Silmarillion Tolkien book

Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 3 – I Noldor

Se vi siete persi il capitolo precedente, potete leggerlo qui: Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 2 – Gli Elfi in Tolkien

QUENTA SILMARILLION
(La storia dei Silmaril)

Capitolo 4: di Thingol e Melian.

Melian era una Maia (una sorta di angelo, uno spirito potente inferiore però a un Vala, come Gandalf e Saruman per intenderci).
Adorava cantare nelle terre di Lòrien (non nella Terra di Mezzo, ma in Aman) ed era eccelsa in quest’arte. Decise di abbandonare Valinor e di recarsi nella Terra di Mezzo quando gli Elfi si risvegliarono.

Come detto nello scorso capitolo, i Teleri furono gli ultimi a raggiungere Aman.
Il loro signore, Elwë una sera udì la voce di Melian e ne rimase folgorato, come colto da un incantesimo. Si innamorò follemente di lei e si dimenticò totalmente della sua gente. Fu così che suo fratello Olwë assunse il comando dei Teleri.

Elwë, in tempi successivi, divenne un re famoso conosciuto come Elu Thingol e regnò nel Doriath. Non scordatevi questa storia, perché questo sarà uno dei regni più importanti degli Elfi (in questo caso Sindar, ossia gli Elfi Grigi) della Prima Era e sia Thingol, che Melian, avranno ruoli importantissimi in futuro.

Capitolo 5: Di Eldamar e dei Principi degli Eldalië.

Quando i Vanyar e i Noldor arrivarono lungo le sponde occidentali della Terra di Mezzo, scoprirono che era per loro impossibile raggiungere la Terra Promessa, visto che un oceano li separava da essa.
A causa di Melkor, il lembo di terra che congiungeva Aman e la Terra di Mezzo era diventato un’immensa distesa di ghiaccio, chiamata Helcaraxë.
Pertanto i Vanyar e i Noldor rimasero bloccati sulla foce del Sirion, uno dei principali fiumi del Beleriand (la parte occidentale della Terra di Mezzo).

Fu allora che Ulmo, il dio dei mari, decise di intervenire spostando un’isola, sola in mezzo al mare. La trasportò sino alla foce del Sirion ed invitò i Vanyar ed i Noldor a salirvi sopra, per raggiungere Aman. In parole povere, questi Elfi si servirono dell’isola come se fosse un traghetto, mentre i Teleri, ritardatari, “persero il treno”.
Durante il tragitto, una parte dell’isola si staccò e formò l’Isola di Balar.

I Teleri, come anticipato, udirono l’invito di Ulmo quando fu troppo tardi. D’altronde dimoravano nel Beleriand Orientale e stavano ancora cercando il loro Signore, Elwë.
Una volta venuti a conoscenza della dipartita delle altre due casate, rimasero amareggiati e desiderosi di raggiungere i loro compagni. Così arrivarono a loro volta alle Bocche del Sirion, nominarono loro capo Olwë e attesero di essere trasportati.

Per qualche motivo non chiaro, Ulmo non esaudì immediatamente le loro preghiere, anzi, passarono molti anni prima che si decidesse ad agire.
Nel frattempo, i Teleri si innamorarono totalmente del mare e legarono particolarmente con Ossë, il Maia di Ulmo, signore delle acque poco profonde.
Quando fu il momento per i Teleri di partire, Ossë ne convinse alcuni a restare e questi furono i Falathrim, gli Elfi delle Falas, i primi marinai della Terra di Mezzo e i primi fabbricanti di navi. Cìrdan (altro personaggio importante in futuro) fu il loro signore.

Gli altri Teleri, guidati da Olwë, partirono infine per Aman, imbarcandosi sull’isola come prima di loro avevano fatto i Vanyar e i Noldor.
Olwë, preso dalla smania di raggiungere le Terra Immortali, non si comportò benissimo nei confronti di chi stava ancora cercando lo scomparso Elwë, nonché suo fratello.
Questi Elfi furono quindi lasciati indietro e si chiamarono Eglath, il Popolo Abbandonato.
Dimorarono nei boschi e sulle colline del Beleriand, visto che il ricordo del mare li riempiva di tristezza (e avevano ragione, oserei dire).
Ma la loro tristezza scomparve quando Elwë finalmente si fece vivo. Egli era assai cambiato, sembrava un signore dei Maiar, la cui luce risplendeva grazie a Melian, la sua consorte.

