La Caduta di Gondolin, recensione

Copertina de La Caduta di Gondolin, di Tolkien

Ciao,

Ho deciso di dedicare questo articolo alla Caduta di Gondolin, quasi certamente l’ultimo della famiglia Tolkien.
La caduta di Gondolin è raccontata in più versioni nel libro.
Ci troviamo nella prima era della Terra di Mezzo, migliaia di anni prima della Guerra dell’Anello.
Sauron non è che un servitore del Signore delle tenebre, del più potente dei Valar, Melkor o Melko o Morgoth (per dirlo alla maniera elfica).
Questi intende conquistare la totalità di Beleriand, la porzione più vasta della Terra di Mezzo, sterminando così i suoi nemici giurati: gli Elfi.
Ci tengo a precisare che Beleriand non la trovate nella Terza Era. Essa è stata sommersa dai Valar, gli dei elfici, dopo l’ultima battaglia contro Melkor.
La mappa di Beleriand la potete trovare su internet, è molto bella e interessante.
Vi consiglio ad esempio questo sito.
Noterete in particolare quello che dicevo prima: la parte ovest della Terra di Mezzo è stata sommersa, mentre dai Porti Grigi e dagli Ered Luin verso est, la terra è rimasta emersa. La Terza Era continuerà geograficamente qui.

Prima stavo parlando delle brame di Melkor, ebbene, egli intende conquistare la città elfica di Gondolin. Essa è protetta da una magia che rende impossibile raggiungerla se non dagli abitanti stessi. Inoltre è circondata da alte montagne, il che la rende impossibile da individuare. Ce la farà Melkor a conquistarla?

Riassunto della trama, con SPOILER, della prima stesura da parte di J.R.R. Tolkien:
Tuor è un umano che ottiene il favore del Valar Ulmo, il dio del mare.
Questi gli affida una missione delicatissima, ossia raggiungere la città segreta di Gondolin e convincere il re ad unirsi alle forze del bene (uomini, elfi, Valar) contro il potere crescente di Melkor.
Tuor accetta e si mette in viaggio guidato dai Noldoli, l’unica razza elfica in grado di raggiungere Gondolin, essendo un un rifugio creato per loro dai Valar.

Chi giunge a Gondolin, una splendida città marmorea nascosta in una vallata, non la abbandona più data la sua magnificenza.
Re Turgon propone a Tuor di rimanere dopo il loro incontro, ma l’elfo si rifiuta categoricamente di accettare la proposta di Ulmo. Preferisce proteggere il suo popolo piuttosto che combattere contro Melkor e vedere molti dei suoi sudditi morire.
Tuor sa che il rifiuto di Turgon condanna Gondolin alla distruzione, ma accetta di rimanere poiché è estasiato da cotanta bellezza.
L’umano si innamora poi della figlia di re Turgon, Idril.
Con lei ha un figlio, di nome Earendel.

Il tempo scorre e nei due innamorati aumenta un’ansia insopportabile, sono convinti che Melkor attaccherà Gondolin come Ulmo ha predetto.
In segreto cominciano a scavare una galleria sotterranea che conduca oltre le montagne che racchiudono Gondolin.
Le loro paure sono ben fondate.

Menglin, un elfo in contrasto con il re e Tuor (vorrebbe sposare Idril), viene catturato da alcuni orchi e costretto da Melkor a rivelare come entrare nella valle nascosta. Il traditore confessa che è impossibile, eccetto per la magia nera.
Melkor dedica quindi tutti i suoi sforzi a creare un esercito stregato, le cui armi segrete sono enormi serpenti che sputano fuoco. Il loro compito è di aprire la strada al resto dell’esercito demoniaco.
Immaginatevi un esercito immenso, centinaia di volte più letale di quello che attacca Minas Thirith nella Terza Era. Immaginatevi le peggiori creature malvagie e le più pericolose.

Proprio quando Tuor ed Idril iniziano a spargere in città la notizia sulla galleria, l’assalto delle forze di Melkor comincia.
Re Turgon convoca un consiglio a cui i più grandi signori di Gondolin partecipano.
Menglin il traditore propone di rimanere in città e difenderla, sapendo che è la tattica peggiore, mentre Tuor propone di affrontare il nemico a viso aperto, prima che invada la pianura. Menglin fa leva sulla cupidigia del re, ricordando che uscendo dalla città essa potrebbe essere saccheggiata.
Turgon si lascia persuadere e dichiara di non abbandonare Gondolin.
Tuor inveisce, ma ormai il dado è tratto. Organizza la difesa come può, comandando il suo corpo d’élite.

