Cloude il portale, il romanzo d’esordio di Giovanni Di Rosa, recensione

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Seguo il blog di Giovanni, l’autore del libro, da parecchio tempo.
È un ragazzo molto simile a me per interessi, gusti, passioni e voglia di mettersi in gioco.
Condividiamo più o meno gli stessi progetti e in merito alla scrittura, è riuscito a pubblicare il suo primo libro.
Oltre a rinnovare il mio in bocca al lupo, vorrei soffermarmi sull’idea straordinaria che ha avuto.
Non è la prima volta che sentiamo parlare di altre realtà, di realtà digitale. Il primo esempio cinematografico che mi viene in mente a proposito è Ready Player One, mentre dal punto di vista letterario penso a Hyperversum, un libro fantasy-videogioco.

Tuttavia, nessuno ha mai pensato a ciò che Giovanni ha ideato brillantemente.
Leggete la sinossi seguente per capire di cosa parlo.

Sinossi

Immaginate di trovare un mondo in cui poter fuggire quando realizzate che la vostra vita non ha sbocchi. Cloude è una dimensione parallela, piena di magia e sorprese. Un mondo in cui Susan Woods si imbatte per caso, nel momento in cui si rende conto di non avere le risorse per perseguire i propri sogni. Il contesto in cui vive e l’assenza di prospettive diventano insopportabili per lei, che inizia a desiderare di fuggire da tutto. L’universo senziente di Cloude percepisce il suo richiamo e le permette di evadere dalla realtà che ha sempre conosciuto, per scoprirne una nuova. Nella realtà pacifica di Cloude, tuttavia, le cose sono cambiate e quello che è sempre stato un luogo sicuro e pacifico è, adesso, colmo di insidie, specialmente per gli esuli degli altri mondi. Tre portentosi stregoni, infatti, danno la caccia ai nuovi arrivati su Cloude, convinti di essere gli unici in grado di portare il progresso.
Per ogni trasformazione è necessario un sacrificio, ma non mancherà chi sarà disposto a lottare per la pace.

L’espressione che più mi è piaciuta è “immaginate di trovare un mondo in cui poter fuggire”. Credo che tutti noi, almeno una volta nella vita, proviamo questo forte desiderio irrealizzabile.
Ma non in questo libro, che accentua quelli che sono i problemi della vita degli individui e non li nasconde.
In una realtà dove domina l’apparenza, la vita degli altri sembra perfetta ai nostri occhi, specialmente quando girovaghiamo sui social, ma spesso non è così.
Giovanni ce lo ricorda con Cloude, ci sbatte in faccia la realtà.
Cloude, un miglior amico che ti soccorre e salva nel momento del bisogno.

Mi è venuto in mente questo brano a mio parere stupendo, dei Brothers.

Vi invito a riflettere sul testo e a trovare le analogie con Cloude.

Detto ciò, la trama diventa intrigante con l’alterazione dell’equilibrio di questo universo senziente a causa degli stregoni, i quali vogliono imporre il loro ordine.

Ora passiamo all’estratto e a un breve commento da parte mia.

Estratto: 

