Intervista a Marco Pastore, giocatore competitivo di Yu-Gi-Oh

Marco Pastore, giocatore professionista di Yu-Gi-Oh

Benvenuto sul mio blog!
Iniziamo spiegando come funziona Yu-Gi-Oh.

È un gioco di carte e di strategia.
Si gioca uno contro uno, a parte alcune eccezioni, e l’obiettivo di ogni giocatore consiste nell’azzerare i punti vita dell’avversario, che sono 8000, attraverso le sue carte.
Le tipologie di carte di cui puoi disporre sono 3: mostro, magia, trappola. Ognuna di queste ha dei particolari significati ed effetti.
Il tuo mazzo di carte, il Main Deck, deve essere composto da almeno 40 carte, ma puoi averne al massimo 60.
Poi c’è l’Extra Deck, a cui puoi accedere durante la partita e che può contenere fino a 15 mostri.
Infine c’è il Side Deck, il mazzo a mio parere più importante della modalità competitiva del gioco, che è composto al massimo da 15 carte.
Nella modalità competitiva si gioca alla meglio delle tre, pertanto chi vince prima due game vince lo scontro.
Alla fine di ogni game, il Side Deck ti permette di attingere a delle carte che reputi più idonee rispetto al tuo avversario. Perciò rimuovi dal Main Deck alcune carte e le sostituisci con quelle del Side Deck. L’importante è che il Main Deck ed il Side Deck scambino lo stesso numero di carte.
Questo processo è fondamentale, perché ai tornei ci sono tanti tipi di mazzi, composti da carte che possono essere più o meno efficaci contro di te. Un Side Deck ben costruito può essere fondamentale per vincere.

Quindi ci sono tipi di mazzi diversi?

Sì.
Le carte di Yu-Gi-Oh hanno statistiche di attacco, difesa, livello… La cosa più importante è il loro effetto, che
gli permette loro di interagire reciprocamente. Più le combinazioni sono efficaci, più è probabile vincere.
Il nome del mazzo rispecchia l’archetipo, ad esempio “Drago del Tuono”.
Il Deck “Drago del Tuono” sarà composto da carte simili fra loro, che interagiscono appunto attraverso i loro effetti.
Una volta scelto l’archetipo del tuo mazzo, ti conviene comprare le singole carte che ti servono per completarlo. Puoi trovarle nelle bustine, ma è molto raro, io ad esempio le scambio oppure le compro singolarmente su internet.
Tuttavia i mazzi o le bustine, in vendita nei negozi appositi, possono essere molto utili, specialmente quando si inizia a giocare.

Quali sono i prezzi delle bustine e dei mazzi? Mentre quelli delle carte singole più importanti?

Le bustine costano all’incirca 4 € e contengono 5 o 9 carte. I mazzi, chiamati Structure Deck, costano 12 euro e contengono 40 carte.
Le carte singole hanno invece un prezzo massimo di 80 €.
La maggior parte del tuo bagaglio di carte proviene comunque dagli scambi che fai con gli altri giocatori.

A quanto pare è un hobby costoso, riesci ad avere delle entrate o hai solo uscite?

Sì, lo è.
Quando partecipi ai tornei ci sono dei premi, ma decisamente inferiori alle vincite che puoi ottenere con Magic, ad esempio.
Io sono arrivato nei primi 32 al YCS di Milano, la tipologia di torneo più importante dopo l’Europeo ed il Mondiale, e ho vinto un tappetino di gioco del valore di 50 €.
La qualità dei premi è bassa, a parte per i primi quattro posti, che ti consentono di ripagarti, più o meno, ciò che hai speso per partecipare al torneo.
I giocatori di Yu-Gi-Oh non sopravvivono economicamente in base alle loro vittorie.

Approfondendo l’argomento tornei, come funzionano?

