La vera storia di 300, il film, prima parte

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300 rispetta la storia?

Ve lo sarete chiesto almeno una volta nella vita, sembra impossibile che Leonida ed i suoi 300 spartani abbiano decimato l’immenso esercito di Serse.
Allo stesso modo appare improbabile che Temistocle, con un manipolo di navi, abbia affondato la flotta persiana, tanto vasta da riuscire a creare un ponte di navi sullo stretto del Bosforo.

Partiamo dalle basi: di quanti soldati e di quante navi disponeva l’imperatore persiano?
Ebbene, disponeva di 1.700.000 uomini prima di arrivare in Grecia, dove diverse Città-Stato si sottomisero a lui, consentendogli di superare nettamente i 2.000.000 di effettivi.
L’esercito contava una cinquantina di razze diverse al suo interno, disponeva di qualsiasi tipo di risorsa e stratagemma bellico.
Nel primo film si possono scorgere i maghi, che lanciano delle specie di bombe a mano, rese esplosive da alcune polveri antenate di quella da sparo.
Si vedono anche gli elefanti, che sono davvero giunti in Grecia e alle Termopoli sono morti a causa dell’angusto passaggio.
Ma questi due tipi di risorse sono inventati, non ci sono delle fonti certe a riguardo.
Mentre gli Immortali, il corpo speciale di Serse composto 10.000 uomini sono davvero esistiti, ma scordatevi il loro aspetto demoniaco, così come quei giganti dalla forza bruta che ogni tanto si scorgono, sono totalmente irrealistici.

Ora veniamo a un punto spinoso.
Quanti erano gli Spartani? Le Termopoli sono realistiche nel film?
Rispondo prima alla seconda domanda.
La risposta è sì.
Nei tempi antichi il mare ricopriva gran parte di quella che ora è terraferma in quella zona. Parliamo di 2500 anni fa, non un numero esiguo insomma, la situazione è cambiata parecchio.
Pertanto, come nel film, ai lati del passaggio c’erano le montagne ed un’alta scogliera.
In particolare, se cercate le foto delle Termopili potete scorgere una massiccia catena montuosa.
Questa non consente un rapido tragitto dal sud verso il nord della Grecia, se non proprio attraversando il passo delle Termopili.
L’altro tragitto, che consisteva nell’aggirare la catena montuosa, sarebbe stato troppo lungo per i Persiani, che decisero di affrontare il piccolo esercito greco considerandosi vittoriosi in partenza.
Le truppe persiane sono stimate intorno ai 70.000 – 300.000 soldati, un numero piuttosto consistente.
Gli spartani invece erano invece 300, guidati da re Leonida, ma non erano soli.
Nel primo film passa in secondo piano il personaggio che viene chiamato arcade dagli Spartani, Delios.
Egli è a capo di un manipolo di soldati che si dichiara ateniese, il quale sembra composto da un gruppo di conigli impauriti.
Ecco, tutto questo è falso.
Come ho detto, gli spartani erano 300, ma erano affiancati da circa 7.000 soldati provenienti da diverse Città-Stato, ma non Atene.
Senza il loro appoggio, Leonida sarebbe stato schiacciato come un moscerino.
Di fatto è stato così, la battaglia che nel film sembra durare un’era è durata appena tre giorni.

A causa del tradimento di Efialte, i Persiani aggirarono facilmente la falange greca, mandando l’esercito avversario in rotta.
Prima di arrivare alla fine dello scontro, vorrei spendere due parole sul più famoso traditore del mondo greco, proprio Efialte.
Nel film è dipinto come uno storpio, gobbo, deforme e spartano, che prega Leonida di combattere nella sua falange, ma lui rifiuta perché Efialte danneggerebbe lo schieramento spartano, in quanto incapace di sollevare lo scudo.
Efialte innanzitutto non è spartano, in secondo luogo non c’è nessuna testimonianza in merito alla sua deformità, probabilmente attribuitagli dai Greci per giustificare il suo tradimento (era inaccettabile che un Greco sano tradisse la madrepatria).
Inoltre, Efialte non aspirava ad essere un guerriero, era un semplice pastore che ha colto l’opportunità di arricchirsi dando le giuste informazioni a Serse, che alle Termopili guidava l’esercito persiano.
Ciò è evidente nel film ed è veritiero.
Scordatevi però le sue sembianze da semidio, ovviamente sono un’invenzione cinematografica per renderlo più spaventoso.

Ora veniamo alla fine dello scontro, all’eroica sconfitta di Leonida.
I Greci resistettero ad oltranza grazie all’esistenza del muro focese, da loro rinforzato.
Esso è presente nel film, appare come un blocco invalicabile lontano dallo scontro.
In realtà, esso è stato la chiave tattica della battaglia, in quanto restringeva ancora di più il passaggio nel passo e costringeva i Persiani a combattere pochi alla volta in modo del tutto inefficiente, dal momento in cui i sapienti greci, che presidiavano il poco spazio fra il muro e la montagna, disponevano di lance più lunghe e scudi più resistenti, specialmente alle frecce.
La scena del film dove le frecce scagliate dai Persiani erano talmente tante da oscurare il sole è leggendaria, ma in parte vera, visto il numero di arcieri che componevano l’esercito e che scagliavano tutti verso un punto preciso.

Tornando alle tattiche di combattimento dei Greci, questi si alternavano nello scontro per non stancarsi troppo e garantire sempre degli uomini freschi in prima linea.
In particolare, la tattica adottata era quella della falange, che consisteva nel creare un muro di scudi dove ogni soldato proteggeva quello a fianco.
I punti di forza della falange greca erano diversi: era invulnerabile alle cariche di soldati appiedati, gli unici in grado di attaccare alle Termopoli e la cavalleria era completamente inadatta.
In secondo luogo, le lance lunghe erano in grado di tenere il nemico a distanza e qualora fosse riuscito ad avanzare, avrebbe incontrato le corte spade greche.

Quando due eserciti si scontrano in un muro di scudi, oltre alla disciplina ed all’addestramento, è decisivo il tipo di arma utilizzato per lo scontro.
Una spada corta è funzionale, è rapida sia nel colpire, sia nel ritrarsi e quando gli uomini combattono uno a pochi centimetri dall’altro è estremamente più efficace di una spada lunga o di una scimitarra.
Ecco perché i Greci hanno massacrato i Persiani, si parla di almeno 20.000 uccisioni, un numero enorme, comparato ai 2.000 Greci caduti.
Se non fosse stato per il tradimento di Efialte, probabilmente i Greci avrebbero arrestato alle Termopili l’esercito di Serse.

Come ho detto prima, la sconfitta avvenne al terzo giorno, quando parte dei Persiani attraversò l’angusto passaggio segreto che conduceva oltre il muro focese.
Le sentinelle greche diedero l’allarme e permisero a parte dell’esercito di ritirarsi.
Leonida rimase a comandare la retroguardia, che si sacrificò per permettere agli altri soldati di fuggire e dare l’allarme.
Leonida ed i suoi 300 guerrieri scelti combatterono davvero fino alla morte, ma non furono i soli.
Si pensa poi che il sacrificio di Leonida fosse premeditato, che lui si fosse gettato in uno scontro perso in partenza perché, a detto dell’oracolo che aveva consultato, se non si fosse sacrificato la Grecia sarebbe stata conquistata da Serse.
Paradossalmente quei tre giorni permisero agli Ateniesi di ritirare l’esercito dalla città ed organizzare un’ultima resistenza nella baia di Salamina, ma di questa storia parlerò nella seconda parte di questo articolo.
Sicuramente il sacrificio di Leonida non è stato vano, ha salvato migliaia di vite e rimane un atto eroico.

L’unico spartano sopravvissuto alla battaglia, secondo il film è Aristodemo, ritiratosi perché ferito a un occhio. Egli giunse in patria dalla regina Gorgo, che in seguito si convinse a correre in aiuto degli Ateniesi per sconfiggere i Persiani a Salamina.
In realtà non andò così.
Aristodemo aveva un’infezione agli occhi, così come un suo compagno, Eurito.
Leonida concesse ai due di ritirarsi dalla battaglia.
Aristodemo tornò a Sparta, mentre Eurito rimase alle Termopili e morì insieme agli altri Spartani.
La decisione di Aristodemo non piacque ai compatrioti, che lo accusarono di codardia ed infangarono la sua reputazione.
Egli morì combattendo a Platea e in parte riscattò il suo onore.

