Il vero senso e significato dell’amicizia vera

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Un tempo l’amicizia era un legame indissolubile fra due persone, basato su fortissimi rapporti di reciprocità.
Nel Medioevo, le persone rischiavano di morire quotidianamente.
Carestie, epidemie, guerre, erano calamità all’ordine del giorno in Europa.
Un pezzo di pane poteva fare la differenza fra la vita e la morte.
Allo stesso modo, un compagno d’arme poteva salvarti la vita sul campo di battaglia.
Ed ecco che in questa realtà spietata, i legami fra le persone erano fortissimi.
Magari erano basati su logiche di mutuo vantaggio, ma rimanevano incredibilmente potenti. L’amicizia era quindi aiutarsi fino in fondo e un amico era un bene preziosissimo.
D’altronde, nelle situazioni di estrema necessità i rapporti fra gli individui si consolidano.
Pensiamo anche alle confraternite e agli Ordini che nascevano in quegli anni, dalla necessità di unirsi per un obiettivo comune: sopravvivere.

Con il passare dei secoli, l’uomo ha avuto sempre meno problemi di questo genere, sinché non è giunto ai nostri giorni.
Attualmente nessuno di noi rischia la vita quotidianamente, non c’è nemmeno la necessità di creare rapporti umani, se non per rimanere soli.
Attualmente potresti avere una vita sociale basata sui social, molte persone ce l’hanno. In Blade Runner 2049, il protagonista ha un robot come migliore amica e amante, non è più un’ipotesi così remota ormai.
Lentamente, quello che era un legame fortissimo è diventato un legame sempre più debole.
L’amicizia si è ridotta ad essere compagnia o nei casi peggiori opportunità.
Perché?

Nel mondo moderno abbiamo quasi ogni cosa alla nostra portata e soprattutto abbiamo la possibilità di conoscere una miriade di persone ogni giorno.
Un tempo, l’uomo non andava in vacanza e la sua vita era circoscritta ad una certa realtà. Essere contro la propria comunità significava essere più vicini degli altri alla morte.
Ora non è più così, siamo in una situazione che posso riassumere in questo modo: “Morto un Papa se ne fa un altro.”

Giusto ieri sera raccontavo di una delle mie esperienze all’estero, di come abbia creato dei legami forti con le persone. È stato facile e il motivo è molto semplice.
Quando sei da solo, lontano da casa, ogni rapporto è importantissimo. Le persone si aprono, sono più gentili, più simpatiche, più disponibili.
Quando invece si trovano nell’ambiente quotidiano, conoscere una nuova persona e diventarle amica non è rilevante.
Il pensiero comune è: “Non mi sta molto simpatica a pelle. Chissene importa, ho già la mia cerchia di persone.” Ed ecco che la magia svanisce.
Io sono ancora all’antica. Vedo l’amicizia come un sentimento fortissimo, per cui sono disposto a fare qualunque cosa per un amico.
Do tutto quello che ho, non solo in termini materiali.
Amicizia per me significa anche fare notare agli altri ciò che sbagliano e spero che i miei amici facciano lo stesso con me.
Se non lo fanno loro, chi lo fa?
Però, purtroppo mi rendo sempre più conto che molte persone non la pensano come me, mi sento un fossile inadatto ai tempi moderni da questo punto di vista.

L’amicizia sta diventando un legame debole, al quale le persone sono disposte a rinunciare per tutti i motivi che ho detto.
L’amicizia sta poi divenendo un fenomeno a cicli.
A seconda delle convenienze, per un certo periodo le persone si frequentano, poi spariscono per lunghi periodi e poi tornano a frequentarsi come se nulla fosse.

Per non parlare del problema dei social. Le persone diventano numeri, statistiche.
Ho sentito diverse volte discorsi del tipo: “Lui non lo seguo perché peggiorerei il rapporto seguaci/seguiti.”
Oppure: “Anche se non è mio amico gli metto un like così magari ricambia”.
Aiuto!

La verità è che le persone sono sempre più sole, d’altronde se i legami perdono di intensità non può essere altrimenti.
Se ci bastassero i legami che abbiamo nella nostra vita reale non esisterebbero i social, i siti di incontri
E se qualcuno in un certo momento è debole o in difficoltà (capita a tutti nella vita) viene più o meno lasciato al suo destino, perché la ragione pone alle persone il seguente quesito più che legittimo“Perché dovrei accollarmi i problemi degli altri? Ho già i miei”

Mia nonna, cresciuta in un ambiente ostile e difficile mi ha sempre detto: “Ricordati Federico, nella vita non sai mai di chi puoi avere bisogno.”
L’ho sempre rimproverata di strumentalizzare l’amicizia, ma ora ho capito benissimo cosa intendesse.
Essendo appunto cresciuta in condizioni di estrema povertà, ogni rapporto sociale era importantissimo per la sopravvivenza.
E guarda un po’, mia nonna è la persona con più amici e amiche che io abbia mai conosciuto. Casa sua è un porto di mare.
Sarà un caso?

Qual è invece il tuo rapporto con l’amicizia?

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Al prossimo articolo!

13 comments

  1. Io sono molto disincantato sul tema amicizie.
    Io non so se mi dono a sufficienza nelle amicizie (anzi, sicuramente no), ma mi fido, mi fido sempre delle persone e penso sempre che i rapporti non siano gestiti dalla convenienza. Ma, una dopo l’altra, le mie amicizie finiscono e finiscono sempre per qualche mancanza lampante dall’altra parte, al punto tale che ormai preferirei che i rapporti semplicemente si allentassero e si perdessero organicamente.
    Inizio a pensare comunque che non bisogna chiudere i rapporti con nessuno, ma trovare persone affini sia molto, molto difficile. Almeno per me!