Essi sono divisi, in ordine crescente di importanza, in:

  • Torneo locale⇒ è organizzato tutte le settimane in ogni negozio dedicato e autorizzato dalla Konami, la casa produttrice del gioco.
    Per partecipare paghi 5€, dando fondo al montepremi che viene spartito fra i primi, di numero variabile che dipende dal totale dei partecipanti. Inoltre ricevi una bustina speciale, simbolica, composta da 3 carte.
  • Torneo regionale⇒ anche questo è organizzato dentro a dei negozi autorizzati. La quota di iscrizione è più alta, così come il montepremi.
  • Poi ci sono il torneo nazionale ed il YCS (Yu-Gi-Oh Championship Series), che è un torneo molto importante, che si disputa in tutto il mondo.
    A questi due tornei puoi accedere anche da amatore, senza qualificazione.
  • Mentre all’Europeo puoi accedere o qualificandoti nelle prime posizioni a livello regionale, oppure posizionandoti nei primi posti di un YCS.
  • Il Mondiale invece prevede un sistema a punteggi per partecipare, un ranking dove anche io sono inserito, ma a cui partecipano ovviamente i migliori al mondo.
    A seconda delle tue vittorie nei tornei classificati, sali di posizione.

Sei riuscito a qualificarti ai tornei più importanti che hai menzionato?

Sì, mi sono qualificato all’Europeo grazie ad un torneo regionale tenutosi a Roma, dove sono arrivato sesto.
Ma avrei ricevuto comunque l’invito di partecipazione, dal momento in cui sono arrivato in top 32 nel YCS di Milano.

Complimenti! Ti auguro buona fortuna e non posso adesso esimermi da chiederti come funziona questo torneo.

Ti ringrazio, è stata una bella emozione.
All’Europeo parteciperanno all’incirca 400 persone, che come me si sono qualificate.
Il torneo si svolge inizialmente attraverso un numero predefinito di partite, solitamente 10, che devi giocare contro avversari casuali.
Se vinci ottieni 3 punti, se pareggi 1, se perdi 0.
I primi 64 giocatori si sfidano in una fase ad eliminazione diretta a specchio (il primo va contro l’ultimo e così via).
Il vincitore dell’Europeo accede al Mondiale direttamente.

Sembra essere parecchio difficile accedere alle fasi finali del torneo…
C’è una cosa che non mi è chiara rispetto a quello che hai detto: come fai a pareggiare a Yu-Gi-Oh?

Hai ragione, non dovevo darlo per scontato.
Il pareggio dipende da un fattore tempo.
Se il tempo, di 40 minuti, finisce, la partita termina.
A questo punto si verifica chi è in vantaggio dal punto di vista dei Life Points. Se uno dei due giocatori lo è, questo vince. Se invece i punti sono pari, la singola partita si conclude con un pareggio.

Se alla fine del” tempo regolamentare” i giocatori hanno entrambi vinto una partita a testa, il risultato complessivo del match è un pareggio. Queste regole cambiano leggermente per le fasi ad eliminazione diretta nei tornei che le prevedono.

Conviene perdere tempo se si è in vantaggio?

Non proprio, se l’avversario capisce la tua tattica e chiama un giudice, le cose per te non si mettono bene.
Il giudice infatti valuta la situazione di gioco e determina se hai giocato lentamente apposta.
Se ti sanziona due volte (se prendi un cartellino rosso, per dirla alla maniera calcistica), sei squalificato e perdi a tavolino un game.
Ci sono anche delle sanzioni più gravi.
Tendenzialmente i giocatori non tendono a barare. Non mi è mai capitato di chiamare il giudice ad esempio.
Però una volta mi sono dimenticato di dichiarare il passaggio da una fase all’altra del mio turno e ho ricevuto un warning (associabile ad un cartellino giallo).

A proposito di passaggio di fase, come funziona un turno di gioco?

