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Vantaggi e svantaggi dell’autopubblicazione di un libro

Ho già dedicato una serie di articoli (che troverete in fondo alla pagina) al mondo dell’editoria, dove cerco di dare dei consigli specialmente agli scrittori che intendono pubblicare le loro opere inedite.

Oggi parlerò dell’autopubblicazione di un libro, quindi dei suoi vantaggi e svantaggi.
Per fare un articolo di semplice comprensione ho deciso di schematizzare la questione attraverso due elenchi per punti.

Specifico che per l’autopubblicazione prendo a riferimento la piattaforma di Amazon, la più conosciuta, usata e ovviamente quella che consiglio.
Per saperne di più su Amazon Direct Publishing.

Vantaggi dell’autopubblicazione:

  • Autopubblicare un libro (su Amazon) permette di controllare attraverso report mensili le proprie vendite, sia in termini di numero, che di guadagno.
    Le case editrici forniscono invece dei report dopo intervalli di tempo più lunghi.
  • I guadagni sono in percentuale assai maggiore rispetto a quelli ottenuti con una casa editrice.
  • Il libro può essere immediatamente pubblicato. I tempi di valutazione delle case editrici sono infatti lunghissimi, variano dai 3 ai 12 mesi e spesso non si ottiene neppure una risposta.
  • Può anche succedere che si ottenga una risposta che richieda dei cambiamenti. Una volta fatti, la casa editrice potrebbe comunque tirarsi indietro in assenza di vincoli contrattuali.
    In questo modo potreste perdere altre opportunità e ovviamente diverso tempo.
  • Si può curare autonomamente ogni aspetto del libro, senza essere condizionati da alcuna imposizione esterna.
  • Gli scrittori autopubblicati vengono a volte notati dalle case editrici, che possono proporgli dei contratti per il futuro.
  • Il numero di copie stampate del libro viene stabilito dagli ordini su Amazon (Print On Sale). Ossia, Amazon stampa le copie del libro quando vengono ordinate da un cliente.
  • Le case editrici impiegano diverso tempo a stampare un libro.
    Passano anche dei mesi dalla firma del contratto all’uscita del libro e a volte qualcosa va storto.
    Ad esempio, potrebbe capitare che la casa editrice annunci l’uscita del libro su determinate piattaforme un certo giorno, ma poi questo non accade per mille motivi.
  • Amazon è sicuramente la piattaforma più vasta su cui vendere i propri libri.
  • Ogni scrittore autopubblicato può gestire le offerte sul proprio libro autonomamente, quindi sfruttare momenti quali Natale ed altri eventi a proprio favore.
  • Molte persone dispongono di un abbonamento ad Amazon Kindle e possono leggere con facilità i libri autopubblicati. Per iniziare a farsi conoscere potrebbe essere un’ottima mossa.
  • Alcune case editrici non vendono su Amazon. Questo è limitante per vendere il proprio libro, specialmente se si è degli scrittori emergenti.
  • A volte i prezzi delle case editrici sono troppo alti. E a causa di policy aziendali non sono disposte ad abbassarli.
  • Esistono delle case editrici pessime, alcune intenzionate a ingannare gli scrittori proponendo loro dei contratti incredibilmente vincolanti e dannosi.
    State sempre attenti ai contratti che vi vengono proposti e possibilmente rivolgetevi ad un avvocato prima di firmarli. Sono cose serie.
  • A tal proposito, i contratti con le case editrici sono a lungo termine. Se firmate con una casa editrice scarsa potreste rovinare per sempre la vostra carriera da scrittori. E di testimonianze di questo tipo, specialmente su Writer’s Dream, ne ho lette una miriade.
    A proposito, vi consiglio di utilizzare questo forum insieme a Scrittori e Lettori fantasy per cercare un editore.
    Ovviamente esistono altre fonti, fra cui la migliore è certamente seguire le case editrici direttamente dai social per capire come lavorano.

