Cortex challenge, recensione e regole

Cortex challenge, il gioco da tavolo

Ciao,

Questo gioco forse lo hai già sentito nominare, forse lo hai già giocato, comunque sia non rispecchia ciò che dovrebbe essere.

Cortex è un party-game, teoricamente anche brain-game, che ha poche regole e tanta variabilità.
Queste ultime due caratteristiche sono ben presenti nel gioco, che però ha troppi difetti.

Premettiamo che è un gioco economico, con una dozzina di euro lo compri, ma c’è un inghippo. Per renderlo più intrigante dovresti comprare altre versioni, che sono fra loro combinabili.
Dozzina dopo dozzina, arrivi a spendere parecchi euro per un gioco che anche dal punto di vista delle componenti non li vale.
I componenti sono solo carte, di diversi tipi, ma semplici carte.

La versione del gioco che ho io è Cortex challenge.
Lo scopo del gioco (da 2 a 6 giocatori) è completare il  proprio puzzle cervello composto da 4 pezzi.

Come si fa a completarlo?
Bisogna vincere le prove che vengono proposte, queste sono: multitasking (con una mano devi mostrare un numero scritto sulla carta che peschi, mentre a voce ne dici contemporaneamente un altro mostrato sempre sulla carta); osservazione (devi individuare qualcosa sulla carta); quadretti (contare al volo i quadretti che mancano a completare una figura); analisi (trovare una combinazione su un quadrilatero di tappi); unico (trovare l’elemento unico sulla carta); combinazione (trovare la forma che completa una stella); percorso (labirinto); sfida tattile (riconoscere la carta che rappresenta qualcosa, ovviamente ad occhi chiusi e facendo uso delle mani).

Già leggendo le prove si intuisce che sono simili, ripetitive e semplici, non c’è nessuna prova celebrale. Al massimo viene messa a “dura prova” la reattività.
Il gioco è quindi accessibile e divertente per i bambini, ma non stimola di certo un adulto.
In una partita in famiglia rimane il problema per cui un genitore sarà sempre più veloce del figlio nel trovare la soluzione (eccetto in presenza di un enfant prodige). Parliamo di ragionamenti che un adulto ha consolidato già da anni nel suo bagaglio intellettuale.

Tornando alle meccaniche di gioco, si mischiano tutte le carte fra loro (tranne quelle tattili). A turno se ne pesca una, poi parte immediatamente la sfida per tutti i giocatori. Il primo che trova la soluzione copre la carta con la mano e la gira, per evitare che si bari.
Dà la soluzione. Se è giusta vince la carta e la pone di fronte a sé.
Si possono accumulare al massimo 4 carte, quindi puoi essere costretto a scartare delle sfide vinte. Non commento questa dinamica per non offendere il gioco…
Se la soluzione data è sbagliata, la carta viene scartata ed il giocatore salta un turno.

Per ottenere un pezzo di puzzle cervello si scartano due carte dello stesso tipo (stesso dorso).
Come ho già detto, il primo che completa il cervello vince.

Tutto molto semplice, no? 
Sì, troppo semplice, un gioco simile ti stufa alla terza volta che ci giochi, impari le carte e le soluzioni, il meccanismo è ripetitivo e banale.

E non vi ho ancora spiegato la parte più insensata: se al tuo turno peschi la carta sfida tattile (ce ne sono 6 in totale nel mazzo), hai diritto ad indovinare una delle 10 carte tattili, che però viene scelta dai tuoi avversari. Hai 10 secondi per farlo, un tempo lunghissimo.
10 carte sono pochissime ed essendo tutte molto diverse fra loro, indovini per forza.
Se indovini guadagni 1 pezzo puzzle cervello. Avete capito bene, solamente indovinando cos’è una carta tattile completate 1/4 del cervello!
E se perdi? Non succede niente, non salti neanche un turno.
In sostanza, se peschi una carta sfida tattile puoi solo guadagnarci, a discapito di tutti gli altri giocatori. Fortuna pura insomma.
Nell’ipotesi in cui peschi 4 carte sfida tattile di fila hai già vinto la partita, anche perché ogni volta che una carta tattile viene pescata viene rimessa dentro al mazzo, il quale viene rimescolato.
Di conseguenza hai sempre più possibilità di indovinare con il procedere della partita.

Mi duole dirlo da appassionato di giochi da tavolo, ma Cortex è da bocciare assolutamente.

Vi consiglio caldamente questo, come gioco simile.

E anche Jenga gioco da tavolo, recensione e regole

Se non riesci a seguire il mio blog da WordPress, puoi farlo:

Al prossimo articolo!

2 thoughts on “Cortex challenge, recensione e regole

  1. Ciao, grazie per aver commentato!
    Sicuramente cortex si basa sulla rapidità, quello che dici è verissimo. Però è troppo ripetitivo e uguale, non è stimolante, a differenza di altri giochi.
    Ovviamente secondo me

Rispondi