Silmarillion Tolkien book

Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 8

Se ti fossi perso il precedente capitolo, lo trovi qui: Il Silmarillion: recensione, riassunto e spiegazione – parte 7

QUENTA SILMARILLION
(La storia dei Silmaril)

Capitolo 14: Del Beleriand e Dei Suoi Territori.

Questo capitolo è dedicato alla geografia del Beleriand, la terra in cui si svolgono i principali eventi del Silmarillion. Si tratta quindi di un contenuto molto descrittivo e che non riporterò qui. Il capitolo successivo è invece molto interessante ai fini del mio lavoro.

Capitolo 15: Dei Noldor del Beleriand.

Tolkien comincia il capitolo ricordando la storia di Turgon, che aveva scoperto grazie a Ulmo la valle nascosta di Tumladen. Turgon se ne innamorò immediatamente e iniziò a pensare di costruire una splendida città in quel luogo celato al resto del mondo.
Dopo la Dagor Aglareb, Tuor si decise. Chiamò a raccolta la sua gente e la condusse nella valle nascosta. Il suo popolo impiegò ben 52 anni a costruire la splendida città di Gondolin, che significa Roccia Nascosta.
Ulmo promise a Turgon che nessuno avrebbe mai trovato l’ingresso alla valle nascosta, ma lo avvisò di non affezionarsi troppo alla sua opera e che la vera speranza dei Noldor era legata a Valinor.
Inoltre, gli disse che la Maledizione di Noldor lo avrebbe colto un giorno, attraverso il tradimento. Infine, lo invitò a lasciare la sua armatura e le sue armi nel Nevrast, la sua terra, affinché un giorno la speranza di Gondolin non venisse misconosciuta.
Questo passaggio molto criptico è in realtà molto chiaro a chi conosce già la storia di Gondolin. Non lo spiegherò adesso, lasciandovi con il beneficio del dubbio sino al momento opportuno.
Tuor si trasferì così a Gondolin e ne divenne il re. Il suo popolo prosperò, così come la città, che è sicuramente fra le più belle mai esistite in Arda.

Quando Gondolin fioriva, Finrod Felagund stava costruendo Nargothrond, mentre Galadriel, sua sorella, dimorava nel Doriath, il regno di Thingol e Melian.
Qui Galadriel si confidò con la regina e le narrò delle Maledizione dei Noldor, così come dei Silmaril. La storia raggiunse le orecchie del re, che comprese il vero motivo dell’arrivo dei Noldor nel Beleriand e iniziò a vederli in malo modo.
Discusse poi con i figli di Finarfin, che lasciarono il Doriath per recarsi a Nargothrond.

Capitolo 16: Di Maeglin.

Aredhel, sorella di Turgon, non gradiva affatto l’isolamento di Gondolin, dato che era vietato abbandonare la città per poi tornarvi. Discusse con Turgon e alla fine decise di partire per esplorare il mondo e ritrovare gli amici di un tempo. Turgon la fece accompagnare, ma ella si perdette. Giunse infine nel Nan Emloth, un bosco fitto e assai poco frequentato, una Fangorn del Beleriand insomma.
Accadde che Eöl, un elfo solitario della stirpe dei Teleri, si accorse di Aredhel, che aveva deciso di dimorare nella foresta. Questi era un personaggio tenebroso, che amava fucinare e aveva quindi uno stile di vita simile a quello dei Nani. Dimorava nelle profondità della foresta, dove attirò Aredhel con i suoi incantesimi, visto che la desiderava. I due si sposarono e Aredhel fu felice per qualche tempo. Partorì Maeglin, che di aspetto era simile ai Noldor, mentre aveva il carattere di suo padre.
Lo seguiva nei suoi viaggi e lo aiutava nel suo lavoro, tuttavia amava le storie di sua madre sui Noldor e soprattutto su Gondolin.

In Maeglin sorse un folle desiderio di raggiungere la città proibita e iniziò a discutere con il padre, che odiava i Noldor.
Un giorno, mentre Eöl era in viaggio, Aredhel e Maeglin ne approfittarono per fuggire e andare a Gondolin. Quando Eöl tornò a casa scoprì cosa era successo e andò su tutte le furie. Iniziò così a braccare sua moglie e suo figlio. Questi trovarono Gondolin e furono accolti con tutti gli onori del caso, visto che Aredhel era la sorella del re, che ovviamente sorvolò sull’infrazione delle regole.
Maeglin rimase sconvolto dalla bellezza di Gondolin e in lui sorsero sentimenti contrastanti. Inoltre, si innamorò a prima vista di Idril, sua cugina, ossia figlia di Re Turgon. Ella era bellissima e ancora nubile.

