Le nebbie di Avalon libro

Le nebbie di Avalon: recensione spietata

Ebbene sì, torno finalmente a recensire un libro e lo faccio con il botto. Perché? Le Nebbie di Avalon sono state, purtroppo, una lettura pessima, lunghissima e snervante.
Onestamente non so come questo libro abbia ottenuto il successo che ha avuto, considerando anche che si tratta di una lunga saga fantasy.

Dal canto mio, sono rimasto allucinato dalla lettura di questo libro e tutto ciò che provo ora è frustrazione e rimorso per averlo letto.
Predico bene e razzolo male: avrei dovuto abbandonare la lettura delle Nebbie di Avalon dopo solo 100 pagine. Ma non l’ho fatto e mi sono sorbito anche le restanti 500.

Mettetevi comodi, perché la recensione sarà un lungo sfogo… Perdonatemi, ma stavolta non posso astenermi da fare degli SPOILER.

La trama

La trama è veramente semplice, in quanto riprende il famosissimo ciclo arturiano, ossia la storia del famigerato Re Artù. Fin qui non c’è niente di male, anzi, ho comprato il libro proprio perché sono un appassionato della storia.

Il male nasce nel momento in cui la storia non si pone dal punto di vista di Artù, ma da quello di Morgana. E perché sarebbe un male? È semplice: nonostante i personaggi siano rappresentati storicamente bene, Morgana non ha niente a che vedere con le caratteristiche che dovrebbe invece incarnare. Insomma, una Morgana buona non si può vedere. Ma questo è solo un minuscolo granello della clessidra che ho guardato scorrere passivamente, pagina dopo pagina.

Completando il quadro sulla trama, ci troviamo ovviamente nell’attuale Cornovaglia, in un periodo storico carico di tensioni, in quanto gli Angli lottavano perennemente contro i Sassoni. Tuttavia, in 600 pagine non vedrete neanche una battaglia.
Nella prima parte della storia seguiamo passo dopo passo Igraine, madre di Morgana e futura moglie di Uther Pendragon. Quando dico che la seguiamo passo per passo, significa letteralmente questo. Una noia mortale: ci troviamo di fronte a una sequenza di capitoli deprimenti, con gli angosciosi pensieri di Igraine triti e ritriti. Igraine è forse il personaggio più insicuro mai visto in un libro, che non sa mai quali pesci pigliare ed è totalmente ignavo.
Il suo destino è nelle mani della sorella, Viviane, nonché Signora di Avalon e di Merlino, suo padre, nonché capo di tutti i Drudi.

Orbene, Merlino è un discreto personaggio, peccato che ad un certo punto sparisca dalla storia senza motivo. Un personaggio così importante non può mancare senza una spiegazione.
Viviane invece è probabilmente il mio personaggio preferito, in quanto ben descritto, caratterialmente incisivo e inaspettatamente coinvolgente.
Diciamo che qualche spruzzata di Viviane ogni tanto mi faceva rinsavire dal perenne sonno causato da Igraine.

Fortunatamente, dopo il sudatissimo matrimonio fra Uther e Igraine, essa sparisce dalla trama, lasciando il suo posto a Morgana. Morgana è un personaggio veramente complessissimo. Durante il libro impari a conoscerlo più di te stesso. Ma a questo c’è un limite. Come nel caso di Igraine, si sfocia nella prolissità, nella noia e infine nella frustrazione. Ciò anche perché Morgana è un personaggio frustrato e nervoso, che ti mette ansia.
Per definirla con un’espressione: “Mai una gioia”. Mamma mia ragazzi, non gliene va bene una. Fra la sfortuna e il pessimismo cosmico, Leopardi è forse l’uomo più felice al mondo, se paragonato a lei.

Tenetevi forte e fate un bel respiro, perché nelle successive righe racconterò chi è Morgana nelle Nebbie di Avalon.

