri ha l’opportunità di allenarsi, determinata a diventare in grado di difendersi da sola. Inoltre, grazie all’arrivo di Triss Merigold, Ciri inizia a studiare la magia e cerca di imparare a controllare il suo immenso potere, impresa tutt’altro che semplice…

Nel frattempo, Yennefer ne passa di tutti i colori e arriva a perdere l’unica cosa che la faceva sentire viva e forte: la magia. La sua storia si intreccia con quella di Ranuncolo ed entrambi vengono coinvolti in avvenimenti macro, che disegnano una scacchiera sempre più complessa, i cui pezzi però si muovono ancora a stento.

Conosciamo nuovi personaggi, nuovi sotterfugi, nuovi obiettivi, ma l’azione vera è rimandata alla terza stagione (spero).

Ciò che non mi è piaciuto

La serie ha un ritmo troppo lento. Se nella prima riuscivo a giustificarlo, perché non è facile tramutare dei brevi racconti in una serie tv e meglio di così non si poteva fare, nella seconda non ci sono più scuse.
Aspettavo da più di un anno questa stagione, che è volata senza che di fatto sia successo niente di eclatante.

Certo, bellissima la parte a Kaer Morhen con i Witcher, così come altri scenari di alto livello. Ma non basta. Più che una stagione 2, sempre una stagione 1 parte due. Non so se sia solo la mia impressione.
Purtroppo sono stato molto condizionato da questo e ho apprezzato meno i pregi della serie, tra cui la superba recitazione di Henry Cavill, sempre più calato nei panni del personaggio.

Inoltre, il personaggio di Yennefer è stato molto sminuito. Appare confuso e sembra agire in preda agli eventi. In realtà è estremamente sagace e deciso. A differenza di Henry, che conosce perfettamente Geralt di Rivia e ha studiato profondamente il personaggio, l’attrice che interpreta Yennefer, Anya Chalotra, appare discontinua nell’interpretazione.

Freya Allan, che interpreta Ciri, è invece allineata con i libri e rende giustizia al personaggio. Probabilmente perché Henry l’ha presa sotto alla sua ala protettiva e l’ha aiutata a performare al massimo, come ha ammesso la stessa Freya. E come darle torto? Henry è ormai un sex symbol acclamato a livello mondiale.

L’ultimo personaggio di cui vorrei parlare, in negativo, è Triss. Non c’entra assolutamente niente con quello dei libri e neanche rispetto ai videogiochi, sia dal punto di vista fisico, sia comportamentale. Triss nella serie sembra perennemente insicura, depressa, insoddisfatta e spenta. Nei libri non trasuda tutta questa negatività e inoltre riesce a stringere un bel legame con Ciri, specie nella parentesi vissuta a Kaer Morhen.
Nella serie invece, proprio a Kaer Morhen, Triss dipinge Ciri come una minaccia per l’esistenza intera e non riesce ad essere la sua insegnante di magia.

Conclusioni

Insomma, al di là della trama, che è più o meno fedele ai libri, credo che l’unico attore principale ad essersi veramente calato nel personaggio e che lo abbia compreso fino in fondo sia Henry Cavill.
D’altronde basta guardare alcune delle interviste al cast e quasi nessuno di loro ha mai letto / giocato a The Witcher. Questo è un problema: non è possibile interpretare perfettamente un personaggio fantasy importante senza conoscere ogni sua sfaccettatura, a meno che tu non ti chiami Elijah Wood, l’unico del cast a non avere mai letto Il Signore degli Anelli.

Basta guardare anche solo i primi 30 minuti di questa intervista del canale Netflix ufficiale per capire di cosa parlo: l’unico che ama la serie nel profondo è Henry.

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5 commenti

  1. A me è piaciuta molto, me la sono goduta tanto quanto la prima stagione! Sono d’accordo che a livello di trama non ci sia moltissimo, ma secondo me è una caratteristica che condivide con il libro: anche Il Sangue degli Elfi è molto molto scarno di trama e qui hanno scelto di arricchirla non sempre nel modo migliore. La storyline di Yennefer non ha fatto impazzire nemmeno me, ma è compensata da ogni scena in cui appaiono Geralt e Ciri!
    A me ha dato l’impressione di essere quasi questa la prima stagione, facendo sembrare la prima solo un prologo della storia vera e propria.
    Sono d’accordissimo su Triss, che ha subito un trattamento davvero ingiusto. Tra l’altro leggendo me la immaginavo come quella che nella serie è Tissaia, secondo me hanno scelto un’attrice troppo giovane.

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    1. Ciao Daniele! Concordo su tutto, anche sul libro, che però mi è piaciuto di più rispetto alla serie. Se non fosse per l’interpretazione di Cavill, la serie sarebbe certamente insufficiente. Vogliamo parlare dell’inutile storyline sugli Elfi? Ha portato via un sacco di tempo e incide pochissimo su ciò che ci interessa davvero: Geralt e Ciri.

      Secondo me gli sceneggiatori stanno commettendo l’errore di Sapkowski, ossia più vanno avanti, più si scordano che il personaggio cardine è Geralt. Non ho cronometrato quanto sia stato presente nella serie, ma probabilmente è comparso meno di Yennefer, il che è assurdo.

      Piace a 1 persona

      1. La storia degli Elfi serve, secondo me, come antefatto per gli Scoia’tael; era fondamentale? Probabilmente no, ma tra tutti i modi per allungare il brodo della stagione mi è sembrato forse la scelta più sensata.

        Il rischio di farsi prendere la mano e cedere alla voglia di fare una serie corale come Game of Thrones secondo me è alto, spero non succeda e rimanga sempre Geralt il protagonista assoluto; anche perché si è visto in questa stagione che le cose alla GOT, tipo intrighi politici e simili, non è che siano esattamente le più riuscite o le più interessanti!

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