Nel frattempo, Eöl fu catturato dalle guardie di Gondolin e portato al cospetto di Re Turgon. Questi lo accolse come un parente, tuttavia Eöl odiava i Noldor e rifiutò qualsiasi tipo di accoglienza, sfidando l’autorità del re. Fra i due sorse un’accesa discussione. Eöl incolpava i Noldor delle calamità occorse nel Beleriand e aveva ragione. Allo stesso modo aveva ragione Turgon, che ricordava a Eöl come la sua dimora fosse libera dal dominio di Morgoth grazie alle spade dei Noldor.
Alla fine, Turgon stabilì che il forestiero avrebbe avuto due scelte: vivere a Gondolin o morire a Gondolin, non avrebbe quindi potuto lasciarla.
Ovviamente l’orgoglioso Eöl scelse di morire a Gondolin e proclamò che la stessa sorte sarebbe dovuta capitare a suo figlio, sangue del suo sangue. Scagliò verso di lui un giavellotto che teneva nascosto, ma Aredhel si frappose fra questo e Maeglin e fu colpita alla spalla. La ferita non sembrava grave, tuttavia il giavellotto era avvelenato ed ella morì nella notte.
La reazione di Turgon fu ovvia e condannò immediatamente a morte Eöl, che fu condotto a un precipizio per essere giustiziato. L’Elfo maledì suo figlio, che non lo difese, augurandogli la sua stessa sorte. Così morì Eöl, mentre Maeglin divenne importante nella comunità di Gondolin, in quanto era un fabbro formidabile grazie agli insegnamenti di suo padre. Maeglin piaceva a tutti, tranne a Idril, che diffidava di lui. Maeglin la desiderava più di ogni altra cosa, ma sapeva che non avrebbe mai potuto averla, in quanto era sua cugina e il matrimonio fra parenti così vicini era proibito dai Noldor. Così, in lui sorsero sentimenti sempre più contrastanti, covanti nefaste intenzioni.

Così si conclude questo articolo, continuata a seguire il blog per leggere i prossimi!

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Al prossimo articolo!

Written by Federico Aviano

Ciao, grazie per avere visitato il mio blog! Sono nato nel 1996 e da sempre nutro una forte passione per la scrittura. Sono laureato in Scienze Politiche Sociali e Internazionali, curriculum di comunicazione, all’Università degli Studi di Bologna, dove attualmente frequento il primo anno di laurea magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa. Sono anche un lavorare autonomo, partita IVA: 03875991204. In particolare, mi occupo di consulenza sul web, web design, SEO, marketing web development e social media managing. Come anticipato, amo scrivere, specialmente su questo blog, dove tratto di temi che vanno dalle mie passioni alle mie competenze professionali. Sono anche lo scrittore di un libro fantasy in attesa di essere pubblicato. Nel frattempo, ho deciso di dare vita a una serie di racconti su Wattpad che tratteranno degli Imlestar, la razza da me inventata, del loro mondo e in particolare del protagonista della saga. Per capire meglio come funziona il blog ti invito a leggere i vari articoli che ho scritto, cercando nelle categorie 😄 Per maggiori informazioni, contattami!

15 comments

  1. Il riassunto è ben fatto e perfetto per sintetizzare tutto, ma devi correggere degli errori che penso siano tue sviste:
    “Ulmo promise a Tuor che nessuno avrebbe mai trovato l’ingresso….” e ” Tuor si trasferì così a Gondolin e ne divenne il re.”
    NN è Tuor, ma Turgon che diventa Re e a cui Ulmo fa l’avvertimento, Tuor entrerà nella storia di Gondolin dopo la guerra delle innumerevoli lacrime.

    ” Eöl incolpava i Noldor delle calamità occorse nel Beleriand e aveva ragione.” Perché dici che aveva ragione? a meno che tu nn dai la colpa a Feanor per la creazione dei Silmaril e aver generato il desiderio di Morgoth di rubarli e portare la guerra nel Beleriand, in questo caso hai scritto bene.

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    1. Grazie per avermi fatto notare le sviste e per avere commentato 😊
      Sulla seconda svista, incolpo molto Feanor per avere condannato i Noldor alla perdizione, anche se rimane uno dei miei personaggi preferiti

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      1. La seconda nn era una svista, volevo solo vedere perché davi ragione a Eol e infatti ti ho dato ragione per gli atti di Feanor

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