Tornando ai Teleri in viaggio, ancora una volta Ossë intervenne nel loro destino, pregando Ulmo di fermare l’isola e impedendo loro di raggiungere Aman.
Ulmo acconsentì e radicò l’isola nel mare. Così i Teleri vissero sull’isola di Tol Eressëa, da soli. Ivi svilupparono un linguaggio diverso da quello dei Vanyar e dei Noldor.

Quando gli altri Valar scoprirono ciò che Ulmo aveva fatto non ne rimasero affatto contenti e così anche Finwë, Signore dei Noldor.
Tuttavia ormai il “danno” era fatto e i Valar decisero piuttosto di accontentare i desideri dei Vanyar e dei Noldor, i quali chiedevano di dimorare in un luogo ove potessero guardare le stelle.

I Valar innalzarono così il verde colle Túna. Su di esso venne costruita la città di Tirion e l’altissima torre di Ingwë, che divenne un faro.
I Vanyar e i Noldor vissero a lungo assieme nella città di Tirion, che prosperò specialmente grazie ai Noldor, i quali amavano sperimentare, costruire e mutare le cose, compreso il linguaggio.

I Noldor diventeranno presto i protagonisti della storia, pertanto li presento come ha fatto Tolkien.
Finwë era il loro re, il quale ebbe due mogli (fu l’unico Elfo nella storia di Arda a risposarsi). La prima, Míriel, morì dando alla luce Fëanor. La seconda, Indis, diede alla luce Fingolfin e Finarfin.
I nomi sono tanti, lo so, ma quelli dei figli di Finwë sono di fondamentale importanza.

Fëanor, dice Tolkien, era il più grande nell’uso della lingua e nelle attività manuali. Il suo spirito ardeva come fiamma.
Fingolfin era il più forte, il più risoluto e il più valoroso.
Finarfin il più bello e quello dal cuore più sapiente.

Se è difficile ricordarsi questi tre nomi, ora arriva il bello…

I figli di Fëanor furono sette (e sono quasi tutti molto importanti. Per ora però potete scordarvi i loro nomi):

  1. Maedhros l’alto.
  2. Maglor il possente cantore.
  3. Celegorm il chiaro.
  4. Caranthir lo scuro.
  5. Curufin l’abile.
  6. Amrod, gemello di
  7. Amras. Entrambi divennero abili cacciatori.

I figli di Fingolfin furono invece:

  1. Fingon, che fu poi Re dei Noldor nelle regioni settentrionali del Beleriand (spoiler…).
  2. Turgon, che divenne Re di Gondolin (altro spoiler).
  3. Aredhel la Bianca, nota per la sua bellezza.

Infine, i figli di Finarfin furono:

  1. Finrod il fedele, che in seguito venne chiamato Felagund, Signore delle Caverne.
  2. Orodreth.
  3. Angrod.
  4. Aegnor.
  5. Galadriel, la più bella di tutta la casa di Finwë.
    Quella Galadriel? Sì, proprio lei.

Mi dispiace per la sfilza di nomi, ma non potevo esimermi dal riportarli. State tranquilli, mano a mano che procederemo con gli articoli spiegherò sempre “chi è chi” quando scriverò un nome poco familiare. Intanto avete un quadro generale sull’albero genealogico dei Noldor, che è certamente il più importante nella storia di Arda, visto che i Noldor, in particolare Fëanor, scateneranno una catena di eventi che determinerà la storia delle Tre Ere conosciute.

A questo link potrete trovare un divertente albero genealogico sui Noldor. 

Detto questo, Tolkien conclude la storia dell’arrivo dei Teleri nella terra di Aman. Questi infatti, dopo lungo tempo, decisero di vedere di persona la luce di Valinor e chiesero aiuto a Ulmo. I Valar furono entusiasti della notizia ed Ulmo inviò Ossë dai Teleri.
Questi, a malincuore, insegnò loro l’arte di costruire navi (che avevano la forma di cigni bianchi).
I Teleri fondarono così la città di Alqualondë, il Porto dei Cigni, nel Nord di Aman.

Anche i Vanyar cambiarono dimora. Decisero di trasferirsi ai piedi della montagna di Manwë, al quale erano devoti.
Ingwë, il loro Signore, rimase però il Re Supremo di tutti gli Elfi.

Così si conclude questa parte di Silmarillion. Questo è il link che porta alla prossima:
Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 4 – La Storia di Feanor

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Al prossimo articolo!

13 commenti

  1. Che dire Federico, hai davvero il dono della sintesi! Leggere questi articoli è bellissimo, riesci a porre in evidenza i nomi e gli eventi più importanti senza appesantire la lettura…dovrei chiederti di fare le sinossi anche dei miei racconti, sono sicuro che mi saresti di grande aiuto!

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