digital marketing

SEO vs SEA: le differenze e quale conviene usare

Uno degli argomenti più attuali nel mondo del marketing riguarda la SEM. Specialmente dopo il Covid-19 le aziende hanno bisogno di essere ben indicizzate online. Devono vendere prodotti, generare traffico e acquisire nuovi clienti contenendo i costi.

La SEM

SEM significa Search Engine Marketing e riguarda quindi l’insieme delle strategie di marketing online, meglio conosciute come web marketing.

La SEM in particolare si suddivide in due parti fondamentali: SEO (Search Engine Optimization) e SEA (Search Engine Advertising).
Andando subito al nocciolo della questione, la SEO riguarda l’insieme di strategie di web marketing che una persona o un’azienda possono svolgere gratuitamente.
La SEA, al contrario, riguarda l’insieme di strategie di web marketing che una persona o un’azienda devono svolgere a pagamento, quindi, ad esempio, comprando annunci e inserzioni pubblicitarie.

Per confrontare SEO e SEA facilmente, ho deciso di scrivere due elenchi distinti delle principali caratteristiche di entrambe le strategie di web marketing.

SEO

  1. Cos’è e come migliorare la SEO in poche mosse è sicuramente un articolo che ti consiglio di leggere, intanto.
  2. La SEO prevede l’indicizzazione del proprio sito web sui motori di ricerca. Per saperne di più, ti consiglio di leggere questo articolo: Come indicizzare un sito web su Google Search Console – tutorial
  3. Prevede anche l’utilizzo di strategie volte alla ricerca di parole chiave importanti per la propria attività, note anche come query. Un ottimo strumento in questo senso è Google Trends. Ne ho parlato qui: Quali sono le parole più cercate su Google?
  4. La SEO riguarda anche la corretta indicizzazione delle immagini caricate online. Sono sottovalutate, ma tantissimi utenti, specialmente rispetto a certi argomenti, ricercano le immagini sui motori di ricerca. Ne ho parlato qui: Come fare SEO con le immagini
  5. Inoltre, la SEO prevede anche l’utilizzo di strumenti per geolocalizzare la propria attività, come Google My Business. Ne ho parlato qui: Google My Business full tutorial
  6. La pubblicazione di articoli in una sezione blog del proprio sito web aiuta sostanzialmente la sua crescita.
  7. La SEO prevede anche l’utilizzo dei social media come strumento per rendere più visibile la propria attività online, in un’ottica di marketing omnichannel. I social sono importanti, ma rimane più importante la ricerca organica degli utenti, quindi sui motori di ricerca.
  8. Per fare bene SEO occorre avere un sito web sicuro (protocollo SSL) e veloce, quindi che si trovi su un buon hosting, anche proprietario.
  9. Infine, nella SEO è opportuno monitorare con attenzione le statistiche, per capire il proprio pubblico e modificare le proprie strategie in funzione di questo. Ti consiglio di leggere questo articolo: Cos’è Google Analytics? Una guida introduttiva per il web marketing

SEA

  1. Come anticipato, la SEA prevede l’acquisto di attività o strumenti che con la semplice SEO non potrebbero essere utilizzati.
    Il classico esempio è rappresentato dagli annunci di Google, meglio noti come Google Ads.
  2. Lo stesso principio vale su qualsiasi piattaforma dove si comprino delle inserzioni, come anche sui social (Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram…).
  3. La SEA riguarda anche l’acquisto di inserzioni pubblicitarie, come i video su YouTube, il cui programma è comunque collegato a Google Ads.
  4. Oltre a ciò, la SEA comprende l’acquisto di tools a pagamento molto utili per migliorare la propria SEM, come SEMrush.

SEO vs SEA

Ora veniamo al dilemma finale: è meglio investire sulla SEO o sulla SEA?
La risposta per me è assai semplice: senza la SEO non ha senso investire sulla SEA. Il consiglio che do sempre è quello di raggiungere il massimo livello a cui si possa ambire con la propria attività attraverso la SEO. La SEO dipende infatti sia da chi la fa (ci sono professionisti più bravi di altri), ma anche dal tipo di attività. Infatti, non tutte le attività in un certo contesto possono avere gli stessi risultati, anche se aiutate dai migliori marketing manager del mondo.

Pertanto, una volta che i numeri e le statistiche di un’attività raggiungono uno stallo, ha senso, anzi, è consigliato investire sulla SEA. La SEA permette di fare un salto di qualità e di trascinare la SEO con sé. Difatti, una volta investito sulla SEA i progressi fatti non saranno persi se si deciderà di non proseguire: non è obbligatorio fare continuamente delle campagne SEA per ottenere dei risultati soddisfacenti.

Spendere sulla SEA è difficile: bisogna ragionare con calma e attenzione sulla strategia migliore da intraprendere. Infatti, spendere tanto non significa ottenere grandi risultati. Anzi, 10.000 euro spesi in Google Ads senza una strategia e una SEO valida alle spalle sono inutili.
Invece, anche 100 euro spesi nel modo giusto possono raddoppiare le statistiche.
Quindi, se anche hai un piccolo budget a disposizione non scoraggiarti: puoi fare molto con poco.

Per la SEA, in particolare, consiglio di non sottovalutare i social media, in quanto permettono di rivolgersi a pubblici ben definiti e ottenere grande visibilità con pochi euro di spesa.
Anche in questo caso ribadisco la necessità di avere un profilo social formato e al picco della sua visibilità prima di investire sulla SEA.

Conclusioni

La SEM è veramente fondamentale al giorno d’oggi e le aziende che non lo hanno ancora capito sono destinate a soccombere di fronte ad un mercato sempre più competitivo, specialmente online.

SEO e SEA sono entrambe molto importanti e non c’è una strategia migliore di un’altra, ma semplicemente un tempo giusto per investire sulla SEO e poi sulla SEA. Infatti, la SEO deve essere la colonna portante della propria attività e deve raggiungere la sua massima potenzialità prima di investire sulla SEA.
La SEA diventa quindi un potenziamento della SEO, ma sottolineo che non è assolutamente necessaria per raggiungere ottimi risultati. Una SEO ben fatta è garanzia di successo e una SEA ben fatta è garanzia di ulteriore miglioramento.

Mi raccomando di non investire soldi sulla SEA se non ‘è un disegno strategico preciso dietro e se i risultati non arrivano, come al Casinò è meglio tenere i soldi nel portafoglio e tornare a investire sulla SEO. Infatti, se la SEA non funziona è probabile non solo che la strategia sia sbagliata, ma anche che la SEO sia debole.

Se non riesci a seguire il mio blog da WordPress, puoi farlo:

Al prossimo articolo!

8 commenti

  1. Molto interessante Federico!
    Vorrei aggiungere che alcune aziende devo necessariamente investire sulla SEA per avere un profitto.
    Purtroppo la SEO da sola, nei settori più competitivi, non è più sufficiente.
    Lavoro per un ecommerce online e una bella fetta della nostra revenue deriva dalla SEA. 🙂
    Come dici tu però c’è e ci deve essere dietro una buona strategia per evitare sprechi di denaro

    Piace a 1 persona

    1. Ciao, grazie mille 😄
      Anche io lavoro sugli e-commerce e sono sicuramente diversi dai siti web, anche perché oltre i 500 prodotti (anche variabili) non è più conveniente usare WordPress, ma Magento o Shopify. Le regole SEO e SEA per questi e-commerce sono molto diverse dai siti web, anche se di fatto seguono gli stessi principi ma hanno appunto diverse applicazioni.
      Tu che CMS usi per l’e-commerce?

      "Mi piace"

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