Morgana

Morgana è in primis di fatto un’orfana, in quanto suo padre non compare mai nella storia, mentre sua madre, Igraine, la considera meno di zero e quando lo fa la tratta a pesci in faccia. Morgana cerca quindi di trovare una via d’uscita, una nuova vita, ad Avalon, dove sua zia Viviane è Signora.
Avalon è un luogo mistico e ameno, fisicamente diviso dal mondo che conosciamo, ma totalmente vincolante, in quanto costringe le donne a diventare sacerdotesse e a intraprendere quindi una vita di rinunce.
Ovviamente quel genio di Morgana, che ha vissuto di rinunce e privazioni, si butta a capofitto in questa nuova ed esilarante avventura. Ora io ve lo racconto così al volo, ma immaginatevi pagine e pagine sui suoi pensieri depressi e soprattutto inconcludenti. Che due scatole!

Come se non bastasse, Morgana viene tormentata da altri due fattori leggermente perversi: si innamora di un uomo, dopo aver giurato di rinunciare alla carnalità, se non per volere della Dea e attenzione, attenzione, quell’uomo non è altro che Lancillotto, suo cugino.

Insomma, salta dalla padella alla brace. Ma non è tutto. Come ho appena detto, l’unico modo che ha per giacere con un uomo è per volere della Dea (nella pratica, di Viviane e in parte di Merlino). Durante un rito proibito, si accoppia inconsapevolmente con Artù, nonché suo fratellastro ed erede al trono di Camelot. E, cosa ancora più bella, rimane incinta.

Dopo avere scoperto tutto questo, ovviamente Morgana entra in una profondissima crisi e incolpa, ragionevolmente, sua zia Viviane. Abbandona pertanto Avalon e decide di tornare nel mondo “reale”, al servizio della corte di Artù, il quale, purtroppo per lei è promosso sposo di Ginevra.

La cosa più spontanea che tu possa pensare e che anche io ho pensato è: ora giustamente Morgana sbrocca male e fa una strage. Invece no! Si flagella ulteriormente mettendosi umilmente al servizio di Ginevra. Ed è a questo punto che mi sono chiesto: ma qual diavolo è lo scopo di questo libro? È una presa per i fondelli? Sto leggendo un’antologia o una storia con una trama e un senso?

Per carità, l’autrice, Marion Zimmer Bradley, ha delle proprietà lessicali invidiabili e difficilmente eguagliabili. Eppure questa è la dimostrazione che non basta essere degli eruditi per sapere scrivere un bel libro. In questo caso avrebbe dovuto tagliare 300 pagine, evitare descrizioni prolisse, specialmente degli stati d’animo e soprattutto creare ogni tanto qualche colpo di scena significativo e non prevedibile. Ad esempio, quando Artù si accoppia con Morgana è palese che sia lui, per tutta una serie di motivi.

Andando avanti, con l’entrata in scena di Ginevra, Le Nebbie di Avalon si trasforma ufficialmente in un ibrido fra Il Segreto e Uomini e Donne. Infatti, la corte si riempie di personaggi principali perversi e arrapati, sino a sfociare nell’oblio più totale che è il finale della storia.

Sono profondamente, terribilmente e irrimediabilmente scioccato dal finale. Come possiamo immaginare, Ginevra si innamora di Lancillotto, il più coraggioso e potente cavaliere di Artù. Allo stesso tempo ama Artù in quanto è un grande re e un ottimo marito. E fin qui ci siamo, tutto come mi aspettavo.

Temevo quello che sto per dire, ma non credevo che si concretizzasse davvero… Forse lo avrete già capito e se non lo avete ancora fatto vi do un indizio: Artù e Ginevra non riescono ad avere figli.
Quindi, dal momento in cui Ginevra ama Artù e Lancillotto, Artù ama Ginevra e stima profondamente il suo braccio destro (chi ha orecchie per intendere, purtroppo intenda) e allo stesso modo Lancillotto ama Ginevra e Artù, ecco che non potevamo esimerci dal cadere in un aberrante cosa a tre fra Artù, Lancillotto e Ginevra per dare un erede al trono di Camelot.

IO NON HO PAROLE. 600 pagine per arrivare a questa conclusione. Inutile dire che ho chiuso il libro vomitando ingiurie verso questa autrice perversa e depressa fino al midollo. In confronto, Martin del Trono di Spade è Paolo Brosio.

Sono veramente inorridito, non perché io sia un puritano, ma perché detesto che una delle storie più antiche e amate dall’umanità sia rovinata in questo modo. Anche in questo caso, un finale scontato.

