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L’attacco dei giganti 4 mi ha deluso: recensione e riassunto

L’attacco dei giganti è una serie tv anime tratta da un manga, che mi ha preso da qualche mese. Come già anticipato in questo articolo, Le 15 migliori canzoni in stile anime, non sono mai stato un appassionato di questo genere di contenuti, tuttavia la serie mi ha convinto sotto ogni punto di vista.

Infatti, contiene ogni elemento che piace a me: personaggi con una grande personalità, ritmo incalzante, colonna sonora da brividi, trama imprevedibile e coerente. Insomma, ho aspettato con grande trepidazione l’ultima stagione, la quarta, certo del fatto che sarebbe stata mozzafiato.

E invece, ho visto cadere l’ennesimo brand nel circolo vizioso del dio denaro che, per carità, fa comodo, ma rovina totalmente un contenuto. Infatti, la serie è stata allungata ed è già stato annunciato un seguito, che uscirà presumibilmente nel 2022, come continuo delle quarta stagione. Perciò, il tanto atteso finale della quarta stagione non è affatto un finale.

Il risultato di tutto ciò? La quarta stagione è stata fino a questo momento lenta, piena di cliché, scontata, banale e apatica.

La quarta stagione dell’attacco dei giganti

Il più grande punto di forza dell’attacco dei giganti, sino alla quarta stagione, è stata la capacità di trasmettere emozioni, nel bene e nel male. I colpi di scena sono stati tantissimi, la maggior parte dei quali mi ha tolto il fiato.

Stavolta invece, il livello di intrattenimento è drasticamente calato, in un modo simile a ciò che è successo al Trono di Spade. Si tratta ancora di un ottimo prodotto, ma abissalmente inferiore ai suoi predecessori.

Su 16 episodi, solamente due di questi mi hanno convinto. Non intendo fare spoiler, ma posso dire che l’ultimo episodio è molto bello, anche se ti lascia a bocca asciutta. Infatti, comprendi che la puntata numero 17 sarà stupenda, presumibilmente come il resto della quarta stagione che deve ancora uscire. Tuttavia un contenuto deve sempre essere di alto livello, secondo me. Non ci possono essere dei cali, dei buchi, altrimenti non rimarrà mai nella storia e diventerà un contenuto come gli altri. L’attacco dei giganti aveva tutte le carte in regola per divenire una serie indimenticabile, ma le ha buttate via.

Anche i protagonisti sono stati rovinati senza senso. Eren Yeager rimane un bel personaggio, che tuttavia ha subito una mutazione troppo forte e per certi versi immotivata. Si snatura senza una giustificazione chiara e arriva totalmente a rinnegare il suo passato. L’Eren avventato, motivato e pieno di energie delle prime stagioni, sempre pronto a sacrificarsi per gli altri, diviene un Eren egoista, pronto a sacrificare ogni cosa per i suoi interessi. Diventa spietato, immorale, depresso se vogliamo. Ci sono dei motivi ovviamente, ma non così forti da giustificare tutto questo, neppure il legame con il fratellastro Zeke. Questi è forse il personaggio meglio riuscito della quarta stagione, anche perché sembra divenire il vero protagonista, considerando anche gli innumerevoli flashback che lo coinvolgono, a volte occupanti intere puntate.

Anche Mikasa, Armin e Levi, tre dei personaggi chiave delle prime stagioni, diventano incolore e poco importanti a fini della trama. Degli spettatori di eventi che hanno sempre controllato e che sfuggono al loro controllo.

Conclusioni

C’è a chi può piacere un cambio repentino all’interno degli elementi cardine della saga, ma a me personalmente non piace. Costruire una narrazione non è semplice e se la stessa narrazione muta nel tempo significa che qualcosa è andato storto.

Credo che il successo della saga abbia portato i creatori a rivederne pesantemente le scelte e i contenuti. Infatti, prova ne è l’allungamento della quarta stagione, richiesto a gran voce dai fan di tutto il mondo. Personalmente preferisco un contenuto di minor durata, ma di qualità.

In ogni caso, se non hai ancora visto la serie te la consiglio caldamente. La quarta stagione ha deluso le mie aspettative in quanto mi aspettavo un tripudio di emozioni e un crescendo nel ritmo, che in realtà è stato il contrario. Rimane un contenuto di primissima fascia.

Immagine di copertina di brian05710

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