Svantaggi dell’autopubblicazione:

  • La casa editrice si occupa interamente della produzione del libro: editing, copertina, impaginazione, sono realizzati a spese della casa editrice (tranne nel caso dell’editoria a pagamento, che vi sconsiglio caldamente).
    Ne consegue che probabilmente, specialmente dal punto di vista della forma, il vostro libro sarà migliore di ciò che potreste produrre autonomamente, visto che verrebbe trattato da professionisti nel settore (almeno si spera).
    L’editing è sicuramente il servizio più importante che può offrire una casa editrice, non sottovalutatelo.
    Se decidete di autopubblicarvi, vi consiglio di rivolgervi a un editor professionista prima di farlo. Ma vi avverto, i conti sono salati, in modo particolare se il libro è lungo.
  • La sponsorizzazione del libro, offerta dalla casa editrice, è sicuramente un valido strumento per venderlo. L’obiettivo della casa editrice è ovviamente quello di vendere più copie possibili per rientrare nelle spese.
    Devo essere sincero, in Italia non sono molte le case editrici in grado di promuovere efficacemente i propri libri, per esempio partecipando alle fiere di settore ed essendo attive sui social.
    Tuttavia dovere autofinanziare la promozione del proprio libro non è una cosa da poco. Essere appoggiati da qualcuno è sempre meglio che essere da soli, a meno che non si disponga di ingenti somme di denaro.
  • Le case editrici non sono solitamente intenzionate a pubblicare opere di autori che hanno già autopubblicato, ad esempio, il primo libro della propria saga.
  • Se la casa editrice è valida il sostegno che può offrire è immenso, sia dal punto di vista personale, sia dal punto di vista delle risorse.
    Sia durante il lancio del libro, sia nel lungo periodo, un supporto di questo tipo può fare la differenza.

Conclusioni

Concludendo, credo che l’autopubblicazione convenga solamente in determinate situazioni.
In generale infatti, nonostante la lista evidenzi più vantaggi per l’autopubblicazione, le case editrici offrono ancora una reputazione e risorse che l’autopubblicazione non potrà mai dare e avere.
Mi soffermo sul fatto che quando siete degli scrittori emergenti la reputazione è veramente importante. Uno scrittore che ha pubblicato con una casa editrice ed è da lei sostenuto avrà potenzialmente molto più seguito rispetto ad uno scrittore che si autofinanzia.
Questo ragionamento è ovvio, dato che lo scrittore autopubblicato è da solo e per qualsiasi problema si deve arrangiare.

Badate bene che non sono uno che difende a spada tratta gli editori, anzi.
Credo che l’editoria italiana abbia molto da imparare da quella straniera, dove sono le case editrici che cercano i talenti, mentre in Italia devi “rincorrere” le case editrici per mesi o addirittura anni.
In Italia le case editrici italiane sono diventate estremamente selettive, dato che i lettori sono pochi e la concorrenza è spietata.
Per carità viste le condizioni in cui siamo non le biasimo: a mali estremi, estremi rimedi.
Tuttavia è ovvio che questa situazione svantaggi per primi gli scrittori, le cui opere potrebbero rimanere per sempre nel cassetto nonostante abbiano delle potenzialità.

In questi casi, autopubblicare un’opera per iniziare a farsi conoscere è una buona idea.
La promozione sui social è alleata in una strategia di questo genere: con qualche euro si possono creare delle inserzioni sponsorizzate sia su Facebook, che su Instagram ed ottenere buoni risultati.
Scordatevi di diventare famosi in un amen. Uno su mille ce la fa e in molto, molto tempo.

Pertanto, il consiglio che vi do è quello di creare una lista gerarchica di editori. Condividerei volentieri la mia, frutto di anni di lavoro.
Tuttavia la divisione in fasce e la quantità di commenti da me scritti potrebbe portarmi ad almeno un centinaio di querele…
Secondo me le case editrici piccole o medie valide attualmente non sono più di quaranta, stando larghi.

Scrivete agli editori che ritenete validi e qualora vi rifiutassero pensate all’autopubblicazione.
Autopubblicarsi senza provare a pubblicare con un editore è secondo me un grosso errore, un treno perso.

