once upon a time serie tv cofanetto

Once Upon a Time: recensione della serie tv sulle favole

Oggi vorrei parlare di una delle serie tv che più mi ha convinto.
Once Upon a Time (OUAT) ha tutto ciò che deve avere una serie tv per il mio gusto personale. Parlo di una colonna sonora memorabile, dei personaggi di cui ti innamori, ben caratterizzati e interpretati da attori capaci di recitare. La trama non deve presentare buchi, non deve essere né banale, né scontata, presentare colpi di scena e collegamenti. Infine, a condire il tutto ci deve essere una buona regia e la voglia di guardare un altro episodio.

Ecco, OUAT per me rispecchia questa descrizione.
Se poi aggiungiamo che trasporta le fiabe e le favole (antiche e moderne) nel nostro mondo, cosa si può volere di più?
Mi riferisco ad esempio al Magico Mondo di Oz, a quello di Frozen, all’Isola che non c’è, a Camelot, a Biancaneve
A tal proposito, il punto forte della serie è riuscire a collegare diversi filoni narrativi insieme e contestualizzarli coerentemente all’interno di una sola città “reale”: Storybrooke.

La protagonista della serie è Emma, una ragazza che nel corso della sua vita ha incontrato diverse difficoltà e non crede affatto nella magia, tantomeno nell’esistenza di personaggi fiabeschi. A me il suo personaggio piace, tuttavia l’attrice recita in modo apatico e spesso inespressivo. Quelli che criticano Kit Harington rispetto all’interpretazione di Jon Snow non so cosa direbbero in questo caso 😅.
Sembra che mi stia contraddicendo rispetto a ciò che ho detto sugli attori, ossia che recitano perfettamente. Diciamo che questa è l’eccezione che conferma la regola, visto che tutti gli altri sono più che eccellenti.
Specialmente i due che interpretano la Regina cattiva e Tremotino.

tremotino once upon a time GIF

Come anticipato, ci sono tantissimi personaggi e filoni narrativi, ma sono collegati benissimo. Talmente bene da rendere la serie verosimile.
Nonostante questa grande varietà ea i continui flashback e flashforward, non vi perderete.

Per quanto riguarda il target della serie, i bambini possono tranquillamente guardarla. Tuttavia solo gli adulti possono comprendere certi dettagli e capire fino in fondo il messaggio trasmesso da Once Upon a Time.
Il paragone che posso fare in merito è quello di guardare i cartoni Disney da piccoli e rivederli da grandi.
Di conseguenza, OUAT è una serie tv per tutta la famiglia, ma è adatta a qualsiasi genere di persona a cui piaccia dare libero sfogo alla sua fantasia.

The evil queen and emma ouat

A proposito, la serie è stata assai stimolante per quanto mi riguarda. Mi ha motivato enormemente nella stesura del mio libro fantasy.
Uno dei concetti che viene più ribadito è il fatto che al giorno d’oggi le persone non credono a niente, sono troppo razionali e non si lasciano mai andare.
Reprimono forzatamente la loro fantasia, perché si sentono deboli e vulnerabili, paragonabili a dei bambini. La serie tv fa capire che c’è un un’enorme differenza fra essere infantili ed essere invece un po’ bambini.
Secondo me è troppo netto ed evidente il passaggio dal mondo dei bambini e quello degli adulti nella nostra società. Quando sei piccolo sei libero al 100% (a meno che tu non abbia dei genitori estremamente severi), hai un mucchio di tempo libero, durante il quale puoi dare libero sfogo alla tua fantasia e alla tua creatività. Ad un tratto, la magia finisce. Smetti di credere in tutto, diventi razionale e calcolatore.
OUAT ci fa capire quanto questo sia sbagliato e dannoso per il nostro essere.
Se avete piacere di approfondire questo tema, ne ho parlato in questo articolo Perché ci piace il fantasy?

Cambiando argomento, forse l’unica pecca della saga sono gli effetti speciali, che potevano essere più curati vista la qualità della serie e il budget a disposizione.
Infine, la settima stagione è inguardabile. Diversi attori hanno abbandonato il progetto e quelli rimasti sono stati rivoluzionati dal punto di vista del carattere e del ruolo.
La sesta stagione chiudeva il ciclo perfettamente, i produttori hanno voluto tirare la corda e hanno sbagliato, secondo me.