Ci sono sei fasi:

  1. Draw Phase, dove peschi una carta come inizio del tuo turno.
  2. Standby Phase, una fase in cui non c’è nessuna azione attiva del giocatore di turno, ma si possono attivare gli effetti di alcune carte.
  3. Main Phase, è la prima fase attiva di gioco, dove compi le tue mosse a seconda di come vuoi giocare.
  4. Battle Phase, divisa in tante sotto-fasi, dove puoi attaccare l’avversario con i tuoi mostri, il quale si può difendere con le carte di cui dispone.
  5. Main Phase 2, è una fase dove puoi effettuare delle nuove mosse, ottima per sistemare la tua situazione dopo la fase di scontro.
  6. End Phase, ovvero la fase finale del turno, dove alcune carte si attivano o si risolvono.

Ci sono altre regole che è bene ricordare?

Sì, sicuramente il fatto che durante il primo turno, il giocatore che inizia non ha la Draw Phase.

La partita comincia con 5 carte.  Se non puoi più pescare carte al tuo turno, quindi il tuo mazzo è finito, hai perso.
Un’altra cosa importante da tenere presente è che puoi avere nel mazzo fino a 3 copie della stessa carta, al massimo.
Il numero di carte può non essere sempre 3, dipende dalla Banned List, una lista stilata dalla Konami che stabilisce le limitazioni nel numero di copie che è possibile giocare per determinate carte. Da 3 si può passare a 2, a 1, ma anche a 0.
In gergo, quando una carta ha limite 0 si dice che è bannata.
Ma attenzione, le limitazioni delle carte cambiano nel tempo, dato che cambia la Banned List, quindi possono bannarsi e sbannarsi.
Questo sistema permette al gioco di equilibrarsi, ma c’è anche uno scopo economico: se un nuovo mazzo esce, occorre diminuire la potenza dei mazzi più forti in circolazione, altrimenti nessuno comprerebbe il nuovo mazzo.

Pertanto devi essere duttile e cambiare spesso mazzo?

Esattamente, questa è la vera fonte di speculazione del gioco.
Le carte acquisiscono e perdono valore in funzione della Banned List.
Da giocatore competitivo, per non perdere dei soldi, devi essere astuto a capire quando conviene vendere e comprare, in funzione della prossima Banned List.
Questo è un rischio, perché puoi anche sbagliare.

Parlare con te mi ha reso nostalgico rispetto al vecchio Yu-Gi-Oh, quello che tutti conoscono, anche grazie ai cartoni animati che erano mandati in onda in televisione una volta.
Quali sono le principali differenze rispetto allo Yu-Gi-Oh attuale?

Credo che la maggior parte delle persone che stanno leggendo questo articolo sia entrata in contatto con il gioco una decina di anni fa.
Rispetto a quel periodo, Yu-Gi-Oh è cambiato in maniera totale.
Negli ultimi anni si è diffuso il GOAT format, un formato di gioco dove le carte e le regole risalgono al 2005, ideato per i nostalgici.
Ogni 3 anni la Konami idea un nuovo tipo di carta, di pari passo con la serie anime che è in onda in Giappone. Ciò rende difficile ai vecchi giocatori riprendere il gioco, che è diventato molto più veloce.
Le partite si esauriscono in pochi turni, la costruzione del mazzo è fondamentale, fa la differenza.
Ora se sei bravissimo, ma non hai un mazzo ben costruito (non necessariamente il più forte del momento) è quasi impossibile che tu vinca ad alti livelli.

Perciò investi molto tempo nella preparazione del mazzo?

Sì, tantissimo.
La maggior parte del tempo mi dedico al testing, ossia verifico la forza del mio mazzo contro tutti i tipi di mazzi, sia con i miei amici, sia online grazie a dei server appositi.
Riguardo al numero di carte da utilizzare, consiglio tendenzialmente un numero basso, io gioco con 41, 42 carte.
Tuttavia bisogna tenere presente che a volte la probabilità che più combinazioni ottimali di carte si verifichino è più alta con un maggior numero di carte.
Anche per questo motivo è utile il testing.

Cambiando argomento, quali sono le principali differenze fra Yu-Gi-Oh e Magic?
Da anni ormai corre una certa rivalità fra i due tipi di gioco, c’è chi sostiene che sia meglio il primo, chi il secondo.

