Millennio di Fuoco, Seija, recensione di un capolavoro

Millennio di Fuoco, Seija, della Randall

Ciao,

Forse ti stai chiedendo cosa significhi Seija. Ebbene, è il nome della protagonista di questo primo libro della saga. Il secondo si intitola invece “Millennio di fuoco-Raivo“, dall’antagonista di Seija.

Come è nel mio stile, eviterò qualsiasi forma di spoiler nel riportare la trama a grandi linee.
Partiamo dal frenetico inizio.
Millennio di Fuoco, Seija comincia con una battaglia che sembra essere l’esordio dell’apocalisse. I cristiani ed i sahaavi, un antico popolo pagano ormai estinto, combattono contro un’orda demoniaca.
Ci troviamo nell’anno 1999, 1000 anni dopo la comparsa dei primi demoni sulla Terra, guidati dalla loro immortale regina, Ananta.
Nel corso dei secoli, l’Europa è rimasta ad un grado di evoluzione tecnologica e storica pari a quello dell’arrivo dei mostri, ossia medioevale. Questo perché la guerra contro i demoni è stata senza tregua e non ha permesso il progresso.
Ci sono quindi ducati, regni, il Papato ed il Sacro Romano Impero, che però è disunito in mancanza di un imperatore.

Gli uomini sono convinti che il 2000 sarà l’anno di svolta della guerra, nel bene o nel male, esattamente 1000 anni dopo l’inizio della catastrofe.
E il 2000 è alle porte.

I demoni sono più forti di un umano, alcuni hanno degli speciali poteri, ad esempio possono trasformarsi in lupi letali oppure stregare le menti degli uomini.
I demoni primigeni, i vaivar, sono i discendenti diretti di Ananta.
Sono biologicamente immortali ed in grado di trasformare gli umani in manvar con un morso.
In questo modo le file demoniache si ingrossano, mentre quelle degli umani si assottigliano, in stile Estranei del Trono di Spade.
Gli uomini sono invece divisi a causa di dissensi interni, sia fra pagani e cristiani, sia all’interno della stessa cristianità.

I demoni provengono da oriente, dalla lontana Siberia e dopo 1000 anni dalla loro comparsa, sono riusciti abbondantemente a penetrare nel territorio tedesco.
Niente e nessuno sembra riuscire a fermarli. Il loro comandante è inarrestabile. Il suo nome? Raivo, il Traditore.

Come anticipato, la sahaavi Seija è protagonista e quindi antagonista di Raivo. Ella rimane coinvolta nella battaglia iniziale contro i demoni. È una donna molto ben addestrata nell’arte del combattimento, giovane, forte e scaltra. Mi ricorda Brienne del Trono di Spade.
Combatte con ardore insieme al fratello e ai rimasugli del suo popolo.
Ad un tratto scorge il Traditore, un generale letale, che in trecento anni ha ucciso senza pietà migliaia di uomini. I cristiani fuggono davanti a lui, non ha mai perso una battaglia e non è mai stato ferito.
Ucciderà anche Seija?

Intrigante, vero?
La trama è senza alcun dubbio la più interessante ed imprevedibile che abbia letto di recente.
E vi assicuro che non è il punto forte del libro. Le descrizioni lo sono, decisamente impeccabili, specialmente quelle che riguardano le battaglie e i dialoghi fra i personaggi.
Questi sono resi alla perfezione, hanno una personalità precisa che non stenti a credere realistica. Sono ben distribuiti all’interno della trama, nonostante abbiano dei nomi non comuni li ricordi con facilità.

L’unica pecca del libro è l’eccessiva tendenza dell’autrice a rimarcare il fatto che Seija è una donna e che gli uomini tendono a sottovalutarla. Oltre al fatto che il tentativo di dimostrare il contrario rende Seija ultrapotente, entro certi limiti ovviamente.

In conclusione, se cercate un fantasy originale, creativo, intrigante e a buon prezzo, questo fa per voi. Non ve ne pentirete.
Già dal primo capitolo ho capito che il libro mi avrebbe preso, si legge tutto d’un fiato.

Se vi piacciono le autrici fantasy italiane, vi consiglio di leggere questi due articoli:
I Fuochi di Valencia, recensione
Hyperversum – recensione – un libro fantasy-videogioco

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