Casa Baggins

Tolkien, il film: recensione

Dopo diverso tempo che il film è uscito, sono finalmente riuscito a vederlo.
Il film su Tolkien è stato abbondantemente criticato ed è uno dei motivi per i quali non l’avevo ancora visto.
Ora che ho avuto modo di vederlo, non capisco assolutamente il perché delle critiche.

Prima di cominciare, vi consiglio di leggere l’articolo ascoltando questo brano:

Trama

Il film è biografico e si concentra sull’adolescenza / prima età adulta di Tolkien. Tale scelta, così criticata, per me invece è stata vincente, perché ha riassunto in circa due ore tutta l’immensa personalità di Tolkien. E soprattutto, ha fatto capire esattamente il perché di alcune scelte, sia nella sua vita, sia nelle sue opere.

Andando con ordine, Tolkien è nato da una famiglia molto povera. Ancora minorenne, rimane orfano di padre e di madre e insieme al fratello minore viene affidato alle cure della Chiesa.
Paradossalmente, è grazie alla Chiesa che riesce ad avere un’istruzione di altissimo livello e immediatamente si notano i suoi talenti.

Non è un ragazzo spensierato, ma con la testa sulle spalle e con un’enorme passione per i libri e per il linguaggio in tutte le sue forme. Sin da giovane inizia a inventare lingue nuove, ispirandosi a quelle nordiche.

Gli amici di Tolkien

Durante i suoi studi, stringe una fortissima amicizia con: Rob Gilson, Geoffrey Smith e Christopher Wiseman. Insieme, fondano il TBCS, una società letteraria segreta.
I quattro amici condividono infatti una sfrenata passione per l’arte e la cultura. Tale legame di amicizia è palpabile nel Signore Degli Anelli, ad esempio, dove Frodo e Sam sono estremamente legati.

Edith Mary Bratt

Prima dell’università, Tolkien si innamora follemente di Edith Mary Bratt, una giovane studentessa e insegnante di pianoforte. Come lui, non è facoltosa e questo sarà uno dei motivi del loro allontanamento.
Il sogno di Tolkien è infatti quello di entrare all’università di Oxford e per farlo ha bisogno di una borsa di studio. Dopo averla ottenuta, abbandona Birmingham, la città della sua adolescenza.
Mary non lo può seguire, così Tolkien si reca ad Oxford da solo. La relazione fra i due si rompe e Tolkien rimane sconvolto da questo.

La vita ad Oxford

Incapace di trovare un equilibrio personale, Tolkien fatica molto all’università e i suoi voti non sono buoni. Perde così anche la borsa di studio, oltre che la ragazza, promessa sposa di un altro.
Come spesso accade nella vita, ci sono delle occasioni inaspettate e irripetibili da cogliere al volo. Tolkien infatti stringe una profonda relazione accademica con il professore di filologia di Oxford. Questi è stupito dalle facoltà di Tolkien e insieme al suo aiuto, il giovane studente riesce ad ottenere una nuova borsa di studio.

La guerra

L’avvenimento che probabilmente ha più cambiato e sconvolto la vita di Tolkien è stato la Prima Guerra Mondiale. Poco prima di arruolarsi, riprende la relazione con Edith, che ammette il suo amore eterno per lui, nonostante il periodo di sofferta lontananza.
Tolkien parte per la guerra con un peso in meno, ma purtroppo, oltre agli orrori che ha dovuto affrontare in trincea, subisce anche la perdita di due dei suoi migliori amici.

Tale perdita e l’esperienza delle guerra sono totalmente segnanti nelle sue opere. Basti pensare al ripudio di Tolkien verso le forze del Male e soprattutto verso il mondo dell’industria, incarnato perfettamente da Sauron e Saruman.

Come è nato il Signore degli Anelli?

Prima di vedere il film avevo più o meno chiara la situazione di Tolkien rispetto alle sue opere: si è ispirato alla letteratura norrena, estrapolandone diversi aspetti, sia per i suoi scritti, sia per le lingue di sua invenzione.
Inoltre, sapevo che aveva pubblicato lo Hobbit quando già adulto.
Tuttavia, non avevo idea che Edith fosse stata così determinante nella realizzazione del Signore degli Anelli e di tutte le altre opere.
Questo perché Edith era una persona estremamente intelligente, capace di ispirare e consigliare Tolkien.
Sapevo ovviamente che “Beren e Luthien” è ispirata alla storia d’amore fra i due, ma non avevo idea della profondità del legame dal punto di vista letterario. Se c’è una pecca nel film è proprio questa: avrei voluto capire fino in fondo quanto Edith abbia ispirato Tolkien.

Conclusioni

Il film è veramente valido. Oltre ai pregi cinematografici evidenti, la pellicola mi ha convinto specialmente sulla trama. Per un appassionato di Tolkien come me, è possibile collegare i puntini e capire fino in fondo che persona fosse Tolkien. Avendo letto quasi tutte le sue lettere, ho apprezzato anche la cura dei dettagli della produzione, come le diverse scene girate sul rugby, a cui Tolkien giocava spesso.
Le stesse lettere sono ben evidenziate nel corso della narrazione. Insomma, come film biografico ci siamo assolutamente e l’attore che ha interpretato Tolkien è stato molto bravo.

È vero, per capire fino in fondo Tolkien non basta un film, serve guardare un lungo documentario. Tuttavia, il film è accessibile e bello anche per chi non ha un particolare legame con Tolkien.
Assolutamente consigliato!

P.S: ho apprezzato anche i pochi collegamenti alle opere più note di Tolkien, dato che si sviluppano in un secondo momento della sua vita. Il film evidenza invece i primi suoi scritti e come ha iniziato a sviluppare la sua arte.

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Spero di esservi stato utile, al prossimo articolo!

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49 commenti

  1. Oddio il tema della Contea mi mette in brividi e mi commuove ogni volta, come dice Alessandro è illegale!
    Non ho visto il film anche se sapevo della sua esistenza; se dici che è valido allora gli darò una possibilità. Devo ammettere però che non amo i film biografici che prendono in esame periodi così lunghi della vita di una persona, preferisco quelli che si concentrano su un episodio particolare. Capisco però che si tratta di un problema esclusivamente mio, e che non ha nulla a che vedere con l’effettiva qualità di un film!

    Piace a 2 people

  2. Mi piace molto il tuo entusiasmo per il film. Anch’ io l’ho trovato bello. Sebbene è piuttosto infedele nella rappresentazione dei fatti, ha colto a perfezione lo spirito e i temi principale della vita di Tolkien e delle fonti per la sua creatività. Per quanto riguardano i fatti, consiglio vivamente la lettura della biografia – oltre alla ormai classica opera di Humphrey Carpenter, esiste anche “Tolkien” di Edwards, ne ho sentito parlare molto bene. E poi, ovviamente, “Tolkien e la Grande Guerra” di John Garth. Se trovi, consiglio anche “Tolkien a Exeter College” sempre di Garth, che si concentra sugli anni degli studi a Oxford.

    Piace a 1 persona

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