Perché l’hashtag follow for follow è inutile per diventare Influencers

Questo articolo intende mostrare perché questa diffusa pratica è inutile dal punto di vista delle strategie di marketing.

Per chi non lo sapesse, l’#followforfollow serve ad ottenere nuovi follower con la promessa di seguirli a propria volta.
La mia analisi si baserà in particolare sulla piattaforma di Instagram, ma vale per qualsiasi social.

Cominciamo il discorso evidenziando un cambiamento radicale avvenuto recentemente su Instagram: non si vede più il numero di likes di un certo contenuto.
Perché è stata presa questa decisione?
In parole povere, il numero di likes di un contenuto era associato al successo personale di un account (brand, persona…). Pertanto, secondo questa logica chi ha pochi likes è un fallito, chi ne ha tanti è un figo. Inoltre la logica dei likes portava le persone a concentrarsi sulla quantità del contenuto (se ha tanti likes metto like), piuttosto che sulla sua qualità.
Anche per abbracciare il mondo del politically correct, Instagram ha deciso di nascondere il numero di likes di un contenuto. .
Ne risulta quindi che l’hashtag like for like è totalmente inutile al momento, eppure c’è gente che continua ad usarlo.

Perché allora Instagram non ha fatto lo stesso con il numero di followers? Il principio è esattamente lo stesso…
Ed è qua che entra in campo la figura dell’Influencer. Una delle maggiori fonti di guadagno per Instagram sono proprio gli Influencers, attraverso le pubblicità, i contenuti sponsorizzati, eccetera. Instagram ha tutto l’interesse che ci siano degli account più famosi di altri su cui investire, perché il legame fra gli Influencers e le aziende, ai giorni nostri, è fortissimo e fondamentale.

Allo stesso modo di Instagram, un’azienda ha tutto l’interesse di investire sugli Influencers, perché per una serie di motivi che sto per elencare gli fruttano molti soldi e molti clienti:

  • I contratti con gli Influencers costano normalmente meno di una campagna pubblicitaria.
  • La campagna pubblicitaria richiede del tempo per essere elaborata, l’Influencer è invece immediatamente disponibile.
  • La campagna pubblicitaria va in onda per un determinato periodo di tempo, l’Influencer è sempre disponibile.
  • L’Influencer raggiunge un pubblico secondo una logica peer to peer (da pari a pari), per cui il consumatore si sente più vicino all’Influencer rispetto ad un marchio. Così come si sente più vicino a una dichiarazione di un Influencer che consiglia un prodotto, piuttosto che a una pubblicità, spesso associata dalle persone ad un contenuto ingannevole (come ho studiato in questo libro Marketing 4.0 di Kotler, dal tradizionale al digitale. Recensione e riassunto).
  • L’Influencer è meno colpibile dal Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, rispetto ad un’azienda che fa una campagna pubblicitaria.
  • L’Influencer può fare pubblicità occulta: spacciare un prodotto che sta sponsorizzando come un prodotto che utilizza o compra perché gli piace. Diventa molto difficile capire quando un Influencer sta sponsorizzando un prodotto e quando no, il consumatore può quindi essere tratto in inganno.

Affinché questo meccanismo sia possibile per le aziende, è necessario trovare gli Influencers e per farlo bisogna controllare quanti followers hanno gli account.
Ciò non solo permette di trovare nuovi influencer, ma consente alle aziende di trovarne di migliori, perché gli account guadagnano e perdono followers nel tempo.
Tutto questo non sarebbe possibile se Instagram bloccasse questa funzione.

A questo punto si deduce che il numero di followers è importantissimo per avere successo su Instagram e potenzialmente diventare degli Influencer.
Per farlo, una strategia facile da attuare è quella del “follow for follow”.
Ma qui arriviamo ad un nodo cruciale: questa strategia aumenta il numero dei followers, ma NON ti rende un Influencer e non ti dà alcun vantaggio pratico. Vediamo perché:

  • Le aziende non sono interessate al numero dei follower che hai, sono interessate al numero di followers REALI che un account ha, ossia quelli che lo sostengono. Come? Commentando i post, condividendoli (quindi ampliando ancora di più il potenziale traffico dell’account), guardando le storie, lasciando i likes, eccetera.
  • Chi intraprende la strategia #followforfollow, ottiene un follow in cambio di un follow. È come se comprasse i followers gratuitamente, o meglio, attraverso un follow. Questo ha degli alti costi in termini pratici, perché l’account aumenterà non solo i followers, ma anche i siti seguiti. 
    Quando un’azienda visiterà il vostro account noterà immediatamente se esiste una correlazione fra seguaci e seguiti. Quando il numero è pressoché simile, all’azienda basterà spulciare qualche post per notare l’hashtag follow for follow e capire che i followers sono finti, quindi inutili ai suoi scopi.
    Allo stesso modo, se un Influencer ha 1000 follower e pochissimi commenti per ogni post (una decina ad esempio, il che equivale all’1% di followers attivi), il suo account è inutile per un’azienda.
  • Chi accetta di dare un follow per un follow, dopo averlo ottenuto solitamente smette di seguire chi glielo ha dato.
    L’unico modo per mantenere il follow è riuscire a fidelizzare i nuovi arrivati, il che presuppone un’attenta ricerca dei contenuti da postare ed un’elevata attività nella pubblicazione delle Storie, a cui gli utenti di Instagram sono interessatissimi.

Il mio consiglio per chi aspira a diventare un Influencer, oppure ad avere un nutrito seguito sui social per svariati motivi, è quello di investire sulla qualità dei contenuti e sul passaparola. 
Se un contenuto è valido, sarà facilmente condiviso e raggiungerà in poco tempo uno svariato numero di persone.
Lo so che attualmente molti contenuti poco validi diventano virali, ma è difficile che un contenuto virale sia sufficiente ad un account per diventare famoso.
Solamente gli account che con costanza riescono a fidelizzare i propri followers possono aspirare a crescere sempre di più, considerando soprattutto che la concorrenza è spietata. 
Quindi, l’hashtag follow for follow è inutile.

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Se non riesci a seguire il mio blog da WordPress, puoi farlo:

Al prossimo articolo!

11 thoughts on “Perché l’hashtag follow for follow è inutile per diventare Influencers

  1. Anche su WP il like4like e il follow4follow sono pratiche abituali, magari non esplicitate, ma direi che sono la prassi. Io quasi quasi li nasconderei pure qui. 🤔

  2. Sarà pure inutile, ma soprattutto è un po’ triste.
    Certo, non ho account social e col mio blog non faccio certo numeroni, dunque mi si potrebbe dare dell’invidioso e basta, però trovo più soddisfacente seguire persone che parlino di cose interessanti o divertenti in modo interessante o divertente, piuttosto che essere una tacca sulla cintura virtuale di qualcuno 😛
    Idem sull’essere seguito: numeri alti e scarso confronto coi lettori non è attraente, per me.

    1. Diciamo che Instagram per molti é un’opportunità per rilanciarsi personalmente. Chi ha passione per qualcosa, come te, non ha bisogno di queste strategie.
      A proposito della tua ultima frase, purtroppo quelli che commentano il mio blog sono molto pochi rispetto ai followers e purtroppo non sono spinto a seguire chi mi segue senza mai commentare un mio post. Come si fa a conoscere l’altro blogger altrimenti? Un follow piazzato a caso non basta

  3. Che idiozia
    Manco su wp seguo chi mi segue. Seguo solo per interesse o non apro mai gli articoli.
    Su ig seguo: animali, fighi, make up e cinema. Per il resto puoi seguire quanto vuoi ma non ti filo di striscio ma fai solo una gran figura di disperazione

  4. Sempre molto interessanti i tuoi articoli e, soprattutto, istruttivi. Mi sono persa un po’ negli ultimi tempi, ma sto cercando piano piano di recuperare i vecchi articoli.
    Condivido che il follow per follow sia una pratica inutile e controproducente.
    A primo impatto, la nuova politica di Instagram sui like sembra positiva. Niente più classificazione “vincente/sfigato” in base al numero dei like che si riceve. Ma non potendo più fare affidamento sui like, sarà il numero dei commenti a stabilire quale profilo ha davvero un seguito.
    Quindi, pensandoci meglio, sembra più una mossa astuta per spingere gli utenti (influencer soprattutto) a far commentare i follower. In questo modo, le aziende avranno accesso a molte più opinioni dirette dei consumatori. Opinioni che potranno poi usare a loro vantaggio.
    Insomma, mi puzza della classica furbata mascherata da buone intenzioni. Ma forse sono io a essere troppo cinica XD

    1. Grazie per il commento e per gli apprezzamenti! Ammetto che non avevo pensato alla tua analisi, ma é più che giusta. Effettivamente i commenti fanno comodo alle aziende sotto tutti i punti di vista

  5. Molto utile!
    Non l’ho mai inserito infatti l’hashtag del follow perché voglio follower che siano davvero interessati ai miei contenuti e non follower che vogliono soltanto qualcosa in cambio.
    Comunque faccio davvero fatica ad interessarmi a Instagram, infatti lo uso in modo altalenante.
    Preferisco Facebook.

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