Silmarillion Tolkien book

Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 2

Se vi siete persi la prima parte di questo articolo, la trovate qui 
Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 1

QUENTA SILMARILLION
(La storia dei Silmaril)

Capitolo 2: di Aulë e Yavanna.

Aulë ricorda molto il dio Efesto, il fabbro, l’artefice per eccellenza fra gli dei.
In segreto decise di creare i Nani, desideroso di avere una propria progenie a cui insegnare la sua sapienza. Li creò forti, duri, testardi, resistenti alla fame e al dolore, perché Melkor era ancora un pericolo per Arda e voleva che i suoi Figli resistessero alla sua malvagità. Inoltre i Nani furono creati le fattezze a noi note poiché Aulë aveva solo una pallida idea del «progetto» di Eru e quindi non sapeva bene che aspetto avrebbero preso Uomini e Elfi (che, infatti, almeno fisicamente sono molto più simili fra loro rispetto ai Nani).

Aulë non aveva però il potere di dare la vita ai Nani, solo Eru poteva infonderla nelle creature. In particolare, egli sapeva fin dall’inizio ciò che Aulë stava facendo e decise di interpellarlo, facendogli notare che il potere di creare gli essere viventi spettava solamente a lui, l’Unico.
Come nella vicenda biblica di Abramo e Isacco, Aulë si preparò a distruggere la sua creazione, ossia i primi sette Nani (che diedero poi vita ai sette clan dei Nani). Ma Eru lo fermò, provando compassione per lui e diede ai Nani la vita.
Tuttavia impose loro un lungo riposo sotto terra, perché i Primogeniti (gli Elfi) non erano ancora giunti su Arda e dovevano farlo per primi ovviamente.
Così Aulë dovette seppellirli e lo fece in sette luoghi lontani e diversi tra loro, in attesa che giungesse anche il loro momento.

Aulë tornò poi dai Valar e parlò con Yavanna (dea della natura, possiamo dire), dalla quale fu biasimato poiché aveva tenuto nascosta la sua creazione. Così la dea stabilì che i Nani non avrebbero mai amato la natura, piuttosto le loro creazioni e le profondità della Terra.

Segue un discorso fra Aulë, Yavanna e Manwë (dio dei venti e delle Aquile), dal quale emerge la tripartizione in tre regni della vita: Montagne, Terra, Aria.
In particolare si accenna in modo indiretto alla creazione degli Ent, pastori degli alberi e protettori della natura e alla venuta delle Grandi Aquile.
Si ritiene inoltre che gli Ent siano gli esseri viventi più antichi di Arda.

Capitolo 3: Della venuta degli Elfi e della cattività di Melkor.

Mentre i Valar dimoravano tranquillamente a Valinor (Aman), la Terra di Mezzo era immersa nell’oscurità e al Nord Melkor radunava immense forze e accresceva il suo potere indisturbato.
Riunì in particolare eserciti di mostri, fra i quali i più temuti erano sicuramente i Barlog, i demoni di fuoco.
Costruì poi le sue due immense roccaforti sotterranee incastonate nelle montagne del Nord: Utumno ed Angband. In particolare, Utumno la tenne per sé, mentre scelse Sauron, il suo luogotenente, come comandante della fortezza di Angband.

Dopo l’ennesimo avvenimento riguardo al crescente potere di Melkor da parte di Yavanna ed Oromë, i Valar si radunarono per discutere sul da farsi.
Tulkas, l’acerrimo nemico di Melkor, spingeva per attaccarlo il prima possibile. Ma Mandos (il dio dell’oltretomba) fece notare che secondo i disegni di Eru i Primogeniti dovevano svegliarsi nell’oscurità, guardando le stelle.
Fu allora che Varda (dea dei cieli) creò il firmamento. Quando lo terminò, gli Elfi si svegliarono a Cuiviénen (una baia del Mare Interno di Helcar, formatosi dallo sprofondamento della grande lampada Illuin, nella Terra di Mezzo).