Se ti piacciono le serie tv, ti consiglio questa:
I Pilastri della Terra e Un Mondo Senza Fine, recensione della serie tv

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Al prossimo articolo!

Written by Federico Aviano

Sono nato nel 1996 e da sempre nutro una forte passione per la scrittura. Sono laureato in Scienze Politiche Sociali e Internazionali, curriculum di comunicazione, all'Università degli Studi di Bologna, dove attualmente frequento il primo anno di laurea magistrale in Comunicazione Pubblica e d'Impresa. In particolare, faccio parte della Redazione Web del Corso, dove, oltre a pubblicare diversi articoli, gestisco il sito web. Da ottobre 2019 lavoro come Marketing Division Assistant per UniBo Motorsport, MotoStudent, Formula SAE Team. Anche in questo caso mi occupo particolarmente dello sviluppo e della gestione del sito web. Infine, ricopro il ruolo di Tecnico IT in un'azienda bolognese. In poche parole, amo il marketing e le sue applicazioni, specialmente quelle legate al mondo digitale, dove ho avuto il piacere di immergermi. Il mio sogno nel cassetto è invece pubblicare la mia saga fantasy, dove gli Imlestar, un popolo da me inventato, sono i protagonisti. Da qui il nome del blog.

19 comments

  1. Ne avevo sentito parlare, ma non l’avevo mai vista…il tuo articolo mi ha motivato a farlo:) Non sono sicuro che il passaggio tra infanzia e mondo adulto oggi sia così netto…ho l’impressione, al contrario, che l’adolescenza, cioè la fase di transizione tra le due elencate in precedenza, si stia allungando parecchio. Personalmente sono preoccupato proprio per questa «innaturale» durata dell’adolescenza che sembra aver l’effetto di abbozzare individui incerti e non pienamente adulti, i quali, a complicare il quadro della situazione attuale, tendono ad anticipare una serie di comportamenti e riti di passaggio che alcuni anni fa (neanche troppi, a dire il vero), avvenivano più tardi (per esempio, il primo rapporto sessuale completo).
    Scusami se ho finito coll’allontanarmi dal soggetto del tuo articolo, ma il tema che avevi accennato al suo interno era troppo interessante per lasciarlo passare sotto silenzio.
    Grazie a te, alla prossima!

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    1. Sono contento di averti stimolato, i temi trattati in OUAT sono davvero interessanti!
      Il fenomeno di cui parli non è quello a cui mi riferivo.
      Io parlavo di come è impostata la nostra società, improntata verso un’ottica molto razionale, monotona e restrittiva.
      La maggior parte dei miei amici è stupita dal fatto che ho scritto un libro fantasy. Mi dicono di non avere fantasia, quando in realtà sono semplicemente disabituati ad usarla.
      Ciò di cui parli tu è un fenomeno sociale che fortunatamente, essendo nato nel 1996, ho scampato per un pelo.
      Non voglio fare generalizzazioni, ma è risaputo che i Millennials sono cresciuti in un modo assai liberale e sregolato, ricco di opportunità.
      Paradossalmente, anche loro non hanno fantasia, perché sono ingabbiati in logiche di apparenza (vedi social) e di digital-life (essendo nati nell’era digitale sono completamente vincolati ad essa. Crescono con gli smartphone e con tutti i dispositivi digitali).
      Pertanto, è il digital divide che c’è fra noi e loro a fare la differenza e a portare alla situazione di cui hai parlato tu.
      Ma questo non ha niente a che vedere con l’utilizzo della creatività e con la razionalità della nostra società.
      I pochi Millennials che conosco sono assai razionali, forse più degli adulti

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      1. Sono d’accordo con quanto hai spiegato nel tuo ultimo commento; in particolare, apprezzo che tu abbia scritto che il problema non è essere privi di fantasia, quanto quello di non essere abituati ad usarla. In questo senso, le nostre posizioni si avvicinano. Quanto al dualismo razionalità/creatività nei Millenials, preferisco adoperare il concetto di «rigidità mentale» contropposto alla mancanza di creatività: più che razionali, infatti, i Millenials mi sembrano incapaci nell’uscire fuori dai rigidi vincoli in cui la loro vita sociale sembra impostarli forzatamente…chissà, forse potrebbe dipendere anche dalla mancanza di uno sguardo più ottimistico sul futuro, che ha toccato meno noialtri, perlomeno in quella fase pre-adolescenziale.

