Blogtour Bestie d’Italia volume 2

Ogni terra ha i suoi segreti, ogni regione le sue leggende. Ogni fiume, monte o borgo d’Italia ospita le sue creature, nate dalle “paure” della gente, alimentate dalla fantasia, dal bisogno di esorcizzare il male quotidiano, di dargli un volto, spesso animalesco, bestiale. Da queste premesse, è nato il progetto “Bestie d’Italia”, curato dall’associazione “Nati per scrivere”, per recuperare e valorizzare il folclore locale.

Dopo il primo volume, uscito ad aprile 2019 e incentrato sulle regioni del Mar Tirreno, arriva in libreria l’antologia di racconti “Bestie d’Italia – volume 2” (NPS Edizioni, 14 euro). La seconda tappa di questo viaggio nel folclore nostrano ci porterà nel nord Italia, per scoprire i segreti delle Alpi e delle Dolomiti e le creature leggendarie che si annidano nelle anse del fiume Po e negli anfratti del Carso: basilischi, orchi, lupi e fiere aquile, ninfe ammaliatrici e draghi.

«La montagna offre ai turisti il suo volto più dolce. A loro non succede mai niente. È sempre alla gente del posto che capita, sai. E se ci pensi bene, è logico. Quei turisti saranno preda di qualcos’altro, a casa loro. Ogni luogo ha le sue ombre. E sai perché succede sempre a loro?»

«Il progetto “Bestie d’Italia” parte dalla volontà di recuperare le tradizioni folcloristiche italiane» dichiara Alessio Del Debbio, curatore del volume e direttore di NPS Edizioni. «Per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il nostro territorio, pregno di storia, misteri e magia».

Alzate lo sguardo, amici lettori, e fronteggiate la furia delle Bestie d’Italia!

Il volume 2 di “Bestie d’Italia” contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore: La notte del Re di Biss, di Giuseppe Gallato; L’Orcul di Len, di Giuseppe Chiodi; Il mostro del fiume, di Alessandro Ricci; La fiera bestia del milanese, di Alessio Del Debbio; I suoni della montagna, di Maria Pia Michelini; Le nebbie di Parma, di Alessandra Leonardi; Il caso del basilisco, di Debora Parisi; La ninfa e il cacciatore, di Micol Fusca; L’eredità di Dolasilla, di Luciana Volante; Il santo di nessuno, di Francesca Cappelli.

«Non lo so e non lo voglio sapere. Stai dicendo un sacco di cose stupide. Dovrei credere ai…»

Il libro è impreziosito dagli schizzi di Marco Pennacchietti, disegnatore di ambito internazionale e autore anche della copertina. Il terzo e conclusivo volume del progetto, dedicato alle regioni che si affacciano su Mare Adriatico, Ionio e Mediterraneo, uscirà ad aprile 2020.

«Perché è proprio la gente del posto che nutre i propri mostri».

Bestie d’Italia – volume 2” è già disponibile in prevendita scontata sul sito NPS Edizioni, il marchio editoriale dell’associazione culturale Nati per scrivere, e sarà ordinabile in libreria e su tutti gli store di libri e ebook dal 15 ottobre 2019.

Prosegue inoltre il tour promozionale, che sta portando l’editore e i vari autori in giro per la penisola. Tra le prossime tappe: la presentazione di “Bestie d’Italia” a Sestri Levante, nell’ambito del festival “Libri in Baia”, che si terrà il 12 e 13 ottobre 2019; il lancio ufficiale a Stranimondi, la fiera del fantastico a Milano, presso la Casa dei Giochi, il 12 e 13 ottobre 2019; e la presentazione dell’intero progetto “Bestie d’Italia” a Lucca Città di Carta, ad aprile 2020. Altre date in corso di organizzazione.

In seguito troverete diverse informazioni su Micol Fusca e sul suo racconto “La ninfa e il cacciatore”, presente in “Bestie d’Italia – volume 2”.

Biografia:

Micol Fusca, al secolo Micaela Fruscalzo, è una sognatrice di professione con una figlia e due gatti a carico. Nata nel 1969 in quel della Pedemontana (nel Trevigiano) ha trascorso parecchi anni della sua vita con la valigia in mano. Sud America (Colombia e Venezuela) e Spagna (Girona, Catalogna). In casa sua non si sa mai cosa si mangia: gazpacho? Tortilla de patatas? Arepa? Guacamole?  Riso pilaf con gamberi o pollo al curry? Pasta con zucchine e pettini di mare? Lasagne surgelate?

Legge da quando ha memoria. A un certo punto, verso i dodici anni, ha deciso di riscrivere alcune parti dei romanzi che non erano di suo gusto. Insoddisfatta ne ha scritti di suoi e li ha conservati gelosamente nel cassetto. Ha deciso di mettersi in gioco e da un paio d’anni ha ampliato i suoi orizzonti e volto lo sguardo ai concorsi, pubblicando diversi racconti di genere fantasy, horror, fantascienza.

Pubblica nel sito di Edizioni Open racconti di genere a libera disposizione dei lettori. Nel suo profilo alias sono inoltre disponibili racconti lunghi, romanzi brevi, pubblicati in episodi e raccolti in serie.

