Le storie dei re sassoni, di Cornwell, parte 2

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Ciao,

Sono tornato!
Finalmente posso dedicare un po’ del mio tempo a parlare degli ultimi due libri che ho letto, ossia: “Il signore della guerra” e “La morte dei re”.
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I due libri sono stati scritti da Cornwell e fanno parte della saga di cui ho parlato precedentemente in un altro articolo, quella dei re sassoni.
Vi lascio il link sotto:
Le storie dei re sassoni, di Cornwell, parte 1
La saga narra le vicende avvenute in Inghilterra nel X secolo dopo Cristo, quando i vichinghi stavano per colonizzarla.
Il solo regno del Wessex, guidato da Alfredo il Grande, ha saputo resistere al nemico.
Ed è qui che entra in gioco il nostro eroe.

Uhtred, figlio di Uhtred, figlio di Uhtred è il protagonista.
Per inciso, non amo i romanzi dove sai già come vai a finire, tranne questo.
Sappiamo infatti che Uhtred sopravvivrà sempre nelle sue avventure, visto che è lui stesso a raccontarle.
Rispetto a questo dettaglio, vi assicuro che è il più grande punto di forza della saga.
Stiamo parlando di libri di centinaia di pagine, scritti in prima persona.
La difficoltà, non mi stancherò mai di dirlo, è immensa.
Per non parlare del fatto che Cornwell si è inventato il personaggio di Uhtred di sana pianta e lo ha piazzato nei momenti storici inglesi più importanti, rendendolo protagonista. 
È come se ci inventassimo un personaggio che racconta le Guerre di Indipendenza italiane dal suo punto di vista, mantenendo una coerenza storica perfetta.

Cornwell ha portato avanti un lavoro straordinario, Uhtred è estremamente realistico, ha la personalità più complessa e chiara che io abbia mai riscontrato in un personaggio di fantasia.
Non ha stereotipi, è umano.
Non sappiamo mai dov’è il bene e il male, facciamo il tifo per lui, le sue azioni sono memorabili e spettacolari.
Uhtred ha un’ironia unica, specialmente quando si tratta di offendere qualcuno.
Ce l’ha a morte con i preti e con i codardi, li insulta utilizzando costrutti semantici tipici dell’alto Medioevo inglese, del tipo “Tua madre era talmente indecisa che è andata con tutti”, oppure “Bevi del piscio di mucca”, insomma, c’è da sbizzarrirsi.
Questa saga è l’unica che leggo continuamente con il sorriso sulle labbra, so che dietro l’angolo mi aspettano risate di gusto, una dopo l’altra.
Ma il libro è serio, drammatico anche, tutt’altro che bucolico.

Poi ci sono i combattimenti. Stupendi. Davvero realistici, emozionanti, ti tolgono il fiato. Le descrizioni sono uniche ed ogni scontro è diverso dall’altro.
Pensi che le idee di Cornwell finiscono, invece no, è un pozzo di immaginazione, un genio.

Venendo nel dettaglio dei due libri che ho letto, ho abbandonato la storia di Uhtred a malincuore per un anno, perché “Il signore della guerra” era in ristampa e non ho potuto acquistarlo.
Ma ora che i libri sono stati tutti editi nuovamente, ne ho divorati due in tre settimane.
Purtroppo la saga finirà!

Uhtred lo abbiamo lasciato a battibeccare con Alfredo, il re cattolicissimo del Wessex che detesta tutti i pagani, come il nostro protagonista.
Tuttavia Uhtred gli ha permesso di vincere scontri vitali per il suo regno, è il suo cane da guardia, che tiene lontani gli incursori vichinghi grazie alla sua fama e alle sua abilità di grande guerriero e condottiero.
Uhtred e Alfredo hanno un rapporto simbiotico di amore ed odio.
Alfredo ha bisogno di Uhtred perché è l’unico in grado di difendere il suo regno e lo ha salvato innumerevoli volte.
Uhtred ha bisogno del re del Wessex perché è l’unico in grado di fornirgli un esercito in grado di riconquistare la fortezza inespugnata di Bebbanburg.
Al momento, ivi governa lo zio di Uhtred, il quale si è alleato con i danesi (i vichinghi) e ha fatto sterminare la famiglia del nipote, in modo tale da impossessarsi di Bebbanburg.
Uhtred vuole vendicarsi, ma non ha abbastanza terre per produrre denaro, con cui reclutare dei soldati.

Le poche terre che il nostro eroe possiede vengono confiscate da Alfredo nel momento in cui Uhtred, preso da un impeto d’ira, uccide un prete con un pugno.
Ciò è dovuto al fatto che il prete afferma che la moglie di Uhtred, defunta da poco, era una meretrice del diavolo.
Come avrete capito, Uhtred è uno che agisce di impulso, che ha una sua moralità, dei valori che se toccati lo rendono una furia della natura.
Questo accade spesso, fa morir dal ridere.