Se hai un sito web, ti consiglio di passare a SiteGround, la migliore piattaforma self-hosted al mondo

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Al prossimo articolo!

23 commenti

  1. Siamo tornati all’annoso dilemma dell’aspirante scrittore? 😁
    Non ricordo se hai già scritto qualcosa relativamente alle valutazioni (sia positive che negative) farlocche che ricevono i libri di chi si auto-pubblica. Credo sia anche questa un argomento spinoso, perché si fa veramente fatica a capire quando un libro merita o no.

    Piace a 1 persona

    1. Questo argomento è davvero spinoso e credo meriti un articolo a parte. Ti ringrazio per il suggerimento indiretto, effettivamente non ne ho ancora parlato.
      Il problema riguarda purtroppo tutti i tipi di prodotti. Esistono addirittura delle agenzie che assumono delle persone per lasciare false recensioni online…

      Piace a 1 persona

      1. Sì, è vero, anche se in quel caso credo si debba avere un po’ di disponibilità economica per servirsene. Su Amazon invece si può condurre una guerra tra poveri gratuitamente, “segnalandosi” o valutandosi male tra aspiranti scrittori.

        Piace a 1 persona

  2. Io della mia casa editrice sono soddisfatto: se si pensa solo al tempo e sbattimento risparmiati per cercare informazioni e soluzioni ottimali per la propria situazione, è una scelta che rifarei.

    Piace a 1 persona

  3. Per quanto mi riguarda sono soddisfatto dalla casa editrice che ha pubblicato il mio romanzo: ok, a volte ci sono dei tempi tecnici per una cosa o l’altra, ma sono presenti in molte fiere italiane e non, l’ufficio stampa è molto disponibile e ho sempre avuto rapide risposte alle mie richieste. Però, posso capire che molti hanno avuto pessime esperienze con una o più CE (è vero che Writers’ Dream ha tanti post a riguardo) e che la tentazione dell’autopubblicazione sia forte. Però, se uno vuole lanciarsi in una tale avventura, dovrà fare i conti con l’oste e capire che dovrà proporre un libro ai lettori, non una tesina o un racconto scritto per gli amici. Credo che partecipare a dei concorsi con le CE sia il miglior modo per mettere il piede nel mondo dell’editoria.

    Piace a 1 persona

  4. Buongiorno,
    innanzitutto complimenti per l’articolo.
    Molto esaustivo.
    Io volevo chiederLe un’info, se possibile.
    Ho scritto un libro, e sto cercando di farlo pubblicare. Ne ho fatto stampare alcune copie che hanno letto amici e parenti che ora me ne hanno richiesto delle altre da regalare a loro conoscenti.
    Posso tranquillamente dare in giro qs ulteriori copie o questo meccanismo è in qualche modo invalidante poi qualora riuscissi a pubblicare il libro tramite casa editrice? Il manoscritto è registrato alla Siae, ma vorrei sapere se la casa editrice potrebbe eventualmente crearmi problemi se sapesse che il libro è stato distribuito in piccola parte a livello amatoriale.
    Grazie in anticipo se vorrà rispondermi.
    Martina

    Piace a 1 persona

    1. Buongiorno Martina,
      Grazie per gli apprezzamenti, sono molto felice di rispondere.
      Le case editrici funzionano in questo modo: una volta firmato il contratto, l’autore cede tutti i suoi diritti sul libro alla CE. Ciò significa che la CE può fare quello che vuole del libro (anche non venderlo più), a meno che non ci siano delle clausole specificate a priori.
      Pertanto, dato che l’accordo è postumo rispetto alla diffusione del tuo libro, non ci sono problemi. Tuttavia, alcune CE non apprezzano questo tipo di pubblicità.
      Concludendo, potresti incontrare delle difficoltà in funzione di quanto hai diffuso il libro, quando cerchi la casa editrice. Mentre nessun problema dovrebbe accaderti dopo avere pubblicato il libro.
      In generale, ti consiglio di pubblicare sempre un libro, prima di diffonderlo. E non esistono solo le CE per pubblicare.
      Buona giornata!

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