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Le fiabe dei Fratelli Grimm, non sono quello che sembrano

Buone feste di Pasqua, ponti e chi più ne ha, più ne metta, a tutti!
Come avrete notato non ho avuto molto tempo da passare sul blog, ero immerso in eterni e ameni banchetti.

Ma ora sono tornato, con più chili che mai e sono pronto a recensire questa raccolta di favole che ho avuto il piacere di leggere.

Credo che in molti conoscano i Fratelli Grimm, specialmente grazie al film, che da piccolo mi terrorizzava, mi ricordo perfettamente la scena del cavallo che si mangia la bambina e alla serie tv.
Credo anche che tutti sappiano che i Fratelli Grimm hanno scritto della favole, ma credo che in pochi sappiano quali esse siano.
Vi faccio alcuni esempi, presenti nel libro.

  • Biancaneve,
  • Cappuccetto Rosso,
  • Raperonzolo,
  • Rosaspina,
  • Il principe ranocchio,
  • I musicanti di Brema,
  • Tremotino (proprio quello di Once Upon a Time),
  • Pollicino,
  • Hansel e Gretel,

a cui si aggiungono altre fiabe meno note…
Avrete notato sicuramente che molte delle favole più famose, quelle riprese anche dal mondo del cinema, sono presenti in questa raccolta.
Ci tengo inoltre a precisare che i Fratelli Grimm sono realmente esistiti e vissuti fra il ‘700 e l’800 in Germania.

Scendendo nel dettaglio, queste fiabe sono accomunate da ambientazioni tetre e storie prevalentemente tenebrose, che non sempre hanno un lieto fine. 
Rispetto a Il mondo di Beatrix Potter, bellissimo le fiabe dei Fratelli Grimm possono non piacere immediatamente ai bambini.
Tuttavia credo che evitarle a causa dei contorni grotteschi non sia una buona idea, perché il bambino eviterebbe il contatto con temi poco allegri che prima o poi faranno parte della sua vita.
Spetta al genitore raccontare bene la favole per non terrorizzarlo!

A proposito di pubblico adulto, ritengo questa raccolta di fiabe sia più che adatta “al mondo dei grandi”. Sarete sorpresi da alcune storie, come quella di Tremotino, che è crudelissima.
Non sottovalutate quindi le fiabe dei Fratelli Grimm, non sono affatto come credete o come le vedete rappresentate nei cartoni animati.
Da questo punto di vista, la serie tv rende maggiormente giustizia al tipo di ambientazione, horror, che i due fratelli avevano costruito.
Ma prima è arrivata la Disney che ha stravolto queste fiabe (in parte fortunatamente), rendendole adatte ai bambini.

Al prossimo articolo!

 

Categorie:favole

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26 risposte »

  1. Io sono cresciuta con le storie originali dei fratelli Grimm e, non avendo visto i film della Disney fino a molto più avanti, non sono rimasta tanto sconvolta come si può pensare, ma capisco perfettamente quello che vuoi dire!

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  2. Molti pensano che i Grimm abbiano scritto le storie come Disney le ha fatte, invece – essendo stati esperti di linguistica – sono andati a intervistare persone come anziani contadini e artigiani, per raccogliere le diverse versioni delle storie e ricostruirle come, probabilmente, sono nate.
    Le fiabe trascritte dai Grimm hanno poco di rassicurante XD

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  3. Per non parlare di Cappuccetto Rosso, le cui origini risalgono alle corti medievali…Cappuccetto Rosso rappresenta la fanciulla pura, mentre il lupo, nei panni della nonna, incarna la corruzione della carne…una storia che è stata poi profondamente modificata nel corso dei secoli sino ad arrivare alla forma odierna.

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  4. In realtà su questo argomento c’è un sacco di confusione e, spesso, malinformazione. Il punto è che spesso non si tratta di racconti inventati per puro intrattenimento (sebbene venissero spesso raccontate alla sera per passare il tempo, davanti al camino o nelle stalle), ma contengono sempre un importante insegnamento di vita, talvolta oscuro. Sono tutti simboli che agiscono spesso a livello inconscio, così che da piccoli se ci piace una determinata fiaba è perché in qualche modo ci parla e ci dice qualcosa che in quel momento abbiamo bisogno di sentire, anche se magari non riusciamo a capire cosa sia.

