Vikings stagione 6, recensione: come rovinare una serie tv

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Dopo avere finito di vedere l’ultima puntata della stagione ho immediatamente cercato notizie sulla successiva.
A quanto pare, fortunatamente questa dovrebbe essere l’ultima stagione.
Allo stesso tempo però mi dispiace, perché la sesta stagione non conclude un bel niente e semina un terreno fertile per la settima.
Diversi cicli narrativi rimangono aperti, anzi, se ne aprono addirittura di nuovi.
La sesta stagione rimane comunque talmente deludente che sono felicissimo per l’annullamento della settima.

In questo articolo ci saranno degli ovvi SPOILER, perché mi concentrerò particolarmente sugli aspetti totalmente antistorici della serie.
Vikings ormai è diventato una soap opera, piena di amori facili che si intersecano fra loro, di intrighi prevedibilissimi.
Insomma, ha perso ogni genere di fascino che potrebbe avere una serie tv ambientata nel mondo vichingo.
Mi sembra di guardare Il Segreto per intenderci.

Per me Vikings è finito con la morte di Ragnarr ed effettivamente doveva finire così. Fino a quel punto gli eventi erano più o meno fedeli alla Storia. Poi è successo il finimondo.
Riporto alcune idiozie incredibili che gli sceneggiatori si sono inventati:

  • Floki va in Islanda per stabilire una colonia vichinga. Questo ciclo narrativo ha una trama noiosissima, monotematica e completamente inesistente dal punto di vista storico. Sono riusciti a rovinare uno dei personaggi più belli della serie, che da vichingo assatanato passa ad essere un santone puro e casto.
    Qual è l’evento scatenante che lo porta a compiere questo repentino cambiamento di vita? Non si è ben capito. Forse la morte di Ragnarr?
    Ogni motivazione è flebile di fronte a ciò che diventa Floki, un personaggio costruito a tavolino dalla quinta stagione.
  • Lagherta ama tutti. Nemmeno una teenager avvampata con gli ormoni a mille riuscirebbe ad avere l’immenso numero di relazioni che ha la nostra Shieldmaiden.
    Va con tutti e tutte, ogni nuovo personaggio importante un giro con Lagherta lo fa.
    Per non parlare del cambiamento capelli biondi – capelli bianchi.
    Da un momento all’altro una Lagherta ormai cinquantenne passa da avere i capelli biondissimi ad avere i capelli completamente bianchi. Perché!?
  • Il vescovo Heahmund. Sembrava il nuovo Athelstan, ma è anni luce lontano da questo grandioso personaggio.
    Sa fare solamente due cose: combattere e citare passi della Bibbia a caso.
    Mentre Athelstan entrando in contatto con il mondo vichingo ha un lento e profondo cambiamento personale, Heahmund cambia idea ad ogni puntata.
    Un giorno ama i Vichinghi, un giorno li odia e adora il Dio cristiano.
    La storia d’amore con Lagherta è veramente forzata. Improvvisamente si amano alla follia. Insomma, sembra che Ragnarr sia stato una semplice avventura per Lagherta, quando non dovrebbe assolutamente esserlo.
  • Sono riusciti a rovinare pure Rollo. Divenuto duca di Normandia (fatto finalmente storico) compare solo per fare vincere Ivarr contro Bjorn e Ubbe.
    Grande mossa degli sceneggiatori per far sì che Ivarr governasse su Kattegat!
    Peccato che si siano fregati da soli quando Rollo confessa di essere il vero padre di Bjorn (un’altra colossale stupidaggine). Rollo infatti afferma di volere portare Bjorn in Francia per proteggerlo e renderlo suo erede.
    Allora ha veramente tanto senso schierarsi dalla parte di Ivarr, rischiando di uccidere Bjorn. Geniale!
    A Rollo bastava dire a Bjorn: “Se ti aiuto contro Ivarr vieni con me in Francia.”
    Peccato che questo non sia successo…
  • Bjorn diventa l’amuleto portasfortuna della serie. Non gliene va dritta una e si trova costantemente in luoghi dove non è mai stato e in situazioni che non ha vissuto. Chi conosce un po’ la vera storia di Bjorn, sa che il suo estro avventuriero è ciò che compone realmente la sua vita.
    Il vero Bjorn è quello che esplora terre sconosciute, non quello che attacca Kattegat.
  • Re Harald è come una mina vagante che gira di qua e di là per fare macello. Ha un numero pressoché infinito di uomini. Cambia alleanze di continuo e non si capisce cosa voglia veramente. È sempre schizzato e non c’è una delle cose che fa che abbia un senso logico.
    Peccato che storicamente la Norvegia sia nata grazie a lui.
    Si è capito dalla serie?

