Attacco al potere 3, recensione. I nerd conquisteranno il mondo

Sono andato a vedere questo film al cinema recentemente.
Contro ogni aspettativa, mi è piaciuto! Mi aspettavo qualcosa di totalmente trash, considerando che si tratta del terzo film in cui il presidente degli Stati Uniti rischia di venire ucciso durante un colpo di Stato.
Nonostante la trama sia scontata, l’ho trovata originale, un po’ diversa dal solito e soprattutto ho trovato un certo realismo nelle scene d’azione.
Niente di simile a Mission Impossible, insomma.

Il film non mi ha fatto distrarre dall’inizio alla fine, è totalmente adrenalinico e ha un ritmo infernale.
In sostanza mi è piaciuto molto, non stiamo parlando di un capolavoro, ma di un ottimo prodotto, specialmente per chi ama i film d’azione ambientati ai nostri giorni.

Gerard Butler è poi il soggetto perfetto per recitare in questi film. Tosto, ironico ed irriverente, si cala perfettamente nella parte di guardia del corpo.
Così come Morgan Freeman è un perfetto presidente degli Stati Uniti.
Questo duo, che è la colonna portante del film, è davvero magnifico.
Qualora ci fosse un continuo non mi dispiacerebbe, anche se ho paura che in questo modo la saga verrebbe rovinata.

Dopo questa breve introduzione sul film, veniamo al topic principale dell’articolo.

Leggendo la definizione di nerd su Wikipedia ci aspettiamo una figura esile, bianca come il latte, scarna, piena di brufoli e con gli occhiali.
Il termine è nato in senso dispregiativo per escludere dalla società questo genere di persone, considerate diverse perché la loro vita si aggrappa solo ed esclusivamente al mondo informatico e tecnologico.

Nel corso dei secoli, l’arte della guerra si è sempre più basata sulle conoscenze tecniche, piuttosto che sulla forza fisica dei singoli individui.
La guerra di secessione americana è stata la prima guerra moderna, dove la tecnologia ha vinto sulla strategia e sull’addestramento delle truppe.
Attualmente, abbiamo già raggiunto un livello dove non è più forte chi è più virulento, ma chi ha una migliore coordinazione occhio – canna del fucile oppure chi sa utilizzare meglio un joystick.
Non sorprende infatti che gli eserciti di tutto il mondo arruolino sempre più gamer che hanno vinto un campionato mondiale rispetto a un certo videogioco, perché ricercano la loro abilità nel controllare un remoto come un drone.

Ed ecco che la guerra assume contorni totalmente diversi, divenendo una sorta di Risiko in cui la bomba atomica è solo la punta dell’iceberg.

Il film mi ha lasciato senza parole rispetto a questo tema. Un’organizzazione composta da pochissime persone è stata in grado di mettere in ginocchio una Nazione come gli Stati Uniti.
Stiamo parlando di un film, è vero, ma il film è molto realistico da questo punto di vista e in cuor proprio ognuno di noi sa che potenzialmente qualcosa di simile è possibile.
Con un pc e un bravo hacker si può entrare in qualsiasi dispositivo digitale e manipolarlo a piacimento.
Questa frase rappresenta un fenomeno di portata immensa se pensiamo alla presenza della tecnologia nella nostra vita quotidiana. Ormai è presente in ogni oggetto, di questo passo avremo anche la tazzina del caffè digitale, che ci darà il buongiorno appena entriamo in cucina.

Non dico che questo film faccia riflettere sulle conseguenze della tecnologia come “Io Robot”, ma sicuramente è emblematico rispetto al nuovo modo di fare la guerra.
Credo infatti che ormai i militari in carne ed ossa contino il giusto, mentre i droni e gli altri dispositivi tecnologici contino enormemente di più.

La tecnologia sta conferendo un enorme potere non solamente agli Stati, ma anche alle singole società o organizzazioni, ma soprattutto, alle singole persone.

Ecco perché i nerd conquisteranno il mondo.

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15 Thoughts

  1. Non so se basti un solo hacker per entrare ovunque: di solito, i grossi colpi del genere sono frutto di grosse associazioni di talenti da tutto il mondo – anche perché non è che dall’altra parte (governi, banche, multinazionali) ci si affidi a un banale Norton Antivirus o al firewall preinstallato di Windows, anzi, di solito si arruolano talenti di pari livello.
    Diciamo che potrebbe essere un punto di semplificazione della realtà, ma non avendo visto il film e non essendo un esperto di abracadabra informatici, non mi spingo troppo oltre 😛

    1. Da quello che ho capito io in merito, ogni sistema di difesa é come un rebus. Puoi impiegare diverso tempo a risolverlo, ma prima o poi ci riesci.
      Non so se hai visto il film “The Imitation Game”, il concetto é simile.
      Poi certo, un singolo hacker impiegherebbe anni magari ad entrare in un sistema di massima sicurezza, mentre un team preparatissimo impiega qualche minuto

      1. Immagino che questo tipo di tecnica rallenti anche chi la usi, nei suoi attacchi… ormai siamo nell’ambito della stregoneria iniziatica, per me XD

  2. Diciamo che si tratta di un altro applicazione del principio della «Regina Rossa» che prende il nome dall’omonimo personaggio dei romanzi di Carroll Lewis: ella invita Alice a correre più veloce che può solo per restare ferma nella stessa posizione di partenza. Qualcosa del genere succede anche a livello evolutivo: prede e predatori si evolvono di continuo, ma nessuno dei due gruppi riesce a sopraffare totalmente l’altro, mantenendo così un equilibrio vitale. La stessa cosa può dirsi per la guerra moderna: di fronte a tanti potenziali hacker, ci sono, dall’altra parte della barricata, un egual numero di soggetti che provano a fermarli; naturalmente, non sempre tutte le difese funzionano bene, così come non tutti gli attacchi riescono e questo contribuisce ad assicurare un certo equilibrio.

      1. Ti ringrazio per i compimenti, in effetti è una teoria che si può applicare a diversi campi;)

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