Conviene laurearsi in Scienze Politiche? La mia esperienza

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Ho deciso di scrivere questo articolo per orientare i giovani ancora indecisi rispetto alla scelta dell’Università. In particolare spero di aiutare coloro che stanno pensando di iscriversi a Scienze Politiche.

Mi sono iscritto al corso di Laurea in Scienze Politiche Sociali e Internazionali all’Università degli Studi di Bologna nel settembre del 2016 e mi sono laureato a pieni voti nel luglio del 2019.

Ho deciso di iscrivermi a questo corso dopo un anno di Ingegneria Meccanica che mi ha fatto capire quanto il mio percorso liceale, scientifico, fosse lontano da ciò che intendo fare nella vita.

A questo punto potrebbe sorgere il luogo comune: non riuscivi a fare Ingegneria e ti sei iscritto a Scienze Politiche perché è facile.
Nel mio caso, questo ragionamento non c’entra niente.
A Ingegneria non ero il migliore, ma passavo gli esami e andavo avanti. Ho deciso di cambiare perché non mi piaceva niente di quel corso, soprattutto le prospettive lavorative.

Ho scelto Scienze Politiche perché ha un’offerta formativa vastissima, che ti consente di specializzarti nel tempo e avere una formazione ampia, il che è un lusso al giorno d’oggi.
Ho studiato di tutto: sociologia, economia, storia, lingue, comunicazione, marketing, teoria dell’organizzazione, statistica, politica, diritto…
Si tratta di un minestrone di concetti?
Assolutamente no, perché questi esami mi hanno davvero insegnato qualcosa. Il mio obiettivo era, come anticipato, quello di essere preparato più o meno su tutto per entrare al meglio nel mondo del lavoro. 

Se fossi un’azienda preferirei assumere una persona che ha approfondito un certo tema, piuttosto che sceglierne una che sa un po’ di tutto e un po’ di niente.
Questa è una delle classiche affermazioni che ho sentito durante questo percorso.

Se io fossi un’azienda assumerei una persona duttile, mentalmente aperta, che sa destreggiarsi in vari campi. E le aziende vincenti fanno così.
L’Università ti forma solo in parte dal punto di vista lavorativo, pertanto quando entri per la prima volta in un’azienda parti più o meno da zero, anche se ti sei laureato ad Oxford.
Per questo motivo è importante conoscere più argomenti possibile, avere una preparazione amplia.
Ma allo stesso tempo è importante specializzarsi in qualcosa, altrimenti si è tutto fumo e niente arrosto. Dopo ne parlerò nel dettaglio.

Prima vorrei fare un esempio pratico rispetto al fatto che una formazione amplia non è necessariamente peggiore di una specifica. 
In seguito alla laurea triennale ho sostenuto due test per entrare in una delle seguenti magistrali all’UNIBO: Comunicazione Pubblica e d’Impresa (ramo di Scienze Politiche) e Economia e management (ramo di Economia).

Sono riuscito a passare entrambi i test e a vincere il concorso, contrariamente ad ogni previsione.
Infatti, era quasi ovvio che non sarei riuscito a sostenere positivamente il test di economia, considerando che la concorrenza era composta proprio da studenti di economia.
E invece ho superato il test a numero chiuso.

Non mi sono iscritto a Economia e Management perché era la mia seconda scelta, tuttavia ho avuto la soddisfazione di sfatare il falso mito per cui a Scienze Politiche non si fa niente e non si è preparati. 
Ma non è sempre così…
Purtroppo diversi studenti non hanno davvero voglia di fare niente e sono iscritti a Scienze Politiche chissà per quale motivo.

C’è un altro aspetto negativo: con la Laurea Triennale in Scienze Politiche non si va da nessuna parte.
In seguito devi specializzarti.
Personalmente ho scelto la laurea magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa per specializzarmi nel ramo del marketing, del web marketing, della comunicazione (intesa anche come social).
Ovviamente intendo lavorare in questi settori e per farlo è necessaria una laurea magistrale appunto.
Può anche essere che non basti nemmeno quella, che sia necessario un master di primo livello per entrare nel mondo del lavoro, ma se giochi bene le tue carte non dovresti avere problemi. 

