Le Guerre del Mondo Emerso, La setta degli Assassini, recensione

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Prima di leggere la recensione sul primo libro della saga delle Guerre del Mondo Emerso di Licia Troisi, vi consiglio di dare un’occhiata a questo mio articolo, (che contiene spoiler) dove parlo delle Cronache del Mondo Emerso, nonché la precedente saga che purtroppo non mi è piaciuta. Per fortuna mi sono ricreduto rispetto all’inizio della seconda.
Contestualizzando le nuove vicende, la prima cosa da dire è che fra le Cronache del Mondo Emerso e le Guerre corrono 40 anni, pertanto i protagonisti della Setta degli Assassini non sono gli stessi. All’inizio pensavo che fosse un male, in realtà ho scoperto che la scelta della Troisi è stata più che azzeccata e leggendo il libro capirete perché, specialmente rispetto alla figura del Tiranno.

Il vero protagonista della Setta degli Assassini è Dubhe, una giovane ladra la cui vita cambia radicalmente in seguito alla scoperta di una triste verità.
Ella è stata maledetta dalla Setta degli Assassini, che mi ricorda molto la Confraternita Oscura di Oblivion
L’obiettivo della setta è quello di servire il Tiranno e un dio chiamato Theenar, il quale pretende dei sacrifici umani, il sangue delle vittime.
La setta soddisfa i desideri del dio senza pietà, uccidendo tutti i non meritevoli, ossia i non vittoriosi, ossia coloro che non sono in grado di uccidere.

Tornando a Dubhe, la terribile maledizione da cui è affetta la costringe a cercare aiuto nella setta stessa, la sua aguzzina, perché è l’unica in grado di aiutarla attraverso la somministrazione di una pozione, che però ha un effetto limitato dal punto di vista della durata.
Con il tempo la ragazza dovrà affrontare delle prove difficilissime, specialmente per la sua sanità mentale e scoprirà delle terribili verità.
Rispetto alla trama non intendo aggiungere altro per evitare qualsiasi forma di spoiler.

Ciò di cui vorrei parlare approfonditamente, invece, è l’immenso salto di qualità che Licia Troisi ha compiuto passando dalla sua prima trilogia, alla seconda. 
Il suo stile è migliorato sotto ogni punto di vista.
Innanzitutto la scrittrice è più comprensibile, meno prolissa e più coinvolgente. Quando leggevo le Cronache mi veniva sonno, mentre leggendo La Setta degli Assassini ero costantemente spinto ad andare avanti.
Ci sono comunque alcune parti piuttosto noiose, qualche strascico rimane, ma ce ne sono altre che hanno un’intensità, un ritmo, una carica emotiva da 10. 
Ed è proprio grazie a queste parti, legate specialmente alla maledizione di Dubhe, che ti appassioni alla storia.
Dubhe, rispetto a Nihal, ti fa appassionare al suo personaggio anche se non apprezzi ogni suo aspetto. Ha una personalità complicata e tormentata, un lato molto umano.
Insomma, è un ottimo protagonista. Se penso al fatto che la sua storia continua anche nei libri successivi, sono contento, perché voglio sapere come va a finire.

Ho apprezzato anche la contrapposizione continua fra flashback e flashforward, che consente di conoscere fino in fondo il personaggio di Dubhe, il suo difficile passato.
Poi, finalmente in questo libro ci sono dei veri colpi di scena, dei cliché apprezzabili e un approfondimento delle dinamiche interne al Mondo Emerso che prima era mancato. Riesci a calarti di più nell’ambientazione e a immaginarti maggiormente gli avvenimenti.

Il punto forte del libro riguarda sicuramente l’aura oscura che avvolge la setta degli assassini. Fa venire i brividi, la Troisi è stata molto brava in questo e si è pienamente riscattata rispetto alle Cronache, dove i personaggi cattivi non li percepivi affatto.

Ho voglia di continuare la saga, specialmente perché il finale ha collegato tantissimi pezzi del puzzle già presente nelle Cronache e sono riemersi alcuni personaggi che mi sono piaciuti tantissimo anche nella precedente trilogia.
Come ho detto nella scorsa recensione, il materiale di cui dispone la Troisi rispetto al mondo che ha creato è immenso.
Questa volta è riuscito a farlo fruttare, in particolar modo rispetto all’aura di mistero, di esoterismo misto a mitologia e culto che è davvero affascinante. 

Ecco il link al libro ad un prezzo davvero basso.

Se ti interessa il mondo fantasy della Troisi, ti consiglio di leggere questi articoli:

Le Guerre del Mondo Emerso, Le Due Guerriere, recensione

Le Cronache del Mondo Emerso, la saga completa, recensione

Le Guerre del Mondo Emerso, Un Nuovo Regno, recensione

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8 comments

  1. Dalla tua recensione mi sembra di capire che effettivamente lo stile narrativo della Troisi si sia evoluto nel corso del tempo, diventando più coinvolgente e stimolante, giusto?

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    1. Sí, esatto!
      La sensazione che ho avuto io é: la Troisi ha avuto un’idea geniale all’epoca, le case editrici volevano a tutti i costi il suo libro e lei l’ha pubblicato senza revisionarlo per bene. Poi si é perfezionata con le saghe successive

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      1. Beh meglio così…anche se questo la dice lunga sul comportamento delle case editrici, pronte a gettarsi come squali su prodotti ancora «in fieri» per così dire…

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      2. Diciamo che questo discorso era valido dieci anni fa.
        Ora le CE grosse pubblicano solo libri di autori già affermati o in generale, prodotti che garantiscono un guadagno sicuro, vista la crisi dell’editoria.
        Quindi oggi anche se hai un’idea buona non ti considerando

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