Che cosa significa leggere?

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Buongiorno,

Ieri sera me lo sono domandato e penso finalmente di avere compreso il significato della lettura.
L’ora era tarda, io ero stanco, ma avevo voglia di leggere qualcosa.
Per la prima volta in vita mia sono uscito dallo schema mentale per cui se hai dei libri da leggere continui quelli iniziati (solitamente si tratta di un solo libro), altrimenti ne inizi di nuovi.
Nel caso in cui tu abbia letto tempo fa un libro che ti è piaciuto particolarmente, magari lo rileggi. Quando ciò accade, rimani comunque nello schema: inizio un libro, finisco un libro.

Ieri sera, per la prima volta in vita mia, sono uscito dallo schema.
Ho aperto “Lo Hobbit” di Tolkien, libro letto circa dieci anni fa, di cui ho assaporato l’inimitabile descrizione degli Hobbit.
Non continuerò a leggere questo libro, almeno al momento, ne ho tanti altri da iniziare. Mi sono tolto il piacere di rileggere una parte che da tempo la mia mente voleva rivedere, senza che io me ne rendessi conto.

Pertanto, per me, leggere significa sfamare la mente. Darle ciò che lei vuole, ciò di cui ha bisogno.
Quante volte mi e vi è capitato di leggere un libro controvoglia, perché dovevate andare avanti?
Magari quel libro è stato il migliore che abbiate letto, ma capita di non avere voglia di leggerlo per mille motivi e ciò spesso accade quando avete voglia di leggere.

Molte persone, troppe, abbandonano la lettura per anni perché si bloccano di fronte ad un libro che non le aggrada, oppure che non hanno voglia di leggere in quel momento.
Si rovinano il piacere della lettura, rimangono insoddisfatte per due motivi.
Il primo riguarda il fallimento, il non essere riuscite a portare a termine ciò che avevano iniziato e per l’uomo questo è sempre un flagello in generale.
Il secondo motivo riguarda l’obbligarsi a non leggere, nonostante si abbia voglia, perché non si vuole finire un certo libro.
Questo è un vero peccato.
Il mio consiglio è di leggere qualsiasi cosa vi aggrada in quel momento, anche se ciò implica l’abbandono di una saga, di un romanzo, di quello che state leggendo.

A me è capitato diverse volte di leggere libri di uno stesso genere, divorarli e poi bloccarmi verso la fine di uno di questi. Visto che volevo finirlo o mi sono costretto, oppure ho lasciato passare del tempo dove non ho letto, per farmi tornare la voglia.
Ho compreso quanto questo ragionamento sia sbagliato e deleterio dinnanzi a uno dei pochi momenti di pace e rilassamento che ci offre questo mondo.

La lettura è personale al cento per cento, per dirla alla Pirandello, ognuno di noi esce dalla ribalta della vita, si toglie la propria maschera e diventa sé stesso. 
Senza contare che il si arricchisce notevolmente.

Vorrei poi spendere due parole per i lettori, specialmente per i giovani.
Attualmente spesso accade che chi legge si sente inadatto oppure viene preso in giro, emarginato, perché lo fa.
Come dicevo, questo accade specialmente a livello giovanile.
Ormai, se non passi il tuo tempo sui social o sulle varie piattaforme del web, sei fuori dai tempi, uno sfigato.
Per quanto sia innaturale, secondo il mio parere, non avere voglia di leggere un bel niente nella propria vita, può accadere e va rispettato.
Non è giusto però che molte persone si privino di una cosa che amano per essere accettati dalla società.
Se qualche giovane, ma anche adulto, prova quello di cui sto parlando, lo invito a fregarsene bellamente del giudizio altrui e di leggere.
Mi è capitato di vedere, in particolar modo in treno, persone che leggono un libro, il quale mettono via non appena si sentono osservate o sono in presenza di altri esseri umani.
Sembra assurdo, lo so, ma ormai la lettura viene spesso associata ad un segno di debolezza. Non sono uno studioso di questo argomento, ma lo avverto.

I benefici della lettura sono molteplici, non ha senso elencarli tutti.
Ma quello che voglio citare, rispetto a questo articolo, che è il più importante a mio parere, è realizzare sé stessi.
Ormai questa parola è diventata magica, inarrivabile. Spesso non riusciamo a realizzarci nelle grandi cose, ma almeno realizziamoci nelle piccole, altrimenti che vita è?

Concludendo, io non sostengo assolutamente che si debba leggere tutto il giorno, tutti i giorni, sarebbe una fuga dal reale, ne abbiamo già abbastanza nel XXI secolo.
Sostengo che ognuno troverà il massimo del giovamento nel momento in cui appagherà la sua sete di lettura, in funzione di ciò che sente e quando lo sente, senza badare al contesto generale che lo circonda. 
Lettura non è solo di libri, ma anche di riviste, di articoli, di saggi, di qualsiasi cosa.

Al prossimo articolo!