Veniamo ora all’errore più grande di Vikings, che collega tutti i figli di Ragnarr. Tralasciando quelli per così dire secondari, Ivarr, Ubbe e Bjorn sono sicuramente i più importanti.
Dopo la morte di Ragnarr giurano di vendicarlo e riescono a reclutare un immenso esercito con il quale sbaragliando quello di Re Aelle.
Il grande merito di Ivarr (chiamato senz’ossa non perché era storpio, ma perché era molto esile) è stato quello di fondare la città di York e di stabilire un avamposto grazie al quale i Vichinghi sono riusciti a sconfiggere gli Anglosassoni.

Scordiamoci quindi Ivarr a Kattegat.
Ivarr, così come Ubbe, è quasi sempre rimasto in Gran Bretagna per cercare in tutti i modi di conquistarla.
L’unico regno che si è sempre opposto fermamente ai Vichinghi è stato proprio quello del Wessex, con Alfredo il Grande.
Nella serie tv, Alfredo sembra un povero idiota manovrato da sua madre, che è diventato re un po’ casualmente diciamo.
In realtà è stato un sovrano geniale, in grado di mantenere intatto il suo regno nonostante il dominio schiacciante da parte dei Norreni sull’isola.
Storicamente c’è stato un momento in cui il Wessex era l’ultimo regno anglosassone rimasto.
Grazie al genio militare e diplomatico di Alfredo, soprannominato Il Grande per validissimi motivi, il Wessex è riuscito a resistere e a trasformarsi un giorno in ciò che meglio conosciamo come Inghilterra.
Insomma, scordatevi l’Alfredo di Vikings.
Per concludere questo discorso: per anni Ivarr e Ubbe hanno lottato insieme contro Alfredo.
Un po’ come in Vikings, vero?

Gli eventi storici che ho descritto sono riportati fedelmente nella serie tv The last kingdom, che ripercorre proprio la storia di Alfredo il Grande e del regno del Wessex. Vi consiglio caldamente di guardarla, specialmente se Vikings vi ha lasciato con l’amaro in bocca.
Non so se gli sceneggiatori di Vikings abbiano deciso di muoversi in modo totalmente non realistico per discostarsi da The last kingdom e fargli concorrenza. Sicuramente hanno sbagliato.

Non posso che consigliarvi di leggere questi miei articoli:

Le storie dei re sassoni, recensione, parte 1

La vera storia di Vikings

Una volta fatto capirete perché provo tanto disappunto nei confronti di Vikings, una serie spettacolare fino alla quarta stagione e disastrosa in seguito.
Certo, se non hai alcuna conoscenza storica della vicenda, ammetto che è una bellissima serie tv, specialmente per quanto riguarda i costumi e gli effetti speciali.
Se però conosci la vera storia dei personaggi rimani sconvolto. Sono stati completamente rovinati.
Quando vedo Ivarr nei panni del tiranno matto mi vengono i brividi…

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Al prossimo articolo!

4 comments

  1. Però, se non ricordo male, effettivamente i Vichinghi fondarono colonie in Islanda e poi, successivamente, anche in Groenlandia…Tra l’altro la colonizzazione islandese allude a un segreto ancora oggi privo di spiegazione univoca: dato per assodato che non esistono reperti archeologici che attestino la presenza umana in Islanda prima del IX secolo (a parte alcuni eremiti di origine irlandese), nel corso del secolo scorso sono state trovate alcune monete di epoca romana, sulla cui origine gli studiosi sono ancora oggi incerti.

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