Silmarillion Tolkien book

Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 12

Se ti fossi perso il precedente capitolo, lo trovi qui: Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 11

QUENTA SILMARILLION
(La storia dei Silmaril)

Capitolo 20: Della quinta battaglia Nirnaeth Aernoediad

Proprio grazie alla storia a lieto fine di Beren e Lúthien, Maedhros (il figlio di Fëanor che fu torturato da Morgoth), riprese animo e comprese che Melkor non era invincibile. Formò così un Unione di Elfi, contro Morgoth. Ma purtroppo ci furono poche adesioni alla causa, anche per colpa delle nefaste azioni di Celegorm e Curufin, fratelli di Maedhros. Infatti, Re Thingol del Doriath si rifiutò di aiutare quella stirpe, bramosa del Silmaril da poco reclamato e così anche gli Elfi del Nargothrond.

Alla chiamata di Maedhros risposero invece i Naugrim (i Nani) e anche gli Uomini. Ma soprattutto, Fingon, Re Supremo dei Noldor, che con un esercito di Elfi proveniente da Ovest avrebbe attaccato le forze di Morgoth, mentre Maedhros avrebbe completato la manovra a tenaglia attaccando da Est.

Dopo diverse manovre tattiche da parte di entrambe le parti, scoppiò la Nirnaeth Arnoediad, meglio conosciuto come “La battaglia delle Innumerevoli Lacrime“. Questo perché Morgoth sapeva grazie alle sue spie della manovra a tenaglia del nemico e aveva preventivamente disposto le sue truppe in modo da accerchiarlo e disunirlo. Il suo piano riuscì alla perfezione e le forze del Bene furono decimate in un modo che mi ricorda molto la battaglia di Teutoburgo.

Le sorti della battaglia cambiarono, quando dal nulla apparve un glorioso esercito: quello di Gondolin. Re Turgon infatti aveva deciso di guidare le sue forze, di cui nessuno era a conoscenza, neppure gli Elfi, in battaglia. Tale intervento fu tempestivo e gli Orchi furono massacrati, costretti a ritirarsi verso Angband. Per coprire la ritirata e mietere più vittime possibili, Morgoth sguinzagliò tutto ciò che aveva: lupi, Balrog, ma soprattutto i draghi, capitanati da Glaurung.
La controffensiva mise in ginocchio le forze del Bene, a cui fu inflitto il colpo di grazia dal tradimento di Ulfang, capo degli Uomini dell’Est (gli antenati degli Easterling). Corrotto da Morgoth, attaccò le retrovie dell’esercito delle Forze del Bene, schiacciandole fra incudine e martello. Ci fu poi un terzo attacco da parte di altri Uomini traditori, che comparvero dalle colline limitrofe.

Stavolta furono gli Elfi, gli Uomini e i Nani a doversi ritirare e lo fecero fra disperazione, morte, fuoco e fiamme. In particolare, furono i Nani a coprire la ritirata ed è questa la prima battaglia in cui si guadagnarono grande onore e rispetto da parte delle altre razze. Infatti, si dimostrarono capaci di lottare allo stremo delle forze, anche circondati da un nemico più numeroso e più forte. Se non fosse stato per il sacrificio dei Nani di Belegost, Glaurung avrebbe sterminato i Noldor. Addirittura, Azaghâl, Signore dei Nani di Belegost lottò contro il drago e lo ferì, salvo poi essere da lui ucciso.

Anche Fingon e Turgon se la videro molto male, perché in netta inferiorità numerica e soverchiati dall’assalto dei Balrog, capitanati da Gothmog. Questi tagliò fuori Turgon e le forze degli Uomini e infine attaccò a colpo sicuro Fingon. La sua guardia del corpo tentò di resistere, ma fu trucidata. E lo stesso Signore dei Noldor non vide la luce del giorno successivo, venendo ucciso da Gothmog in persona.

La casa di Hador degli Uomini e Turgon di Gondolin resistettero nonostante le ingenti perdite. Huor, a capo degli Uomini, parlò con Turgon, supplicandolo di andarsene in quanto ultima speranza per la Terra Di Mezzo. L’uomo profetizzò anche che da lui e da Turgon sarebbe nata una nuova stella. Ricordatevi che Huor e suo fratello Húrin erano stati a Gondolin e conoscevano i punti di forza di quel popolo.
Persuaso da Huor, Turgon decise di ritirarsi insieme ai superstiti della stirpe di Fingon, mentre gli Uomini furono sterminati. Solamente Húrin sopravvisse e fu preso come prigioniero.

La vittoria di Morgoth fu totale e sebbene l’Unione di Maedhros fosse riuscita a riconquistare quasi tutti i territori sottratti da Morgoth negli anni precedenti, ora la sue forze dilagavano per tutto il nord del Beleriand e oltre. Difatti, gli stessi porti degli Elfi, verso ovest, furono distrutti e Círdan fu costretto a scappare insieme a Gil-galad, figlio di Fingon e Supremo Re Dei Noldor.
Gli Elfi fuggirono a sud, alle foci del Sirion. Tentarono di inviare messaggeri ai Valar, in cerca di aiuto, ma nessuno riuscì a raggiungere Valinor.

Ora, Morgoth aveva vinto e solamente pochi regni degli Elfi rimanevano ancora intonsi. Fra questi c’era Gondolin, il regno che più lo tormentava. Infatti, non aveva idea di dove fosse, di quante forze disponesse e l’arrivo di Turgon lo aveva colto di sorpresa.
Così, torturò Húrin, facendogli passare le pene dell’inferno, ma non ottenne niente da lui.
Considerate che Morgoth aveva quindi in mente un pensiero fisso: trovare e distruggere Gondolin

Così si conclude questo articolo, ecco il prossimo: Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 13

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Al prossimo articolo!

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