Cos’è il blasting?

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Il blasting è un termine ormai sulla bocca di tutti, conosciuto e ammirato specialmente grazie alla figura di un noto giornalista italiano. 
Ma che cos’è?

Il blasting è una tecnica che consiste nell’insabbiare il proprio interlocutore, umiliandolo profondamente e distruggendolo.
Per essere tale, il blasting non deve sfociare nella volgarità, deve essere sottile.
Questo perché coincide con un tipo di linguaggio adottato da persone colte che amano sfoggiare le loro doti oratorie nei confronti di coloro che non si sono potuti permettere un elevato livello di istruzione per tanti motivi (capacità intellettive, possibilità economiche e di vita)…

Lo definirei quindi come un nuovo tipo di bullismo, specialmente digitale, che aumenta l’autostima di pochi eletti blastatori e di coloro che li sostengono. 
È divertente, talmente divertente che esistono pagine Facebook con migliaia di iscritti che sponsorizzano questo fenomeno e mostrano come alcuni paladini sono in grado di blastare le persone.
Persone che, è il caso di dirlo, spesso scrivono post e commenti illeggibili sia dal punto di vista del buon costume, sia dal punto di vista della grammatica e viene spontaneo canzonarle.
Ma io credo che se ognuno di noi dovesse fare il pignolo per ogni errore altrui, non vivremmo, oppure vivremmo nel terrore di essere blastati, attendendo il momento proficuo per vendicarsi.

Come è facile essere i beniamini del web sfoggiando le proprie doti linguistiche ed intellettive! 

Avrete capito che il blasting non è un tipo di approccio che amo, soprattutto se applicato in sfere pubbliche e sui social, dove non si conosce nemmeno la persona con cui si ha a che fare.
Ma non sono un santo. Io stesso ho adoperato tecniche di blasting nei confronti di persone che, nella vita esclusivamente privata, mi hanno fatto molto arrabbiare, per non usare altre parole, salvo poi pentirmene.
Mi sono pentito perché si vince facile con il blasting. Se sei più colto del tuo interlocutore, più abile a parlare, vincerai sempre a parole. 
E non penso sia giusto, perché credo molto nel “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
Non mi piacerebbe infatti essere blastato in mancanza degli strumenti per difendermi.

Questo è forse il primo articolo del blog dove sono fortemente polemico e contro un argomento di attualità.
Sinceramente, assistere a certe baggianate non mi fa piacere e prima di chiudere l’articolo vorrei esplicitare un concetto semplice che mi sta molto a cuore, conosciuto più o meno da tutti e tratto da un noto film Marvel: grandi poteri comportano grandi responsabilità.
Non facciamoci mettere in piedi in testa dagli altri, ma non abusiamo del nostro intelletto per schiacciarli, è effimero.
Per non parlare dell’effetto boomerang / karma: il blasting torna sempre indietro. 

Al prossimo articolo!

 

17 comments

  1. In linea di principio sono d’accordo con te. La cultura dovrebbe essere un mezzo per essere tollerante e imparare a sviluppare le proprie idee senza diventare aggressivo nei confronti degli altri. I social, tuttavia, oggi sono ricolmi di pareri così superficiali da farmi fortemente sospettare che la scolarizzazione di massa deve aver mancato i suoi obiettivi, evidentemente. Quale soluzione si potrebbe immaginare? Domanda da un milione di euro, naturalmente, però vorrei provare ugualmente ad offrire il mio personalissimo contributo: 1) evitiamo, tutti, di dare pareri su questioni sulle quali non siamo competenti; 2) cerchiamo sempre di rispettare il nostro interlocutore adoperando un linguaggio civile. Detto questo, non posso fare a meno di pensare, qualche volta, che i social siano diventati un rigurgito di offese gratuite…e che non è facile difendersi da queste.

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  2. Non sono a favore dell’insulto, mai, ma a leggere alcuni commenti a volte il blast serve. Purtroppo c’è la tendenza, ultimamente, a sentirsi dei tuttologi, anche senza avere effettivamente delle competenze in determinati ambiti. Troppo spesso si legge di persone che, nonostante abbiano magari solo la terza media (non che voglia screditare chi ha questo titolo di studio, per carità) e che abbiano acquisito le loro conoscenze solo sui social o su siti di fake news pretendono di far lezione a scienziati, giornalisti o comunque a persone che, in quegli specifici ambiti, hanno competenze e conoscenze ben riconosciute. Ben vengano quindi, in questi casi, persone come Burioni o Mentana, che rimettono al loro posto questo tipo di interlocutori.

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    1. Tendenzialmente tendo a lasciare perdere questo tipo di situazioni, ma capisco il tuo punto di vista.
      Non condivido però il blasting come modo di “mettere a posto”, si può semplicemente far notare di non parlare a vanvera di cose che non si sanno

      Piace a 2 people

      1. Se sei accomodante li alimenti, hai ragione, infatti non intendevo questo.
        Penso a qualcosa del tipo “non ti ascolto neanche perché parli di cose che non sai”
        In questo modo zittisci senza blastare
        Blastare é qualcosa del tipo “Quando in terza media hai finito di studiare, ti hanno insegnato i verbi?” In questo modo umili la persona, ma entrambe le frasi intendono la stessa cosa: se non sai, taci

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  3. Il blasting gratuito può essere sbagliato, ma verso chi si pone in maniera arrogante, pensa di sapere tutto e magari si esprime pure come un troglodita, credo non sia altrettanto negativo. Bisogna anche saper stare al proprio posto.

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    1. Il commento é simile a quello di gaialor, sono d’accordo che ci siano troppe persone che ostentano la voglia di mostrare di sapere, quando non é così.
      Mi dà però fastidio il blasting come modo di fare, é da arroganti, si passa dalla parte del torto

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  4. Io penso che quando l’interlocutore è violento e incita all’odio e sia del tutto recalcitrante a una riflessione logica, sia anche un buon modo cercare di smascherare i suoi deficit. Ma non deve essere un modo per autopromuoversi quanto piuttosto un modo per contrastare un atteggiamento tossico.

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