Il finale del libro

Dal momento in cui l’ho tirato in ballo così prepotentemente, non faccio un passo indietro e ne riporto alcuni pezzi. Per primo parla Artù… I miei commenti sono in corsivo.

“Amico è colui al quale puoi prestare la spada e la… moglie…”. E già qui partiamo malissimo.
Ginevra si sentì avvampare, non osava guardare né l’uno, né l’altro. Arthur continuò, lentamente: “Un figlio tuo, Lance (LANCE!?), sarebbe l’erede del mio regno, molto meglio che vedere il trono nelle mani dei figli di Lot.”

. . .

“Spetta alla regina… decidere.” Arthur tese le braccia verso di lei. Si era tolto gli stivali e l’elegante abito della festa, e adesso, avvolto nella semplice tunica, sembrava il ragazzo che Ginevra aveva spostato anni prima. “Vieni, Gwen.” La fece sedere sulle ginocchia.

. . .

Ginevra non riusciva a respirare. Lentamente, tese la mano e prese quella di Lancelet. Sentì che Arthur le accarezzava i capelli mentre Lancelet si chinava a baciarla sulle labbra.

. . .

Con mano tremante si slacciò la veste. […] La pelle di Lancelet era così morbida. […] Ah, li amava tutti e due e amava ancora di più Arthur per la sua generosità (generosità? 🤔). Lì, avvolta dal caldo abbraccio di entrambi, chiuse gli occhi e sollevò il viso per farsi baciare, senza sapere con certezza di chi fossero le labbra che si posavano sulle sue. Direi che possa bastare...

Conclusioni

Che dire, se cercate un libro noioso, deprimente, perverso, scontato, frustrante e lungo eterno, Le Nebbie di Avalon fa al caso vostro.
Non ho davvero idea di come faccia questo libro a piacere, comunque non posso consigliarlo e mi rifiuto categoricamente di inserire il solito link di affiliazione Amazon in questo articolo, perché la scrittrice non merita un euro in più di quello che ha preso e io non intendo guadagnare qualche spicciolo per pubblicizzare un contenuto così scadente.

Secondo me, la furba autrice ha scelto un argomento di fama mondiale ed eterna, salvo poi infilarci un romanzo teen riuscito male. Insomma, è stata una perdita di tempo, energie, denaro e soprattutto una delusione totale.

Quantomeno questa recensione mi ha permesso di sfogarmi un po’ e mi auguro di non doverne scrivere più di simili.
Quando ho scritto questo articolo Il mago dei templari, riassunto e recensione pensavo fosse difficile trovare un libro peggiore. Invece non c’è limite al peggio.

E affermo con assoluta certezza che il mitico Cornwell, con la sua saga su Re Artù, batte 1.000 a 0 Le Nebbie di Avalon. Per maggiori informazioni: Il Re D’Inverno: recensione e riassunto del primo libro della saga di Excalibur, di Cornwell

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Al prossimo articolo!

27 commenti

  1. LO STO LEGGENDO PROPRIO ORA E LO ADORO LOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL

    sono arrivato a metà del secondo libro e mi piace molto; morgana è un personaggio molto triste e empatizzo con lei, per cui trovo la lettura molto leggera e appassionante LOL

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          1. più che altro è stupida: avendo ricevuto un’istruzione e un’educazione oltremodo cristiana vede tutto il paganesimo come satana ma non è abbastanza intelligente o indipendente per capire cosa sia giusto basandosi sulle proprie scelte o la propria esperienza

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  2. I spiace che tu abbia fatto una recensione così negativa sul libro, l’ ho letto anch’io e si, è vero che si allontana un pò dalla vera storia e dai fatti dell’ epoca accaduti, ma nonostante questo l’ ho comunque trovato nell’ insieme affascinante e sicuramente un pò fantasticato rispetto alla realtà dei vari personaggi che giravano attorno a Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, e seppur ispirato ad una storia vera, questo libro in particolare è semplicemente un romanzo… E come tale credo dovrebbe essere interpretato: un semplice romanzo che giustamente può piacere come no.