Gothmog, il comandante dei Barlog e dell’esercito di Melkor, ordina di fare breccia nella città.
I Noldoli tentano di uccidere i grandi serpenti, ma è inutile. Sono ricoperti di metallo, sono esseri innaturali e imbattibili.
Gondolin viene attaccata anche da Orchi e Goblin, il cui compito è quello di fiaccare definitivamente la resistenza degli Elfi. Il loro compito è anche quello di catturarli e portarli da Melkor, il quale li renderà schiavi.

Tuor capisce che la situazione è drammatica e decide di raggiungere la moglie ed il figlio, che si trovano a casa. Vuole convincerli a fuggire e dirgli quindi addio, perché lui intende rimanere a combattere.
Quando vi giunge scopre che Menglin ha rapito sia Idril che Earendel ed intende uccidere il bambino scagliandolo dalle mura della città verso il vuoto.
Tuor raggiunge i due familiari e uccide Menglin eroicamente.

La battaglia continua ferocemente, Tuor è ovunque a difendere i punti nevralgici (sembra che si teletrasporti) insieme ai soldati elfici dei vari quartieri della città.
Molti Barlog sono abbattuti, per la prima volta nella storia.
Le forze di Melkor, aiutate anche da spaventosi draghi, conquistano la prima cinta muraria subendo tuttavia perdite inimmaginabili.
Tuor e i suoi soldati, insieme ai campioni di Gondolin, si ritirano e convergono verso il palazzo reale. Lì organizzano l’ultima resistenza e combattono strenuamente. Durante la battaglia Gothmog, il signore dei Barlog, viene ucciso.

Re Turgon esce infine allo scoperto, nomina Tuor suo successore e gli ordina di fuggire dalla città con quanta più gente possibile.
Tuor obbedisce e conduce gli esuli verso la galleria. Molti periscono durante la fuga, mentre i superstiti assistono ad uno scenario apocalittico.
Re Turgon muore, la sua bianca torre crolla e con lei Gondolin.

Come anticipato, la galleria scavata da Tuor consente ad alcuni cittadini di salvarsi. Lui e Idril si ricongiungono con il figlio e decidono di fuggire oltre le montagne, sperando di riuscire nell’impresa.
Molti Elfi li seguono, altri tentano una via più sicura e veloce, ma vengono sterminati dalle sentinelle che Melkor ha disposto lunga la catena montuosa.
Quando l’obiettivo sembra essere raggiunto da Tour e i suoi, un’imboscata improvvisa arresta i fuggiaschi. Sono le grandi aquile (le antenate di quelle dello Hobbit e del Signore degli Anelli) a salvare la ormai scarna compagnia.

Gli esuli vagano poi per terre ignote per un anno, sinché non giungono alla foce di un fiume, in soli ottocento.
Lì decidono di vivere, sotto la protezione di Ulmo.
Earendel, il figlio di Tour diverrà un elfo molto importante, sarà il padre di Elrond di Gran Burrone.

Così finisce la prima versione della caduta di Gondolin.

Christopher Tolkien ci spiega come suo padre avesse narrato questa storia in appunti frettolosi e a tratti indecifrabili. Il suo lavoro è stato perciò complicato e meticoloso.
Ci tengo a precisare di avere tralasciato diversi personaggi, descrizioni e aneddoti.
Lascio a voi il piacere della lettura, che è immenso.

La Caduta di Gondolin è il primo testo epico di Tolkien che trovo scorrevole e immediatamente comprensibile.
Ho letto solo la prima parte, come ho già detto e non vedo l’ora di leggere le altre.
Al momento lo consiglio davvero caldamente a tutti gli amanti di Tolkien, ma non solo, a tutti gli amanti del fantasy e dell’epicità.

La versione illustrata da Alan Lee ha dei disegni magnifici, i migliori mai visti.
Complessivamente è un libro che vale la pena di essere acquistato, trasmette emozioni uniche.
Ti sembra di combattere insieme a Tour e alla sua immensa ascia.
Ti sembra di assistere alla tragedia di Gondolin in prima persona, avverti la disperazione, la paura, il coraggio e la voglia di difendere la propria patria.

Nulla è reale, è tutto frutto della fantasia, eppure le emozioni lo sono.

Perché leggere Il Signore degli Anelli? Se ve lo siete chiesto almeno una volta, vi consiglio questo mio articolo

Se siete interessati a un paragone fra lo Hobbit film / libro, cliccate qui!

Vi consiglio di leggere anche questo mio articolo dedicato all’erede italiano di Tolkien.

