Lo Hobbit, copertina del libro

Lo Hobbit: riassunto, recensione e confronto tra il libro e i film

Ho terminato da poco la rilettura del libro e devo dire che ho notato molti più particolari rispetto a tanti anni fa. Innanzitutto Tolkien si rivolge a un pubblico di età ridotta, c’è un immenso salto fra lo Hobbit e il Signore degli Anelli nello stile. Lo Hobbit è scritto in modo semplice e colloquiale, sembra quasi una fiaba della buonanotte.
Rispetto al Signore degli Anelli e alle oltre opere di Tolkien, ho trovato lo Hobbit un libro facilmente comprensibile e leggibile, leggero.

Mi sono stupito enormemente del fatto che alcune parti trattate ampiamente nei film, come la sosta a Gran Burrone, siano in realtà assai brevi. L’esempio emblematico è la battaglia delle cinque armate, che è descritta molto velocemente. Questa è in realtà una peculiarità di Tolkien, che non hai mai amato descrivere gli scontri, nonostante fossero colonne portanti dei suoi capolavori.

battle of the five armies Hobbit GIF

Gli elementi dei film che non c’entrano nulla con i libri:

  • Azog non esiste, considerando che è il villain principale della trilogia cinematografica, fa un po’ ridere. O meglio, è già morto e sepolto, ucciso da Dain Piediferro, il cugino di Thorin.
  • Lo stesso vale per Tauriel e per Legolas, mai citato nel libro.
  • I Nani non sono prigionieri nello stesso luogo nella dimora di Thranduil. Bilbo impiega molto tempo a trovarli e ad escogitare un piano per liberarli.
  • Radagast non è nemmeno citato nel libro, così come tutta la storia riguardante il Negromante non c’è. Non ci sono allusioni né agli Spettri dell’Anello, né a Sauron. L’unico che parla del Negromante è Gandalf alla fine del libro e afferma di averlo sconfitto grazie all’aiuto degli altri stregoni. Forse il libro è stato tradotto male, pertanto il riferimento agli stregoni potrebbe essere esteso al Bianco Consiglio, ma non ne sono certo.
  • Scordatevi la lotta fra Smaug e i nani ad Erebor. Questi si nascondono per tutto il tempo, mandando in avanscoperta Bilbo, che è il solo a vedere Smaug. Il drago decide di attaccare Esgaroth perché crede che Bilbo provenga da lì, nel film non è chiaro.
    smaug attacks esgaroth GIF
  • A proposito di Esgaroth, le pietose scene del governatore che muore strozzato e il figlio di Bard che funge da balista per abbattere Smaug, non esistono. Il governatore non muore e Bard uccide Smaug scagliando la freccia nera con il suo arco. Inoltre, Alfrid non esiste e la famiglia di Bard non è citata.
  • I Nani vengono informati della morte di Smaug dai corvi parlanti di Erebor, che chiedono a Dain di correre in soccorso di Thorin. Dain giunge ad Erebor con soli 500 guerrieri. Dopo la battaglia diventa Re sotto alla Montagna, visto che Thorin, Fili e Kili sono morti.
  • Beorn non viene “lanciato” come una bomba dalle aquile sul campo di battaglia. Lo raggiunge autonomamente e miete una marea di vittime.
  • Parte del combattimento con gli Orchi si svolge sui pendii di Erebor, visto che gli elfi e i nani si schierano lì per difendersi meglio.
  • La descrizione della battaglia, come dicevo, è molto ridotta. Viene vissuta per la maggior parte nei panni di Bilbo, che viene messo fuori combattimento dopo poco. Rispetto ai Nani, sappiamo solo che Thorin è gravemente ferito da alcune frecce, ma sopravvive alla battaglia. Muore dopo essersi riappacificato con Bilbo.
  • Il libro si conclude con la visita a Bilbo da parte di Balin e Gandalf.
Bilbo and Thorin GIF

Le parti ben riportate nei film sono:

  • L’ambientazione nella Contea.
  • I Nani, quasi più curati nei film che nei libri.
  • Lo scontro contro i Troll.
  • L’incontro con Gollum e l’annessa parte nelle Montagne Nebbiose, compreso lo scontro dei giganti di pietra e quello con il Re dei Goblin.
  • La fuga dai warg e il salvataggio delle aquile. Non tutti sanno che le aquile salvano la compagnia, per puro caso. Udendo degli strani rumori, decidono di dare un’occhiata nel loro territorio, trovando infine i dodici Nani, uno stregone e uno Hobbit, in balia degli Orchi. Li soccorrono, visto che odiano gli Orchi. Tuttavia non portano direttamente la compagnia ad Erebor, come a volte ho sentito obiettare in giro. Questo perché le aquile non sono dei taxi.
  • La parte che riguarda Beorn è ben riportata, anche se il personaggio è più curato nel libro.
  • Vale lo stesso per il difficile viaggio attraverso Bosco Atro.
  • La desolazione di Smaug è rappresentata bene.
  • L’alleanza fra gli Uomini del lago (del Dale) e gli Elfi, in riferimento anche al “tradimento” di Bilbo e all’arrivo di Gandalf, è identica.
  • Il ritorno a casa di Bilbo è uguale.
Bilbo i'm going on an adventure GIF

Una peculiarità del libro è che Tolkien “autospoilera” tutto. Alla fine o all’inizio di un capitolo, oppure prima di un avvenimento importante, ti dice già cosa succede dopo.
Per un lettore del XXI secolo è disturbante, siamo abituati a non ricevere mai spoiler o quando ciò accade ci irritiamo enormemente. Ma io ho apprezzato tantissimo questo stile. Tolkien è un vero narratore onnisciente, avverti la sua presenza, ti accompagna passo dopo passo nella narrazione, è immortale. La sua presenza è gentile, i suoi interventi sono come quelli di un nonno che ti racconta una favola a modo suo.

Le mie riflessioni

Nel complesso, lo Hobbit è un libro che consiglio a tutti gli amanti del mondo del Signore degli Anelli. Se non avete mai letto Tolkien è un ottimo punto di partenza.
Il libro lo consiglio agli amanti delle avventure e anche a chi non lo è.
Bilbo è pigro, abituato a vivere sempre allo stesso modo. Convinto da Gandalf, intraprende un’avventura che lo cambia profondamente, in positivo. Se ne rende conto alla fine della storia, perché per tutto il tempo si lamenta dei guai che deve affrontare.
La morale che Tolkien ci trasmette è quella di essere sempre aperti a nuove esperienze, ma di non perdere le proprie radici.
Bilbo infatti torna nella Contea e riprende la sua vita, ma da un’ottica diversa.

Concludendo, aggiungo che nel libro ogni tanto ci sono delle frasi difficili da leggere, ma ricordo che lo Hobbit è stato pubblicato nel 1937, quasi cento anni fa…

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