Io non ho mai giocato a Magic seriamente, lo conosco solo a grandi linee.
Posso infatti dirti che Magic, così come Hearthstone e Force of Will, si basano su una meccanica per cui il numero di mosse che puoi compiere in un turno dipende rispettivamente dal numero di Terre, Mana, o Volontà (il nome cambia a seconda del gioco ma la funzione è sommariamente la stessa), di cui disponi in ogni turno.
Yu-Gi-Oh è diverso, non possiede questa limitazione rispetto a Magic, che reputo comunque un gioco stupendo. Magic è quindi più lento rispetto a Yu-Gi-Oh.

Yu-Gi-Oh ha più tipologie e sotto-tipologie di carte rispetto a Magic, quindi potrebbe risultare più complesso nell’apprendimento dal punto di vista di un principiante.

Altra cosa caratteristica di Magic è che è possibile giocare in vari formati, cosa che Yu-Gi-Oh! purtroppo non ha.
Un’altra cosa importantissima di Yu-Gi-Oh! è la grammatica. A seconda della posizione dei segni di interpunzione, della sintassi, il significato di un effetto cambia radicalmente, bisogna stare molto attenti.
Negli altri giochi di carte gli effetti sono predefiniti, hanno nomi particolari che li definiscono a priori, pertanto ci si confonde meno.

Quindi smentiamo lo stereotipo per cui Yu-Gi-Oh è un gioco per bambini?

Certamente, è assai complicato, bisogna studiare molto bene le regole e le meccaniche di gioco.
Infatti ai grandi tornei trovi per lo più giocatori sopra i sedici anni.

Credo che la differenza con Magic, da questo punto di vista, stia nello stile delle carte. Quelle di Magic richiamano il fantasy, i disegni sono più “adulti”, mentre le carte di Yu-Gi-Oh sono più pittoresche, i disegni richiamano i cartoni animati, quindi vengono associate alla fanciullezza.
Possiamo comunque dire che l’argomento degli stereotipi in generale è spinoso, ce ne sono tanti, alcuni molto fastidiosi oltre a questo.

Per esempio cosa intendi?

Mi riferisco ad esempio al fatto che il gioco sia ritenuto facile e per soli maschi.
Non ci sono tante ragazze, è vero, ma ne ho incontrate alcune e sono molto brave.
Sottolineo inoltre che Yu-Gi-Oh non è un gioco di fortuna.
Prendendo un diagramma a torta, possiamo dire che un 40% è rappresentato dalla tua bravura personale, un altro 40% dalla costruzione del tuo mazzo e solo il 20% dalla fortuna.
Questo perché il tuo obiettivo è creare delle combinazioni fra carte specifiche, in funzione dei momenti di gioco.
La fortuna risiede in quello che peschi ad ogni turno, tuttavia ciò dipende molto dalla probabilità e qui mi ricollego al discorso che facevo prima: più sei bravo a costruire i mazzi e a giocare le carte giuste, più è facile che la sorte sia dalla tua parte.

Da quello che ho sentito, è evidente che Yu-Gi-Oh sia un gioco che richiede della preparazione e tanto allenamento.
Quanto tempo gli dedichi al giorno?

Durante la settimana gli dedico un’oretta al giorno, mentre nel weekend partecipo ai tornei, che mi occupano gran parte della giornata.
Se c’è qualche evento importante in vista, spendo anche una giornata intera a testare i mazzi.

Caspita, si parla di parecchio tempo! Definiresti Yu-Gi-Oh uno sport?

Assolutamente. La fatica mentale è immensa, la preparazione è fondamentale.
Bisogna però ricordare che la tua bravura dipende anche dalle carte che hai. In questo senso devi investire nel comprare quelle giuste.
Un altro tassello importante per migliorare è fare parte di un team, che ti serve anche per testare i tuoi mazzi e, perché no, trovare qualche sponsor che garantisca un’entrata economica.
Devi anche essere informato su tutti i cambi di regole e sulle nuove carte.