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    1. Ciao!
      Ovviamente la recensione è un mio parere personale e credo che la lettura sia una delle cose più soggettive al mondo.
      Il mio è un invito a non cadere nel mio stesso errore di comprare e leggere questo libro se si ha una mentalità simile alla mia.
      Ad esempio, mi infastidisco se il libro è lento ed introspettivo.
      Inoltre, in 600 pagine non accade niente di che. Sono pochi gli eventi rilevanti.

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    1. La lettura è molto personale e nel mio caso purtroppo questo libro ha disilluso le attese e mostrato ciò che non amo assolutamente leggere.
      Poi io sono un appassionato del ciclo arturiano e ho sicuramente delle alte aspettative sui romanzi che leggo in merito.
      Vi invito a leggere la Saga di Excalibur di Cornwell. Siamo su un altro livello sotto ogni punto di vista, nonostante non sia uno dei libri che preferisco dell’autore

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      1. Certo è così. Anni fa avevo preso un romanzo di un autore, mi pare fosse russo, sempre sul genere dato che anche a me piace molto, ma era illeggibile, credo fosse una discutibile traduzione perché difficilmente mollo qualcosa che ho iniziato. La saga che suggerisci, già letta anni fa😉

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  3. Bè… che dire; almeno è uscito un articolo divertente!
    La cosa a tre tra Artù, Ginevra e Lancillotto è quanto di più trash si potesse inventare; almeno fa che Ginevra si concede a Lancillotto con il benestare di Artù, che magari a malincuore lo vede come l’unica possibilità di avere un erede, ma metterli tutti e tre a letto insieme sa di pruriginosità gratuita. Da quello che ho capito, nell’unico momento in cui avrebbe avuto senso inserire del dramma ha preferito buttarsi sul softcore.

    La storia di Morgana me la immagino come una specie di Maleficent: ormai da potentissima strega a piattola è un attimo. Pensa che avevo addocchiato questo libro in libreria, ma un po’ per la mole e un po’ per diffidenza ho preferito lasciare perdere. Credo di aver fatto molto bene!

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    1. Ciao Daniele! Il tuo commento mi ha fatto morir dal ridere 😂
      Vedo che ragioni come me e hai detto due parole chiave: da dramma a softcore / da potentissima strega a piattola è un attimo.

      Morgana è proprio una Maleficent, paragone perfetto a cui non avevo pensato!

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    2. nel libro morgana non è una potentissima strega ma una sacerdotessa di un’antica religione in lotta, idealmente e legalmente, con l’avvento del cristianesimo
      la sua figura è in dramma perke all’inizio era stata manipolata dalla zia e ha commesso una colpa che non riesce a dimenticare, ma comunque fa parte di un retaggio che non può estirpare e che la porterà a malincuore a combattere la cosa più importante per lei: la sua famiglia che l’ha accolta quando lei aveva abbandonato tutto

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      1. Sì mi riferivo al cambiamento che mi pare di capire sia stato fatto sul suo personaggio da quello originale delle leggende: se nel ciclo arturiano Morgana è una strega con enormi poteri, mentre qui sembra proprio di no. Oltretutto è un personaggio che nel corso dei secoli si è talmente arricchito di tratti e caratteristiche, a seconda delle versioni, che non vedo perché doverne stravolgere la natura; ma d’altronde, essendo un personaggio di fantasia, si presta a essere reinterpretato a piacere.

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  4. cmq sei arrivato a metà libro, e sono solo 300 e passa pp LOL
    ho letto la threesome e la adoro, secondo me è una buona evoluzione dei personaggi, delle tematiche che governano quel mondo e del background che li governa; non bisogna dimenticare la disperazione di ginevra, la cultura di lancillotto e la (bi?)sessualità di artù che peraltro ha fatto cose peggiori in passato

    quindi il libro mi piace e sono scoppiato a ridere mentre leggevo il capitolo e capivo dove andava a parare xD

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  5. Io non sono riuscita a resistere fino alla fine: dopo la scena di sesso tra Morgana e Artù ho mollato il libro. Ciò che mi ha spinto a farlo, al di là della noia mortale della storia, è stato scoprire che il marito di MZB era un pedofilo e lei lo sapeva, e come se non bastasse sua figlia ha rivelato di essere stata vittima di abusi sessuali da parte della madre quando aveva qualcosa come 3/4 anni, durati quasi dieci anni.

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