il ciclo del marinaio di Domenico Elia

Il ciclo del marinaio, degno erede italiano di Tolkien

Seguo sin dai primi momenti su WordPress il blog di Domenico, a cui mi sono appassionato non solo perché amo Tolkien, ma anche perché Domenico è una persona umile e incommensurabilmente colta, che mette a disposizione il suo sapere.

Detto questo, scrivo questo articolo rispetto al suo libro inedito, che tratta delle vicende di Numenor.
Domenico ha ultimato il lavoro che Tolkien non è riuscito a finire per mancanza di tempo e che nemmeno il suo erede ha osato terminare, forse per la complessità dell’opera. 
Domenico ha studiato l’autore fantasy più importante al mondo, ha raccolto gli scritti in su Numenor e li ha ampliati.
Mi impressiono ogni volta che leggo un pezzo tratto dal suo libro, perché se non sapessi che lo ha scritto Domenico, penserei che è stato Tolkien a farlo.
Lo stile è infatti pressoché identico, epico, descrittivo ed estremamente narrativo.

Mi tolgo il cappello di fronte al lavoro di Domenico, perché scrivere come Tolkien è difficilissimo, così come unire tutti i pezzi di un puzzle che l’inventore di Numenor aveva accennato a grandi linee.

Numenor è un punto di collegamento cruciale per le opere di Tolkien, un crocevia che collega insieme eventi, luoghi e personaggi, come: i Valar, Arda, La Terra di Mezzo, gli Elfi, Sauron, Isildur e la stirpe dei Re…
Insomma, senza Numenor non avremmo il Signore degli Anelli.

Per chi fosse un amante del mondo di Tolkien, ma non sapesse cos’è Numenor, si tratta di un’isola ad Ovest della Terra di Mezzo, dove dimorano i Numenoreani, la razza più potente e longeva degli uomini.
I Numenoreani hanno dato vita a una società complessa, avanzata tecnologicamente e inarrivabile sotto diversi punti di vista.
Ma questo regno idilliaco è destinato a tremare di fronte alla minaccia proveniente da est, di fronte a Sauron l’ingannatore.

Sauron, il cattivo più bello che esista secondo il mio modesto parere, è una delle figure più importanti dell’opera di Domenico, insieme ad Erfea, il protagonista da lui inventato.
Erfea conoscerà i principali personaggi Tolkeniani del contesto e vivrà diverse avventure ed eventi in prima linea.
Mi ricorda tantissimo Tuor, il protagonista della Caduta di Gondolin. Ma mi ricorda per certi versi anche il più noto Aragorn.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare rispetto al lavoro di Domenico sono i disegni, sensazionali. Credo che lo stesso Alan Lee la penserebbe come me, perché sono incredibili, specialmente i ritratti dei personaggi.

Prima di lasciarci vorrei confessare che quando ho visto per la prima volta il lavoro di Domenico ero scettico. 
Credevo che nessuno potesse osare di mettere mano sulle opere di un mostro sacro come Tolkien.
Dopo avere visto come Domenico scrive, come cura maniacalmente ogni singolo dettaglio, mi sono immediatamente ricreduto.
Il degno erede italiano di Tolkien secondo me è Domenico.

Per altri articoli su Tolkien, guardate sotto:

Perché leggere Il Signore degli Anelli?

Beren e Luthien – recensione. La storia d’amore di Tolkien.

Lo Hobbit, recensione e confronto fra il libro e i film

Il Signore degli Anelli Avventure nella Terra di Mezzo, recensione e regole

La Caduta di Gondolin, recensione dell’ultimo libro di Tolkien

Il Silmarillion, recensione, riassunto e spiegazione – parte 1

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