le cronache del mondo emerso la saga completa

Le Cronache del Mondo Emerso, la saga completa, recensione

Mi sono detto: “Se vuoi conoscere il fantasy fino in fondo, è giusto leggere la Troisi, l’autrice che ha inaugurato su larga scala il fantasy italiano”.
Così ho fatto e ho imparato tanto.
Ho imparato come non scrivere un fantasy. Avete letto bene, terminare la lettura di questa saga è stato un salasso, ma non voglio essere drastico, ci sono comunque delle note positive.

Ricordiamoci che la Troisi ha scritto questa saga quando era molto giovane e l’ha pubblicata più di dieci anni fa.
Il modo di scrivere fantasy dell’epoca era completamente diverso da quello di adesso.
Mentre ora siamo vicini a una sceneggiatura / scrittura stile serie tv, all’epoca i libri si basavano su lunghe descrizioni, su una miriade di informazioni di cui molte superflue e su una tecnica lontanissima dallo show don’t tell dei giorni nostri.
La Troisi descrive infatti minuziosamente tutto ciò che tratta, troppo minuziosamente.
Il punto critico del libro, da questo punto di vista, è stato quando ha dedicato lunghissimi capitoli a ciascuna delle otto Terre dove la protagonista si reca per completare la sua missione, il cui scopo è sconfiggere il Tiranno.

Già, il Tiranno, il personaggio più bello e tirato via della saga. 
Non so perché, ma la Troisi ha dedicato pochissimo spazio a questo cattivo così ben congegnato e diverso dagli altri. Peccato.
Tuttavia, gli altri protagonisti della saga sono descritti e trattati magistralmente, lo riconosco. Sappiamo vita, morte e miracoli di loro, conosciamo ogni loro sensazione, ogni loro aspetto a menadito.
Da questo punto di vista, credo che la Troisi fosse più adatta a scrivere altro, un romanzo di formazione ad esempio, ma non fantasy.
Si percepisce che è preparata sull’argomento, che ha studiato e che è appassionata. Ma in questa prima opera non è bastato.
Quando scrivi un libro basato su scontri, guerre, combattimenti, fughe, ecc. e tutte queste parti le tiri via, le risolvi in un attimo, dovresti capire che qualcosa non va.
Il libro si concentra infatti principalmente sui dialoghi fra i personaggi e sui loro stati d’animo. Il resto conta poco.
Ne risulta che ti appassioni tantissimo a loro, ma manca tutto il resto.

Nell’elenco in rosso ho citato le battaglie. Non importa scrivere l’Iliade, ma quello che scrivi, curalo.
C’è differenza fra: “Nihal prese la spada e uccise il suo avversario” (invento perché non mi ricordo a memoria la citazione, ma non mi discosto tanto dalla realtà di tutto il libro) e: “Nihal avvinghiò l’elsa della spada in un ultimo e disperato tentativo di sconfiggere il suo avversario, il cui ghigno prometteva morte.” Ho inventato, ma si nota subito la differenza fra uno stile descrittivo e l’altro.

In generale, ho provato pochissime emozioni, anche nei momenti più importanti e ricchi di colpi di scena. Probabilmente lo stile della Troisi non mi ha trascinato dentro alla narrazione, sono sempre rimasto uno spettatore passivo durante la lettura.

Sono abbastanza certo che ora come ora la Troisi non avrebbe mai pubblicato Le Cronache, un’opera troppo infantile e piena di errori, la concorrenza l’avrebbe schiacciata.
Io stesso mi sono accorto di quanto lo stile cambi maturando, nel giro di qualche anno.
Quando parlo di infantilità, mi riferisco anche ai personaggi, specialmente alla protagonista.

Sono comunque assai curioso di leggere Le Guerre del Mondo Emerso, per capire se e come lo stile della Troisi sia cambiato.
Il gran peccato è che il materiale da lei inventato e di cui dispone è infinito ed estremamente interessante. È riuscita a far coesistere tantissimi elementi che onestamente non ho mai trovato tutti insieme in un altro fantasy.
Questo enorme potenziale, in questa prima opera, non l’ho visto pienamente sfruttato.
E sono convinto che se la Troisi avesse aspettato a pubblicare Le Cronache, se le avesse riviste un po’ più a fondo, sarebbero state un capolavoro senza tempo.

Leggendo i Ringraziamenti alla fine del libro, ho scoperto poi che nella stesura del finale è stata aiutata da un amico. Si vede, perché il finale è scritto male, improvviso, in parte insensato e lascia con l’amaro in bocca. 
Quando scrivi una saga così lunga devi sapere prima come farla terminare, non puoi ridurti all’ultimo e improvvisare, perché si nota e il risultato non è buono.

Mi dispiace essere stato così critico, ma un minimo di sfogo dopo centinaia di pagine di frustrazione me lo volevo concedere. E, ripeto, la mia frustrazione è dettata dal fatto che la stessa opera, curata meglio, sarebbe stata perfetta.
Ho tantissimo da dire rispetto alle Cronache del Mondo Emerso, ecco il video dove spiego nel dettaglio tutti i punti critici della saga (con spoilers).

Vorrei infine spezzare una lancia a favore della Troisi.
Tutti coloro che sostengono che scriva male in italiano si sbagliano di grosso. L’autrice gestisce i vocaboli con maestria, il lessico è ampio e non ci sono errori di sintassi o di altro genere.

Ecco i successivi articoli dedicati alla Troisi:

Le Guerre del Mondo Emerso – La setta degli Assassini – recensione

Le Guerre del Mondo Emerso, Le Due Guerriere, recensione

Le Guerre del Mondo Emerso, Un Nuovo Regno, recensione

Come evitare il problema del show don’t tell: mostra, non raccontare

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