I Fuochi di Valencia, recensione

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Oggi scrivo la recensione di un romanzo urban fantasy edito da NPS edizioni e scritto da Elena Covani.
Ci troviamo a Valencia ai nostri giorni, in particolare durante le celebrazioni di Las Fallas, la grande festa di primavera durante la quale la città si anima e si popola di enormi statue.

In questo panorama idilliaco aleggia un antico male, una stirpe di esseri immondi: gli Erjes. Essi non vedono l’ora di banchettare con le anime degli ignari umani, per aggiungere carne al loro oscuro esercito.
Occorre un semplice morso per essere contagiati e disumanizzati completamente.
Gli Umani, i quali sono all’oscuro di tutto ciò, sono protetti da una stirpe guerriera: le Sentinelle.
Si tratta di esseri umani estremamente potenti dal punto di vista fisico, in grado di sconfiggere gli Erjes grazie all’utilizzo di un siero che li decompone.
Le Sentinelle sono più forti dei loro avversari, ma sono poche

José è una Sentinella, un Soldato il cui compito è pattugliare le strade e impedire che gli Erjes infettino gli Umani.
Egli è sempre stato un Soldato, ha combattuto per tutta la vita ed è stufo di farlo. Più che altro si domanda perché farlo.
I suoi profondi dubbi si agitano maggiormente dopo l’incontro con Maria, una Erjes che non ha compiuto del tutto la trasformazione. Ella conserva in sé un lato totalmente umano, nonostante il suo aspetto esteriore dica altro.

Da questo momento in avanti la trama si sviluppa concatenando diversi eventi e portando alla luce fatti prima oscuri a José, il quale si trova ben presto catapultato in una situazione più grande di lui. 
Come se non bastasse, entra prepotentemente in gioco il villain, l’antagonista del libro: Galen.
Egli è un Erjes sagace, un capo spietato dalle mille risorse.
È sicuramente il mio personaggio preferito, per mille motivi che non posso dire senza ricadere in uno spoiler.
Rivelo però che non è il solito cattivo stereotipato, ma un personaggio complesso, dalle mille sfaccettature.

A proposito di personaggi, ho apprezzato che in un libro caratterizzato in questo modo l’autrice abbia deciso di sceglierne pochi e di trattarli al meglio. 
Essi sono sicuramente il punto forte del libro.
Ho apprezzato anche i dialoghi, scritti in parte in spagnolo comprensibilissimo.

Avendo partecipato all’evento organizzato dall’Associazione Nati Per Scrivere a Camaiore, “Libri sotto le stelle”, ho assistito alla presentazione del libro da parte dell’autrice stessa.
Elena Covani è una persona spigliata e alla mano, che va dritta al punto.
Queste particolarità le ho riscontrate nel suo romanzo, tutt’altro che prolisso e allungato.
L’autrice ha confermato il fatto che si tratta di un’opera autoconclusiva, tuttavia sta scrivendo un secondo libro di questa mini-saga, l’ultimo.
Lo leggerò molto volentieri, mi sono appassionato sia al protagonista, che all’antagonista.

Inoltre, Elena ha raccontato della sua esperienza a Valencia, una città che le è rimasta nel cuore. Questo affetto palpabile l’ho riscontrato fortemente nelle descrizioni dei luoghi della città, curate nel minimo dettaglio. 

Infine, ci tengo a sottolineare che il libro I Fuochi di Valencia non è una lettura impegnativa, anzi. Si legge in modo scorrevole, è ben ritmato.
I capitoli brevi mantengono un ritmo alto, insieme alla tua attenzione.

Vi lascio il link al libro 

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Al prossimo articolo!

16 comments

  1. Ha già di positivo, secondo me, che non intenda diventare una saga: il fantasy ha questa tendenza per me molto fastidiosa, e il fatto che l’autrice non caschi in questa trappola mi fa molto piacere.
    Mi sembra interessante, anche per l’ambientazione non proprio comune (di fantasy ambientati in Spagna, a pare i film di Del Toro, non ne conosco molti); proverò a cercarlo!

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    1. Io sto scrivendo una saga fantasy 🙄😅😂
      Diciamo che se non hai un’idea per portare avanti una saga, non ha senso farla.
      Ho letto alcuni libri che, come hai detto giustamente tu, hanno avuto un seguito forzato.
      Tuttavia, altri sono ben congegnati sin dall’inizio.
      Bisogna avere le idee chiare, sempre, sia se scrivi un libro, sia se ne intendi scrivere diversi 😊

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      1. Ahahah si, so del tuo progetto, e non intendevo criticarlo! Ma intendevo proprio quello che hai scritto, è diverso partire già con una storia adatta a svilupparsi per più libri, come mi sembra di capire sia la tua, e invece accumulare volumi su volumi senza un vero progetto che li sorregga.
        Comunque in un periodo in cui la serialità, anche al cinema, è la cifra stilistica dominante, mi piace trovare qualcosa che sia inteso per iniziare e finire subito.

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      2. Hai ragione!
        Il problema più grosso che ho incontrato con le case editrici consiste proprio nel dimostrare che la mia é una saga valida, sulla quale vale la pena di investire.
        Preferiscono molto di più i libri autoconclusivi

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      3. Ma li capisco, perché comunque si tratta di un investimento oneroso da parte loro, e non oso immaginare cosa gli passi tra le mani ogni giorno. In questo un autore con un progetto solido farà sempre fatica ad emergere e vincere il pregiudizio che, secondo me, inevitabilmente emerge quando si sente parlare di “saga fantasy”.
        Come sempre, in bocca al lupo!

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  2. Effettivamente si tratta di un’ambientazione molto originale per un libro fantasy, mi fa piacere che l’autrice sia riuscita a trasmettere nella sua scrittura la passione per Valencia…

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