Giochi da tavolo

Monopoly Empire

Come primo articolo dell’anno dedicato ai giochi da tavolo, ho scelto di recensire questo Monopoly rivisitato in chiave moderna.

A Monopoly Empire si può giocare da due a quattro giocatori, a differenza della versione base del gioco che è da due a sei.
Il meccanismo di base di gioco è identico: ognuno controlla una pedina, possiede dei soldi iniziali, tira due dadi al suo turno, il giro è orario, ci sono la prigione, gli imprevisti e una variante delle probabilità, infine se passi dal Via ottieni un bonus in denaro.

Cosa cambia?

Innanzitutto lo scopo del gioco, che non è mandare in bancarotta gli altri giocatori, bensì completare il proprio grattacielo.
Ogni grattacielo ha rappresentati sopra dei numeri, in senso crescente, i quali indicano il proprio capitale.
Per aumentare il proprio capitale si comprano le proprietà e questo funziona come nel Monopoly classico, ossia si acquistano finendoci sopra, oppure all’asta. 
Ogni proprietà, che rappresenta un marchio famoso, ad esempio, la Ducati, ha un corrispondente segnalino che va piazzato sul proprio grattacielo.
Più il segnalino è grande, più spazio occupa, più aumenta il tuo capitale.
Come nel Monopoly classico, le proprietà che valgono maggiormente (che costano di più e i cui segnalini sono i più grandi), sono quelle che si trovano poco prima del VIA.
E come nel Monopoly classico, le proprietà che si trovano prima del parcheggio e dopo il “Vai in prigione” hanno lo stesso valore effettivo di quelle dell’altro colore e precedenti, ma costano di più, il che è sconveniente.

Ritornando al VIA, quando ci passate ritirate tanti soldi, quanti sono quelli indicati sul vostro grattacielo.
In sostanza, più siete ricchi, più vi arricchite, il che rispecchia molto il mondo odierno.
Tuttavia in un gioco da tavolo basato sul denaro, questo è molto disfunzionale, avvantaggia ancora di più chi è vantaggio.
Vi dico che ho vinto la partita in quattro turni, non esagero, sono passato dal VIA appena una volta.
Questo perché ho comprato diverse proprietà importanti, sfruttando le carte che sostituiscono quelle probabilità, se non erro si chiamano empire.

Queste carte hanno effetti sproporzionatamente potenti, sono in grado di cambiare letteralmente una partita.
Esse possono essere a vantaggio del proprio giocatore o a svantaggio degli altri.
Qualcuna può non essere favorevole a voi stessi, ma solo in funzione dell’effetto relazionato con l’attuale situazione di gioco.
Come dicevo, le carte sono molto potenti e l’unico modo per rendere il gioco divertente e dinamico è ostacolare fin da subito gli altri giocatori, ad esempio rubando le loro proprietà.
Se un giocatore diventa potente e gioca indisturbato, come nel mio caso, salvo colpi di immensa sfortuna è imbattibile.
Se fate a gara con lui perdete, perché le proprietà sono limitate e non colmerete mai il distacco.
Dovete quindi ostacolarlo, costringerlo a spendere molti soldi per comprare una proprietà e togliergliela subito dopo.

Il gioco quindi è molto strategico, ma questo meccanismo non può essere compreso da dei bambini, che sono il teorico target.
Sembra quasi un passatempo per i broker di Wall Street. Ovviamente sto esagerando, ma era per dare un’idea.
La logica rimane carina, intrigante, l’idea possiamo dire che è originale.
Se il gioco però non viene giocato agonisticamente, diciamo, è poco avvincente. 
Pertanto lo consiglio a dei ragazzi, più che a delle famiglie che hanno dei bambini. 

