Perché la Ferrari non vince più?

ferrari di alonso

L’ultimo titolo mondiale in F1 risale al lontanissimo 2007, quando Raikkonen vinse per un pelo.
Dopo quel successo, in due occasioni il titolo iridato è sfuggito per un soffio alla Ferrari, una volta con Massa, una volta con Alonso.
Resta il fatto che, da più di dieci anni, il Cavallino è deludente, al di sotto delle aspettative.
Non si parla di ultime posizioni, sia ben chiaro, tuttavia la Ferrari non riesce più a lottare seriamente per il mondiale.

La mia analisi da appassionato, da tifoso, da amante del Motorsport sarà sincera e il più logica possibile.
Tenterò pertanto di rispondere alla domanda che intitola l’articolo.

Senza tanti rigiri di parole, di ipotesi, i problemi sono sempre due negli ultimi anni di F1: l’ibrido ed il carico aerodinamico.
Per chi non lo sapesse, la F1 funziona a cicli.
Ogni ciclo modifica le caratteristiche che devono essere rispettate dagli ingegneri nella progettazione della macchina.
Le regole sono ferree e il loro intento (giusto, se vogliamo), è quello di impedire un monopolio di una casa automobilistica per diversi anni dal punto di vista delle vittorie.
Se ad esempio la Ferrari azzecca un tipo di macchina, è probabile che vinca per qualche anno, finché le regole non cambiano.
Questo è successo con Schumacher, che ha trionfato dal 2000 al 2004.
Dopodiché le regole sono cambiate e ha vinto Renault e poi sono cambiate ancora e ancora…

Ogni volta il dominio è cambiato, il caso emblematico di rottura dell’equilibrio di potere è rappresentato dalla Brawn GP, che ha vinto da debuttante grazie alla migliore messa in pratica delle regole.
Ma allora perché la Mercedes riesce a mantenere il suo dominio?
La risposta riguarda proprio la causa dei mali della Ferrari: l’ibrido e l’aerodinamica.

Partendo dal problema dell’ibrido, nel corso degli anni si è passati dai motori V10 (quelli dell’epoca di Schumacher, che facevano un rumore stupendo e assordante), ai motori V8, ai motori V6, quelli attuali.
I V6 sono assai meno potenti dei V10, consumano meno e costa molto meno progettarli, il che agevola le case automobilistiche.
Eppure, la diminuzione di potenza del motore deve essere colmata in qualche modo, in particolare, attraverso l’utilizzo di un motore elettrico, dell’ibrido.
Questo tipo di motore, la Power Unit, ha “fregato” la Ferrari.
I vari Kers, Ers, potenza ausiliaria, non sono mai stati il punto forte della casa di Maranello, mentre lo sono sempre stati della Mercedes.
La Mercedes ha una Power Unit talmente potente e ben progettata, che in gara la utilizza assai poco. Infatti, quante volte avete visto una Mercedes fermarsi per un problema al motore? Pochissime.

Sembrerebbe che quest’anno la Ferrari sia riuscita a colmare il gap con la Mercedes per quanto riguarda la Power Unit. Tuttavia, soffre moltissimo in accelerazione, quindi in uscita di curva e in fondo al rettilineo non riesce a raggiungere la velocità della Mercedes. (Eccezion fatta per Leclerc, che è un fenomeno. Basti pensare a Monza 2019…).
Guardando gli Onboard delle gare è palese che la Ferrari fatichi assai negli allunghi.

Ed ecco che salta fuori il problema dell’aerodinamica.
La Ferrari, che ha sempre progettato delle monoposto competitive da questo punto di vista, ma purtroppo non a livello di Mercedes e Red Bull.
Quest’anno specialmente si nota come la Ferrari perda nei settori guidati, dove il carico si fa sentire.
Aumentarlo significherebbe perdere velocità sul dritto, il che è un grosso problema, considerando che sul dritto si effettuano la maggior parte dei sorpassi e che la Ferrari ha finalmente raggiunto la Mercedes.

Unendo i due problemi, sono anni che la Ferrari tenta disperatamente di trovare il quadro giusto. Ogni volta che ci arriva vicino cambiano le regole delle monoposto e devono ricominciare da capo.
Come se non bastasse, ogni volta che cambiano le regole bisogna riprogettare da zero la macchina, quindi l’aerodinamica, eccetera.
Mi metto nei panni dei poveri lavoratori della Ferrari che non sanno più quali pesci pigliare. Le hanno provate tutte a Maranello: hanno cambiato piloti, hanno cambiato il personale, gli AD, i direttori tecnici, ma il titolo iridato è sempre sfuggito.
Da quando è nato l’ibrido, da quando è mancato il vero motore delle F1, la Ferrari non ha ancora trovato la formula magica per progettare una macchina vincente.
Ogni anno i commentatori cambiano versione dei fatti: “è colpa delle gomme, dei freni, degli alettoni, del motore, dell’aerodinamica”, ma è evidente che il problema sia una somma di tutte queste cose e che alla radice ci sia qualcosa di più profondo.