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  2. Devo essere brutalmente sincero. Mi sono forzato a vederla. Già sapevo che ti aveva convinto questa serie, ma a me ha lasciato enormemente deluso. E’ come se questa serie abbia sempre preferito rimanere in superficie. Non si sono mai costruite storyline “mature”, almeno per come le intendo io. Tutto sempre molto fiabesco, con risoluzioni spesso troppo semplicistiche o un po’ forzate. Avrei preferito ci fosse una svolta più fosca nello sviluppo delle storie, che, invece, ho trovato sempre troppo zuccherose. Nessuno dei personaggi – ad eccezione di Tremotino – mi ha veramente convinto.

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    1. Hai fatto benissimo ad essere sincero!
      Non so se hai visto la sesta stagione, ma non é assolutamente zuccherosa, anzi. Specialmente l’epilogo.
      OUAT é costruita in modo che tutte le stagioni (tutti i filoni narrativi) si chiudano con la sesta stagione. In quelle precedenti, c’è sempre una storyline principale che si chiude, ma ogni storyline lascia degli strascichi che si manifestano alla fine.
      Da questo punto di vista la serie é molto sottile e devi stare attento a non perderti dei dettagli

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      1. Credo di aver visto fino alla quinta (se non sbaglio).
        Comunque non dico che le storyline siano costruite male. Ma trovo comunque il prodotto non adatto a un pubblico molto maturo. Non so, forse ho un’anima gotica e dark che non credevo di avere e per questo non ho amato OUAT.

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  3. L’ho seguita fino alla fine della quarta stagione, poi ho mollato: mi sembrava fosse diventata veramente troppo forzata e aveva iniziato ad annoiarmi. Peccato, perché le premesse erano davvero enormi, così come il suo potenziale! Ammetto che uno dei motivi per cui l’ho seguita così a lungo è stata Regina: prima ancora dell’ashtag #poverasansa mi facevo portabandiera dell’ashtag #poveraregina. Non gliene va mai bene una, ci si è accaniti contro di lei in tutti i modi quando, alla fine della fiera, ha ragione! Se l’avessero fatto a me quello ha passato lei altro che maledizione del sonno, STRAGE! Snow e Charming li ho sempre trovati insopportabili, mentre Tremotino l’ho amato alla follia.
    Una cosa che mi dispiace è che non sia mai diventata una serie davvero corale: con il cast di personaggi già conosciuti di cui disponeva avrebbe potuto permettersi molti più camei, invece di limitarsi ad avere un cast fisso e seguire sempre e solo quello.

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  4. La prima stagione mi è piaciuta molto, ma le successive le ho vissute con un calo di interesse progressivo: sembrava che, con il ritorno della magia, gli autori non riuscissero a gestire al meglio i personaggi.
    En passant, Emma come signore oscuro, fatto e finito, si comportava meglio di Emma quando era ancora tentata dal potere, ma senza cedervi XD

    La settima stagione ha avuto un problema fondamentale: voleva essere la prima stagione, ma non poteva 😛

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  5. A me il fantasy non piace proprio, però ho amato tantissimo Once Upon a Time, è fra le mie serie tv preferite, nonostante tutti i difetti che hai elencato anche tu. La amo talmente tanto che ad aprile sono andata alla convention a Milano per conoscere gli attori, considera!

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  6. È una serie che ho trovato molto piacevole anche io, soprattutto stimolava tantissimo lo spettatore a collegare ogni personaggio di Storybrook al suo corrispettivo nelle fiabe e a ricollegare insieme tutte le storie che si intrecciavano. Con l’andare del tempo però ha iniziato un po’ a stancarmi, ma sono arrivata decisa fino alla sesta, che, come giustamente scrivi, rappresenta la chiusura perfetta. La settima mi sono direttamente rifiutata di considerarla!

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