Perché questo gioco ti piace così tanto?

Perché mi costringe ad usare la testa.
Devi poi spesso ricrederti sulle scelte delle carte, mettere da parte l’ego e adattarti al nuovo contesto.
Inoltre, giocare a Yu-Gi-Oh è una sfida contro te stesso, ti motiva a diventare più forte, ma devi essere paziente.

La tua passione è palpabile, ma da quello che dici sembra che il gioco sia quasi stressante.

Per certi versi lo è, per i motivi che ho detto.
Ma in realtà è un hobby a tutti gli effetti, ti rilassa molto.
Certamente dipende anche da come lo prendi, io riesco sicuramente a godermi le partite ed il tempo speso.
L’unica insoddisfazione è quando capita una sconfitta inaspettata.

Per quanto riguarda invece l’aspetto sociale, come ti trovi da questo punto di vista in relazione al gioco?

Benissimo.
Grazie a Yu-Gi-Oh ho conosciuto tantissime persone.
Ai tornei internazionali ho conosciuto gente da tutta Italia, da tutto il mondo, ho ampliato i miei orizzonti.
Crei legami importanti a grandissime distanze.
I giocatori forti sono poi propensi a darti dei consigli, il che non è scontato in un ambiente competitivo.

Che mi dici invece dei giochi virtuali ispirati a Yu-Gi-Oh?

Io li trovo carini. Esiste Yu-Gi-Oh pro, un simulatore di gioco in cui puoi disporre di tutte le carte e sfidare molteplici mazzi.
C’è poi Dueling Book, che funziona allo stesso modo, solo che in più c’è un ranking classificato e il tipo di interazione per giocare è manuale.
Il gioco più in moda in questo momento è Duel Links della Konami.
Si gioca su tutti i dispositivi mobili, è comodo, pratico, ma richiede una connessione ad Internet.
Ha una propria storia come i vecchi giochi della Nintendo ed è ben strutturato. Ci sono addirittura dei tornei ufficiali. Il gioco è relativamente free to play, ma ha delle regole differenti rispetto a Yu-Gi-Oh.

Sei stato chiarissimo per ora.
Giungendo adesso alla fine dell’intervista, consiglieresti a chi sta leggendo questo articolo di giocare a Yu-Gi-Oh? Quali sono i pro ed i contro?

Allora, i pro riguardano sicuramente la difficoltà del gioco, che è alta e stimolante, rispetto ai normali giochi di carte. Le carte stesse sono bellissime da collezionare e da osservare, sono ben realizzate.
Ci sono sempre novità, se hai un approccio positivo verso il gioco e non dai colpa alla sfortuna, impari tanto da te stesso.
Come dicevo prima, poi, hai la possibilità di socializzare con tantissime persone diverse.
I contro riguardano invece l’aspetto economico, sia nell’acquisto delle carte, sia nei viaggi che devi fare per partecipare ai tornei, sempre che tu non sia un giocatore amatoriale.
Inoltre, per i novizi è difficilissimo imparare a giocare da zero, bisogna volerlo veramente.

Quali sono invece i tuoi personali consigli?

Farà un po’ ridere, ma il primo consiglio che do consiste nel chiedere consigli agli altri giocatori, specialmente a quelli più forti, riguardo alle meccaniche di gioco e alle carte da acquistare.
Datevi poi un budget mensile e non superatelo.
Non perdetevi d’animo alle prime difficoltà, aggiornatevi sui social e su internet.
Consiglio poi di giocare tanto, altrimenti non si impara.
A chi non gioca più da tanti anni, non consiglio di vendere le proprie carte.
Questo perché le ristampe sono tante, anche le carte vecchie sono attuali.
Nel mondo di Yu-Gi-Oh, ciò che conta dal punto di vista del valore delle carte è la loro forza in quel momento, quindi il loro valore cambia molto velocemente.