Questo è invece un gioco da tavolo ambientato nella Terra di Mezzo.

Se infine vi interessa una delle più belle storie d’amore della storia, scritta da Tolkien, cliccate qui.

Per saperne di più sul mio progetto Legends Of Arda, clicca sotto:

Facebook

Instagram

Se non riesci a seguire il mio blog da WordPress, puoi farlo:

Al prossimo articolo!

18 thoughts on “La Caduta di Gondolin, recensione

  1. Bell’articolo, ho comprato qualche giorno fa il volume e non vedo l’ora di leggerlo! P.S. Numenor non appartiene al Beleriand, ma viene evocata dai Vala in posizione intermedia fra la Terra di Mezzo e Valinor;)

    1. Ero sicuro che l’avresti preso!
      Per Numenor intendevo che prende il posto di Beleriand, visto che non è chiaro modifico l’articolo. Se non sbaglio si trova poco lontano da quella che era la costa sud-ovest.
      In ogni caso non ci poniamo tanti problemi, i Valar hanno fatto fuori pure Numenor 😂

  2. Sei proprio un tolkieniano sfegatato. Io comunque non credo leggerò altro di Tolkien. Ho veramente amato solo Lo Hobbit, per il resto non sono mai stato troppo ammaliato dal suo narrare.

    1. Ti posso capire, non è una lettura semplice nemmeno lo Hobbit in realtà, perché ricco di arcaismi.
      Per quanto riguarda Tolkien non posso che dirgli grazie all’infinito. Pensa che senza di lui non esisterebbe il fantasy, per non parlare del Signore degli Anelli!

  3. Non conoscevo il contenuto di questo libro, adesso è nella mia wish list! 😁 ho già letto il signore degli anelli, lo hobbit e i figli di hurin, volevo prendere anche il silmarillion ma ho sempre esitato, non saprei spiegare bene perché… Comunque adesso mi è tornata la voglia di leggere altro di Tolkien!

    1. Ciao!
      Prima del Silmarillon che è estremamente complicato e descrittivo, ti consiglio proprio la caduta di Gondolin. Come ho detto nell’articolo si legge bene.
      L’unico problema è che potresti non capire alcune cose che per essere capite necessitano della lettura del Silmarillon stesso.
      Il mio articolo nasce proprio per spiegare questi aspetti e renderli comprensibili, sono contento che ti sia piaciuto e grazie per aver commentato!

  4. Finalmente ho avuto modo di leggere il volume…concordo pienamente con quanto hai scritto in questo articolo, la versione presente nella prima parte, oltre ad essere molto piacevole da leggere, ha un sapore veramente epico e ti coinvolge sino alla fine. Mi chiedo se, fino alla fine, il successo di queste ultime pubblicazioni di scritti tolkieniani non spingerà la Bompiani a rivedere la questione legata ai diritti e alla traduzione italiana di tutti i volumi della «History of Middle Earth». Sarebbe l’ora, sinceramente, di mettervi mano (e aprire il portafoglio, dati gli alti costi che ciò presupporrà).

    1. La penso anche io come te su quello che hai detto e sono felice che condividiamo la stessa opinione sul libro.
      Devo ancora leggere la seconda parte, non vedo l’ora che arrivi Natale così posso dedicarmici!

  5. Non voglio anticiparti nulla se non che la seconda parte è, secondo me, più interessante per «gli addetti ai lavori», ossia, in questo caso, i lettori maggiormente interessati a comprendere l’evoluzione del legendarium tolkieniano. A me è piaciuta, ma confesso di essere particolarmente di parte, non solo – o non tanto – per la mia passione nei confronti delle opere tolkieniane, ma anche perché sono da sempre un grande appassionato della saga di Gondolin, al punto da far sì che uno dei protagonisti dei miei racconti riceva in dono una spada forgiata nella città di Turgon.

    1. Molto interessante!
      Gondolin mi ha sempre suscitato un fascino particolare, forse perché è una città nascosta e segreta, oltre che utopica e meravigliosa.
      Mi piace tantissimo anche la suddivisione in quartieri, ognuno con la sua storia e le sue peculiarità, avrei preferito un maggiore approfondimento in tal senso, ma ahimè ci dobbiamo accontentare

      1. Concordo, credo che una parte notevole del fascino di Gondolin risieda nel suo essere nascosta e, per ironia della Sorte, a poca distanza dalla fortezza di Morgoth! Inoltre ci sono i grandi eroi che danno la vita per questa città: Echtelion, Glorfindel, lo stesso re Turgon…insomma, non sono pochi i motivi per amare Gondolin.

Rispondi