Clickbait

Il problema del Clickbait: esempi

Il Clickbait (dall’inglese click-esca) è un fenomeno sempre più diffuso nella nostra società, specialmente dopo il successo avuto dai social media.
Consiste nel click al buio di un utente su un certo contenuto. Perché uso il termine al buio? Perché l’utente apre il contenuto senza sapere cosa contenga realmente, invogliato da titoli o immagini accattivanti. Il 99% delle volte l’articolo aperto è privo di contenuto (a volte è anche fuori tema) e completamente inondato di pubblicità.
Perché?

L’obiettivo di chi adotta strategie di Clickbait è quello di totalizzare il massimo numero di visualizzazioni. Oltre ad un miglioramento nell’indicizzazione del proprio sito web o pagina social, il gestore è in grado di guadagnare molti soldi dalle pubblicità che gli utenti visualizzano.
Per chi non lo sapesse, la maggior parte delle pubblicità consente un guadagno in click (per click si intende l’apertura dell’articolo, non di una pubblicità). Per ottenere un guadagno considerevole dalle pubblicità servono decine di migliaia di click per ogni post o articolo. Ovviamente, più sono le pubblicità contenute in un articolo, maggiore è il guadagno.E più sono invasive queste pubblicità, come i pop-up, maggiore è il guadagno.
Ne ho parlato qui. E qui ho spiegato perché ho rimosso le pubblicità dal mio sito.

Quante volte vi è capitato di aprire un articolo e non riuscire a leggerne il contenuto perché zeppo di pubblicità?
Chi adopera strategie di questo tipo non è interessato ai contenuti, ma ai guadagni.
Certo, è difficile fidelizzare un utente con simili strategie, ma non importa, poiché l’obiettivo è un altro.
Ciononostante, molte persone seguono e continuano a seguire pagine Clickbait, attirate dai titoli, speranzose di trovare qualcosa di incredibile.
A questo proposito vorrei fare un breve discorso sulla gerarchia delle fonti: se un articolo vi promette di farvi leggere uno scoop incredibile, fidatevi che se non lo avete già sentito per radio, in tv o letto su un giornale, questo scoop non esiste.
Quindi dopo avere letto il titolo accattivante di un articolo vi consiglio sempre di controllare la fonte.

Alcuni dei titoli utilizzati per le strategie di Clickbait parlano di cose razionalmente impossibili e proprio per questo ci attirano. Solitamente i titoli contengono domande o esclamazioni. E molti titoli presentano delle Emoji, che esprimono reazioni di sgomento, rabbia, felicità…
Esempi di titoli Clickbait:

  • Non sapete cosa è successo a Bologna! 😯
    Quando un titolo parla di qualcosa successo nella vostra città siete propensi ad aprire l’articolo.
  • Oggi George Clooney ha rivelato un suo segreto… 😳
    I segreti dei VIP sono sempre di pubblico interesse.
  • L’infortunio del calciatore è stato spaventoso! 😖
    Siamo attirati dalle brutte notizie per mille motivi.
  • Questa nuova scoperta scientifica cambierà il mondo! 🤩
    Il tema della scoperta, del cambiamento, attira.
  • Lo sapevi che le persone con i capelli neri sono più intelligenti? 😏
    Se hai i capelli neri apri l’articolo perché vuoi scoprire come mai sei più intelligente. Se non hai i capelli neri lo apri perché vuoi scoprire come mai non sei intelligente quanto chi li ha.
    In generale, quasi tutti gli articoli “Lo sapevi che…” sono Clickbait.
  • Come diventare ricchi in una settimana? 🤑
    Non è forse il sogno di tutti? Questa tipologia di titoli è una fra le più usate, come: “Sono diventato ricco lavorando da casa” oppure “Guadagno 10.000 euro al mese dal pc”.
  • Come perdere 10 chili in un mese? Clicca qui per scoprirlo!
    Gli articoli che promettono diete miracolose sono pericolosi e molto utilizzati purtroppo.
  • Questo prodotto naturale vi farà ricrescere i capelli!
    In generale, l’essere umano è molto attento al suo aspetto esteriore e qualsiasi cosa che lo possa rendere più bello secondo i canoni della società lo attira come una calamita, specialmente se si tratta di qualcosa di normalmente impossibile.
  • Ecco un metodo per addormentarsi in un minuto 😴
    Nella nostra società molte persone soffrono di insonnia o comunque faticano ad addormentarsi.

Potrei fare altri mille esempi, ma penso che il concetto sia ormai chiaro. In conclusione, stati attenti ai titoli Clickbait, non tanto perché siano pericolosi, quanto perché i loro contenuti possono restituirvi delle notizie false e farvi perdere del tempo.

Se non riesci a seguire il mio blog da WordPress, puoi farlo:

Al prossimo articolo!

Written by Federico Aviano

Sono nato nel 1996 e da sempre nutro una forte passione per la scrittura. Sono laureato in Scienze Politiche Sociali e Internazionali, curriculum di comunicazione, all'Università degli Studi di Bologna, dove attualmente frequento il primo anno di laurea magistrale in Comunicazione Pubblica e d'Impresa. In particolare, faccio parte della Redazione Web del Corso, dove, oltre a pubblicare diversi articoli, gestisco il sito web. Da ottobre 2019 lavoro come Marketing Division Assistant per UniBo Motorsport, MotoStudent, Formula SAE Team. Anche in questo caso mi occupo particolarmente dello sviluppo e della gestione del sito web. Infine, ricopro il ruolo di Tecnico IT in un'azienda bolognese. In poche parole, amo il marketing e le sue applicazioni, specialmente quelle legate al mondo digitale, dove ho avuto il piacere di immergermi. Il mio sogno nel cassetto è invece pubblicare la mia saga fantasy, dove gli Imlestar, un popolo da me inventato, sono i protagonisti. Da qui il nome del blog.

16 comments

  1. I titoli Clickbait molte volte mi fanno morire dal ridere per la loro ingenuità e infantilità. Però in molti continuano a cliccarci e quindi la cosa sembra funzionare fin troppo bene, purtroppo.

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        1. Dopo due volte, non ci ricado più 😛
          Non ho nulla contro l’alzare due spicci, ho molto contro il farlo con testi inutili e farlocchi.
          Scrivere in modo sgrammaticato non è il solo modo di scrivere da cani: anche una comunicazione non trasparente, poco chiara, è indice di una pessima scrittura, e promettere di spiegarmi perché l’attrice X non verrà probabilmente più scritturata per un ruolo, per poi raccontarmi come fa colazione e colleziona labrador… con le dovute prospettive, è come mancare a una promessa.
          E a seconda dei casi, mi fai pure sprecare traffico dati. A quel punto, meglio una banale dot list, tipo “I dieci tipi di clickbait più imbecilli in cui potresti imbatterti” XD

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    1. Un paio di volte ci sono caduto pure io. Su Youtube, poi, è un continuo: pensi di aver trovato qualcosa, un’anteprima nuova, un episodio, quello che vuoi, e invece è un vecchiume X che non c’entra nulla 😦

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