gru origami

Origami: storia e leggenda

L’arte di piegare la carta, chiamata Origami, deriva dal giapponese (Oru: piegare e Kami: carta) e prende forma, per l’appunto, in Giappone.

Le origini

Il periodo di nascita di questa pratica risale al II secolo d.C. e a discapito di quanto si possa pensare, la prima piega fatta alla carta per dar vita ad un soggetto avvenne in Cina, poiché proprio in questo Paese venne elaborata una tecnica per realizzare la carta, simile a quella che utilizziamo tutt’ora.
Così, avere a disposizione fogli di carta più resistenti di quelli conosciuti fino a quel momento, indusse a sperimentarne la piegatura, ma in Cina questa si limitò ad essere una pratica individuale, non particolarmente diffusa.

Solo approdando in Giappone, intorno al VI secolo d.C., piegare la carta prese il nome di Origami, caratterizzandosi come una vera e propria forma d’arte.

In Giappone, la parola Kami (attraverso due ideogrammi differenti) può significare sia carta che spirito, per cui l’arte dell’origami ha una forte valenza spirituale, essendo intesa come la trasformazione della carta, di valore materiale, in qualcosa di spirituale, per cui di valore superiore.

Quest’arte, come tante altre nella cultura giapponese, era basata sull’immaginazione: si riteneva che alcune semplici pieghe fossero in grado di evocare lo spirito di animali o piante. Per questo motivo, all’arte degli origami sono legate diverse leggende.

La leggenda di Sadako Sasaki

Una delle più suggestive riguarda la storia di una bambina, Sadako Sasaki, vittima delle radiazioni conseguenti all’esplosione della bomba atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945. Questa bambina, che aveva solo due anni al tempo dell’esplosione, risultò apparentemente incolume. Ma a dieci anni dal tragico evento, nel 1955, le venne diagnosticata la leucemia, riconosciuta come una conseguenza diretta dell’esposizione alle radiazioni.

Mentre la bambina si trovava in ospedale, le venne donata una gru in origami, una tradizionale piegatura giapponese, dal significato altamente simbolico. La gru, nella cultura orientale, è un uccello sacro, considerato in grado di vivere per migliaia di anni e capace di realizzare i desideri del proprio cuore. Da qui deriva la leggenda secondo la quale chi fosse riuscito a piegare mille gru, avrebbe visto i propri desideri esauditi.

Così, Sadako iniziò a piegare gru ad ogni pezzo di carta fosse in grado di procurarsi, esprimendo giorno dopo giorno due desideri: la sua guarigione e la pace nel mondo. Purtroppo morì prima di portare a termine il suo obiettivo: realizzò “solo” 644 gru. Le restanti gru furono piegate dai suoi amici.

Tre anni dopo, nel 1958, venne eretto in suo onore il Monumento della pace dei bambini, nel Parco della Pace ad Hiroshima. Il monumento rappresenta una bambina, dalle cui mani sta per spiccare il volo una piccola gru. Ancora oggi il Giorno della Pace viene commemorato il 6 agosto ad Hiroshima e le persone, provenienti da tutto il mondo, adornano la statua con gru di carta.

Se vi è piaciuta la storia di Sadako Sasaki, potete approfondirne la lettura nel libro Piegatura delle mille gru, di Sembazuru Orikata, scritto nel 1797 📚

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