La caduta di Gondolin – parte 1

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Ciao,

Ho deciso di dedicare una breve serie di articoli approfonditi su questo libro, quasi certamente l’ultimo della famiglia Tolkien.
Questi articoli riassumeranno la trama della caduta di Gondolin, la quale è presente in più versioni nel libro. Ho deciso di muovermi in questo modo, perché la storia non è semplice e riprende personaggi e terre di cui gli amanti del Signore degli Anelli non hanno mai sentito parlare.
Ci troviamo infatti nella prima era della Terra di Mezzo, migliaia di anni prima della Guerra dell’Anello.
Sauron non è che un servitore del Signore delle tenebre, del più potente dei Valar, Melkor o Melko o Morgoth (per dirlo alla maniera elfica).
Questi intende conquistare la totalità di Beleriand, la porzione più vasta della Terra di Mezzo, sterminando così i suoi nemici giurati: gli Elfi.
Ci tengo a precisare che Beleriand non la trovate nella Terza Era. Essa è stata sommersa dai Valar, gli dei elfici, dopo l’ultima battaglia contro Melkor.
La mappa di Beleriand la potete trovare su internet, è molto bella e interessante. Noterete in particolare quello che dicevo prima: la parte ovest della Terra di Mezzo è stata sommersa, mentre, dai Porti Grigi e dagli Ered Luin, verso est, la terra è rimasta emersa. La Terza Era continuerà qui.

Prima stavo parlando delle brame di Melkor, ebbene, egli intende conquistare la città elfica di Gondolin. Essa è protetta da una magia che rende impossibile raggiungerla se non dagli abitanti stessi. Inoltre è circondata da alte montagne, il che la rende impossibile da individuare. Ce la farà Melkor a conquistarla?
Trama della prima stesura da parte di J.R.R. Tolkien:
Tuor è un umano che ottiene il favore di un Valar, Ulmo, che è il dio del mare.
Questi gli affida una missione delicatissima, ossia raggiungere la città segreta di Gondolin. L’obiettivo di Tuor è di convincere il re di Gondolin ad unirsi alle forze del bene (uomini, elfi, Valar) contro il potere crescente di Melkor.
Tuor accetta e si mette in viaggio guidato dai Noldoli, l’unica razza elfica a poter raggiungere Gondolin (essendo un un rifugio creato per loro dai Valar, vi giungono senza neanche accorgersene).

Chi giunge a Gondolin, che è una splendida città marmorea nascosta in una vallata (vedi foto), non la abbandona più.
Re Turgon propone a Tuor di rimanere, ma si rifiuta categoricamente di accettare la proposta di Ulmo. Preferisce proteggere il suo popolo piuttosto che combattere contro Melkor e vedere molti dei suoi sudditi morire.
Tuor sa che il rifiuto di Turgon condannerà Gondolin, ma accetta di rimanere, è estasiato da cotanta bellezza.
L’umano si innamora poi della figlia di re Turgon, Idril.
Con lei ha un figlio, di nome Earendel.
Il tempo scorre e nei due innamorati aumenta un’ansia insopportabile, sono convinti che Melkor attaccherà Gondolin come Ulmo ha predetto.
In segreto cominciano a scavare una galleria sotterranea che conduca oltre le montagne che racchiudono Gondolin.
Le loro paure sono ben fondate.
Menglin, un elfo in contrasto con il re, viene catturato da alcuni orchi e costretto da Melkor a rivelare come entrare nella valle nascosta. Il traditore confessa che è impossibile, eccetto per la magia nera.
Melkor dedica quindi tutti i suoi sforzi a creare un esercito stregato, il cui elemento trainante è la presenza di enormi serpenti che sputano fuoco. Il loro compito è aprire la strada al resto dell’esercito demoniaco.
Immaginatevi un esercito immenso, centinaia di volte più letale di quello che attacca Minas Thirith nella Terza Era. Immaginatevi le peggiori creature malvagie e le più pericolose.