Intervista a Micol Fusca.

Cos’è per te il fantastico? Cosa rappresenta?      

 Il fantastico rappresenta la capacità di provare meraviglia. È una porta che permettere di accedere a infiniti universi, sempre diversi, e stimola a crearne di propri.  È credere, sognare, tendere una mano verso l’arcobaleno. Nel fantastico esiste equilibrio e di norma i ruoli sono chiaramente assegnati: buono e cattivo sono riconoscibili. È confortante.

Com’è nato il tuo racconto?

Quando mi è stato chiesto di scrivere un racconto di folclore il mio pensiero è corso al mio immediato territorio. Ho colto al balzo l’occasione per allargare un progetto a cui mi sto dedicando dall’anno scorso. Uno scrittore è di partenza un buon lettore e, diciamocelo tutta, per quanto la trama sia apprezzabile non è mai del tutto originale. Cambia il modo in cui si narra e la capacità di interessare un lettore particolare. Così ho pensato: perché non ambientare una storia nei luoghi che mi hanno visto nascere e crescere? Ho cercato la risposta dentro di me ed ho ammesso che mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa che fosse parte della mia realtà di tutti i giorni. Era da tempo che strizzavo l’occhio alle leggende locali senza decidermi a metterci mano. Alessio del Debbio (curatore del volume “Bestie d’Italia”) mi ha fornito la giusta motivazione e stimolo. Ho sempre amato le ambientazioni fantastiche, da sempre fanno parte del mio immaginario.

Quali creature fantastiche conosceremo leggendolo?

In questo racconto viene narrata la storia di una ninfa e del suo famiglio. La ninfa, un’Anguana, è una figura mitologica presente in gran parte delle regioni del nord. Vive in prossimità di ruscelli e fonti: narra una leggenda che le sia stato affidato il compito di “lavare” le anime dei morti da ogni peccato, prima che queste raggiungano il paradiso.

Il famiglio, il Martoreo, è una creatura fantastica che appare nel folclore locale: nella tradizione di ogni paese il suo aspetto è rappresentato in modo differente. In alcune realtà viene descritto come un uomo rosso e magro con la coda,  in altre come un gobbo paonazzo che salta i fossi. Il suo nome ha assonanza con quello della martora, che di notte si intrufola nel pollaio per uccidere le galline, animale odiato nella realtà contadina del secolo scorso. Per la mia storia ho scelto di farlo apparire nella versione che lo vuole simile a una creatura ibrida che somiglia a un cane e a un gatto.

Dove è ambientato il racconto? Perché questa scelta?

Vivo ai piedi di un colle, il Montello, da sempre protagonista dei racconti fantastici tramandati dai nostri “véci”. Un luogo dove convivono fate, ninfe, folletti burloni e creature demoniache: grotte, anfratti, boschi. Da bambina ascoltavo rapita le storie che raccontava la nonna e immaginavo di partecipare ai “filò”, un rito ormai dimenticato: in inverno le famiglie contadine solevano incontrarsi nelle stalle, al caldo, per trascorrere assieme la serata.  Mentre le donne filavano la riunione era animata da chiacchiere, pettegolezzi e, naturalmente, storie.

Un piccolo estratto del racconto “La ninfa e il cacciatore”.

Un guizzo, il frusciare dei rami di una siepe sulla destra, gli fece puntare il fascio di luce in quella direzione, rivelando una figuretta tozza e allungata che caracollava sulle zampette tozze.

«Salsiccia!»

Quel furfante gli aveva fatto prendere un colpo. Osservò la sagoma sgraziata allontanarsi di corsa e decise di seguirlo.

Lo rincorse, sorpreso dall’inattesa agilità con cui il bassotto lo mise alla prova una volta raggiunto il bosco. Quando Lele si fermava, meditando di fare rientro a casa, una coda fulva e vaporosa si prendeva beffe di lui emergendo a lato di una siepe. Il ragazzo decise di dargli corda e di giocare a nascondino.

Salsiccia lo condusse in una radura offuscata dalla bruma, una nebbiolina sottile che avvolse Lele d’improvviso.

«Ho amato Nino non appena ho posato lo sguardo sui suoi capelli color del grano. Boccoli che ingentilivano il viso paffuto e accarezzavano le gote immacolate».

Lele sentì il battito del cuore accelerare. Non era una voce quella a bisbigliare, piuttosto un’onda che aveva allagato la sua mente.

Quale canzone abbineresti alla lettura del racconto?

Una delle colonne sonore che utilizzo per scrivere fantasy è una compilation di musica celtica. La canzone Dance of Life (di Peder B. Helland) mi ha cullato con le sue armonie mentre scrivevo questo racconto e penso sia adatta ad accompagnare il lettore nella bruma ovattata del bosco abitato dall’Anguana e dal Martoreo.

Il libro sarà disponibile su tutti gli store di ebook, su tutti gli store di libri, in libreria (distribuzione Libro.co) e sul sito NPS Edizioni.
Link ad Amazon.

Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura.

Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in libri fantasy, horror e mistery per tutte le età.

Associazione culturale Nati per scrivere:

Piazza Diaz 10

55041, Camaiore (LU)

Sito NPS Edizioni

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Al prossimo articolo!

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