In ogni caso, Uhtred decide di mandare a quel paese Alfredo (letteralmente) e si schiera dalla parte dei danesi.
Egli è stato cresciuto dai vichinghi, adora i loro dei, crede in Odino, nel Valhalla…
Diventa un razziatore e il suo nuovo ruolo gli si addice perfettamente.
Alfredo gli manda diversi emissari per convincerlo a tornare da lui, ma non la spunta.
Uhtred ammira Alfredo perché lo reputa un grande uomo e re, ma disprezza il suo bigottismo ed ora che non ha più nulla da perdere, decide di arricchirsi.
Ricordatevi che il suo fine ultimo è uno solo: conquistare Bebbanburg, è ossessionato da questo.
Le sue avventure da razziatore sono, come sempre, stupende.
Non ve ne parlo nel dettaglio, cito solo la figura di Skade, una donna vichinga bellissima (ah, quasi dimenticavo, a Uhtred piace tantissimo il gentil sesso), che convince Uhtred a rapinare il suo ricco precedente marito.
In realtà lo inganna, il suo consiglio era mirato alla sua vendetta personale.
Uhtred se la lega al dito ed è solo questione di tempo, prima che anche lui abbia la sua vendetta…

In ogni caso la sua vita da vichingo non lo soddisfa, i rischi sono tanti e la sua situazione economica non muta.

Le cose cambiano quando lo raggiunge la figlia di Alfredo, Ethelfleda, che è infelicemente sposata con il cugino di Uhtred, il re di Mercia, un regno forte e vasto che ha giurato fedeltà al Wessex.
Uhtred ha un punto debole: le donne.
Ne ama tante nella sua vita e fa qualsiasi cosa per loro.
Ciò che è peculiare è il fatto che ne ama più di una allo stesso tempo, in modo sincero.
Come ho detto, fa qualsiasi cosa per loro ed è ciò che accade con Ethelfleda.
Ella lo convince a tornare in Wessex da Alfredo, il quale ha sempre avuto una salute cagionevole e sta morendo.
Uhtred, disprezzato ormai dai sassoni e dai vichinghi, riesce finalmente ad ottenere, dopo sei libri, delle ricche e vaste terre da Alfredo.
Egli in punto di morte riconosce i meriti del nostro protagonista e gli concede questo onore, che ha un onere, ossia giurare fedeltà al figlio Edoardo, giovane e inesperto nell’arte del governare.
Uhtred accetta, più che altro perché vuole restare al fianco di Ethelfleda, di cui è innamorato e così lo è lei di lui. Sono infatti amanti.

Morto Alfredo, ci sono diverse pretese al trono del Wessex, sia da parte dei vichinghi, che dei sassoni.
Uhtred vorrebbe dedicarsi alla sua nuova terra, arricchirsi per reclutare un esercito con cui assaltare Bebbanburg, ma non ha un attimo di tregua.
Egli è un uomo d’onore, prende sul serio il suo giuramento ed organizza la difesa del regno sassone.
Edoardo lo ritiene, così come il padre, “lo scudo del Wessex”, ha un’immensa stima di lui e si trova sempre a far coincidere i pensieri dei preti, a cui è tanto devoto, con quelli del pagano Uhtred (anche in questi casi le risate sono assicurate).
Uhtred combatte strenuamente per quella che ha capito essere la sua patria, insieme ai suoi compagni di una vita, personaggi magnifici come lui.
Combatte con Ethelfleda e per Ethelfleda, una donna coraggiosissima ed affascinante, combatte con Edoardo e lo tempra.
Le battaglie sono innumerevoli, gli scontri all’ultimo sangue.
Uhtred invecchia, ma non il suo animo, non la sua tenacia e nemmeno la sua fama, in grado di spaventare qualsiasi orda danese.

E tu, cosa aspetti a calarti nelle avventure di Uhtred, figlio di Uhtred, figlio di Uhtred?

Ah, quasi dimenticavo, anche Uhtred ha dei figli e la vicenda è piuttosto delicata.
Vi anticipo soltanto che il primogenito, Uhtred (che fantasia), prende i voti.
Ne vedremo delle belle…

Al prossimo articolo sulle storie dei Re Sassoni, la terza parte della mia recensione!

8 comments

  1. Mentre leggevo il tuo articolo pensavo che tutto questo non mi era del tutto nuovo, e infatti ho scoperto che dalla saga di Cornwell è stata tratta la serie The Last Kingdom! Ne avevo visto la prima stagione un paio di anni fa, poi l’ho persa di vista anche se mi era piaciuta molto, soprattutto per quella stessa ironia di cui parli anche tu e che non mi aspettavo! Magari la riprendo, ero curioso di vedere come sarebbe andato avanti; per i libri, mi hai davvero incuriosito, ma ne ho talmente tanti in fila col numerino ad aspettare il proprio turno che non me la sento di buttarmi in un’altra saga!

    Piace a 1 persona

    1. Nel primo articolo avevo accennato a questa cosa della serie, che ho visto.
      Tuttavia il personaggio di Uhtred non è affatto come quello dei libri.
      L’attore lo impersona malissimo purtroppo, sia dal punto di vista fisico che interpretativo.
      Sono contento di averti incuriosito e spero che tu possa leggerlo un giorno 😁

      Piace a 1 persona

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