Proprio quando Tuor ed Idril iniziano a spargere in città la notizia sulla galleria, l’assalto delle forze di Melkor comincia.
Re Turgon convoca un consiglio a cui i più grandi signori di Gondolin partecipano.
Menglin il traditore propone di rimanere in città e difenderla, sapendo che è la tattica peggiore, mentre Tuor propone di affrontare il nemico a viso aperto, prima che invada la pianura. Menglin fa leva sulla cupidigia del re, ricordando che uscendo dalla città essa potrebbe essere saccheggiata.
Turgon si lascia persuadere e dichiara di non abbandonare Gondolin.
Tuor inveisce, ma ormai il dado è tratto. Organizza la difesa come può, comandando il suo corpo d’élite.
Gothmog, il comandante dei Barlog e dell’esercito di Melkor, ordina di fare breccia nella città.
I Noldoli, la razza elfica che dimora a Gondolin, tentano di uccidere i grandi serpenti, ma è tutto inutile. Sono ricoperti di metallo, sono esseri innaturali e imbattibili. Gondolin viene attaccata anche da Orchi e Goblin, che servono a saccheggiarla e a rompere la resistenza. Il loro compito è anche quello di catturare gli Elfi e portarli da Melkor, il quale li renderà schiavi.
Tuor capisce che la situazione è drammatica e decide di raggiungere la moglie ed il figlio che si trovano a casa. Vuole convincerli a fuggire e dirgli quindi addio.
Quando vi giunge scopre che Menglin ha rapito sia Idril che Earendel ed intende uccidere il bambino scagliandolo dalle mura della città verso il vuoto.
Tuor raggiunge i due familiari e uccide Menglin eroicamente.

La battaglia continua ferocemente, Tuor è ovunque a difendere i punti nevralgici (sembra che si teletrasporti) insieme ai soldati elfici dei vari quartieri della città.
Molti Barlog sono abbattuti, per la prima volta nella storia.
Le forze di Melkor, aiutate da spaventosi draghi, conquistano la prima cinta muraria, subendo tuttavia perdite inimmaginabili.
Tuor e i suoi soldati, insieme ai campioni di Gondolin, si ritirano e convergono verso il palazzo reale. Lì organizzano l’ultima resistenza e combattono strenuamente.
Gothmog, il signore dei Barlog, viene ucciso.
Re Turgon esce infine allo scoperto, nomina Tuor suo successore e gli ordina di fuggire dalla città con quanta più gente possibile.
Tuor obbedisce e conduce gli esuli verso la galleria. Molti periscono, i superstiti osservano la città cadere nella mani di Melkor.
Turgon muore, la sua bianca torre crolla e con lei Gondolin.

La galleria scavata da Tuor consente ad alcuni cittadini di salvarsi. Lui e Idril si ricongiungono con il figlio.
Decidono di fuggire oltre le montagne, sperando di riuscire nell’impresa. Molti Elfi li seguono, altri tentano una via più sicura e veloce, ma vengono sterminati dalle sentinelle che Melkor ha disposto lunga la catena montuosa.
Quando l’obiettivo sembra essere raggiunto da Tour e i suoi, un’imboscata improvvisa arresta i fuggiaschi. Sono le grandi aquile (le antenate di quelle dello Hobbit e del Signore degli Anelli) che dimorano sulle vette delle montagne a salvare la ormai scarna compagnia.

Gli esuli vagano poi per terre ignote per un anno, sinché non giungono alla foce di un fiume, in soli ottocento.
Lì decidono di vivere, sotto la protezione di Ulmo.
Earendel, il figlio di Tour diverrà un elfo molto importante, sarà il padre di Elrond di Gran Burrone.

Così finisce la prima versione della caduta di Gondolin.

Christopher Tolkien ci spiega come suo padre avesse narrato questa storia in appunti frettolosi e a tratti indecifrabili. Il suo lavoro è stato perciò complicato e meticoloso.
Ci tengo a precisare di avere tralasciato diversi personaggi, descrizioni e aneddoti.
Lascio a voi il piacere della lettura, che è immenso.

La Caduta di Gondolin è il primo testo epico di Tolkien che trovo scorrevole e immediatamente comprensibile.
Ho letto solo la prima parte, come ho già detto e non vedo l’ora di leggere le altre.
Al momento lo consiglio davvero caldamente a tutti gli amanti di Tolkien, ma non solo, a tutti gli amanti del fantasy e dell’epicità.
Il problema è il prezzo, su cui speculano un bel po’.
La versione illustrata da Alan Lee ha dei disegni magnifici, i migliori mai visti.
Complessivamente è un libro che vale la pena di essere acquistato, trasmette emozioni uniche.
Ti sembra di combattere insieme a Tour e alla sua immensa ascia.
Ti sembra di assistere alla tragedia di Gondolin in prima persona, avverti la disperazione, la paura, il coraggio e la voglia di difendere la propria patria.

