Intervista allo scrittore Alessio Filisdeo, NPS edizioni

il mistero di virginia hayley

Ciao Alessio, benvenuto sul mio blog. Come prima domanda ti vorrei chiedere: cos’è per te la scrittura?
Scrivere è parte della mia vita, lo faccio come mestiere e con passione. È grazie all’essere scrittore che vivo la vita con serenità.

Per te essere uno scrittore è più un mestiere o un hobby?
Affronto la scrittura come un mestiere, ma ancora non posso vivere solamente di quello, infatti faccio un altro lavoro. Il mio sogno è riuscire a vivere come scrittore, ma ammetto che inizialmente la scrittura era solamente un hobby.

Qual è la formula magica per scrivere bene, secondo te?
Per scrivere bene bisogna leggere molto, questo è il segreto. Leggendo impari a conoscere tutti i modi di dire, i trucchi del mestiere, ampli il tuo lessico e le tue conoscenze.

Come è iniziato il tuo percorso da scrittore? Hai compiuto degli studi?
Ho cominciato da ragazzo. Andavo alle scuole superiori e scrivevo qualche racconto classico, stile Signore degli Anelli. Poi a un certo punto mi sono reso conto che non stavo inventando nulla. Così ho deciso di passare al genere gotico, cominciando a elaborare un mio stile personale.

Rispetto alla scrittura sono autodidatta, preferisco leggere i grandi classici, piuttosto che studiare.
Ho però fatto tesoro dell’opinione dei critici, specialmente degli editori.
Sicuramente il mio stile deriva dai grandi classici e qui mi ricollego al discorso sull’importanza di leggere, prima di scrivere.
La mia principale ispirazione rispetto alla semantica è sicuramente Charles Dickens. Penso che sia l’autore classico più “commerciale” che esista, perché già all’epoca poteva essere capito da chiunque. Penso che la sua sia una strategia vincente, perché nonostante appartenga a un’altra epoca non risulta pesante ai giorni nostri.
Personalmente la penso come te. Gli autori vincenti sono quelli che riescono a farsi capire da tutti e rimangono eterni e, leggendo Il Mistero di Virginia Hayley, ammetto che il tuo stile mi ricorda molto quello di Dickens.
Come ho detto nella recensione, scrivi come un autore tardo ottocentesco, ma non risulti pesante alla lettura e più che mai attuale.

Parlando proprio del tuo libro, come è nata l’idea di scriverlo?
Sono un grande fan dei classici dell’800 e l’idea è nata dopo avere letto La Lega Degli Straordinari Gentlemen, una graphic novel che riunisce i più grandi personaggi dell’epoca vittoriana.
Volevo fare qualcosa del genere, non sfruttando però dei personaggi noti, piuttosto usando degli archetipi che si sono persi.
Ho usato l’impronta di questo romanzo, ma poi ho cercato di dare una caratterizzazione personale, specialmente rispetto ai personaggi, non rendendoli bianchi o neri, ma umani.

A che genere appartiene Il Mistero di Virginia Hayley secondo te? Te lo chiedo perché avendolo letto ho notato la presenza di svariati elementi.
Gotico, perché la sua particolarità sta nel metter il lettore davanti al binomio mondo reale / superstizione.

Rispetto a questo argomento, hai compiuto degli studi riguardanti gli aspetti religiosi che hai inserito?
Assolutamente sì, non scrivo mai nulla alla cieca perché intendo rispettare il lettore.
Nel caso della mitologia egizia ho compiuto delle ricerche e ho deciso di inserirla nel libro per coerenza rispetto alla belle époque. C’era quindi un precedente storico che ho voluto utilizzare, ma ho voluto anche essere originale, dal momento in cui la mitologia egizia è poco trattata dal punto di vista letterario attualmente.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere il libro? Eri soddisfatto del risultato finale?
Ho impiegato circa sei mesi di scrittura, più un mese per la revisione.
Ero soddisfatto della prima scrittura, ma nonostante avessi concluso la storia, mi sembrava che fosse qualcosa di già sentito. Ho aspettato tre anni prima di pubblicare il libro, limando l’aspetto dell’originalità.
In particolare, ho aggiunto più elementi della mitologia egizia e tolto qualche elemento occidentale. Inoltre, ho aggiunto un altro capitolo al finale.
Complessivamente sono assai soddisfatto del risultato.

Hai quindi preferito puntare sulla qualità, piuttosto che sulla quantità? Mi riferisco anche al fatto che il libro conta circa 200 pagine.
Solitamente non comincio a scrivere per arrivare a un totale di pagine prestabilito, preferisco scrivere una storia senza pormi problemi relativamente alla lunghezza. Quando arriva il momento di chiuderla, lo faccio senza aggiungere elementi superflui. E credo che questo sia un grosso problema nel panorama letterario attualmente, perché si tende a raggiungere un certo numero di pagine forzatamente.

Hai ricevuto aiuto da qualcuno quando hai scritto Il Mistero di Virginia Hayley?
Purtroppo quando scrivo sono sempre solo, mi fa ridere la cosa e ci rifletto spesso.
I miei amici mi dicono che dovrei accettare il loro aiuto, ma preferisco ascoltare solamente il parere dell’editore, non ci sono intermediari.

Ci sarà un seguito del libro?
Al momento non è previsto, anche perché si tratta di una storia autoconclusiva. In più, i seguiti non sono garantiti nell’ambito editoriale. Cerco sempre di concludere la storia, specialmente nel rispetto dei lettori.

