hobbiton gandalf e bilbo

Vivere come uno Hobbit è possibile?

Ieri mi sono imbattuto in un video su YouTube che mi ha molto colpito. Il video è stato realizzato da Progetto Happiness, un canale secondo me interessante, gestito da un ragazzo avventuriero il cui obiettivo è ricercare la formula della felicità, in giro per il mondo. Per farlo, si reca in luoghi incredibili, per conoscere persone incredibili. Tra queste, c’è sicuramente Nicolas Gentile, il protagonista dell’articolo di oggi.

La Contea Abruzzese

Immagino che molti di voi sorrideranno o sogghigneranno leggendo questo titolo. Ebbene, Nicolas ha deciso di vivere come uno Hobbit e di ricreare la Contea della Terra Di Mezzo, in Abruzzo. Per farlo, ha comprato un campo e ha realizzato un progetto per riprodurre parte di Hobbiton, la famosa città Hobbit che vediamo nel film del Signore Degli Anelli.
Nicolas non passa la sua vita nella Contea da lui creata, ma lavora come pasticcere nel suo paese natale e non appena può, si reca nel suo luogo preferito, per vivere come un Hobbit.

Come vive un Hobbit?

Per chi non lo sapesse, gli Hobbit sono creature fantastiche inventate da Tolkien, le quali sono note per essere amanti della vita semplice. Sono di fatto contadini spensierati e, rispetto per esempio a una civiltà rurale feudale, si differenziano per il fatto che tutti vivono allo stesso modo. Non c’è quindi una suddivisione della società in classi. Ovviamente ci sono gli Hobbit più abbienti degli altri, ma come detto tutti vivono alla stesso modo e amano le stesse cose: la tranquillità, la pace, il buon cibo, la buona birra, gli amici, il divertimento e soprattutto, sono in sintonia con la natura e gli animali. Insomma, a chi non piace almeno una di queste cose?

Ecco che tante persone nel mondo amano gli Hobbit e riprendono alcune delle loro caratteristiche nella vita quotidiana. Penso anche a quante persone abbiano visitato il set di Hobbiton in Nuova Zelanda. Insomma, specialmente grazie ai film del Signore Degli Anelli, la figura dello Hobbit è veramente apprezzata.

Perché vivere come Hobbit?

Nicolas può sembrare matto, ma vedendo il video che ho lasciato in fondo all’articolo scoprirete che non lo è affatto. Personalmente, essendo Tolkien il mio autore preferito e il personaggio storico a cui più mi ispiro, ero certo che Nicolas fosse una persona brillante. Infatti, come Tolkien ha capito che la nostra società si sta disumanizzando.
Di fatto lo stesso Tolkien ha ammesso più volte di volere vivere come uno Hobbit. Non lo ha mai fatto, ma ha sempre amato la natura e il ritiro dalla società industriale e frenetica. Tolkien detestava infatti la rivoluzione industriale e aveva capito verso che direzione stesse andando il mondo. Probabilmente se lo vedesse adesso sarebbe disgustato e affranto.

Nicolas ci invita a vivere tornando alle origini. Si tratta di un concetto utopistico per me, ma che fa riflettere. Infatti, è impossibile che la società torni indietro, a meno che purtroppo, come la storia insegna, non ci siano degli eventi catastrofici. Tuttavia, la società può rallentare i suoi ritmi, come dimostrato dal Covid, garantendo una vita meno frenetica alle persone, lasciandogli quindi più tempo libero per esprimersi.

La società odierna

Ciò che Nicolas fa comprendere maggiormente, secondo me, è che bisogna ritagliare del tempo per se stessi e per coltivare le proprie passioni. Questo perché il tempo scorre inesorabilmente e se non si riesce ad essere se stessi è un bel problema. Pertanto non dobbiamo tutti vivere come gli Hobbit, ma vivere ispirandoci agli Hobbit e ai valori che rappresentano. Nonostante gli Hobbit siano personaggi fantastici, incarnano valori e ideali che, come affermato anche da Nicolas, fino a sessanta anni fa erano la realtà e la normalità. L’uomo ha sempre vissuto più o meno come gli Hobbit, sino alla rivoluzione industriale, che lo ha snaturato.
Attenzione, io non critico la rivoluzione industriale, in quanto la ritengo uno stato evolutivo della storia umana inevitabile e anche positiva sotto tanti aspetti, compreso quello che stiamo vivendo adesso, ossia la comunicazione online e la possibilità di esprimersi su strumenti potenzialmente eterni, come le reti internet.

