Il mago dei templari, recensione

Lo ammetto, sono stato preda di tre fattori nell’acquistare questo libro.

Il primo è il titolo. Ho pensato alla magia, a un romanzo storico, mi ha subito catturato.
Il secondo riguarda il prezzo, davvero basso per averlo acquistato in libreria, (poi ho capito perché).
Il terzo è la copertina, spettacolare.

Ebbene signore e signori, è di gran lunga il peggior libro che abbia letto. 

Adesso vi spiego perché.

Ma prima vi avverto. Spoilero gran parte della trama, ma d’altronde non posso esimermi.

Ci troviamo in terra Terra santa durante le sanguinose guerre fra i cristiani e i musulmani per il controllo del territorio. In particolare, il declino delle potenze europee oltremare è iniziato ed i Templari si trovano ormai da soli contro un avversario sempre più forte.

Il grande eroe che deve salvare l’ordine templare è il cavaliere più anonimo nella storia dei personaggi più inutili di sempre: Edmondo di Payens (inventato da Doherty, lo scrittore del libro).
Che caratteristiche ha?
Vi assicuro che non l’ho capito. Non saprei neanche descriverlo, non si distingue in nulla. Posso dire che proviene da una famiglia nobile in declino e questo non è nemmeno un suo attributo.
Ah, me ne è venuto in mente uno: Edmondo è completamente in balia degli eventi per tutto il libro, tranne per il finale dove improvvisamente si risveglia dal suo stato primordiale di bradipo inetto, (Sid dell’Era Glaciale è più perspicace e sveglio, tanto per capirci).

Dopo aver descritto il grande protagonista del libro non posso che esporre a grandi linee la coinvolgente trama.
Immaginate dei cavalieri templari.
Immaginate intrighi, corruzione, omicidi sospetti.
Immaginate anche che il nostro Edmondo non capisca mai cosa accade intorno a lui, che diverse persone gli dicano di non fidarsi di chi lo circonda.
Immaginate che lui si rechi dal nemico musulmano per risolvere i dubbi che lo attanagliano.
Immaginate che il nemico lo accolga a braccia aperte invece di infilare la sua testa su una picca e inizi a sparlare dei suoi confratelli come se stesse partecipando ad una puntata di Uomini e Donne.
Immaginate che Edmondo ritorni dai Templari confuso e che parta infine per l’Inghilterra, inviato là per indagare su degli omicidi.
In ultimo, immaginate che lui arrivi lì e conosca altri personaggi di cui non si fida, ma che fondamentalmente non fanno nulla per distinguersi da quelli descritti in precedenza, se non ripetere continuamente ad Edmondo che si deve fidare.

Cosa avete capito?

Facile, niente!

Aggiungendo anche il fatto che i personaggi secondari sono difficilmente distinguibili fra loro ed inespressivi dal punto di vista della trama, non la arricchiscono, ne emerge un quadro catastrofico.

Ma non è finita!

Il titolo parla di magia… Spoiler: non c’è! Non solo non c’è la magia, non c’è nemmeno un personaggio che si fa chiamare mago o qualcosa del genere.
Quindi, perché chiamare il libro “Il mago dei Templari”?

Un altro elemento aberrante è il cattivo del libro. L’antagonista del grande cavaliere templare Edmondo di Payens, con il quale ha lottato tremendamente durante tutto il libro. Scontri all’ultimo sangue, fughe in extremis…
Vi sto mentendo spudoratamente, il “cattivo” compare alla fine del libro, quasi per caso.
Non aggiungo altro per non rivelare il finale.

Diciamo che se il libro lo leggi sapendo cosa ti aspetta ti fai due risate.
Sicuramente non ti arricchisci dal punto di vista storico, non impari nulla.
Forse solo il glossario è utile in tal senso, unica nota positiva del libro.

Ci tengo a precisare che non voglio denigrare lo splendido lavoro che la Newton Compton ha sempre fatto. La Newton Compton è la casa editrice che ha deciso di pubblicare in Italia questo libro, purtroppo per lei.
Ho letto tanti libri pubblicati da essa e li ho trovati bellissimi.
Questo però a mio parere è stato un fiasco, personalmente non lo avrei mai pubblicato.
Forse ci sono stati dei problemi di traduzione? Molti periodi sono incomprensibili, a volte pensi di avere capito qualcosa, ma alla riga dopo vieni smentito.
Fai fatica a seguire la trama, specialmente i ruoli dei personaggi, di cui sai poco o niente.

Considerando che il professor Doherty è un eminente esponente dell’Università di Oxford, non credo che il problema sia lui che scrive male.
O forse sì, non lo so.

Un altro elemento che mi ha lasciato perplesso è il fatto che Edmondo, una volta che si trova da solo entra in crisi e si dispera.
Se non motivi in nessun modo questo avvenimento, se non mi dai nessun elemento, cosa capisco?
Penso che gli sia morto il gatto?
Penso che gli si sia rotto lo spazzolino?
Ci scherzo su ovviamente, ma il libro è tutto così, ogni descrizione è fine a sé stessa.
Ogni elemento lo conosci solamente in modo parziale.
I collegamenti sono pochissimi, mentre dovrebbero essere fondamentali in un romanzo “thriller“, fra mille virgolette, autoconclusivo.

Purtroppo sono rimasto molto deluso e odio scrivere recensioni negative, ma non posso mentire!

Se non altro il libro costa poco

Se ti interessano i Templari, questi sono i due articoli che ho dedicato alla serie tv Knightfall:
Knightfall, recensione della prima stagione
Knightfall 2, recensione. Mark Hamill jedi templare

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Al prossimo articolo!

 

 

8 Thoughts

  1. Il fatto che l’autore sia una personalità importante di Oxford non implica necessariamente che sappia anche scrivere narrativa: per un’esame alla mia università ho dovuto leggere il romanzo scritto da un mio insegnante, uno che veramente ne sa tantissimo, e l’ho trovato una delle cose più brutte che abbia mai letto!

    Cmq ogni tanto è divertente leggere delle stroncature, anche se immagino che tu abbia riso molto meno leggendo il libro!

  2. copertina epica come una “thumbnail” accattivante e titolo “shock”… mi ricordano i “clickbait” di youtube, in questo caso rivolto agli amanti dei romanzi storici e fantasy… che peccato! gli elementi per una storia interessante c’erano ma a quanto pare sono stati sfruttati male…

    Comunque, recensione molto utile e divertente da leggere!

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