Gli Elfi rimasero da soli per diverso tempo, imparando a conoscere il mondo. Si chiamarono Quendi (coloro che parlano con voci).
Fu Oromë il primo fra i Valar a trovarli e li chiamò Eldar (il popolo delle stelle), nome che in seguito fu dato solamente a coloro che dimorarono in Aman.
I Quendi però ebbero paura di Oromë e Tolkien spiega che in realtà il primo a venire a sapere del loro risveglio fu Melkor. Si dice che inviò alcuni spiriti malvagi a spiarli e a ingannarli.
Alcuni di questi furono attratti da Melkor e non fecero più ritorno.
Dal momento in cui Melkor non può creare la vita, manipolò attraverso le arti oscure gli Elfi, sino ad ottenere gli Orchi.
Attenzione a non confondere gli Elfi Scuri / Oscuri (Avari) con questi Elfi. Più avanti vi spiegherò la differenza.

Oromë tornò poi dai Valar e disse loro degli Elfi. Fu allora che Manwë decise di radunare un Consiglio, convocando i Valar all’Anello del Destino (una tavola rotonda arturiana estremamente importante).
Manwë spiegò che la volontà di Eru era di proteggere gli Elfi, quindi di sconfiggere Melkor e di conseguenza liberare la Terra di Mezzo dalla sua presenza.
Così fu radunato il temibile e stupendo esercito dei Valar, che marciò contro Angband e il monte Utumno.
La sua potenza era incommensurabile, i Valar spazzarono via ogni sorta di resistenza. La battaglia che venne combattuta alle porte di Angband fu così tremenda che la terra tremò sino al lontano Cuiviénen, dove gli Elfi dimoravano ignari di ciò che stesse accadendo. Il mare mutò e inghiottì parte della Terra di Mezzo (più tardi conosciuta come Beleriand), distanziandola ancor di più da Aman.

Melkor tentò di rifugiarsi nelle viscere del monte Utumno, ma Tulkas lo raggiunse… Lo sconfisse in un combattimento uno contro uno di cui purtroppo Tolkien non rivela alcun dettaglio. Sarà stato sicuramente epico.
Il Grande Nemico fu poi incatenato con una catena indistruttibile fabbricata da Aulë e portato a Valinor.

I Valar commisero un ingenuo errore nel non radere al suolo la fortezza di Angband e nel non ispezionarne ogni sua minima parte. Molte creature malvagie sopravvissero e fra queste anche Sauron non fu trovato.

Melkor implorò pietà, ma non fu ascoltato e fu gettato nelle prigioni di Mandos (che in elfico significa proprio prigione), dalle quali nessuno poteva evadere.

I Valar dovettero poi decidere del destino degli Elfi.
Alcuni sostenevano che dovessero essere lasciati liberi di vagare per la Terra di Mezzo, risanando gli orrori provocati da Melkor, altri che dovessero essere protetti e tenuti sotto controllo in Aman.
Questa seconda schiera vinse, così gli Elfi furono convocati al cospetto dei Valar.
Ma gli Elfi, che avevano udito il frastuono provocato dai Valar quando scesero in guerra, avevano paura di loro. Fu Oromë che convinse tre ambasciatori a recarsi a Valinor: Ingwë, Finwë e Elwë Singollo.

Quando tornarono, consigliarono al loro popolo di seguirli e trasferirsi in Occidente.
Alcuni accettarono e divennero gli Eldar, gli Elfi più potenti.
Molti invece rifiutarono, preferendo rimanere nell’oscurità della Terra di Mezzo (il sole e la luna ancora non esistevano). Per questo motivo furono chiamati Avari, gli Elfi Oscuri.

Degli Eldar nacquero tre stirpi:

  • i Vanyar, il popolo di Ingwë, re di tutti gli Elfi. Sono anche conosciuti come gli Elfi Chiari, prediletti di Manwë e Varda.
  • i Noldor, il popolo di Finwë (di cui sentirete parlare parecchio). Sono gli Elfi Profondi, saggi e devoti ad Aulë, come lui a loro.
  • I Teleri, i quali giunsero per ultimi in Aman perché ancora incerti sul da farsi e più paurosi degli altri. Sono anche conosciuti come gli Elfi del Mare, i Falmari, amanti dell’acqua. Ebbero due capi, perché il loro numero era vasto: Elwë Singollo e suo fratello Olwë.

Gli Eldar sono anche conosciuti come Calaquendi, ossia gli Elfi della Luce. Mentre i Moriquendi (gli Elfi dell’Oscurità), comprendono gli Avari e i Teleri che si persero nel loro viaggio verso Aman senza giungervi mai, rimanendo quindi sulle sponde occidentali della Terra di Mezzo.