Riguardo agli altri motori di gioco del classico Monopoly, ci sono delle differenze:

  • La prigione c’è e funziona esattamente allo stesso modo, cambia solo la cauzione da versare alla banca.
  • Il denaro è diviso solo in pezzi da 50, 100, 500, il che semplifica il gioco, forse troppo.
    Lo scambio di denaro fra i giocatori è molto ridotto rispetto al classico Monopoly.
  • Il parcheggio gratuito ha una piccola variante interessante: se ci finisci sopra e paghi una certa quota, puoi svolgere un altro turno.
  • Se completi la serie di loghi di uno stesso colore, hai diritto ad un piccolo bonus che si tramuta in un segnalino da aggiungere al tuo grattacielo.
  • La società elettrica e quella dell’acqua potabile esistono, se acquisti delle loro quote hai diritto a dei piccoli segnalini.
    Il prezzo delle quote è alto, è consigliabile acquistarle solo se strettamente necessario.
  • Se finisci sul terreno controllato da un altro giocatore, devi pagargli tanti soldi quanto è la quota del suo grattacielo (come dicevo prima, più uno è ricco, più si arricchisce).
    Perciò una proprietà vale l’altra, l’importante è possederne tante e importanti.
    Nel Monopoly classico, riscuotere delle rendite poteva non cambiare affatto la condizione dei giocatori coinvolti, qua è molto diverso perché chi deve pagare si impoverisce molto, viceversa chi incassa. 
  • Non esistono né case, né alberghi.
  • Non ci sono le stazioni.
  • Non ci sono le due tasse, sono sostituite da due caselle che però occupano la stessa posizione.
    Una ti costringe a riposizionare una tua proprietà sul tabellone, l’altra ti consente di posizionare quella di un altro giocatore sul tabellone.
  • C’è la possibilità di scambiare le proprie proprietà per mezzo degli effetti di alcune carte. Non ci sono i classici “se mi dai questo, io ti do questo” che danno vita a infiniti litigi, la dinamica degli scambi è stabilita dal gioco.

 

Conclusioni: 

Il gioco è carino, non si può non dirlo ed ha un prezzo competitivo.
Le componenti sono apprezzabili, così come il design, tuttavia è il classico gioco usa e getta. 
Difficilmente in una libreria carica di giochi lo scegli per fare una partita, anche all’interno degli stessi Monopoly.
Come ho detto, il gioco è molto intrigante se giocato in modo competitivo da giocatori esperti o molto svegli, altrimenti è noioso e poco divertente.
Un altro pregio rimane la sua semplicissima meccanica di gioco, comprensibile anche dai più piccoli. 

Non mi è piaciuto affatto che il gioco sia progettato per dei bambini e insegni che l’unica cosa che conta nella vita è il denaro.
Anche il Monopoly classico si fonda sul denaro, ma l’ambientazione è completamente diversa e non avverti questo senso di potenza dei soldi e di competitività.
Tanto è vero che a Monopoly vinci, come detto all’inizio, se mandi in bancarotta gli altri, mentre a Empire vince il più ricco.
Se avete dei bambini a cui volete regalare un Monopoly, vi consiglio piuttosto quelli a tema Disney.

Al prossimo articolo!

8 risposte »

  1. Io ci ho giocato, non mi è piaciuto, ho avuto sfortuna all’inizio e durante la partita non sono riuscito a trovare un modo per riprendermi… non avevo modo di continuare la partita ma trovandomi tra amici, mi sono divertito ugualmente.

    P.S. abbiamo preso Blood Rage e Lettere da Whitechapel, due giochi da tavolo, li conosci? Te li consigliamo vivissimamente 😃😉

    – Mic

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      • Ah, sai che Blood Rage in questi giorni era scontatissimo? Su amazon lo potevi acquistare a 54€!!!

        Lettere da Whitechapel è un altro gioco bellissimo, ambientato nella Londra Vittoriana di Jack lo Squartatore, un giocatore interpreta Jack e altri cinque gli agenti di Scotland Yard che devono cercare di catturarlo. Diventa emozionante quando gli indizi del passaggio di Jack per le strade cominciano a emergere e per Jack comincia a farsi difficile (per me che gioco come Jack è stato così)

        – Mic

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  2. cribbio, già il monopoli classico è un problema educativo, questo sembra proprio proposto dal Demonio in persona XD a parte gli scherzi, ho provato col bimbo un monopoli a tema SUPER MARIO, proprio quello della nintendo. Molto più rapido, molto più semplice: guadagni stelline, sconfiggi nemici e affronta il boss. Conta solo la fortuna! Un grande classico dei videogame portato sul tavolo, eliminando tutta la storia del denaro e le piaghe infernali del classico monopoli 🙂

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