house of the dragon serie tv

House of the Dragon: riassunto, recensione e futuro della serie tv

House of the Dragon è andata in onda parallelamente a Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere e nonostante abbia delle imperfezioni è abissalmente superiore alla concorrente e le do assolutamente un voto positivo.

Contesto

Ci troviamo circa 200 anni prima rispetto alla serie del Trono di Spade, quando i Targaryen erano gli indiscussi sovrani di Westeros e sedevano sul Trono di Spade.
La storia dei Targaryen è molto interessante, sotto vi lascio un bellissimo video che spiega ogni evento degno di nota estremamente bene, comprendendo anche ciò che accadrà nelle prossime stagioni di House of the Dragon, di cui parlerò dopo.

In particolare, il nocciolo della prima stagione di House of the Dragon consiste nella lotta per il potere in seguito a un’imminente successione a causa della morte del sovrano Viserys Targaryen.
Come da sceneggiatura classica, da una parta abbiamo la primogenita nominata in vita erede al trono e dall’altra un figlio maschio proveniente da un secondo matrimonio.

La prima stagione getta le basi per l’escalation di un conflitto senza precedenti nell’universo di Martin e che batte abissalmente l’epicità del Trono di Spade.

I problemi della serie

I problemi di House of the Dragon ruotano tutti attorno alla lunghezza degli episodi. A mio parere, gli sceneggiatori hanno sbagliato ad adottare uno schema identico a quello del Trono di Spade, avendo a disposizione meno della metà degli elementi. Quindi, mentre le prime stagioni del Trono di Spade sono frenetiche e coinvolgenti, House of the Dragon è lenta, lenta, lentissima. Si accende nel finale e fa ben presagire per le prossime stagioni, ma non è sufficiente.

Se gli episodi fossero stati più corti o di un numero inferiore, probabilmente non avremmo respirato un secondo e saremmo rimasti incollati al divano, senza essere riempiti di diverse informazioni di fatto non utili alla trama. Ci sono troppi dialoghi tra i personaggi, che dicono sempre le stesse cose e l’azione scarseggia.

Per non parlare dei draghi, a cui è stato dedicato troppo poco tempo, considerando che sono una ventina rispetto ai tre del Trono di Spade.
Mi sarebbe piaciuto vederli molto da vicino e conoscerli più o meno tutti, ma evidentemente realizzarli prevede dei costi altissimi in termini di tempo e risorse.

Tenetevi forte per la prossima stagione

Considerando l’ottimo lavoro svolto da parte della regia sotto tutti i punti di vista, considerando la qualità degli effetti speciali, della colonna sonora e dei costumi, la prossima stagione, condita da una trama avvincente, dovrebbe essere sensazionale.

Facendo le cose come si deve e seguendo Fuoco e Sangue di Martin, potremmo vedere la migliore serie tv fantasy di sempre. Questo perché i Targaryen sono certamente la famiglia più interessante del Trono di Spade e Martin ha deciso di dedicargli molta attenzione, preferendo tornare indietro nel tempo piuttosto che completare i libri del Trono di Spade (il che ha fatto imbestialire i fan).
Fortunatamente, non amo Martin quanto Tolkien, quindi ho meno aspettative e mi accontento di quello che viene.

Ad ogni modo, nella seconda stagione del Trono di Spade dovremmo assistere a una guerra totale tra le due fazioni contendenti al trono: i Verdi, fedeli al figlio maschio di Viserys e i Neri, fedeli alla figlia femmina.
Nello scacchiere iniziale, i Neri vantano un maggior numero di draghi e una capitale praticamente inoppugnabile. I Verdi invece, vantano un maggior numero di alleanze, il controllo sul cuore pulsante di Westeros, eserciti più numerosi e maggiori risorse. Di fatto, i Verdi sulla carta vincono facile, ma ne vedremo delle belle…

Ciò che mi intriga particolarmente, soprattutto rispetto al Trono di Spade, è che questa guerra di successione, questa guerra civile, è totale. Mentre nel Trono di Spade ci sono tanti conflitti in tanti posti diversi magari non nello stesso tempo, in House of the Dragon vedremo un susseguirsi di eventi che coinvolgeranno tutto e tutti, comprese le città libere di Essos. Insomma, se gli sceneggiatori faranno come si deve il loro lavoro staremo incollati al televisore sino alla fine dei 10 episodi da 45 minuti, da cardiopalma.

Visto il calo delle serie tv degli ultimi tempi temo che le mie speranze siano malriposte. Staremo a vedere!

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