Il viaggio degli Eldar verso le terre immortali di Aman fu lungo e faticoso, come detto molti Elfi si persero per strada o rinunciarono (ricorda in parte la marcia degli Ebrei verso la Terra Promessa). Fra i Teleri, Lenwë decise di guidare un gruppo di Elfi verso sud. Nacquero così i Nandor, Elfi molto diversi dai loro simili, grandi amanti e conoscitori della natura e degli animali. Di loro purtroppo sappiamo pochissimo, così come della maggior parte di Arda, in realtà.

Così si conclude il capitolo, seguitemi per rimanere aggiornati sulle prossime puntate!

Ringrazio in particolare Domenico Elia e @saurongorthaur per i suggerimenti che mi hanno dato.

Potete acquistare il Silmarillion su Amazon tramite questi link:

Se hai un sito web, ti consiglio di passare a SiteGround, la migliore piattaforma self-hosted al mondo

Link a Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 3

Per saperne di più sul mio progetto Legends Of Arda, dove troverai molte immagini per meglio comprendere la mitologia di Tolkien, clicca sotto:

Se siete interessati ai miei articoli sul mondo creato da Tolkien, date un’occhiata sotto:

Se non riesci a seguire il mio blog da WordPress, puoi farlo:

17 comments

  1. Ottimo riassunto, hai veramente il dono della sintesi:) Solo un paio di suggerimenti: evita di associazione a Morgoth il concetto di «generare» perché, come tu stesso hai scritto in seguito, non poteva dare la vita alle sue creature; fu ad Utumno che i Valar catturarono Morgoth, mentre il loro attacco ad Angband fu più blando (e infatti, come tu stesso hai giustamente notato, sopravvissero sia Sauron che i Balrog). Un ultimo dettaglio: se ti va puoi aggiungere che i Nani furono creati con quelle fattezze perché Vala aveva solo una pallida idea del «progetto» di Eru e quindi non sapeva bene che aspetto avrebbero preso Uomini e Elfi (che, infatti, almeno fisicamente, sono molto più simili fra loro rispetto ai Nani). Sono proprio contento che tu ti stia dedicando al Simarillion, e più in generale a tematiche tolkieniane, continua così!

    Liked by 1 person

  2. Il riassunto è ben fatto ma ci sono degli errori
    Utumno nn è un monte ma la prima fortezza di Morgoth costruita sotto i monti del nord. Angband nn è costruita nel monte Utumno, è un’altra fortezza, tutte e 2 sotterranee, infatti Melkor regna a Utumno, a Sauron gli viene donata Angband in quel periodo.
    “gli Orchi sono stati creati dalla manipolazione tramite arti oscure degli Elfi” cosa vuoi dire con questa frase? gli orchi sono stati creati da Melkor usando arti oscure degli Elfi? se è così è un errore, gli elfi vengono catturati da Melkor e con le arti malefiche di Melkor vengono storpiati e tramutati in orchi.
    Le Aule di Mandos sono più un luogo di attesa che una prigione, ma è anche vero che in Quenya significa prigione quindi ci può stare su questo nn dico nulla.
    L’errore dei Valar nn sarà tanto quello di nn aver attaccato bene Angband e permesso a Sauron e Balrog di salvarsi (tra l’altro pochi se ne sono salvati), ma l’errore loro sarà di lasciar andare via Melkor dopo gli anni di prigionia, ma anche questo è trascurabile.
    Veniamo a una mia pignoleria, nn so tu che versione hai del Silmarillion, io quella che hai messo nell’articolo precedente, in quella versione nn parla di Elfi Oscuri, ma di Elfi Scuri è un po’ diverso a mio parere, per il resto hai detto bene, sono elfi che nn hanno fatto il grande viaggio a Valinor.

    Liked by 1 person

    1. Ti ringrazio per le correzioni, le applico subito! Ho frainteso alcune frasi e per quanto riguarda la tramutazione di Elfi in Orchi intendevo quello che hai detto tu, ma l’ho scritto male (avevo modificato la frase e non mi sono accorto che c’era un errore).
      La versione che ho io è quella che hai tu, direi. Per gli Elfi Oscuri mi riferivo in generale a un senso comune che ho visto online rispetto all’esistenza di Elfi malvagi, oscuri, nel mondo di Tolkien, quando non è così.

      Liked by 1 person

Rispondi

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: