The Imitation Game, recensione: come gli Alleati hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale

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Ieri ho visto questo film uscito qualche anno fa.
The Imitation Game tratta delle vicende che hanno portato alla realizzazione della Macchina di Turing, progettata dall’omonimo professore inglese, in grado di decifrare ENIGMA, ossia il codice criptato usato dai Tedeschi per comunicare durante la Seconda Guerra Mondiale.
In particolare, ENIGMA è ritenuto impossibile da decifrare, dal momento in cui il codice cambia ogni 24 ore e ci sono milioni e milioni di possibilità di trovare la combinazione giusta. L’ MI6 decide ugualmente di tentare a risolvere ENIGMA, sapendo che la vita di milioni di persone dipende dalla decifrazione delle comunicazioni tedesche.

Per chi ama la storia, la trama del film è interessantissima e ovviamente tratta da una storia vera. 
Il protagonista è Alan Turing, un professore universitario, un introverso genio della matematica, che ha la brillante idea di progettare una macchina per decifrare ENIGMA.
La sua intuizione si basa sul fatto che la mente umana non è in grado di calcolare in 24 ore milioni di possibilità diverse rispetto al codice. Il codice è progettato da una macchina, quindi secondo lui solamente una macchina può battere un’altra macchina.
Questa deduzione è vincente e il film mostra come Alan sia riuscito a realizzare il suo calcolatore, approfondendo la vita del professore in tutti i suoi aspetti, secondo tre linee temporali (passato, presente, futuro).

Possiamo dire che il film è più concentrato sull’aspetto biografico del protagonista, piuttosto che sull’importanza della decifrazione di ENIGMA rispetto alla Seconda Guerra Mondiale. Questa cosa non mi è piaciuta molto, perché le conseguenze della decifrazione del codice sono state raccontate, piuttosto che mostrate.
Io che amo lo show, don’t tell, sono rimasto deluso.
Avrebbero potuto sacrificare alcune scene e inoltre allungare il film per approfondire la questione.
Invece gli autori hanno preferito concentrarsi proprio sulla figura di Alan Turing, la cui vita è cessata all’età di 41 anni in seguito al suicidio.
Rispetto a questa orrenda fine, di un genio indiscusso della storia, l’inventore del computer, il tema principale che emerge è l’omosessualità.
Alan Turing è infatti omosessuale e come tale viene condannato dal governo britannico una volta scoperto.
L’omosessualità non era infatti tollerata all’epoca, comportava la galera o la castrazione chimica. Chi conosce la storia di Oscar Wilde, ne sa qualcosa.
Alan viene condannato a due anni di galera o alla castrazione chimica tramite medicinali. Accetta la seconda via per poter continuare i suoi studi, ma l’orrenda pena lo distrugge mentalmente e solamente dopo un anno opta per il suicidio.

La storia è molto profonda e toccante, quando realizzi che è vera rimani senza parole.
Ma come ho detto avrei preferito una maggior attenzione alle conseguenze della realizzazione della macchina di Turing e della decifrazione di ENIGMA.
Gli storici hanno stimato, così dice il film, che la Seconda Guerra Mondiale si è accorciata di due anni in questo modo, salvando circa 14 milioni di persone. 
Di fronte a questa affermazione, perché non mi avete fatto vedere cosa è realmente successo dopo la decifrazione del codice?
La cosa più interessante rispetto a questo, è il fatto che gli Alleati non hanno potuto sfruttare al massimo la decifrazione di ENIGMA, sotto richiesta di Alan Turing stesso.
Il motivo è semplice, ma ha delle conseguenze gravissime: qualora gli Alleati avessero stoppato sul nascere ogni manovra tedesca, i Tedeschi avrebbero capito la decifrazione del codice e avrebbero certamente riprogrammato ENIGMA, rendendolo ancora una volta indecifrabile.
Così, gli Alleati hanno avuto modo di ascoltare e comprendere ogni comunicazione tedesca, ma hanno agito preventivamente solamente in eventi sporadici e cruciali per le sorti della guerra, per non destare sospetti. 
Avrei voluto vedere proprio in quali occasioni, in quali eventi fondamentali della storia è stata sfruttata la decifrazione di ENIGMA. Invece niente di niente.
Una voce narrante cita lo sbarco in Normandia, Stalingrado, le Ardenne. Ma da amante della storia non mi basta.

In conclusione, il film, girato bene e che vanta un cast eccezionale, è una buona pellicola. Tuttavia, la storia che racconta poteva essere approfondita sotto diversi aspetti, aspetti che avrebbero sicuramente aumentato il pathos presente nel film.
Diciamo che una vicenda così importante avrebbe dovuto lasciarmi più emozioni di quelle che ho al momento.
Le vicende raccontate rimangono incredibili.

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11 comments

  1. E’ molto bello, e Cumberbatch come sempre bravissimo; ho il sospetto però che dopo il successo di Sherlock venga quasi sempre chiamato per interpretare più o meno lo stesso ruolo, dovrebbe iniziare a variare di più i copioni che accetta.

    Il problema del film è che a un certo punto cambia argomento, inserendo la storia dell’omosessualità che, in realtà, non c’entra nulla: il film parla appunto della macchina di Turing e delle vicende durante la seconda guerra mondiale, mettersi a parlare della sua vita privata ha distolto l’attenzione da quello che avrebbe dovuto essere il punto da sviluppare davvero. D’altra parte mi immagino le critiche che si sarebbero sollevate se questa parte della sua vita fosse stata trascurata; come minimo sarebbero stati tutti tacciati di omofobia, una delle grandi ossessioni di questo periodo. Piuttosto, una vicenda ricca come la sua avrebbe potuto generare più film, ognuno concentrato su un aspetto diverso della sua biografia, come ha fatto il film su Wilde dell’anno scorso, mi sembra, incentrato unicamente sulla sua omosessualità e le conseguenze del processo che ne ha decretato la rovina.

    Il risultato è un film che manca di coesione, ed è un peccato perché si tratta di un prodotto davvero ben fatto.

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    1. Hai centrato il punto: hanno deciso di concentrarsi su un tema importante per la vita di Turing, tralasciando però tutto il resto.
      Come hai detto, l’omosessualità é un tema assai delicato e al centro dei riflettori.
      La cosa giusta da fare, secondo me, era lasciarlo, ma tagliando qualche pezzo e allungare il film rispetto alle vicende storiche. Direi che anche tu la pensi come me 😄
      Riguardo a Cumberbatch, lo penso anche io, dovrebbe cambiare un po’.
      Lo apprezzo di più nei panni di Doctor Strange

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  2. Indubbiamente la biografia di Turing è molto complessa e una sola pellicola può sembrare insufficiente a raccontarla in modo appropriato; credo, comunque, che la scelta degli sceneggiatori di approfondire il discorso inerente alla sua omosessualità sia stata una scelta dettata dalla convinzione di mostrare come fossero difficili le condizioni degli omosessuali più di sessant’anni fa. A proposito della macchina Enigma, sapevi che una delle prime operazioni volte alla sua decodificazione fu proposta nel 1940 all’Ammiragliato inglese da Ian Fleming, l’autore dei romanzi di 007?

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    1. Ma come fai a sapere tutte queste cose!? 😅 Non ne avevo idea…
      Per quanto riguarda il tema dell’omosessualità, l’errore dei produttori é stato vendere il film come un racconto della storia di ENIGMA e della sua decifrazione, mentre in realtà é un film biografico

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      1. Nutro una grande passione verso la Seconda Guerra Mondiale, si tratta di un tema che mi appassiona molto;) Comprendo la tua affermazione, come scrivevo nel mio commento precedente molto dipende da che tipo di caratterizzazione si vuole attribuire a un personaggio così complesso come Turing.

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  3. Benedict è davvero bravo in questo film.
    Concordo però con Daniele, a volte rimane “intrappolato” in ruoli simili. Rimane comunque un attore di grande talento.
    Il film mi è piaciuto molto, a me non è dispiaciuto il concentrarsi sulla sua vita.
    pensavo di approfondire l’argomento con la biografia di Turing, che ho in lista già da un po’

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