    Io non credo siano così spaventose, anche per i bambini. Ovvio, se si confrontano con gli adattamenti Disney qualsiasi cosa sembrerà atroce, ma si tratta di storie perfettamente adatte a loro, anzi, che sarebbe consigliabile raccontare ai bambini nella loro versione originale, non per motivi filologici, ma perché la versione derivante dalla tradizione popolare che si trova nei libri dei Grimm mantiene ancora intatto il loro carico simbolico e inalterato il messaggio che intendeva dare. Messaggi tra cui il più importante era che il male viene sempre punito e la virtù premiata: per questo i cattivi muoiono sempre, e spesso malissimo (fa eccezione la fata cattiva de La Bella Addormentata, ma perché non è quello il punto della storia).

    C’è poi sicuramente anche un discorso di diversa sensibilità nei confronti dell’infanzia: oggi, secondo me, si tende fin troppo a proteggere i bambini dal male, con la conseguenza di proporre loro versioni di Cappuccetto Rosso in cui il lupo si ravvede e i due diventano amici: è una storia che non serve, che per noi è rassicurante ma ai bambini non dice nulla, non ne traggono nulla.

    Scusa il commento così lungo!

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    • Figurati, commento super gradito e produttivo, con il quale sono d’accordo.
      Hai fatto emergere il tema della famosa bambagia, sempre più attuale.
      Come ho detto in altri commenti, io preferisco le fiabe dei Grimm nella versione originale, cruda.
      Il problema é che molti non la conoscono, sono abituati appunto a quella Disney e comprando il libro per i propri bambini potrebbero rimanere stupiti e talvolta delusi. Oppure potrebbero spaventare i bambini, leggendo con timore delle storie che non rispecchiano le loro aspettative.
      Ho tentato di ammonire in questo senso il pubblico adulto, a cui é rivolto l’articolo.
      Queste fiabe sono stupende, ma sono ben lontane dai cartoni Disney, ma valgono la pena di essere lette, anche ai bambini

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    • In realtà può anche servire, la storia in cui il lupo fa amicizia con CR, ma magari a un’età un po’ più alta (e magari in una costruzione più complessa delle ultime versioni Disney delle storie, coi cattivi che non sono mai davvero egoisti o psicopatici, ma solo povere anime ferite dalla vita).

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      • Per me c’è da distinguere le due cose, le nuove versioni delle fiabe e le versioni Disney.

        Walt Disney stesso ha sempre ammesso di non essere interessato a riportare fedelmente su schermo le fiabe originali, preferendo concentrarsi su realizzare un bel film piuttosto che essere filologicamente accurato; una posizione che può piacere o meno, ma che tutto sommato è legittima. Oltretutto in questo modo ha tratto dei bellissimi film da un materiale di partenza molto scarno; penso ad esempio a Rapunzel, in cui hanno costruito dei bellissimi personaggi e una storia anche piuttosto matura, con il rapporto tossico e malato tra lei e la madre, da una storia di tre paginette scarse.

        L’altro, secondo me, è molto più grave, perché va a toccare quello che è il messaggio della fiaba raccontata tutti i giorni al bambino. E’ diversa una storia vista alla televisione o al cinema, e una raccontata da noi: quella raccontata da noi ha molto più impatto, rimane incastonata molto più profondamente. La storia di Cappuccetto Rosso, così come è stata tramandata, è fondamentale, perché parla dei pericoli che si possono incontrare tutti i giorni e dell’importanza di fare attenzione per evitarli. Insegna, però, anche che, se ci troviamo in difficoltà, possiamo contare su qualcuno che ci viene ad aiutare. E’ una storia che deve essere raccontata, e in questi termini, con i simboli che possono essere capiti ed elaborati dalla loro mente, anche se in modo inconscio. Altrimenti ci resta solo una storia magari rassicurante, ma che non dice nulla di concreto, che non serve a niente.