Quali sono i punti di forza del Mistero di Virginia Hayley e quali quelli di debolezza?
Allora, i punti di forza riguardano in particolar modo la scrittura, lo stile, di cui vado molto fiero e che ha richiesto anni di lavoro per perfezionarlo.
I contro potrebbero riguardare la natura stessa del testo. Ovvero penso che a parte il lavoro rispetto alla tematica dell’Egitto non ci sia niente di originale in modo assoluto. Il connubio di fattori potrebbe rappresentare qualcosa di già visto e già sentito.
Come anticipato, non intendevo inventare niente, ma dare la mia versione della storia rispetto al contesto vittoriano e ai suoi archetipi.

Perché qualcuno dovrebbe comprare il tuo libro e leggerlo?
I fan del genere gotico potrebbero apprezzarlo molto, perché ricercano i cliché, che si aspettano e che ovviamente troverebbero nel Mistero di Virginia Hayley. Quando ho scritto il libro avevo in mente una fascia di pubblico del genere.

È stato facile riuscire a pubblicare il libro?
Non è stato semplice per due motivi. Il primo è dovuto al fatto che in Italia il genere gotico non vende, è molto di nicchia.
Il secondo motivo concerne la figura del vampiro, perché è stata talmente inflazionata che gli editori la guardano con fastidio e circospezione (si pensi alla saga di Twilight).
Io sono il primo che ha dei dubbi quando vede un nuovo libro sui vampiri.

Per quanto riguarda la ricerca dell’editore, un buon metodo per farsi conoscere come scrittori è usare i social. Avere una pagina con tanti follower conta, gli editori si informano e ricercano un profilo vincente per la promozione.
Dal punto di vista dell’invio del manoscritto, l’ho inviato a tappeto.
Ma ti confesso che l’ostacolo del genere gotico non è stato facile da superare.

Perché hai scelto la NPS come casa editrice?
Ho scelto NPS perché era l’unica davvero interessata a un romanzo di genere gotico. Per una volta non sono stato io a cercare la casa editrice, ma è stata lei a cercare me. Avevo quasi messo una pietra sopra al Mistero di Virginia Hayley, quando ho visto l’annuncio di NPS e ho deciso immediatamente di mandare il romanzo.
Oltre al mutuo interesse rispetto al genere, la NPS è una casa editrice validissima per la promozione, che effettua partecipando agli eventi o organizzandoli. Questo aspetto è spesso sottovalutato dagli scrittori, ma è fondamentale.

Se dovessi definire il panorama editoriale italiano con una parola, quale useresti?
Gli editori hanno paura di investire. Ci sono sempre più scrittori e meno lettori.
I grandi editori non rischiano più, i medi rischiano, ma fino a un certo punto e la piccola editoria sta stramazzando. Basta guardare le classifiche di Amazon per capire di cosa parlo: ci sono sempre i soliti libri, i soliti titoli e generi.

E cosa mi dici rispetto al panorama letterario?
Vedo una bella varietà, ma poca di questa varietà arriva nelle librerie, nei cataloghi di internet.
Gli autori faticano a trovare un editore e spesso optano per l’autopubblicazione.
Io invece credo ancora nell’editoria, ma c’è tanta strada da fare.

Hai in mente di scrivere altri romanzi?
Sì, sono un vulcano di idee, scriverei 24 ore su 24. Al momento sono al lavoro sul sequel di Fairfax & Coldwin. Si tratta di un romanzo gotico che ha riscosso un buon successo.
I lettori da anni mi chiedono un sequel e ho infine deciso di cominciarlo.
Una volta finito, ho tanti altri progetti in mente. Ho inoltre due romanzi nel cassetto, pronti per essere pubblicati e in attesa dell’occasione giusta.

Ed ecco giunta la fine dell’intervista. Posso dire che Alessio è uno scrittore davvero valido, che va dritto al sodo sia quando scrive, che quando parla. 
Oltre al Mistero di Virginia Hayley ha scritto diversi altri libri. Vi lascio sotto i suoi contatti per vedere come lavora.
Vi consiglio la sua pagina Facebook che io stesso seguo, da far venire i brividi!

Link:

Per maggiori informazioni su NPS edizioni: 
Concorso letterario nazionale Misteri d’Italia, tutte le informazioni
Inizio della collaborazione con la NPS edizioni

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17 thoughts on “Intervista allo scrittore Alessio Filisdeo, NPS edizioni

  1. Sono d’accordo con la necessità di leggere…permette di costruire un proprio stile e di orientare la nostra scrittura verso la scelta di questo o di quel tema da approfondire a propria volta…

  2. Per poter scrivere è fondamentale leggere in modo osservare lo stile altrui e trovane uno proprio col tempo e l’esercizio. Stranamente la gente sembra ignorare questa cosa e cerca di scrivere senza neanche leggere. Ottima intervista!

    1. Ti ringrazio intanto per il commento!
      Oltre alle cose giuste che hai detto, secondo me é fondamentale leggere anche per trarre ispirazione dal lavoro altrui.
      Lo stesso Tolkien si é ispirato alle leggende nordiche, non ha inventato niente da zero

  3. Fai benissimo a pubblicizzare gli autori emergenti: l’ho fatto anch’io più e più volte, perché sono consapevole che per loro anche un minimo di pubblicità può fare la differenza tra esaurire le poche copie del loro romanzo o vederle tristemente finire al macero. E in alcuni casi sarebbe stato un vero e proprio sacrilegio.

      1. Sì, ma immagino che un’idea sul genere a cui appartiene ce l’avrai… vabbè, vuoi fare il misterioso. Grazie per la risposta! 🙂

      2. Non volevo fare il misterioso, scusami!
        Si tratta di un fantasy storico e spero di ricevere la risposta della CE il prima possibile.
        A quel punto sapremo tutti di più 😄

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