Una curiosità che volevo rendere nota e che differenzia Yu-Gi-Oh dagli altri giochi riguarda la divisione fra TCG E OCG.
Il TCG è la sigla di Training Card Game, riguarda le carte occidentali.
L’OCG, Official Card Game, riguarda le carte asiatiche.
L’OCG è più avanti nell’uscita delle buste di circa tre mesi, ci sono delle carte esclusive, sia per TCG che per OCG. Le Banned List sono differenti.
Il vantaggio di noi giocatori occidentali è che abbiamo uno specchio sul futuro: sapendo ciò che uscirà nella prossima busta, possiamo provare le carte prima ancora che siano uscite.
Rispetto a questo sappiamo anche quali carte saliranno o scenderanno di prezzo in funzione di quelle nuove.

Breve commento all’intervista:

Marco (il ragazzo con la barba e la maglia a maniche corte nella foto) è un mio carissimo amico, ci conosciamo da una vita.
È un ragazzo con la testa sulle spalle, dai tanti interessi, fra cui Yu-Gi-Oh.
Nella vita di tutti i giorni fa il fisioterapista ed è anche un insegnante di calisthenics, la disciplina a corpo libero più in voga al momento.
Vi lascio il link del suo blog  https://calisthenicsportal.wordpress.com se siete interessati a quest’ultimo argomento.
Sicuramente lo intervisterò sul calisthenics, è anche una mia passione.

E anche il link all’ultima intervista che gli ho fatto rispetto al Calisthenics

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Al prossimo articolo!

13 thoughts on “Intervista a Marco Pastore, giocatore competitivo di Yu-Gi-Oh

  1. da piccolo giocavo a questo gioco, poi mi sono rotto di perdere e ho dato il 98% delle mie carte a un mio amico
    un anno fa avevo scaricato duel links ma prendeva troppa memoria

    sarà strategia, ma è anche tanto fortuna: se le carte buone sono in fondo, ciaone.

    1. No, non si danno via le carte!
      Da quello che ho capito da Marco, devi costruire un mazzo proprio per evitare di dipendere da alcune carte che, se in fondo, ti bloccano. Il difficile è rendere al meglio in tutte le combinazioni possibili, anche le peggiori

      1. ma anche le trappole, se non hai alcune carte è impossibile attaccare
        tipo, se l’avversario ha Spaventapasseri di Ferraglia e non puoi distruggerlo non potrai mai attaccare

      2. Credo che lo Spaventapasseri sia una carta più che superata adesso, paragonandola ad alcune che Marco mi ha citato. Anche io, come te, tanti anni fa giocavo. Basandomi sul vecchio gioco ti do ragione, ma evidentemente il nuovo è completamente diverso e non avendolo provato mi baso sull’opinione di un giocatore che compete ad alti livelli!

      3. anche io ho avuto la stessa impressione: il mio yugi è superato, perfino in duel links c’erano carte diverse e più strategiche
        e poi sarà come i giocatori di poker: talmente bravo che anche se ha carte schifose resiste stoicamente

      4. Lo spaventapasseri ne para uno a turno: lo attivi, lo scopri, fa il suo effetto, si ricopre e in quel turno è come se lo avessi appena calato, non puoi girarlo di nuovo. È utile, ma le carte ammazza-duello di Yugi sono altre e difficilmente sono pericolose in sé, piuttosto lavorano per combinazioni.

      5. Usiamo l’imperfetto: mi ha stancato tempo fa, non ricordo molte partite che non siano finite in discussioni sull’interpretazione di un effetto o altre menate. Ogni carta è un’eccezione, e quando si scontrano diverse eccezioni, diventa un po’ faticoso districarsi.
        Alla fine, mi son divertito di più a preparare i mazzi che a giocarli 🙁

      6. “Stupidi” è una parola grossa, è che quella carta non è facile da interpretare. Prima di usarla, ho chiesto consigli qua e là 😛
        Non escludo che possa sbagliarmi ulteriormente, ma mi sembra che l’interpretazione che ti ho offerto restituisca un effetto più equilibrato 😉

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