In televisione sembra che la differenza fra le macchine di F1 sia abissale e lo è in termini di prestazioni.
Eppure anche la Williams, fanalino di coda di questo campionato, è una signora macchina.
Quando si lotta per decimi di secondo sul giro, ogni dettaglio è fondamentale.
Ma se ti mancano la Power Unit e l’aerodinamica migliore vai poco lontano. 
La Mercedes lo ha insegnato alla Red Bull, un capolavoro di forme e aerodinamica, che per anni e ancora adesso, soffre a causa di una Power Unit non all’altezza.
Quella Honda sembra migliore di quella della Renault attualmente, eppure la Red Bull non arriva ad essere prestazionale come la Mercedes.
Si vocifera che Red Bull abbia tentato di ottenere la Power Unit Mercedes, la quale ovviamente si è rifiutata, ben consapevole di battersi la zappa sui piedi con una simile concessione.
Se Red Bull avesse la Power Unit Mercedes vincerebbe il campionato senza dubbio, a dimostrazione del fatto che il motore ibrido è fondamentale, così come l’aerodinamica.

Ricapitolando, la Ferrari ha meno colpe di quelle che le attribuiamo noi tifosi.
Non dico che sia fortuna azzeccare il motore e l’aerodinamica dopo i cambi di regolamento, ma averlo azzeccato o meno influisce sul rendimento delle monoposto negli anni a venire.
Speriamo che al prossimo cambio di regolamenti la Ferrari trovi finalmente la chiave per arrivare alla vittoria. Al momento, sappiamo tutti come stanno le cose.

Dal mio punto di vista, l’ibrido ha rovinato la F1, trasformando le macchine, capolavori di meccanica, in robot. E mentre un tempo le prestazioni delle monoposto erano assai vicine, ora la Mercedes può rifilare anche tre secondi al giro a Red Bull e a Ferrari.
Rimpiango i tempi di Schumacher e Alonso, di Hakkinen, i duelli con cui sono cresciuto, quando almeno otto monoposto lottavano per la vittoria ogni gara.

Se penso poi al DRS... Invece di agevolare i sorpassi li ha eliminati, visto che se le monoposto aprono l’alettone posteriore in rettilineo fulminano chi le precede.

Dubito fortemente che torneremo ai V10 e alle vere gare di F1, sarebbe un danno economico enorme per le case automobilistiche che hanno investito i loro soldi in R&D.
Spero pertanto che i Poteri Forti della F1 si inventino qualcosa per rendere lo spettacolo più accattivante.
Al momento la Formula E batte 10 a 0 la F1.

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Come diventare un pilota di F1? L’esempio di Amos Laurito

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8 thoughts on “Perché la Ferrari non vince più?

  1. Sono cresciuto guardando i gran premi di Shumy d’estate, nel televisore in bianco e nero della bisnonna (apprendendo l’arte di distinguere le macchine in base agli sponsor e non al colore), vivendo gli anni d’oro del dominio Ferrari, un dominio comunque costellato anche da rivalità accese con la McLaren-Mercedes(e quel signore di Hakkinen, l’avversario per eccellenza), la Williams-Bmw di Montoya (e Ralph Shumy) e la Renault di Alonso. Per quanto a livello strategico il “muretto” Ferrari sia in vistoso e progressivo calo da anni (sono lontani i tempi di Brown e Todt che si inventavano le strategie più folli), non posso che concordare con te sulla differenza prestazionale pura tra Ferrari (e Red Bull) rispetto alle frecce d’argento. La Mercedes è rientrata nel mondo della F1, forte di uno sviluppo dell’ibrido che aveva già portato avanti, avendo un vantaggio abissale sulle concorrenti. Se a questo aggiungiamo un gran fuoriclasse come Hamilton (fortissimo quanto fortunato) e nessun intervento volto a cambiare le carte in tavola da parte della FIA, i gran premi sono diventati dei lunghi monologhi Mercedes, con l’eccezione dell’anno scorso nel quale si è intravista un pò di lotta. Come è noto tutte le situazioni di monopolio sportivo alla lunga stancano e 6 anni sono lunghi, lunghissimi.

    1. Verissimo, e la cosa che mi dispiace é che Hamilton supererà Schumi rispetto ai titoli mondiali quest’anno, diventando il pilota più vincente di sempre.
      Schumi ha vinto un mondiale con la Benetton, voglio vedere Hamilton che vince un mondiale con la Renault di oggi 🤭

  2. La Mercedes può spendere molti più soldi di quanto non possa fare la Ferrari, che rimane una piccola realtà paragonata alla corazzata tedesca. Il gruppo Fiat non dà nessun sostegno economico, anzi drena dalla ferrari più soldi che può. I risultati sportivi non soddisfano i tifosi, la la Ferrari, pur senza vincere, rimane una azienda che è una vera macchina da soldi.

    1. Hai assolutamente ragione, a lezione di comunicazione il professore ha mostrato una slide con i 20 brand più ricchi al mondo, fra questi c’è la Mercedes, mentre della Ferrari neanche l’ombra

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