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      • Ti dirò, quando avevo sei anni e mi hanno raccontato la favola di Cappuccetto rosso, così com’era col lupo e tutto, la morale non me la sono manco filata di striscio, ho pensato solo al lato thriller e avventuroso. Comunque, mi era già stato detto di non parlare con gli sconosciuti perché non è detto che siano brave persone e magari ti rapiscono etc., e mi è rimasto impresso più di qualsiasi allegoria e metafora di favole e fiabe, che apprezzavo per il lato fantastico.
        Se un bambino è di coccio, non puoi sperare di girarci intorno, devi spiegare il problema o non è scontato che ci arrivi 😉

        Comunque, lo capisca o meno, una versione alternativa della storia, se scritta bene, resta una storia scritta bene e anche quella può insegnare in modo sottile, come ogni storia.

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  5. A quanto ne so, il libro dei Fratelli Grimm in origine si chiamava “I racconti del focolare e i racconti per i bambini”, ebbe le fiabe che hai citato fanno parte dei “racconti del focolare”, erano storie non specificamente per bambini, ma per tutti che si ascoltavano nelle case dei contadini, durante le lunghe serate di inverno, quando non si lavorava la terra. Qualcosa di simile sono fiabe francesi raccolte da Perrault e quelle napoletane di Gianbattista Basile (da cui sono stati tratti ben tre film, C’era Una volta con Sofia Loren, Il Racconto dei Racconti e La Gatta Cenerentola).

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      • A me il film è piaciuto parecchio, perché era da anni che non vedevo un film italiano d’argomento fantastico e con un cast di attori veramente bravi (su tutti Toby Jones e Salma Hayek). La Gatta Cenerentola, che è un film d’animazione, ammetto di non averlo mai visto. C’era Una Volta con la Loren e Omar Sheriff passa a volte su TV2000 ed è un bel film con la prima versione di Cenerentola, narrata con lo stile della commedia all’italiana.

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  6. Io a casa ho un vecchissimo libretto che s’intitola “Le fiabe del focolare” e credo che raccolga tutte le fiabe più importanti dei fratelli Grimm ♥
    Che dire, la fiaba è un genere letterario su cui ricade un’orda di pregiudizi (della serie “sono solo storielle per bambini”, oppure “eh, ma i personaggi sono tutti stereotipati!”). In realtà, c’è molto da approfondire al riguardo – e la raccolta dei Grimm è un ottimo modo per farsi un’idea di cosa siano le fiabe, per capire che possono benissimo essere per adulti. Riguardo alle trasposizioni Disney, io non sono contraria a qualche rifacimento delle storie originali… Dipende sempre da come viene realizzato. Quello che m’infastidisce è la recente “crociata” contro le fiabe portata avanti da una parte del pubblico (forse nemmeno troppo grande ma rumorosa), che:
    a) sembra prendere tutto alla lettera, come se i significati metaforici non esistessero, quando invece sono molto importanti per le fiabe
    b) grida allo scandalo per la (presunta) presenza di messaggi diseducativi, sessisti e quant’altro.
    Il risultato è che la stessa Disney sembra aver dimenticato, almeno in parte, cosa sia una fiaba e quali siano i suoi meccanismi (tirando fuori robe come il live action de “La Bella e la Bestia”…).
    Comunque, tornando ai fratelli Grimm, credo che la loro raccolta non debba mancare in una casa dove si ama il fantastico 🙂 E il fantasy stesso ha dei legami con la fiaba, dopotutto!

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    • Ciao e grazie per il commento!
      Hai assolutamente ragione, le fiabe sono per tutte le età e purtroppo molte persone rinnegano la loro parte “bambina” perché la scambiano per una debolezza, come se non avessero avuto un’infanzia.
      É un peccato, perché molti racconti, come quelli dei Fratelli Grimm, sono dei capolavori della letteratura.
      Anche io sono contro i live action della Disney, ma ammetto che l’unico che mi é davvero piaciuto é proprio quello de “La Bella e la Bestia” 😂
      Rispetto alla “crociata” contro le fiabe non sapevo che fossimo giunti a livelli simili… La gente sta male 😲