Il freddo, prima soltanto lievemente percepito, sulle gambe nude, si trasformò in una sensazione reale. Susan si ritrovò, all’improvviso, in un luogo diverso.
Non era più nello scantinato. In quella familiare stanza con la moquette lisa e la carta da parati ingiallita dal tempo.
Non era più in quel luogo con le mura crepate e la lavatrice che osservava silente la massa di scatoloni che si erano ammucchiati negli anni.
Adesso era in un bosco. Una dozzina di alberi si stagliavano davanti a lei. E dietro di lei non c’era più niente. Non c’era più il portale che l’aveva fatta finire là dentro. Cercò di non sprofondare nel panico. Magari stava ancora sognando, magari era vicino casa e in breve avrebbe ritrovato la strada.
Tuttavia qualcosa la fece trasalire. Guardò giù e notò qualcosa di sorprendente. Stava camminando su una superficie morbida. I piedi affondavano in un terreno soffice, senza veramente sprofondare. Sentiva una sensazione di sospensione. Ma più di tutto notava che i suoi piedi si confondevano in quella che, a tutti gli effetti, sembrava una nuvola. Camminava su un manto di nuvole. Non ci volle molto. Ancora una volta la sua testa ritornò a “Cloude”. In qualche modo si convinse di essere giunta nel mondo di cui aveva iniziato a leggere quel giorno.
Era in una dimensione dove si camminava sulle nuvole ed esistevano portali in grado di farti viaggiare da un mondo ad un altro. Non seppe, in quei momenti, se percepisse più lo stupore o il freddo, che iniziava a intirizzirla.
Il buio era fitto e solo quella che sembrava essere una luna dorata rischiarava appena l’ambiente circostante, permettendole di scorgere i possenti alberi nodosi, che la attorniavano.
Desiderò per un attimo di indossare abiti più pesanti della sua camicia da notte. Soltanto quello: vestiti più pesanti. Per un attimo non desiderò nient’altro.
Provò a scuotersi, a darsi un pizzicotto, poi. Ma niente. Non stava dormendo. Non poteva essere nemmeno quella la via di fuga dalla situazione in cui si era cacciata per via della sua stupida curiosità.
Ansimò, angosciata, ritrovandosi inerte, di fronte a un ambiente che non conosceva e che la faceva sentire indifesa, così come si era sentita indifesa nei travagliati sogni di quella notte.Tutto di quell’atmosfera lugubre la intimoriva. Gli stessi rami, illuminati debolmente da quel satellite dorato, sembravano lunghe mani pronte ad afferrarla, artigli pronti a ghermirla.Forse era solo la suggestione.
Ma Susan stava provando una delle sensazioni più naturali per un essere umano: aveva paura di ciò che era ignoto. Era terrorizzata da quel posto oscuro e sconosciuto.Un brivido le percorse la schiena. Tremò per un istante. Il pianto era ormai vicino.
Si sentiva frustrata; si rendeva conto di non sapere né come né dove fuggire, né tanto meno immaginava come sarebbe potuta ritornare a casa.
Mi è piaciuta molto la transizione fra la nostra realtà e quella di Cloude, avvenuta senza tanti rigiri, in modo rapido e pulito.
E ancora di più mi è piaciuto il fatto che Susan si ritrova su un tappeto di nuvole.
Dal punto di vista dello stile, apprezzo la resa della sensazioni della ragazza, sembra di essere lì con lei e di provare le sue emozioni.
In particolare, la resa della paura dell’ignoto è magistrale.
In conclusione, definirei Cloude il Portale come un fantasy 3.0: innovativo, originale e proiettato verso il futuro.

Potete acquistare il libro a questo link. 

Vi consiglio anche questo libro, di un autore emergente.

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Al prossimo articolo!

13 comments

  1. Grazie mille, Federico. Sono felice della tua stima. E, te lo dico da adesso, sarò sempre disponibile per parlare dei tuoi progetti.
    Tengo in particolar modo a cuore il tuo commento sull’originalità del romanzo. Era una cosa a cui tenevo e in cui, spero, di essere riuscito.

    Piace a 2 people

    1. Grazie per la disponibilità, anche io spero di pubblicare il mio libro prima o poi 😁
      La tua idea è molto originale. Quando ho visto che parlavi di una nuova realtà ho pensato a qualcosa di già visto. Poi sono andato avanti e sono rimasto senza parole.
      Sei riuscito nel tuo intento 😉

      Piace a 1 persona

      1. Sì, in generale non mi pongo il problema del “già visto”. Per dire, se sentissi di scrivere qualcosa su draghi o vampiri, lo farei tranquillamente. L’importante è dare qualcosa di tuo. Andando avanti a scrivere Cloude, però, ho capito che era qualcosa di significativamente diverso da realtà come Narnia o simili.

        Piace a 1 persona

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