Spero che l’articolo sia stato interessante, che riesca a trasmettere la mia passione per l’argomento.
Intendo ultimarlo con la seconda parte, dove tratterò del secondo film di 300.
Concludendo, chi è la fonte di queste informazioni?
Erodoto, lo storico greco per eccellenza, una fonte molto attendibile dal punto di vista degli eventi storici, un po’ meno rispetto ai numeri, ogni tanto esagera e non si riesce a capire con certezza quando lo faccia e quando no.
Sicuramente l’esercito persiano era davvero immenso, in grado di mobilitare un milione di soldati e altrettanti uomini e donne che facevano parte del seguito.
Le informazioni forniteci da Erodoto sono poi state riviste e riadattate dagli storici, quindi quelle che vi ho riportato si presumono essere veritiere.

Ecco il link alla seconda parte

Ed ecco il link alla vera storia dei Pirati dei Caraibi

E anche quello a: La vera storia di Vikings

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Al prossimo articolo!

28 comments

  1. Mi piace molto il tema affrontato nel tuo articolo. Condivido sostanzialmente le tue osservazioni, che mettono in luce le differenze tra film ed evento storico, eccetto una: non ci furono truppe Ateniesi alle Termopili. Erodoto, che resta la nostra fonte storica principale (sembra che un tempo esistessero anche degli archivi storici persiani, che, purtroppo, andarano distrutti a causa dell’incendio di Persepolis perpetrato dai soldati di Alessandro il Grande), suddivise nel seguente modo l’esercito greco, in base alla città di provenienza di ciascun esercito:
    Spartani, inclusi i Perieci (che erano i cittadini dotati solo di alcuni diritti civili): 900
    Spartiati (cioè il gruppo etnico dorico che dominava Sparta): 300
    Mantinei: 500
    Tegeesi: 500
    Arcadi: 1200
    Corinzi: 400
    Fliunti: 200
    Micenei: 80
    Tespiesi: 700
    Tebani: 400
    Focesi: 1000
    Locresi Opunti: tutte le loro forze (1000 uomini?)
    In pratica, come tu stesso hai specificato, si sarebbe trattato di un esercito composto di circa 6500-7000 uomini. Tra l’altro sembra che i Tebani furono costretti a combattere dagli Spartiati fino all’ultimo uomo, perché Tebe era in odore di forte simpatia per i Persiani (e infatti, nel 479 a.C., nella battaglia di Platea, i suoi guerrieri combatterono nelle file persiane).
    Ti suggerisco di leggere, se non l’hai già fatto, il fumetto originale di Frank Miller: è molto più fedele alla veridicità dell’evento storico e non presenta alcuni dettagli «truculenti» visibili invece nel film (tipo gli Immortali che assomigliano agli Orchi, ci hai fatto caso?) Aspetto di leggere la seconda parte, grazie!

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    1. Grazie a te per il commento!
      Sono stato tratto in inganno anche io, correggo subito 😁
      Conosco i fumetti di Miller, anche se non li ho mai letti e so che i film sono ispirati a loro.
      Rimangono comunque entrambe, a mio parere, due piacevoli pellicole

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      1. Sì, soprattutto la prima pellicola (la seconda mi ha convinto meno). I fumetti sono davvero belli, se ti capita di vederli in libreria facci un pensiero;)

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      1. Il problema, a livello storico, è che sappiamo molto poco di Sparta, anche a causa, purtroppo, dell’assenza di storici spartiati (quasi tutte le fonti sono riconducibili agli Ateniesi, i quali, essendo stati a lungo nemici di Sparta, non possono essere considerati sempre come attendibili). Secoli fa Tucidide scriveva «se la città dei Lacedomoni venisse devastata e rimanessero i templi e le fondazioni degli edifici, credo che, passato molto tempo, i posteri avrebbero gravi dubbi sulla potenza dei Lacedomoni in rapporto alla loro fama […] poiché la città non è costruita in modo compatto, né ha templi ed edifici sontuosi, ma è sparsa in villaggi, secondo l’usanza dell’antica Grecia».

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      2. Giusto, gli Spartiati avevano solo quell’occupazione…logico che poi diventassero ottimi opliti (il dialogo di Leonida con gli Arcadi nel film «300» esemplifica molto bene questo concetto).

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      3. Grave mancanza storica allora: nella cultura della vergogna veramente è così stupido da ricoprirsi di disonore e risa?

        ps: mi puoi cancellare gli altri due messaggi fuori argomento nell’altra discussione del testo ?

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