Quello che intendo per giocare le tue carte consiste nell’arricchire il più possibile il tuo CV. Parlo di esperienze lavorative (intese anche come tirocini), competenze personali, insomma, tutto ciò che può fare di te un profilo ideale per un’azienda.
E sei hai scelto Scienze Politiche questa parte è doppiamente importante per il tuo futuro.
Purtroppo si tratta di un tipo di laurea considerato generalmente meno importante di una in economia, perciò nel mondo del lavoro capiterà di essere rifiutati da un’analisi preliminare basata sui titoli di studio.

Ciò che consiglio è di farsi conoscere il più possibile se si sceglie un percorso in Scienze Politiche.
Se ti approcci a questa facoltà con dedizione, determinazione e passione avrai una formazione umana e personale completa, invidiabile. Ma allo stesso tempo dovrai lottare contro pregiudizi e false credenze ancora imbattuti.
Perciò armati di pazienza, non perderti d’animo se hai una passione all’interno del ramo di Scienze Politiche.

Ma se non hai niente dentro, se Scienze Politiche è un ripiego, una seconda scelta, lascia perdere e iscriviti da qualche altra parte. 
Il mondo del lavoro non perdona e se parti svantaggiato sulla carta, se non hai alcuna competenza per essere appetibile, rimarrai fuori dai giochi e avrai buttato via tempo, soldi e anni della tua vita. 

Per quanto riguarda il discorso sulla scelta dell’Ateneo, cercane uno valido per Scienze Politiche, guardate le statistiche annuali sulla qualità dell’insegnamento.
L’UNIBO è un’università validissima ad esempio, specialmente per quanto riguarda le lauree magistrali.
Dico solo che a sostenere il test di Comunicazione Pubblica e d’Impresa, essendo un corso unico dal punto di vista formativo in Italia, c’erano più di 500 persone per 100 posti.

Spero di avere convinto i giovani lettori di questo articolo a scegliere o a non scegliere in la facoltà di Scienze Politiche, in modo convinto.

In generale, ricordatevi che ciò che scegliete di fare all’Università al 99% lo farete per tutta la vita. Cambiare facoltà in corso d’opera non è un dramma, ve lo garantisco. Non è facile accettare il passaggio, specialmente all’inizio, ma se le idee sono chiare la strada è in discesa.

Articoli che vi consiglio di leggere rispetto agli studi di Scienze Politiche:

Cos’è il blasting? Definizione e significato

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17 comments

      1. Purtroppo è vero, molto spesso si sceglie l’università con leggerezza senza valutare che si tratta della prima vera scelta che condizionerà il tuo futuro. Io ho fatto Lettere Moderne a Modena, non me ne pento ma l’ho scelto solo perché non sapevo bene cosa avrei voluto fare nella vita e mi sembrava una soluzione accettabile. Adesso ho scoperto, quasi per caso, cosa mi piacerebbe fare, ma non posso perché non ho seguito il corso di studio adatto.

        Purtroppo a volte le scuole superiori non preparano adeguatamente i ragazzi a scegliere l’università e non li mettono di fronte ai percorsi di lavoro che ogni facoltà può aprire o precludere.

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      2. Purtroppo é così, anche io ho scelto male al primo colpo. L’Italia secondo me si dovrebbe evolvere verso un modello anglosassone, che tra l’altro ha un anno in meno di scuola, quindi ti permette di entrare un anno prima nel mondo del lavoro.
        Che cosa vorresti fare? Me ne intendo abbastanza di facoltà e requisiti, forse posso darti una mano

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      3. Quest’anno ho insegnato alle elementari, e ho scoperto che si tratta di un lavoro che mi piace molto. Purtroppo richiede un percorso di studi che non ho fatto, dal momento che avrei dovuto studiare Scienze della formazione primaria, e adesso, a 30 anni, non me la sento di impegnarmi con almeno altri 5 anni di università. Ormai è andata così; continuerò sicuramente a insegnare, ma alle medie e alle superiori, dove posso accedere con la triennale in lettere.
        Ovviamente se conosci una scappatoia in cui posso infilarmi accetto suggerimenti!

