Silmarillion Tolkien book

Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 16 – La Guerra dell’ira

Se ti fossi perso il precedente capitolo, lo trovi qui: Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 15 – la caduta di Gondolin

QUENTA SILMARILLION
(La storia dei Silmaril)

Capitolo 24: Del viaggio di Eärendil e della Guerra dell’ira

Eärendil è il figlio di Tuor e di Idril, di cui ho molto parlato nel precedente capitolo. Si tratta perciò di un mezz’elfo (il padre è un umano, la madre è un elfo), che sposando l’elfa Elwing dà alla luce altri due mezz’elfi: Elrond ed Elros.
Eärendil era il nuovo capo degli esuli di Gondolin, stabilitisi presso le bocche del Sirion. In particolare, amava viaggiare e navigare, probabilmente anche per cercare suo padre e sua madre, da tempo scomparsi. E soprattutto, era suo desiderio raggiungere i Valar.

Durante uno dei suoi viaggi, Maedhros e gli altri figli di Fëanor ne approfittarono per attaccare il suo popolo e impossessarsi del Silmaril che custodiva. Durante questo duro scontro, gli esuli di Gondolin e del Doriath furono sterminati, Elrond ed Elros vennero catturati, mentre sopravvissero solamente Maedhros e Maglor dei figli di Fëanor.
Elwing invece, si gettò in mare con il Silmaril, che però non andò perduto. Infatti, Ulmo lo raccolse e trasformò l’elfa in uccello bianco, sul cui petto mise il Silmaril. Lei raggiunse Eärendil e dopo averlo fatto ritornò umana. Eärendil venne a conoscenza dell’attacco dei figli di Fëanor e del destino dei suoi. Affranto, decise di non tornare nel Beleriand e di puntare le vele verso Valinor, per chiedere aiuto ai Valar.

Nonostante l’occultamento di Valinor, Eärendil riuscì infine a sbarcare e a parlare con i Valar. Questi si divisero in due schieramenti: uno a favore della morte di Eärendil, in quanto aveva infranto le regole, uno a favore del suo ritorno nel Beleriand.
Fu Manwë a porre fine ai bisticci e a stabilire che i due stranieri avrebbero deciso il loro destino liberamente. Eärendil e Elwing decisero di rimanere a Valinor, stanchi di vivere nel Beleriand. Tuttavia, chiesero aiuto ai Valar per aiutare i popoli di quella terra, ormai soggiogati da Melkor.

Fu per difficile Eärendil convincere i Valar, ma alla fine questi misero in moto la loro macchina bellica inarrestabile e invasero il Beleriand, dando inizio alla Guerra dell’ira. L’esercito dei Valar era inarrestabile e Melkor subì delle sonore sconfitte, sino alle porte di Angband. Fu in quel momento che decise di liberare i draghi, i quali fecero arretrare l’esercito venuto dall’ovest.
Tra i draghi, le aquile e gli uccelli radunati da Eärendil, che volava a bordo della sua nave, scoppiò un furioso scontro, che terminò a favore del Bene, in quanto Eärendil uccise Ancalagon il nero, il più grande e possente di tutti i draghi.

Così, i Valar poterono entrare indisturbati in Angband, distruggendo ogni cosa. Melkor supplicò pietà, ma fu catturato e messo in catene. I Silmaril gli furono sottratti e furono custoditi da Eönwë, il capo dei Maiar, nonché araldo di Manwë.
Questi ebbe un’accesa discussione con Maedhros e Maglor, i quali pretesero i Silmaril per loro. Ovviamente gli furono negati, a causa di tutte le nefandezze da loro compiute. Così, ancora una volta, decisero di impadronirsene con la forza e una notte li rubarono entrambi, trucidando le guardie. Eönwë ordinò tuttavia di lasciarli fuggire e così fecero, ciascuno tenendo un Silmaril.

Maedhros scoprì presto che il suo diritto di tenere un Silmaril era scomparso, difatti la sua mano bruciò. Conscio del suo fallimento, si gettò in una voragine infuocata, tenendo il Silmaril.
Maglor invece, devastato dal senso di colpa, decise infine di gettare il Silmaril in mare e di vagare presso le sponde della Terra di Mezzo, carico di dolore.

Tornando ai Valar, essi decisero di seppellire tutte le iniquità compiute da Morgoth, così sommersero gran parte del Beleriand, che si trasformò nella Terra di Mezzo che tutti noi conosciamo. Perciò, quasi ogni luogo descritto fino ad ora, scomparve per sempre.
I Valar offrirono poi una scelta agli Elfi: tornare a Valinor oppure continuare a dimorare nella Terra di Mezzo. La maggior parte accolse la prima proposta, mentre altri decisero di rimanere. Per citarne alcuni tra i più famosi: Cirdan, Galadriel, Celeborn, GilGalad, Elrond, decisero di rimanere nella Terra di Mezzo.

A proposito di Elrond, egli decise di diventare un elfo a tutti gli effetti, mentre suo fratello Elros scelse una vita mortale. In particolare, i Valar decisero di concedere un dono agli Uomini che avevano lottato contro Morgoth: gli allungarono la vita, accrebbero la loro intelligenza e gli concessero l’isola di Numenor, che ersero in mezzo al mare.
Fu così che nacque la stirpe di Numenor, il cui primo re fu proprio Elros.

Infine, Morgoth fu gettato dai Valar nel Vuoto Atemporale, dove rimase inoffensivo per l’eternità.

Così termina il Silmarillion. Il libro però continua con altri avvenimenti degni di nota, come la Akallabêth che vedremo nel prossimo articolo, ossia la caduta di Numenor: Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 17 – Akallabêth – la caduta di Númenor

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Al prossimo articolo!

4 commenti

  1. è stata la violenza dello scontro, nn la decisione dei valar a seppellire il beleriand.
    che morgoth rimane nel vuoto per l’eternità nn è esatto, tornerà.
    Per il resto ottimo riassunto.

    Piace a 1 persona

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