Il Mistero di Virginia Hayley – recensione

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Oggi vorrei parlare di un libro poliedrico, edito da NPS edizioni e che presenta diversi generi al suo interno.
Horror, thriller, fantasy si intrecciano perfettamente all’interno della narrazione, avvincente e che ti spinge a voltare un’altra pagina.
Ho letto il libro in due giorni, 100 pagine al giorno.
L’unico dispiacere rispetto al libro riguarda proprio la lunghezza. Avrei voluto che continuasse, perché mi ero affezionato alla storia, ai personaggi, al contesto.
Ma questo tipo di dispiacere non è dovuto ad una mancanza dell’autore, solamente a una mia voglia di continuare a leggere. Un po’ come quando vorresti che un film non finisse mai perché ti piace tanto.
Per concludere il discorso sulla lunghezza del libro, ho apprezzato tantissimo il fatto che Alessio Filisdeo, l’autore, non abbia tirato la storia per le lunghe con l’unico intento di allungare il brodo. Avrebbe potuto farlo, come fanno in molti, ma i tasselli del puzzle erano già perfettamente incastrati.
Un elogio va proprio a lui, un moderno Conan Doyle che ha rivoluzionato il ruolo dell’investigatore, rendendolo atipico e imperfetto.
Qualcuno potrebbe obiettare ricordandomi che Sherlock Holmes è atipico e imperfetto. Effettivamente è così, ma è anche un genio che si comporta in un certo modo e così tutti gli investigatori venuti dopo di lui nella storia della letteratura.
La rivoluzione di cui parlo riguarda il modo di essere dell’investigatore, appunto atipico e imperfetto rispetto agli altri. Non si parla infatti di un genio, di un pozzo di scienza che ha affrontato e risolto migliaia di casi con successo…

Prima di parlare della narrazione nello specifico, vorrei evidenziare la prima cosa che mi ha colpito del libro: lo stile.
Alessio scrive come un autore tardo ottocentesco, con un lessico ampio, il quale compone una melodia di parole che ti incanta fin da subito.
Specialmente le descrizioni nei primi capitoli mi hanno lasciato a bocca aperta.
Alessio scrive quindi benissimo, molto meglio di autori affermati che ho letto.
La melodia, cari lettori, una melodia che poche volte ho trovato in un libro. E se l’avete letto capirete perché dopo 200 pagine ne bramavo ancora.

Sapersi calare nell’atmosfera e nell’ambientazione è una dote di pochi scrittori. Alessio ce l’ha e sa anche conferire un’identità specifica ai suoi personaggi, che parlano come pensano. I dialoghi sono veri, così come i termini usati, che non stonano.
Ad esempio, i personaggi colti parlano in modo colto, mentre i “popolani” no.
Rispetto ai dialoghi, mi è piaciuto anche il rapporto fra parlato e scritto. I dialoghi e le descrizioni si alternano davvero bene, sottolineando ancora una volta il punto di forza più evidente dell’opera, ossia il ritmo

Per quanto riguarda l’ambientazione, ci troviamo in una tetra Londra di fine XIX secolo. La grande città è scossa da omicidi e nefandezze, che toccano l’opinione pubblica. Scotland Yard tenta di insabbiare i crimini che quotidianamente scuotono gli animi dei cittadini e ci riesce quasi sempre.
Lo stesso comportamento viene adottato dalla polizia nei confronti di Virginia Hayley, una giovane trovata morta. Il caso viene archiviato e considerato uno dei tanti omicidi nei confronti di una prostituta, ma la brutale condizione del suo corpo fa presagire il ritorno di un oscuro personaggio, che per tanto tempo ha terrorizzato le anime dei londinesi: un certo Jack.

A questo punto non posso non citare la descrizione del libro:Un investigatore oppiomane, un’elegante dama straniera, un americano dai modi spicci e un vecchio cacciatore aristocratico si ritrovano a indagare sull’omicidio della giovane Virginia Hayley, che Scotland Yard cerca pervicacemente di nascondere.
In una corsa contro il tempo, tra bassifondi degradati, sontuose sale da ballo e magioni infestate da antiche presenze, i quattro riluttanti compagni si ritroveranno invischiati loro malgrado in un inquietante complotto interno all’Impero Britannico, cercando al contempo di scongiurare il Crepuscolo di Ra e l’avvento del caos.”

Descrizione stupenda che non ha disilluso le attese.
Nulla di ciò che appare è ciò che è in questo libro, specialmente rispetto alla vera natura dei personaggi. Non esistono stereotipi, certezze, ogni cosa può mutare, quasi senza preavviso.
Il paranormale si intreccia con il normale, danzando verosimilmente e facendoti venire i brividi se intraprendi coraggiosamente una lettura notturna.
Vampiri, licantropi, dannati, condiscono l’atmosfera rendendola ancora più tetra e intrigante.

Il Mistero di Virginia Hayley non è un semplice thriller, un giallo fatto di prove e indizi. È anche un’avventura da vivere in prima persona, calandosi nei panni dei personaggi principali. Ciò è reso possibile specialmente dal fatto che la vicenda è narrata da uno dei personaggi principali e da un certo momento in avanti assume il suo punto di vista diretto.
Questo tocco di originalità mi ha molto colpito. Solitamente infatti la storia assume il punto di vista di un personaggio, di alcuni, del narratore o non ha punti di vista.
In questo caso invece c’è un passaggio di punto di vista atipico, che ti lascia positivamente colpito.

Sono stato davvero fortunato a vincere il giveaway organizzato dalla NPS edizioni sui social e a leggere questo libro.
Un’altra opera di un autore emergente che meriterebbe di trovarsi in tutte le librerie, a discapito di altre pubblicazioni più note.

Ci tengo infine a precisare che non sono un amante di questo genere di libri. Quando si tratta di lettura, sono piuttosto esigente e ricerco libri precisi.
Il Mistero di Virginia Hayley è stata una bella sorpresa, un graditissimo regalo.

Il libro è autoconclusivo, ma spero in un seguito. Mi sono particolarmente affezionato a due personaggi, all’investigatore oppiomane e all’elegante dama straniera.
Mi ricordano la coppia Sherlock Holmes-Watson, per il dualismo gatto-topo /cane-gatto, ma li sento più vicini a me, forse perché Alessio ha scritto cent’anni dopo Conan Doyle.

Un’altra cosa che mi ha colpito è l’attento studio della mitologia egizia, una piccola chicca che ho apprezzato.

Insomma, se cercate un libro ben scritto, leggibile in un periodo di tempo non troppo lungo, originale, vario e particolare, Il Mistero di Virginia Hayley fa per voi.

Vi lascio il link 

E anche il link all’unboxing e all’intervista dello scrittore, Alessio Filisdeo:

Al prossimo articolo!

6 comments

  1. Ottima recensione! Il periodo vittoriano è uno dei miei preferiti, mi fa piacere che ci siano autori attenti a questioni considerate da molti come irrilevanti, ma che, al contrario, finiscono per avere una grande importanza, come il registro linguistico: non si possono far parlare personaggi aristocratici con uno stile proprio delle classi popolari (e vicerversa, naturalmente), ma molti autori, tuttavia, sottovalutano questo aspetto.

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