Le storie dei re sassoni, recensione, parte 1

I primi tre libri della saga dei re sassoni di Cornwell

Ciao,

Oggi voglio parlare della saga storica che più mi ha appassionato, cioè il ciclo dei re sassoni di Cornwell.

Prima di parlare della saga, due accenni sull’autore.
Cornwell è inglese, ha lavorato per anni nella BBC ed è anche un professore. 
La cultura di certo non gli manca e vi assicuro che ha una conoscenza della storia medioevale inglese impressionante.
Le storie dei re sassoni sono un romanzo storico, che sfrutta degli eventi realmente accaduti per raccontare in realtà la storia di un personaggio inventato, che si chiama Uhtred, figlio di Uhtred, figlio di Uhtred.
Cornwell è talmente bravo a scrivere da non farti capire che il protagonista del libro è di sua invenzione. Alla fine te lo spiega in una nota, ma comunque non ci potevo credere.
Questo perché l’autore segue la vera storia passo per passo, sia con gli eventi, che con i personaggi.

Siamo in Inghilterra, negli anni più bui della storia inglese. Essa è infatti divisa, martoriata da una guerra causata dalle razzie vichinghe. 
I Vichinghi imperversano lungo tutta l’Anglia, sottomettendo ogni popolo ed eliminando ogni sacca di resistenza.
Solo il regno del Wessex resiste all’invasore, grazie alla forte leadership del suo re, Alfredo

Uhtred, come dicevo, è il protagonista del libro. Da piccolo viene rapito dai vichinghi, che uccidono la sua famiglia e si appropriano del suo castello, Bebbanburg (luogo inventato).
Uhtred cresce sano e forte e si affeziona alla sua famiglia vichinga.
Ora non riassumerò la storia, ma le parti che ho riportato sono essenziali per comprendere i temi cardine della saga:

  • Uhtred è un personaggio forte, mentre leggi il libro lo ammiri e vorresti vivere le sue avventure, combattere come lui. 
  • Cornwell è un maestro della scrittura: narra in prima persona le vicende, quindi è Uhtred che per tutto il libro ti parla, raccontandoti la sua storia.
    Sottolineo ancora una volta che scrivere una saga in questo modo ha un coefficiente di difficoltà proibitivo, eppure le pagine scorrono meravigliosamente.
    Non ti stanchi mai di leggere il libro, vai avanti per ore solo per sapere cosa succede dopo.
  • Uhtred è un grande guerriero e in breve tempo diventa essenziale per Alfredo, che ha bisogno di difendere l’ultimo baluardo inglese. Fra i due si instaura un rapporto di amore ed odio.
    La cause sono due: Alfredo non vuole interferenze riguardo alle sue decisioni, condizionate dalla Chiesa, mentre Uhtred sa di avere militarmente e cerca in tutti i modi di ostacolare le strategie predefinite dal re e dai suoi consiglieri.
    La seconda causa è strettamente legata alla prima: Uhtred, essendo cresciuto con i vichinghi è fermamente un pagano, mentre Alfredo un cattolico estremamente praticante, che lotta contro gli infedeli.
    Fra i due se ne vedono quindi delle belle.
  • Uhtred è continuamente in balia delle sue origini e della sua cultura. Da un lato si sente inglese (sassone), dall’altro vichingo. 
    Per questo motivo a volte si schiera da una parte, a volte dall’altra, ma non è mai opportunista, segue il suo cuore.
  • Uhtred cerca in tutti i modi di riconquistare Bebbanburg a tutti i costi, è il suo chiodo fisso.
    Ce la farà?

Curiosità: le vicende di questo libro accadono pochi anni dopo la serie tv “Vikings“. Ci sono infatti diversi personaggi della serie (realmente esistiti), come i figli di Ragnar Lothbrok
Quindi se vi piace la serie avete un motivo in più per leggere la saga!

A proposito di serie tv: “The Last Kingdom” è tratta proprio dalla saga di Cornwell, dai primi due libri in particolare.
Io l’ho seguita tutta e vi posso dire che vale la pena guardarla, è fedele e ben fatta. 
L’unica nota negativa è per me rappresentata dall’attore che impersona Uhtred. È tutt’altro che virile, come invece dovrebbe essere ed è anche irritante. Uhtred non è affatto sconsiderato, nemmeno ingenuo, come invece è l’attore.
Il personaggio è semplicemente impulsivo e verace.

In generale i libri non costano tanto e sono mediamente corposi, vale la pena acquistarli, qualsiasi sia l’edizione.

Conclusioni: come voto questa saga merita 10, niente da dire. È perfetta, potrei fare un elenco delle sue qualità, ma non ha senso. Se siete degli appassionati del genere è da leggere assolutamente. 
Il libro più noioso è forse il primo, perché nella prima parte si occupa di ambientare la storia, ma non ho mai avuto la tentazione di saltare una pagina.
Tutto ciò che vi potete aspettare da un romanzo storico c’è, dalle battaglie, ai personaggi che ti appassionano, agli intrighi, ai tradimenti… Non manca niente.

Ed ecco i link agli articoli successivi:
Le storie dei re sassoni, di Cornwell, parte 2
Le storie dei re sassoni, di Cornwell, parte 3
I guerrieri della tempesta di Bernard Cornwell, recensione
L’arciere del re, recensione del romanzo storico di Cornwell
Il Cavaliere Nero di Cornwell, recensione
La Spada e il Calice, di Cornwell, recensione

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Al prossimo articolo!

17 thoughts on “Le storie dei re sassoni, recensione, parte 1

  1. Ho letto di Cornwell la trilogia del Santo Graal, più un quarto romanzo con gli stessi protagonisti. Questa serie è ambientata all’inizio della guerra dei cent’anni. Se non l’hai ancora letta te la consiglio. Mi ha fatto riscoprire la storia e questa guerra che spesso si studia solo a scuola come un insieme di date senza senso. Delle storie dei re sassoni ho letto solo il primo e, come hai scritto tu, l’ho trovato un po’ noioso rispetto agli altri che avevo letto. Mi fido del tuo consiglio e continuerò sicuramente la serie. Cornwell è davvero bravo. Ciao!

    1. Sicuramente leggerò quella saga, è proprio il genere di storia che mi ispira. Grazie del consiglio!
      Di Cornwell ho letto anche l’arciere di Azincourt, che prima o poi recensirò, ma non è bello come le storie dei re sassoni. Poi è un romanzo a sé, non continua.

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