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      4. Capisco… Almeno insegni, dai!
        Comunque un modo per insegnare alle elementari c’è nella tua situazione.
        Puoi fare la messa a disposizione (si chiama proprio così), per cui se hanno bisogno ti chiamano.
        So bene come funziona perché la mia ragazza é all’ultimo anno proprio di scienze della formazione primaria.
        Ovviamente in graduatoria finisci agli ultimi posti e teoricamente non sarebbe corrette insegnare senza quella laurea.
        Tuttavia il sistema lo consente, quindi perché no? 😊

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      5. Si, è così che ho insegnato l’anno scorso, l’ho mandata di nuovo ovunque (o v u n q u e) in tutti gli ordini di scuole in attesa di poter sistemare la graduatoria delle secondarie l’anno prossimo e fare qualcosa di più corretto.
        Fare un altro anno nella classe dell’anno scorso sarà difficilissimo, ma chissà, con tantissima fortuna magari…

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  1. Aggiungo che all’interno di scienze politiche esiste anche la branca delle scienze sociali (quella in cui mi sono laureata io), estremamente utili per comprendere la realtà attuale e anche per approcciarsi al mondo del lavoro.

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  2. Il discorso sull’evoluzione delle università, a partire dalla riforma De Mauro, sarebbe troppo lungo e non è facile esaurirlo in poche righe…Per il momento, mi limito ad affermare che la formula del 3+2, ossia della presenza di un corso triennale e di un corso biennale (magistrale) nel campo umanistico ha prodotto più svantaggi che benefici, comportando (non unico fattore, certo, ma non uno dei meno importanti) quel processo di «licealizzazione» dei corsi triennali universitari, nei quali si irrobustiscono, per così dire, quelle nozioni apprese durante gli anni del Liceo, piuttosto che innestare una vera propria cesura con la formazione derivata dalla Scuola superiore, rendendo, di fatto, i corsi triennali una sorta di lunga appendice dei Licei. Una formazione veramente universitaria, dunque, tende ad aversi soprattutto negli anni del biennio magistrale, comportando, di fatto, l’unificazione «informale» dei due cicli, dal momento che, almeno nelle lauree umanistiche, difficilmente gli studenti, dopo la prima laurea, tendono a lasciare gli studi e a trovare un lavoro…Sono molto contento per te e mi complimento per entrambe le selezioni superate! Ti auguro un buon percorso nella tua laurea magistrale!

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    1. Tu hai giustamente evidenziato alcuni deficit del sistema, che non mi convince fino in fondo.
      Tuttavia, conosco tante persone che hanno abbandonato l’Università al quarto o al quinto anno per diversi motivi. Se il corso fosse stato spezzato, al momento avrebbero in mano almeno una laurea triennale

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      1. Vero, tuttavia, anche a livello di titoli ci sono diversi problemi che spesso non sono adeguatamente evidenziati: sapevi che, per esempio, negli altri Paesi occidentali si riceve il titolo di «dottore» solo al termine della discussione della tesi di dottorato? In Italia, invece, si è proclamati dottori sin dal conseguimento della laurea triennale e questo causa diversi problemi per l’equipollenza dei titoli per i ragazzi che intendono poi trasferirsi all’estero…

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      2. Questa cosa la sapevo, visto che il dottorato potrebbe essere un percorso plausibile in futuro.
        Purtroppo in Italia siamo indietro sotto tanti aspetti. Il più importante secondo me riguarda la riduzione degli anni di scuola superiore a 4, come negli altri Paesi.
        Altrimenti noi Italiani entriamo nel mondo del lavoro sicuramente un anno dopo gli altri.

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      3. Una riduzione a 4 anni della scuole superiore, tuttavia, comporterebbe una radicale revisione dei programmi scolastici: personalmente non sono affatto contrario, però di fronte a una tale radicale riforma auspicherei un liceo modello anglosassone dove sono gli studenti a scegliere (almeno parzialmente) le discipline che vogliono frequentare. Personalmente allungherei la scuola media a 5 anni e ridurrei il liceo a 3 anni, in modo da avere studenti più grandi, che si spera siano abbastanza maturi per scegliere quale indirizzo di scuola superiore frequentare…

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