Tuttavia, riconosco come ci stiamo facendo schiacciare da ritmi sempre più frenetici e che fortunatamente stanno un po’ rallentando. La situazione rimane comunque preoccupante, come si evince da questo articolo del Sole 24 Ore. Infatti, l’italiano medio praticamente vive solo in funzione del proprio lavoro e non ha la possibilità di fare come Nicolas: non ha tempo per se stesso.

Una cosa che secondo me manca nel video di Progetto Happiness è questa: sottolineare che non tutti hanno la possibilità di vivere come gli Hobbit, perché sono costretti a lavorare come muli, spesso facendo lavori fisicamente e psicologicamente massacranti, rischiando comunque di non arrivare a fine mese.

Conclusioni

Come si fa a cambiare la situazione? Onestamente non lo so, ma posso sperare che il Covid ci insegni e ci abbia insegnato qualcosa, a partire dallo smart-working, da molti visto come uno stratagemma per non lavorare. Come dico sempre io: “Se lavori tanto in ufficio, lavori tanto anche da casa, forse anche di più. Se non fai niente in ufficio non farai niente neanche a casa.” Ma purtroppo in Italia non la pensano tutti come me e quando parlo con italiani che vivono all’estero mi prendono in giro, perché lì lo smart-working è spesso la normalità, già da molto tempo prima del Covid. Così come è la normalità lavorare a tempo pieno, ma per 30 ore alla settimana, non 40 o 50. Ripeto, da questo punto di vista dobbiamo evolvere e non ci resta che incrociare le dita per il futuro.

Sino a quel momento, l’esempio di Nicolas sarà sempre utile per prendere coscienza di una realtà diversa dalla nostra, bella e intensa. Nicolas insegna che si può vivere in modo diverso anche nel proprio piccolo, ricordandoci le nostre origini e tornando in armonia con la natura e le cose.

Nicolas inizialmente è stato deriso per le sue apparenti stravaganze. Ora invece è una persona apprezzata e il cui esempio viene sempre più seguito e appoggiato. Posso solo ringraziare lui e Progetto Happiness per avere realizzato il bel video che trovate sotto.

Fatemi sapere cosa ne pensate dell’articolo e nel video nei commenti 👇

Immagine di copertina: © 2014 – 2020 kelleybean86

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8 commenti

  1. Sono molto combattuto nello scrivere questo commento: da un lato condivido pienamente le osservazioni che hai esposto nel tuo articolo in merito alla necessità di trovare dei ritmi di lavoro «più umani» e alla necessità di attribuire piena dignità al lavoro svolto da casa, anziché in ufficio (con grande risparmio in termini di costi ambientali e personali, aggiungerei)…d’altra parte, però, non sono sicuro che mi piacerebbe vivere come un Hobbit.
    Intendiamoci: a me la Contea piace tantissimo e certamente ci sono tante zone in Italia (soprattutto nella sua parte più incontaminata) che possono evocarla pienamente…però io trovo gli Hobbit un po’ inclini a uno spirito provincialistico, a una chiusura mentale nei confronti di ciò che viene dall’esterno, che mi spinge a non voler essere uno di loro. Fantastia per fantasia, preferirei vedere i grandiosi palazzi di Numenor (eh lo so, ammetto di essere un po’ di parte in questa mia ultima affermazione). Ciao Federico, buon fine settimana!

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    1. Ciao Domenico! Sei mooolto di parte 😝 Ad ogni modo se dovessi scegliere una razza con cui vivere nella Terra di Mezzo, sarei davvero in difficoltà. Più che la razza, per me la decisione andrebbe in funzione del luogo: Gondolin, Dol Amroth, Gran Burrone, Hobbiton, Caras Galadhon? Potrei fare un lungo elenco e non saprei quale luogo inventato da Tolkien sia migliore dell’altro…
      Buon fine settimana anche a te 😊

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  2. “Vado a vivere nella Contea… ah aaah” potrebbe cantare Cutugno!

    Bè, la vita degli Hobbit è quella dei nostri bisnonni che erano perlopiù campagnoli, ma è vero che più serenità non guasterebbe. Infatti, spesso siamo stressati da molte costrizioni assurde della vita contemporanea e credo che uno potrebbe riflettere su come ridurrle togliendo quello che non è necessario.

    L’inconveniente della vita degli Hobbit è organizzarsi per fare dodici pasti al giorno… ma sempre meglio vivere come un Hobbit della Contea che come un goblin della Moria!

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