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      • Guarda, a me “La Bella e la Bestia” non è dispiaciuto affatto, però a livello di sceneggiatura ha vari problemi a gestire le metafore del cartone del ’91. Può sembrare una copia fedele dell’originale, con delle aggiunte magari anche interessanti, ma in realtà ha apportato dei cambiamenti sottili ma fatali, o quasi. Io inizialmente pensavo che un eventuale problema fosse proprio la troppa fedeltà al cartone, ma mi sono ricreduta dopo più visioni e grazie a una video-recensione molto illuminante.
        Per quanto riguarda la “crociata” contro le fiabe, ti assicuro che è così… Qualche tempo fa, in Francia mi sembra, era stato richiesto che fiabe come “Cenerentola”, “Cappuccetto Rosso” e “La bella addormentata” fossero vietate nelle scuole, perché ritenute sessiste. Poi non so com’è andata a finire, sinceramente… però ti dà un’idea della questione.
        Per non parlare delle affermazioni in merito da parte di attrici famose (l’esempio più lampante è quello di Keira Knightley), o di quello che si può leggere in proposito su alcuni blog femministi, che praticamente riducono tutto quanto a una caccia allo stereotipo sessista, senza tener conto di nessuno degli aspetti positivi delle principesse più “datate”.
        Per carità, io rispetto molto il femminismo, ma a volte si cade negli estremismi. E poi non possiamo proteggere i bambini e le bambine da tutto, prima o poi il mondo lo dovranno affrontare. Per me le fiabe hanno molto valore… L’importante è avere accanto una o più figure adulte che chiariscono eventuali aspetti problematici 🙂

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      • Sono perfettamente d’accordo su tutto!
        Anche secondo me il femminismo sta un po’ sconfinando ed io non sono assolutamente maschilista.
        Ne ho parlato anche nella recensione di Avengers Endgame, dove ho trovato un’eccessiva ricerca del concetto di donna paladina e uomo incapace di reagire alle insidie della vita.
        Rispetto alle fiabe dipende dal punto di vista che usi.
        Sinceramente non vedo del sessismo, anzi, un’esaltazione della figura femminile.
        Si pensi solo all’espressione “sei bella come una principessa” che si riferisce proprio alle fiabe. Però anche in questo caso si può opinare che la bellezza sia solo esteriore…
        Insomma, non se ne verrà mai a capo!

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      • Più che il femminismo in sé, penso che siano alcune persone femministe a esagerare. Il problema è che tendono a farsi sentire molto, mentre magari chi mantiene una visione meno estrema – ed è comunque femminista – riceve meno attenzione. Perché si sa, la polemica e le provocazioni attirano di più, i discorsi equilibrati e sensati di meno.
        La questione che poni sulla dicotomia donna paladina/uomo incapace è interessante. Rappresenta ciò che io tendo a chiamare “femminismo mediatico”, ovvero un femminismo superficiale, di facciata, buono solo per chi non guarda le cose in profondità. Della serie: il femminismo sostiene che le donne siano capaci di autodeterminarsi e le vuole emancipate e consapevoli; allora presentiamo una donna che sa fare tutto da sola (spesso utilizzando la forza fisica), vedrete che al pubblico femminile piacerà! E l’uomo lasciamolo da parte. A conti fatti, chi produce un film vuole soprattutto vendere, e magari del femminismo non gliene importa nulla, in realtà. Comunque sia, essere donne emancipate e consapevoli non equivale necessariamente a essere delle guerriere che menano colpi a destra e a manca e che non hanno mai bisogno di aiuto. Anzi, chiunque prima o poi ha bisogno di aiuto nella vita, indipendentemente dal sesso – e questa è una lezione che, di tanto in tanto, andrebbe ricordata. Ma credo che poche persone siano disposte a farlo.
        Riguardo alle principesse, penso che non siano tutte uguali e che ognuna abbia i suoi pregi e i suoi difetti. Per il fatto della bellezza dipende: secondo me, una principessa non deve per forza essere bella, ma di fatto molte lo sono (da qui il complimento). Di per sé non è un male, più che altro bisogna fare attenzione a non dare troppa importanza alla cosa 🙂

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      • Bellissimo commento davvero.
        Hai chiuso anche la discussione nata sul mio articolo rispetto a Avengers Endgame.
        Capitan Marvel incarna perfettamente il tipico personaggio femminile che dimostra di essere fortissimo sotto ogni punto di vista, fisico e psicologico.
        Grazie!

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