Quando Betta filava, recensione.

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Crediamo che il fantasy sia un’invenzione dei giorni nostri ed effettivamente i nostri padri spesso non lo conoscono.
Tuttavia ci sbagliamo, perché esiste da migliaia di anni.
Le storie, le leggende tramandate di generazione in generazione, non sono altro che, come diremmo noi adesso, i prequel del fantasy.

Ed è quello che mi ha dimostrato l’autore del libro, Alessio Del Debbio, con questa raccolta di storie popolari ambientate in Toscana.
Ci sono in particolare quindici racconti, alcuni brevi, altri lunghi, ispirati al folklore toscano.
Alessio mi ha spiegato di avere compiuto un meticoloso lavoro alla ricerca delle storie della sua regione, per ispirarsi a loro e potere scrivere questo libro.
La sua idea è ben riuscita nella pratica.
Lo stile scrittorio è ottimo, è veloce e l’elevato numero di dialoghi permette di entrare in sintonia con i personaggi.

Mi è sembrato di rileggere il Decamerone di Boccaccio, un altro autore toscano, come ai tempi del liceo.
La struttura delle storie è simile, ci sono diversi personaggi grotteschi, ma anche sprazzi di comicità, a volte un po’ macabra.
Non siamo di fronte alle solite favole della buonanotte, al “e vissero tutti felici e contenti”, ma forse è meglio così, la Disney è più che sufficiente!
Un altro autore che Alessio mi ha ricordato è Sapkowski, quello di The Witcher.
Sapkowski si è ispirato al folklore polacco e ho notato diverse analogie con quello toscano, specialmente nei mostri.

La storia che mi è piaciuta di più è quella intitolata Il labirinto del re.
È ambientata a Chiusi (Siena) e ha come protagonisti due amici, Tosco e Ciacco, i quali intendono rubare il tesoro di un re defunto per diventare ricchi.
Mi hanno divertito un sacco, perché sono simpatici e imbranati.
Hanno una paura matta delle storie nefaste che aleggiano intorno al tesoro del re, sono assai superstiziosi e… hanno ragione ad esserlo…
Non rivelo altro in merito, ma ho apprezzato davvero tanto il legame con la Storia che ha questo racconto, un tipo di legame che in generale adoro in una narrazione.
Da questo punto di vista, l’autore è stato molto attento. Non ci sono infatti eventi che mi hanno fatto storcere il naso perché incoerenti da un punto di vista storico.

Ho apprezzato anche le citazioni, con fonte, presenti all’inizio di ogni storia.

Ogni tanto potreste non capire immediatamente delle parole, dei termini dialettali. Tuttavia il contesto renderà chiara ogni cosa, non occorre una traduzione.
Anche il modo di parlare di alcuni personaggi potrebbe stupirvi, perché parlano come un tempo. Molti appartengono al volgo, sono rozzi e dicono un mucchio di parolacce (il che è spesso molto divertente).
Vorrei concludere con questa riflessione: in Italia disponiamo di grandissime potenzialità culturali, di immense fonti di ispirazione.
Ringrazio Alessio per avercelo ricordato.

Se siete interessati al libro, potete acquistarlo qui

Al prossimo articolo!

7 comments

  1. Sono d’accordo, l’Italia ha dato un grande contributo allo sviluppo degli elementi fantastici anche se, purtroppo, a livello accademico, fino a non troppi anni fa, si guardava con un sentimento misto di sospetto e di superiorità nei confronti di guesto genere letterario. Pensa che, trenta anni fa, una delle prime antologie scolastiche ad occuparsi del fantasy inserì alcuni brani tratti dal Signore degli Anelli nella sezione «Paraletteratura», termine ambiguo che alludeva alla presenza di una graduatoria fra la «vera» letteratura (genere verista, storico, poetico ecc.) e il resto (fantasy e fantascienza in primis). Per curiosità, il tesoro cui fa riferimento il volume è quello del re Porsenna?

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    1. Sono impressionato, sapevi anche di questa storia 😅
      Comunque sí, é esattamente quello.
      In ogni caso anche io nel mio piccolo mi batto per dare al fantasy quel che é del fantasy.
      Per fortuna é un genere che sta aumentando di importanza a livello di libri venduti, ma dal punto di vista scolastico e accademico c’è tanta strada da fare

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      1. La leggenda del tesoro e del labirinto di re Porsenna costituisce ancora oggi un enigma senza soluzione. Qualcuno dice che si trovi dalle parti di Viterbo, ma nessuno è mai riuscito a trovarlo…
        Speriamo che il fantasy trovi la sua giusta collocazione nei manuali scolastici (è il settore che, da questo punto di vista, mi preoccupa maggiormente, perché i professori sono ancora molto restii ad attribuirgli la giusta importanza).

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