14 comments

  1. Concordo con te e con il commento qui sopra. La lettura prima di tutto è un piacere, che va “forzato” solo in alcuni casi, per esempio quando ci si sta per far vincere dalla pigrizia, secondo me. Anche a me è successo qualche volta di non leggere proprio perché mi era passata la voglia di leggere il libro in lettura, senza leggere qualcosa che invece avrei preferito di più. Di conseguenza mi sentivo in colpa per non aver concluso né l’una né l’altra cosa. Io non ho sempre letto, anzi è da un paio d’anni che leggo regolarmente, ma faccio fatica a comprendere la gente che non legge mai, anche se qualche anno fa anche io leggevo poco o niente. Penso: “ma questa gente non ha capito niente della vita”, anche se razionalmente so che non è così. Forse sono state meno fortunate, magari non hanno trovato qualcosa che spinge loro a leggere. Per esempio, aver scoperto i blog di libri qui su WP per me è stato fondamentale, anche se sembra una banalità. Non condivido nemmeno il modo di fare di quelli che vogliono leggere tot libri al mese a tutti i costi. Va bene darsi obiettivi, ma leggere tanto non significa necessariamente leggere bene.
    Scusa per il commento chilometrico e ancora complimenti per il bel post! 🙂

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    1. Commento apprezzatissimo, che richiama perfettamente il tema dell’articolo! Per questo ti ringrazio.
      A me è sempre piaciuto leggere, quindi riesco a comprendere solo in parte ciò che puoi aver provato nel riscoprire il piacere della lettura.
      Sicuramente, come hai detto, è un errore madornale imporsi degli obiettivi, leggere libri per far numero.
      Per quanto riguarda il pubblico di WordPress, è composto da utenti che leggono e scrivono più della media e che da questo punto di vista sono molto elitari, perché sono già ricchi di contenuti.
      Uno degli obiettivi del blog, quindi mio, è raggiungere più persone possibile e trasmettere le passione della lettura, le sensazioni che si provano a leggere un certo libro.
      Per questo motivo credo che le recensioni dei libri siano molto importanti, uno stimolo positivo!

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  2. Bellissimo post e concordo!
    A volte se non sono in vena di finire un libro o andare avanti, preferisco metterlo da parte e riprenderlo quando sono dell’umore giusto. Non amo forzare la lettura!
    è così bello leggere, vorrei che tutti i non lettori dessero una possibilità ai libri!

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  3. Proprio in questo momento sto cercando di finire il Ciclo delle Fondazioni di Asimov: é un parto, sto facendo davvero fatica, eppure mi piace! Credo che tutti dovremmo tenere a mente che, fuori dalla scuola, leggere deve essere solo un piacere, e siamo quindi anche liberi di non finire un libro iniziato: a me é successo alcune volte, ho iniziato tre volte Il cimitero di Praga senza mai finirlo, e va bene cosí.
    L’anno scorso ho avuto una media di un libro alla settimana, soprattutto quando prendevo il treno per andare a lavorare: da casa mia a Milano ho un paio d’ore di viaggio, e ho divorato un libro dopo l’altro. Adesso non lo faccio piú, e devo dire che in parte mi manca.
    Peró sto insegnando in una scuola elementare, e lí mi sono sorpreso di quanto i bambini mi chiedano di farli leggere. Anzi, i momenti in cui assegno una lettura sono proprio quelli in cui fanno piú silenzio e prestano piú attenzione. Quindi, forse, c’é ancora speranza per il futuro!

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    1. Leggere la parte sui bambini mi ha aperto il cuore! Sei molto fortunato e loro sono altrettanto fortunati ad avere una persona appassionata di tante cose, in particolare della lettura, come te.
      La sensazione dei libri abbandonati io l’ho provata ultimamente con Invicta Legio di Posteguillo. Un tomo, più che un romanzo storico, che ho lasciato lì

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    2. Oltre a ringraziarti per queste parole di speranza legate ai bambini, futuri lettori (si spera!), ne approfitto per spingerti ad insistere sulla Fondazione: ne varrà la pena. Sono figio di un asimoviano convinto ma la fase di ribellione al padre per tanti anni mi ha portato a non interessarmi della Fondazione: essendo un classico adolescente, più mio padre mi diceva che era una saga bellissima più mi ostinavo a non leggerla. L’ho iniziata poi per caso da adulto, nei primi anni del Duemila, ed è stata una droga: prima i tre della Galassia, poi i tre dei Robot, poi “Fondazione e Terra”, poi i due prequel, è stato un bisogno fisico e ogni volta Asimov è riuscito a conquistarmi il cuore. Quindi ripeto, insisti che ne varrà la pena ^_^

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      1. Si, ormai ho quasi finito, mi mancano meno di un centinaio di pagine per finire Seconda Fondazione. Sarà il modo in cui é scritto, ma devo sempre obbligarmi a leggerlo, anche se poi mi sorprendo spesso a ripensarci in molti momenti della giornata. É davvero affascinante, non avevo mai letto niente di Asimov ma mi sa che cercheró qualcos’altro molto presto.

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  4. Complimenti vivissimi per il post, ed è un appello che tantissimi dovrebbero raccogliere. Leggere è piacere puro, ma troppo spesso viene confuso con un “compito scolastico” – anch’io odiavo leggere su ordine della prof! – e quindi sembra un qualcosa di barboso e noioso. Ovvio che poi bisognerebbe scegliere un libro che ci piace, che leggere “ciò che si DEVE leggere” non piace a nessuno 😛

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    1. Intanto ti ringrazio per i complimenti! Anche tu, come tanti altri e ciò mi fa un sacco piacere, segui con piacere il mio blog.
      Anche a scuola ho sempre fatto fatica a leggere qualcosa che mi veniva imposto. Ma ti dirò che ho letto dei libri che non avrei mai letto di mio e che mi hanno piacevolmente colpito. Mi riferisco alla Coscienza di Zeno, a quelli di Primo Levi, ai Promessi Sposi, ma anche la stessa Divina Commedia mi ha appassionato in sacco, specialmente dopo che ho seguito la versione letta da Benigni.
      Ah, quante cose si imparano leggendo!

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  5. Condivido ogni parola! Costringersi a leggere qualcosa che non piace è una perdita di tempo, persino doppia!
    Si perde il tempo a leggere qualcosa che non piace e si perde la possibilità di impiegare quello stesso tempo su un libro più adatto ai nostri gusti o ai nostri desideri di quel determinato periodo!

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