Norsemen, recensione: la parodia di Vikings

vikings toy ship

Un giorno stavo gironzolando sulla homepage di Netflix e ho trovato questa serie tv. Per chi non lo sapesse, amo le serie tv storiche, specialmente quelle ambientate in epoca medioevale.
Pertanto, non appena ho scoperto l’esistenza di Norsemen, una serie tv sui vichinghi, sono andato in visibilio. Avevo appena finito una stagione di Vikings, una di The last kingdom ed ero completamente nel mood norreno.

Comincio la puntata e noto delle battute diverse da quelle che mi aspettavo, bizzarre e molto lontane dai classici dialoghi fra vichinghi, duri e schietti.
Mi sembrava un canovaccio teatrale, un po’ ridicolo per certi versi.
Non appena ho visto degli anziani lanciarsi in un dirupo per morire ho capito che si trattava di una serie tv demenziale, di una presa in giro di Vikings.
Questa scena raccontata sembra macabra, in realtà mi sono accasciato dalle risate, perché l’aiutante dello jarl convince gli anziani vichinghi a buttarsi dal dirupo tramite delle argomentazioni ridicole. Ovviamente il suo obiettivo ultimo è disfarsi di questi pesi per la comunità, di bocche da sfamare.
La tematica è cruenta e darwiniana e si allontana molto dal mio pensiero. Ma resa in quel modo ha tolto qualsiasi mio freno inibitorio.

Le stesse sensazioni le ho provate nel corso di tutta la serie. Ridi per cose di cui non rideresti mai in una situazione reale, specialmente quando c’è di mezzo lo jarl, forse il personaggio più divertente di tutti.
Lo jarl è totalmente inadatto a ricoprire tale ruolo all’interno della comunità.
Egli è l’antitesi di un guerriero, di un governante, di qualsiasi figura che possa avere un’utilità sociale. Ma non è affatto stupido, è semplicemente imbranato e inadatto a fare qualsiasi cosa. E sembra evidente che, essendo l’unico dotato di un po’ di cervello, sia a capo della comunità.

Anche se non ami i Vichinghi, non puoi non ridere di fronte a Norsemen. Gli episodi, che durano una trentina di minuti, volano. Ho finito la serie in due settimane credo, senza mai annoiarmi.

E contrariamente a ciò che può sembrare, la trama c’è ed è pure ben strutturata. All’inizio pensavo che gli episodi fossero autoconclusivi, in realtà esiste un filo conduttore che li collega. In particolare, come in Vikings, Norsemen riprende l’evoluzione di una piccola comunità vichinga.

Gli stereotipi sono una delle componenti principi della serie, ma non si avvertono in modo negativo, anzi. Sono talmente ben congegnati che non ti aspetti cosa possa succedere. 

Questa è sicuramente la parodia più bella che abbia mai visto, specialmente perché fa ridere in quanto tale, senza forzature.
Le battute, le inquadrature, gli attori, i personaggi. le situazioni, sono tutti elementi che valgono la pena di essere visti.
Non posso che consigliarla caldamente!

Vi consiglio anche di guardarla in lingua originale, perché fa ridere pure il modo di parlare dei personaggi, che imita quello dei vichinghi.

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6 thoughts on “Norsemen, recensione: la parodia di Vikings

  1. Anche io guardo molte serie tv storiche e quando ho visto Norsemen ho seguito il ragionamento “sono vichinghi, sarò bello”. Ed è stato bellissimo, ho riso anche io tantissimo quindi non potrei trovarmi più d’accordo con quello che hai detto. Assolutamente demenziale ma comunque, stranamente, sensata. Spero davvero che altri la guardino perchè a mio parere merita molto.

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