Il fatto più bello è che nulla è reale, è tutto frutto della fantasia, eppure le emozioni lo sono.

Per acquistare il libro cliccate qui

Ci vediamo con la seconda parte, a presto!

13 comments

  1. Bell’articolo, ho comprato qualche giorno fa il volume e non vedo l’ora di leggerlo! P.S. Numenor non appartiene al Beleriand, ma viene evocata dai Vala in posizione intermedia fra la Terra di Mezzo e Valinor;)

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    1. Ero sicuro che l’avresti preso!
      Per Numenor intendevo che prende il posto di Beleriand, visto che non è chiaro modifico l’articolo. Se non sbaglio si trova poco lontano da quella che era la costa sud-ovest.
      In ogni caso non ci poniamo tanti problemi, i Valar hanno fatto fuori pure Numenor 😂

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    1. Ti posso capire, non è una lettura semplice nemmeno lo Hobbit in realtà, perché ricco di arcaismi.
      Per quanto riguarda Tolkien non posso che dirgli grazie all’infinito. Pensa che senza di lui non esisterebbe il fantasy, per non parlare del Signore degli Anelli!

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  2. Non conoscevo il contenuto di questo libro, adesso è nella mia wish list! 😁 ho già letto il signore degli anelli, lo hobbit e i figli di hurin, volevo prendere anche il silmarillion ma ho sempre esitato, non saprei spiegare bene perché… Comunque adesso mi è tornata la voglia di leggere altro di Tolkien!

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    1. Ciao!
      Prima del Silmarillon che è estremamente complicato e descrittivo, ti consiglio proprio la caduta di Gondolin. Come ho detto nell’articolo si legge bene.
      L’unico problema è che potresti non capire alcune cose che per essere capite necessitano della lettura del Silmarillon stesso.
      Il mio articolo nasce proprio per spiegare questi aspetti e renderli comprensibili, sono contento che ti sia piaciuto e grazie per aver commentato!

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  3. Finalmente ho avuto modo di leggere il volume…concordo pienamente con quanto hai scritto in questo articolo, la versione presente nella prima parte, oltre ad essere molto piacevole da leggere, ha un sapore veramente epico e ti coinvolge sino alla fine. Mi chiedo se, fino alla fine, il successo di queste ultime pubblicazioni di scritti tolkieniani non spingerà la Bompiani a rivedere la questione legata ai diritti e alla traduzione italiana di tutti i volumi della «History of Middle Earth». Sarebbe l’ora, sinceramente, di mettervi mano (e aprire il portafoglio, dati gli alti costi che ciò presupporrà).

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  4. Non voglio anticiparti nulla se non che la seconda parte è, secondo me, più interessante per «gli addetti ai lavori», ossia, in questo caso, i lettori maggiormente interessati a comprendere l’evoluzione del legendarium tolkieniano. A me è piaciuta, ma confesso di essere particolarmente di parte, non solo – o non tanto – per la mia passione nei confronti delle opere tolkieniane, ma anche perché sono da sempre un grande appassionato della saga di Gondolin, al punto da far sì che uno dei protagonisti dei miei racconti riceva in dono una spada forgiata nella città di Turgon.

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    1. Molto interessante!
      Gondolin mi ha sempre suscitato un fascino particolare, forse perché è una città nascosta e segreta, oltre che utopica e meravigliosa.
      Mi piace tantissimo anche la suddivisione in quartieri, ognuno con la sua storia e le sue peculiarità, avrei preferito un maggiore approfondimento in tal senso, ma ahimè ci dobbiamo accontentare

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      1. Concordo, credo che una parte notevole del fascino di Gondolin risieda nel suo essere nascosta e, per ironia della Sorte, a poca distanza dalla fortezza di Morgoth! Inoltre ci sono i grandi eroi che danno la vita per questa città: Echtelion, Glorfindel, lo stesso re Turgon…insomma, non sono pochi i motivi per amare Gondolin.

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