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    1. Intanto ti ringrazio tantissimo per il commento assai personale.
      Stai vivendo proprio il processo di affievolimento dei sentimenti di cui parlavo.
      Non conosco le tue amicizie, ma da quello che hai detto penso che il tuo modo di approcciarti non sia sbagliato, anzi.
      Piuttosto è la risposta alle delusioni che non mi convince. Sono d’accordo sul fatto che sia assai difficile trovare persone affini, ma non è necessariamente una cosa negativa. Ho amici molto diversi da me, con i quali mi trovo bene.
      Non mi trovo bene con chi ha perso la bussola dell’amicizia, ovviamente.
      Rispetto al non chiudere i rapporti con nessuno, dipende dalle situazioni. Essere bellicosi non porta a niente, se non all’esclusione, tuttavia prendere una posizione dinnanzi a una questione e arrivare ad una rottura è parte delle vita per me. Personalmente non riesco a fingere o a farmi andare bene situazioni che non mi piacciono. D’altronde sono un toro testardo 😅
      Per concludere, come dice il detto: meglio pochi ma buoni!

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  2. Quello delle amicizie è sempre stato un argomento un po’ delicato per me. Vivo in un piccolo paese, e da diversi anni ho tagliato i rapporti praticamente con tutti; ci ho provato, mi ci sono impegnato, a un certo punto avevo anche un buon cerchio di amici, ma alla fine mi sono reso conto di essermi infilato in una serie di rapporti tossici e malsani che mi facevano male e ho smesso di frequentarli. Fortunatamente a breve dovrei ricominciare a lavorare, e coglierò l’occasione per andarmene da qui e da tutta la gente che ci abita.
    In realtà non sono bravo a farmi degli amici; adesso ne ho pochi, ma di quei pochi so che posso fidarmi davvero. La mia casa non sarà mai un porto di mare (e tua nonna, un pochino, la invidio), ma va bene così.
    Però qualche anno fa sono stato un mese a Londra per uno stage, ed effettivamente in pochissimo tempo mi ero inserito in un bel gruppo di persone. Abitavamo in un ostello, ed eravamo un gruppo piuttosto eterogeneo in cui ero l’unico italiano ma che tutto sommato andava molto d’accordo.
    Per cui forse hai ragione, quando si ha bisogno diventa più semplice stringere legami; sembra un discorso cinico, ma probabilmente siamo stati fatti così dall’evoluzione.

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    1. Anche tu, come Giovanni, sei stato davvero disponibile a parlare di questo tema. Grazie!
      Non mi resta che augurarti buona fortuna per il futuro, sperando che cambiare ambiente sia positivo per te. Un nuovo inizio insomma!

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  3. Ti ringrazio per le tue belle riflessioni, mi hanno molto colpito. Non sono sicuro di poter dire che attualmente ci sia una crisi del concetto di amicizia…credo, più che altro, che siano venute meno molte circostanze per realizzare obiettivi comuni, che richiedono uno sforzo comune. Ritengo, purtroppo, che oggi ci sia una forte ascesa della paura del fallimento delle relazioni sociali (amicizie e legami sentimentali), al quale genitori e insegnanti spesso si dimostrano poco preparati, giudicandolo come il peggior incubo per i loro pargoli e gli allievi…mentre, in realtà, si tratta di un fenomeno comune con il quale bisognerebbe convivere serenamente (o almeno provarci).

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  4. Bell’articolo, Federico! Adesso che siamo nell’era de social, il concetto di amicizia si è ridotto a qualche like e basta. Quando sento dire “ho 2.000 amici su Facebook” (o una cosa del genere), vorrei chiedere “Ma se tu sei in difficoltà, o che hai veramente bisogno di aiuto, chi di queste 2.000 persone vorrà aiutarti? ” Al lavoro, ci sono molte persone che arrivano, rimangono 2-3 mesi, poi tornano nel loro paese: durante questi due mesi, si parla, si scherza e poi? Più niente, nonostante ci sia la possibilità di scriversi tramite mail o se ti chiedono il contatto su LinkedIn. Credo che molte persone siano diventate molto superficiali e considerano gli altri come dei kleenex. Personalmente, tento di avere un contatto frequente con gli amici veri o le persone incontrate in rete (come te) con le quali ho un buon rapporto. Ma forse sono un dinosauro anch’io.

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    1. Grazie davvero per le belle parole!
      Hai fatto emergere anche il discorso della globalizzazione, che ha contribuito a creare una maggiore rete di relazioni, le quali tuttavia per ovvi motivi di distanze diventano momentanee.
      Felice di avere trovato un altro dinosauro 😊

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  5. Bellissimo articolo.
    Mi ritrovo molto nelle tue parole. Per me l’amicizia è un valore molto importante.
    Ho una migliore amica, che per me è come una sorella e abbiamo questo rapporto (che si è consolidato negli anni) fin dall’asilo.
    Penso che in un rapporto di amicizia vera ci debba essere un costante scambio in entrambe le direzioni.
    È come una relazione sentimentale, deve essere coltivato costantemente.
    Per il resto è anche bello circondarsi di frequentazioni “più leggere” a mio parere.
    Non tutti i rapporti devono essere così intensi. L’importante è che sia così da entrambe le parti.
    Si esce insieme, ci si diverte e ci si saluta alla prossima volta.
    Comunque non le chiamerei amicizie quest’ultime, ma più frequentazioni

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